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lavoro pubblicato lunedì 15 febbraio 2016
ultima lettura mercoledì 6 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Matrimoni in piazza

di ANGELA PRESTIANNI. Letto 759 volte. Dallo scaffale Teatro

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Matrimoni in piazza

Personaggi:

Elvis

Valentino

Delia

Luisa

Atto unico

Esterno pomeriggio estivo.

Entra in scena un uomo di mezza età.

Bell’aspetto. Ha con sé una valigia. Si sistema al centro della scena. I rumori che si odono riportano, con l’immaginazione, ad una piazza nel cuore di una grande città. Gente che passeggia sul porfido della piazza, schiamazzi di bambini che giocano, cani che abbaiano ed in lontananza il traffico dell’ora di punta pomeridiana.

Elvis

< Valigia mia, siamo arrivati! Ti piace questo punto della piazza? Secondo me ci sarà un bel via vai di gente di qui a poco.>

Appoggia la valigia sul suolo in posizione verticale. Fa un intero giro intorno ad essa guardandosi intorno un po’ perplesso. Dopo qualche minuto di tentennamento appoggia la valigia di piatto e ci si siede sopra.

Elvis

< Fa ancora caldo, ma sono certo che rinfrescherà!>

Si mette l’indice della mano in bocca e poi porta il dito in alto

Elvis

<Infatti, non mi sbaglio, si sente una leggera brezza e l’aria calda lascerà il posto a quella più fresca.>

Si alza, mette la mano destra a taglio appoggiata alla fronte e guarda in tutte le direzioni come se fosse un capitano a bordo della sua nave e scruta in direzione dei quattro punti cardinali.

Elvis

< Il traffico sulle vie che costeggiano la piazza è ancora intenso, si smorzerà anche quello ed il rombo dei motori si acquieterà dandomi respiro e spazio>

L’uomo ora incrocia le dita delle mani allungando le braccia tese in avanti, le porta in alto, fa qualche flessione piegando le ginocchia, libera le mani, allarga le dita al massimo ed inizia a fare ciao, ciao con le mani simulando un esercizio fisico.

Elvis

<Qualche minuto di riscaldamento non nuoce mai,

cara la mia valigia!>

Si inginocchia vicino alla valigia ed inizia ad accarezzarla.

Elvis

< Quante ne abbiamo viste insieme cara mia compagna di viaggio.

Un tempo mi accompagnavi nelle mie escursioni turistiche.

Abbiamo visito mondi vicini e lontani.

Città metropolitane e Paesi esotici.

Ora sei il mio supporto logistico.

Custodisci le armi del mio lavoro di artista di strada…

Oh, mia cara, vecchia valigia, ma per me sempre bella! >

Bacia la valigia con enfasi e poi sempre accarezzandola armeggia con la cerniera chiusa che avvolge il bagaglio e la apre.

Elvis

<Dunque mia magica valigia,

vediamo un po’ che cosa mi regali questa sera?

Bene, ecco qua…per iniziare…un bel tappetino orientale

Posiziona il tappetino davanti alla valigia.

Durante il racconto mima i movimenti della danzatrice del ventre.

Elvis

<Questo minuscolo capolavoro di arte tessile

l’ho avuto in regalo da una splendida donna tunisina,

sembrava una principessa,

una rosa del deserto.

Aveva una figura esile,

gambe lunghissime e

lunghi capelli neri come la pece

che portava raccolti in una crocchia sulla nuca.

Era un’insegnante di danza del ventre e

su questo minuscolo tappetino ci ballava un pezzo.

I suoi eleganti piedi erano in movimento,

ma non si spostavano di un centimetro.

Si aveva l’impressione che lei occupasse, con la sua danza,

un enorme spazio, invece la magia era data dal fatto

che il suo palcoscenico era tutto in questo tappetino.

Tutto il suo corpo fluttuava sinuoso ed

il suo ventre…

il suo ventre ipnotizzava lo sguardo degli avventori.

Quella sera i suoi occhi scelsero me tra la folla e

continuammo, più tardi,

una danza intensa e suggestiva…noi…soli…

tra veli e profumi speziati…

su questo piccolo tappetino…che ancora parla di lei.

Oh Jamila … mia principessa del deserto!

Estrae dalla valigia un cappello stile Panama.

Anche in questo caso mima la sua descrizione.

Elvis

< Adorabile cappello, il solo vederti mi riporta ai tropici. Quando ti indosso mi sento un grande…

si un grande come Ernest Hemingway.

Mio Panama, simbolo di luoghi caraibici e dell’estate infinita.

Testimonial di tramonti incantati su spiagge paradisiache.

Sei diventato patrimonio dell’umanità,

mai scelta più giusta fu presa!

Proprio su una spiaggia esotica,

una fanciulla ecuadoregna lo indossava.

Al di sotto delle falde bianche due profondi occhi neri mi trafissero ed io fui perduto per sempre.

Volli amarla, al ritmo di rumba,

lasciandole indosso solo questo cappello.

Tenerlo tra le mani ancora adesso mi da il tormento.

Il desiderio si risveglia e mi torna il fermento di scoprire luoghi incantati, natura incontaminata e

bellezza, bellezza infinita delle donne.>

Sistemato sul tappetino con le falde in su, tira fuori un minuscolo seggiolino da campeggio pieghevole e lo apre posizionandolo di fianco al tappetino.

Elvis

< Questo è un oggetto un po’ meno esotico,

ma anche questo è il dono di una donna.

Ah… le donne…

sono la mia droga…la mia malattia…la mia vita!

Tre giorni passati in un campeggio d’alta quota,

sulle meravigliose Alpi, deciso ad intraprendere

il “Giro del Monviso”

In verità non fu così, invece del Monviso

intrapresi il giro della…., di un altro monte, via!

Una donna era in tenda da sola,

il marito l’aveva lasciata per avventurarsi

in una scalata rocciosa.

Si annoiava, si annoiava molto, la poveretta.

E’ logico, vai in vacanza col marito e poi lui ti lascia sola

per fare roccia?

Vacci da solo a fare roccia!

Ora, se la donna in questione fosse stata, come dire, una roccia lei avrei anche potuto capirlo, ma no, ma no!

Certi uomini non li capirò mai!!!!

Chi non ha i denti ha il pane e che pane,

croccante, profumato, caldo!!!!

Mi propose un te, mi fece accomodare sul seggiolino e…

ci si accomodò anche lei…

su me e…

sul seggiolino…

Fu un’escursione alpina…favolosa!!!!!!!!>

Entra in scena il secondo personaggio, Valentino un signore anziano, distinto, molto elegante.

Valentino

< Buona sera,

saluto, perché sono molto educato,

ma la situazione incresciosa non lo riterrebbe opportuno.

Cos’è lei uno di quegli artisti che

si mettono agli angoli delle piazze e

poi strimpellano non si sa che

per scippare qualche spicciolo agli ingenui di buon cuore?>

Elvis

<Buona sera a lei, Signore!

Il pomeriggio si sta trasformando in una piacevole serata,

a quanto pare,

grazie al suo inatteso intervento e…

in ogni caso, visto che anche io sono molto educato,

le auguro il trascorrere di un’ottima serata!>

Valentino

< Non faccia finta di non aver capito, dico proprio a lei.

Già mi sembra di capire che faccia parte di quei parassiti che non pagano le tasse, non pagano bollette, non fanno nulla per tutta la vita e scroccano,

scroccano e basta>

elvis

< Veramente…!>

Valentino

< Non mi interrompa, quando parlo…

dicevo… lavativo, scroccone, buono a nulla…

si presenta qui con una valigia,

un tappeto e cosa pensa di fare…,

ma non c’è un vigile in giro…

quando servono non ci sono mai!!!!!!!!!!!!!!>

Elvis

<Un vigile, Signore… e perché mai?

Non sto facendo nulla di male!>

Si avvicina una ragazza vestita in jens, t shirt e scarpe da ginnastica, ma con i capelli acconciati come se fosse una principessa con un diadema fra i capelli.

Valentino

< Il mondo , ormai, è solo più popolato da pazzi!....Santo cielo, cosa mi rappresenta questa?

Deve fare uno spettacolo con questo qui?

Arrivano, si piazzano,

che impudenza!

Non se ne può più, non se ne può piu!>

La ragazza si ferma divertita

Elvis

<Signore, non capisco, forse

è stata una brutta giornata per lei

ed ora ha voglia di rivalse

sui primi malcapitati che incontra?>

Valentino

< Cosa ne vuol sapere Lei delle mie giornate!

Come si permette, io sono un rispettabile cittadino, di quelli che hanno sempre lavorato e pagato le tasse e

non tollero… non posso tollerare….!>

Delia

< Chi non può tollerare?

Sbaglio o ce l’ha anche con me?

Ci conosciamo per caso?

Forse è il nonno di qualche mia amica?

Hum.. Forse bisnonno,

i nonni di delle mie amiche

hanno decisamente un aspetto più giovanile

di quest’antipaticone qui!>

Elvis

< Buon giorno radiosa ragazza, qualcosa mi dice che oggi per te, invece, sarà una serata speciale>

Valentino

< Un giorno speciale per scappare dal manicomio, certo.

Purtroppo hanno chiuso anche quelli,

per questo motivo i pazzi sono tutti in giro!>

Elvis

<Pazienza, mettiamoci tanta pazienza,

è sempre da mettere in conto

la presenza di qualche contestatore>

Valentino

<E’ un mio diritto,

nient’altro che un mio diritto>

Elvis

<Meglio evitare questa spiacevole conversazione

Prima che mi venga l’istinto di lasciargli andare un rovescio sul muso impertinente che si ritrova.

Vediamo di sviare l’argomento.

Qual è il tuo nome dolce principessa?>

Delia

< Mi chiamo Delia, porto, onorata, il nome della mia nonna materna. Oggi mi osserverà felice dal cielo, ne sono sicura!>

Elvis

<Guarda ti faccio vedere una cosa>

Elvis si inchina e tira fuori dalla valigia una fotografia. Valentino guarda di sottecchi, curioso.

Elvis

<Delia, ecco qua, guarda….Questa vecchia fotografia racconta il mio giorno speciale>

Delia

<Bellissima…oh, ma questo sei tu? E lei…| Come è bella!>

Elvis

< Era un bel giorno di fine primavera,

le giornate già ricordavano le temperature estive.

Nella notte un temporale aveva reso il cielo limpido e trasparente come non se ne erano mai visti.

Il vento aveva fatto traslocare ogni nuvola tanto che

l’azzurro era di un’unica intensa tonalità di blu.

Le rondini coronavano con i loro eleganti voli

quello scenario idilliaco.

Io, davanti alla chiesetta bianca con le tegole rosse, aspettavo irrequieto l’arrivo dell’auto

che stava trasportando la mia felicità!>

Valentino

< Esatto i manicomi sono chiusi e questi qui girano fuori indisturbati, non se ne può più, non se ne può più!

Quanto ciarpume in quella specie di valigia,

sicuramente il tipo qui è un senzatetto

e vive esclusivamente di elemosina

Poi cosa succede, che non ce la fanno comunque

e poi, quindi, chiedono contributi su contributi.

Noi rispettabili cittadini paghiamo e

loro mangiano, mangiano, mangiano e mangiano!

Pretendo i miei diritti!!!!>

Delia

< Cosa sta blaterando sotto voce,

mentre ci fissa con aria omicida

se le diamo così fastidio,

perché non va a farsi un bel giretto invece

di stare qui a sentire i nostri discorsi>

Valentino

< Ragazzina, irriverente e….e….>

Delia

< E…e…immagino pazza|

La smetta per favore!

Oh, su continua il tuo racconto,

per favore,

è tutto così romantico

ed oggi per me tutto deve essere così romantico!

Tra parentesi qual è il tuo nome?>

Elvis

< Il mio nome è Elvis, indovina di chi era follemente innamorata mia madre quando era in mia dolce attesa?>

La ragazza improvvisa qualche passo sulle note, in sottofondo di rock and roll.

Delia

<Immagino del grande Elvis Presley!>

Valentino

< Certo, siamo in Italia e senti che razza di nomi vengono dati, le impiegate del Comune dovrebbero…

dovrebbero rifiutarsi e

registrare nomi solo come Dio comanda….

Cosa mi rappresenta

Estri, Enis, evis,…prisli, stisli!

Valentino, questo è un nome di tutto rispetto!>

Elvis e Delia in coro

< Perché lei si chiama Valentino?>

Valentino

< E allora, certo è un bellissimo nome e ne vado fiero>

Delia

< Scommetto che la sua di mamma aveva un debole per il bel Rodolfo Valentino!>

Valentino

< Rodo…che!!!!! >

Delia

<L’intrigante attore, il divo per eccellenza, sex symbol , vero latyn lover, lo sciupafemmine di inizio secolo scorso!>

Valentino

<Ma, ma, ragazzetta insignificante, con quella pettinatura ottocentesca non essere maleducata parlando della mamma, la mia adorata mamma!!!

Mia madre, che è una vera signora,

non sa neanche cosa siano i latin lover.

Al cinema non è mai andata

I miei nonni, mio padre l’hanno sempre considerato

Uno spettacolo volgare e peccaminoso.

Un’arma del diavolo tentatore!>

Delia

<Si, si …alla sua età ancora crede a queste storie frutto dell’ignoranza di intere generazioni!!!!!!>

Elvis

< Ancora in vita, Signore la sua reverenda madre?>

Valentino

< Ancora in vita si, è centenaria e

le auguro ancora altrettanti anni!>

Delia

< Bel privilegio alla sua età avere ancora la mamma!>

Valentino

< Si la mia mamma, la mia mamma! >

Delia

< Sono felice per lei,

ma ne risulta che è

il classico mammone italiano,

non ha ancora spezzato il cordone ombelicale!

Però, ora, se si allontana per favore,

visto che ci ha dimostrato,

chiaramente, che non siamo persone a lei gradite,

mi piacerebbe conoscere il resto della storia che mi stava raccontando Elvis>

L’anziano si sposta di qualche passo , ma tende l’orecchio per ascoltare curioso.

Delia

< Allora, allora, stavi aspettando intrepido la tua felicità…

continua, continua…!>

Elvis

< Avevo vent’anni, i mitici anni ottanta erano esplosi

a colpi di rock, discomusic e spalline imbottite che ingigantivano le giacche.>

Delia

< Si, ne ho sentito parlare.

Con le mie amiche,

tempo fa,

abbiamo partecipato ad una festa ispirata agli anni ’80.

Mi sono ispirata al look della mitica Madonna.

Capelli cotonati e sparati,

trucco vistoso,

minigonna e calze a rete con la riga sul retro e

poi via al ritmo di Like a Virgin!>

Elvis

< In provincia si viveva di riflesso questa moda, ma la possibilità di scovare qualche discoteca da qualche parte non ci mancava e via a scatenarsi col sound di Donna Summer>

Delia

< Vi siete conosciuti in discoteca?>

Elvis

<Non ci crederai, ma ci siamo conosciuti all’oratorio.

Hum…, conservo ancora da qualche parte un gagliardetto,

ricordo di una gita parrocchiale, vediamo, vediamo….>

Delia

< La tua valigia è come la borsa di Mary Poppins!>

Elvis

< Eccolo, qua, trovato.

E’ tutto stropicciato, ma la scritta è ben leggibile!

“Parrocchia di Santissima Maria Assunta, anno 1981,

gruppo “Giovani esploratori” Gita alla Gran Baita”

Dietro ci sono ancora tutte le nostre firme…,

guarda, guarda questa

è quella che ha rappresentato la mia felicità,

la mia gioia per la vita!

Fin che è durato!>

Delia

<Quindi, è iniziato in gita il vostro amore,

vi siete fidanzati da subito?>

Elvis

< Fidanzati, nooo!

Allora, in quei tempi si evitata la parola fidanzati, non si usava…,

si usciva, si usciva insieme!>

Una storia, una storia insieme!>

Delia

< Una storia, una storia insieme!

Così si dice adesso!>

Quindi, uscivate insieme e poi?>

Elvis

<Era bellissima,

musicista anche lei,

suonava la chitarra

Spadroneggiava nel suonare e cantare i testi

dei cantautori che in quegli anni emergevano.

Sapeva interpretare benissimo la Bertè e

quando lo faceva tirava fuori un sex appeal unico,

faceva accapponare la pelle.

Ci si riuniva la sera intorno al fuoco e

quando gli educatori si ritiravano a dormire

ci scatenavamo come dei ricci.

Di giorno preghiere, di notte….!>

Delia

<Così è iniziata la vostra storia…subito col sesso?>

Elvis

<Magari! C’era sempre qualcuno prima di me!>

Delia

<Come c’era sempre qualcuno prima di te?>

Elvis

<Diciamo che era una proprio libera, ma libera, libera!

Finalmente dopo tre giorni arrivò anche il mio turno,

fu talmente intenso il nostro incontro che il mattino dopo andai da Padre Gigi e chiesi di confessarmi

tanto mi sentivo confuso!

Credo che il padre,

anch’esso molto giovane,

ne abbia goduto per giorni del mio racconto!>

Delia

<Quindi solo una storia di sesso,

per te la felicità è solo sesso?>

Valentino

< Cosa centra questo con la foto…

non ci sono degli sposi lì raffigurati?>

Delia

< Senti, senti il nonno impiccione…per arrivare al matrimonio bisogna prima conoscersi…o…no?>

Valentino

< Non è detto…io ad esempio…>

Delia

< Ad esempio?>

Elvis

<La sua super mamma le ha propinato un matrimonio

combinato, forse?>

Delia

< Matrimonio combinato, perché succedeva realmente?

Mi sembra una roba da film non di vita vissuta…

be si…certo….

in certi Paesi di altre culture esiste questa formula,

ma mi fa strano uno come lei,

uno reale, in carne ed ossa proprio qui davanti a me

che abbia vissuto questa esperienza.

Possibile che lei si sia sposato

senza neanche conoscere

la propria sposa!>

Valentino

< Non solo non l’ho conosciuta, ma ci siamo sposati per procura. Ho potuto vedere solo una fotografia sfocata!>

Elvis

< Proprio simpatica la sua mamma! Cos’è l’ha scelta da un catalogo a punti di suo gusto e gradimento?>

Delia

< Hahaha, non ci posso credere!!!!!! Una fotografia!!!!!!!!!! Hahaha! Ma non aveva gli incubi per la paura di trovarsi incatenato a qualche mostro o roba del genere?

Per procura, che leggi del cavolo venivano attuate,

sa proprio di incredibile,

non vedo l’ora di raccontarlo in giro.

E’ una barzelletta, una barzelletta>

Valentino

<Perché…non c’è molta differenza con i vostri incontri,

con quelle cose lì…le chat…e faceboche…!

Tutti possono scrivere bugie e l’altro ci casca.

Anche in questo caso

gli interlocutori sono emeriti sconosciuti>

Elvis

<Però sembrerebbe che lei ne abbia avuto esperienza…

Di quelle cose lì o sbaglio!

Le piace, dunque, ciattare?>

Delia

<Evvaiiiiiiiiiiiiii! Che storia!>

Valentino

< Al circolo dei pensionati ci hanno fatto vedere come si fa e così mi sono attrezzato e ci ho provato…

ho conosciuto Rosina…!>

Delia

<Ci mancava la Rosina in chat…

Quale era l’oggetto delle vostre conversazioni?>

Valentino

<Ci raccontavamo il trascorrere lento delle nostre giornate.

Il bello ed il brutto di ogni situazione.

Riusciva a farmi parlare di…

sentimenti…

argomento tabù per me>

Elvis

<Le aveva parlato del suo aspetto esteriore?>

Valentino

<E’ evidente. Rosina scriveva

Di avere una decina d’anni meno di me,

quindi sui settanta,

settantacinque.

Di avere i capelli bianchi come la neve,

ma molto curati.

Mi aveva persino descritto il negozio,

dove, ogni settimana,

un parrucchiere si prendeva cura

dei suoi capelli corti, ricci ed ancora molto folti.>

Delia

<Naturalmente, portamento elegante, fisico longilineo

e bella ancora tanto bella>

Valentino

<Naturalmente>

Delia

<Lei come si descriveva?>

Valentino

<Esattamente come sono, sono un bel tipo,

mia madre ne va fiera,

a chiunque dice che

sono la cosa più bella e perfetta

che è riuscita a fare.

Sfido chi sostiene il contrario!>

Elvis

<Quindi è nata l’idea di incontrarvi?

Diceva di vivere qui in città?>

Delia

<Naturalmente, deduco, che

avesse rivelato alla sua Rosina

di essere un benestante

e, questo,

ha accelerato la bramosia di volerla incontrare>

Valentino

<Già, proprio così,

ma al nostro primo appuntamento

si è presentato un energumeno,

che mi ha sistemato di barba e capelli,

come si suol dire,

pronto per le feste!>>

Delia

< Cioè?>

Valentino

< Cioè, cioè…

mi ha derubato e

mi ha sbattuto per terra come uno straccio…

Ne ho avuto per quindici giorni tra

contusioni, abrasioni ed umiliazioni.

Tutto questo grazie alla mia stupidità!>

Delia

<La dolce mammina come l’ha presa?>

Valentino

< No, noooo, non lo sa! Non scherziamo! Mammina non deve

sapere niente!

Non dovrà mai venire a conoscenza del vero motivo!>

Elvis

<Che cosa ha raccontato a sua madre?>

Valentino

<Che sono stato travolto da un tipo in bicicletta

durante una delle mie passeggiate>

Delia ed Elvis

<Hihiiiii, hihihiiii, troppo divertente , però!>

Valentino

< Maleducati, maleducati…

vi racconto le mie disavventure e

ridete di me e della mia mamma…

maleducati…, maleducati!>

Delia

<Ci scusi, ha ragione!>

Elvis

<La storia di lei e la Rosina è proprio buffa,

dato il fatto che lei è parecchio strano, me lo lasci dire!>

Valentino si allontana sbraitando e gesticolando, senza uscire di scena.

Si avvicina una vigilessa molto avvenente.

Dalle prime battute si intende che Luisa ed Elvis già si conoscono.

Luisa

< Buon giorno, anzi buona sera siamo quasi al calar del sole>

Elvis

< Buona sera a lei, ha trascorso una buona giornata!>

Luisa

< Ho preso servizio da appena un’ora e per il resto le solite cose sa… com’è… la casa, la spesa, l’amore…!>

Elvis

<Immagino,

la sua è una vita molto piena…,

proprio piena!>

Elvis osserva desideroso le generose forme della donna.

Delia

< Scusi l’impertinenza,

ma non le va…

diciamo un po’ stretta …

questa divisa?>

Elvis

< Stretta, no, no,

è a dir poco perfetta,

esalta la figura femminile,

anche se,

rinchiusa in un simbolo delle forze dell’ordine>

Luisa

< Sempre carino lei, e poi dicono che

i gentiluomini non esistono più!>

Torna Valentino di corsa.

Valentino

< Questa è corruzione, questo è un tentativo di corruzione!>

Luisa

< Perché mai Signore?>

Valentino

<Corruzione…corruzione…

andrò dal Comandante a denunciare il tutto e

vi sistemo io per le feste.

La prossima volte ci penserete a deridere me

E la mia rispettabile famiglia>

Luisa

< Visto che la mette sul tragico

favorisca i suoi documenti intanto

e veda di non opporsi ad un pubblico ufficiale>

Delia

< Signor Valentino, lei vaneggia.

Una donna accetta e gradisce sempre un complimento.

Non vi è nulla di male nel farlo, anche se

questa donna indossa una divisa delle forze dell’ordine!

Ma via, ma come l’ha educata la sua mamma del cavolo!>

Valentino

< Hiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, ma siete tutti da ricoverare, io sono un cittadino che paga regolarmente le tasse….>

Delia

< Si, si lo sappiamo ce lo ha già detto,

non ricominci la tiritera per favore e

favorisca i documenti alla vigilessa o

deve chiedere il permesso a mammina!>

Valentino

< I …i …documenti, non li ho con me.

Mamma non vuole che li porti appresso,

potrebbero rubarmeli.

Me lo ha proibito soprattutto dopo l’incidente con la bici!>

Luisa

< Mammina non vuole? Ma da dove è uscito questo dalla neuro?>

Delia

<Incidente con la bici?

E’ talmente abituato a raccontare frottole

Signor Valentino

Che confonde la realtà con la fantasia!

E’ stato aggredito

da quello che si spacciava per la Rosina.

L’incidente in bici

Non esiste, non esiste!>

L’anziano inizia ad andare in escandescenze ed inizia a fare capricci battendo i piedi per terra.

Valentino

< Hiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, haaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, huuuuuuuuuuuuuuuu, heeeeeeeeeeeeeeeee, hoooooooooooooo>

Delia

< Fin qui l’abbiamo capito, le vocali le conosce tutte!>

Valentino

< Sono un rispettabile cittadino che paga regolarmente le tasse…>

Gli altri annoiati fanno tutti si ripetutamente con la testa.

Valentino

< Comunque, sono anche stato derubato realmente,

il mese scorso, ero uscito per una passeggiata,

senza il permesso di mamma>

Delia

< Certo e ci mancava che

a mammina bisognasse chiedere il permesso…

Anche per una semplice passeggiata.

Comunque se lo lasci dire

Lei è anche un po’ sfigatello

Se non arrivano da sole, se le cerca proprio col lanternino!>>

Valentino

< Già, un po’ sfortunato è vero lo sono.

Ero uscito per la mia solita passeggiata…

I documenti erano riposti con cura nel portafoglio.

Così oltre ad essere stato malmenato e derubato da quel tizio che

si spacciava per una dolce signora dal nome Rosina,

sono stato anche scippato un’altra volta.

Non avevo molto…

non porto mai molto denaro…

mamma non vuole…

ma all’interno del portafoglio c’era la foto della mia sposa.

L’unica fotografia della donna che mi è stata unita in matrimonio attraverso una squallida procura notarile.

Così non ho più nulla di lei.

Era bella, molto bella, giovane, tanto giovane…,

ma anch’io allora ero giovane, tanto giovane.>

Delia

<E scemo…tanto scemo>

Luisa

<Ragazzina suvvia non deriderlo, è figlio del suo tempo>

Elvis

<e di sua madre!>

Luisa

<E’ evidente di quanto sia semplice ed ingenuo questo pover’uomo e di certo se ne sono approfittati in molti di lui>

Delia

<Magari era finta anche la fotografia della sposa!>

Valentino

<Questo no, non distruggetemi questa illusione,

mi piace sognare pensando a quel dolce volto!>

Elvis

<Adesso vuole farci credere che

lei ha anche dei sentimenti sinceri?

Comunque non disdice di maltrattare la gente con la sua tiri tela che Lei è un onesto cittadino, che paga regolarmente

le tasse ecc. ecc.

mentre gli altri, tipo me,

sono tutti dei delinquenti!!!!>

Valentino

<Esatto, io sono un onesto cittadino che

paga regolarmente le tasse e pretendo che

gentaglia come voi non si metta agli angoli delle strade

per chiedere l’elemosina…

Capitooooooo!!!!>

Luisa

< Signor Valentino…>

Valentino

<lei non è degna di portare la divisa che indossa,

anche se le sta molto bene devo dire!

Lei è corrotta, perché,

invece di cacciare questo elemento qui,

ci civettuola!!!!.

Mammina ha forti conoscenze,

vedrete vi farò avere una bella lezione,

perché io sono un uomo rispettabile che

paga regolarmente le tasse,

onoro i miei doveri,

ma pretendo i miei diritti>

Delia

<Non se ne può più di questo! Mi sto innervosendo,

non è possibile proprio oggi in cui vivrò come in sogno!>

Luisa

< Che sogno realizzi?

Ma, noooo, non dirmi che…!!!

Giusto, giusto è così evidente…

l’acconciatura!

Scusa, che sbadata,

non l’avevo proprio capito!

Auguri, auguri

E dire che sembri ancora una bambina.

Chissà come sarai carina?>

Valentino

<E’ incredibile l’abilità che avete tutti nel cambiare

i vostri discorsi pur di non dar retta

ad un rispettabile cittadino…>

Delia, Elvis, Luisa

< Che paga regolrmente le tasse!>

Delia

<Che palle, pero!

Parolaccia, ma no,

facciamo che questa si puà dire>

Elvis

<Signor Valentino, venga si sieda qui, sul mio sgabellino e parliamo, sono pronto a darle tutte le spiegazioni del caso>

Valentino si siede ed Elvis tira fuori dalla valigia una bottiglietta di grappa.

Elvis

<Guardi un po’ cosa custodiva la mia valigia!>

Valentino

<Già la valigia?>

Elvis

<La mia valigia, mia compagna di viaggio e di avventure, è magica lei sa dare al momento giusto il rimedio giusto…

a chi glielo chiede,

e credo che un goccetto di questa meraviglia non può farle male!>

Delia

<Magari per un momento dimenticherà la lezione che sa a memoria…

Io sono un rispettabile cittadino che paga le tasse!!!

Stordiscilo, dai, stordiscilo!>

Elvis

<Questa è una grappa speciale,

l’ho ricevuta in dono durante un mio concerto di strada.

Mi trovavo in un piccolo comune, ma molto suggestivo che

si trova su una dolce collina al crocevia

tra le terre di Langa e Roero nel nordico Piemonte.

Cherasco, Cherasco… così si chiama il Comune.

Dunque dicevo è una grappa di Barolo.

Il nome ne è già una garanzia.

Grappa di Barolo…solo il pronunciarla

ti trasporta tra vigne dorate e paesaggi incantati>

Delia

<Romantico!>

Valentino assaggia la grappa e ne apprezza a gesti il gusto ed il profumo.

Delia

<Peccato che sono astemia,

altrimenti,

per la curiosità me ne farei un goccio anch’io

ed oggi ne avrei proprio bisogno!

Tra l’altro mio caro Elvis,

mi piacerebbe sentire il seguito della tua storia,

interrotta da questo qui,

cocco di mamma!>

Luisa

<Signor Valentino se sua mamma fosse qui a vederla cosa direbbe?>

Valentino

<Perché, Mamma è qui?>

Elvis

< Se mamma fosse qui ne faremmo bere un bicchierino anche a lei

Sono sicuro che apprezzerebbe.

Suvvia Signor Valentino,

si rilassi ed inizi a godere dei piaceri della vita!>

Valentino

“E’ propria buona questa cosa qui,

potrei averne

ancora un goccetto?>

Elvis

<Certo!!!!

Ed ora che si è rilassato un po’,

la voglio tranquillizzare.

Innanzi tutto anche io sono un rispettabile cittadino che…>

Delia

< Paga le tasse… mi!!!!

Ci risiamo…ancora con sta filastrocca,

non se ne può più!>

Elvis

< Sono un musicista, insegno in un Istituto musicale e

quando sono libero mi piace tenere dei concerti,

così, agli angoli delle strade.

Nelle vacanze estive sono solito girare il mondo

E le assicuro che ne ho visti di posti e luoghi incantati

In compagnia della mia fedele valigia.

Potesse parlare,

ne racconterebbe delle belle!

Sono innamorato della gente

e mi piace far innamorare la gente con la mia musica>

Valentino

<E allora? Le tasse?>

Elvis

<Nei luoghi in cui suono pago l’occupazione del suolo pubblico ed anche i diritti delle musiche che eseguo e quel che mi resta delle offerte mi serve per arrotondare un po’ il mio stipendio, vivo da solo, ma si sa la vita è cara!>

Luisa

<Per quel che riguarda me, non sono corrotta, conosco bene Elvis, perché viene regolarmente a pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e quindi siamo diventati amici>

Elvis

<Purtroppo solo amici, per ora….>

Delia

<E be, si, sisi, sareste proprio una bella coppia>

Elvis

<Mi piacerebbe si, ma forse è un po’ troppo giovane per me!>

Luisa

<Parlando di ottimi vini, si sa…che…più invecchiano e

più sono buoni>

Elvis

<Questo discorso potrebbe proprio essere approfondito, magari più tardi davanti ad un bicchiere di un rosè perlato>

Luisa

<Perché no…>

Elvis

<Non so neanche il tuo nome>

Luisa

<Luisa>

Elvis

<Luisa, un nome che mi pensare ad un morbido velluto da cui farsi avvolgere ed a un profumo di violette di bosco delicate e forti allo stesso tempo tra cui tuffare il naso!>

Luisa

<Uao, uao…io finisco il mio servizio intorno alle 23…

Che dici ripasso di qua e ci rotoliamo nel velluto e le violette?>

Valentino

<Mi fate arrossire, che bello però!

posso venire anch’io?>

Elvis

<No, no mi spiace, la mamma non la lascerebbe mai!>

Valentino

<Infatti non mi ha mai fatto incontrare la mia sposa. Un’unica fotografia andata rubata è tutto quel che ho avuto di lei>

Delia

<Ma cosa significa?>

Valentino

<Significa che visto che per un “voto” della mamma a qualche Vergine Martire ci è stato imposto di essere casti, sto parlando di me e la mia sposa, lei ha ritenuto che sarebbe stato meglio non farci conoscere mai, così da evitare ogni tentazione.

Tanto più che l’unico scopo sarebbe stato quello di unire le proprietà di entrambi per sviluppare le industrie

di famiglia e creare, così, un’unica fusione.>

Luisa

<Perché non ha mai tentato di contattare

la sua sposa di nascosto?>

Valentino

<Disobbedire a mamma mai, ne sarebbe morta!>

Elvis

<Un bambino veramente infelice deve essere stato lei>

Delia

<Di sicuro se i miei mi avessero imposto una così, così desueta avrei messo tra me e loro migliaia di chilometri come minimo>

Luisa

< Che sentimenti di pena e tenerezza mi sta procurando la sua esperienza di vita,

per forza nell’invecchiare si è trasformato in un burbero arrabbiato con tutto e tutti>

Delia

<Che sfiga…anche con facebook, quella Rosina poteva ben essere

una persona autentica e non un tranello che si è rivelato un’imboscata. Poveretto pure le botte si è sorbito!>

Luisa

<Sua madre poi è veramente un tiranno. Solo una donna senza cuore può impedire al proprio figlio di amare in nome dell’interesse>

Elvis

<E’disumano pensare quello che un genitore può arrivare a fare al proprio figlio sbandierando, magari, per lavarsi la coscienza, che è stato fatto per amore, per il bene del proprio figlio>

Delia

<Quella donna, mi scusi ma…, non è degna

di essere chiamata “mamma”>

Valentino

<Io, l’amo è il mio unico punto fermo>

Elvis

<Nessuno vuole impedirle questo, caro il mio Valentino, mi permetta questo “caro” amichevole, perché il suo cuore ci parla di una fragile persona schiava di una mentalità insana e malata,

ma a tutto c’è rimedio>

Luisa

<Certo, Lei, valentino, è ancora un bell’uomo, ha un certo portamento elegante

e un certo nonsochè di…stuzzicante.

Al carattere con un po’ di sforzo ci si può rimediare e secondo me

si può cancellare il “Voto” che la sua mamma ha fatto, visto che lo ha fatto la sua mamma per lei e non lei per se stesso>

Elvis

<Scommetto che persino la Vergine Martire a cui si è rivolta sua madre si è girata dall’altra parte per il disappunto provato!>

Delia

< In poche parole si dia da fare e si faccia finalmente

Una bella…sco…, cavolo non posso pronunciare parolacce oggi,

oggi no, mi sono appena confessata stamattina. Niente parolacce almeno sino alla cerimonia!>

Luisa

<Se la piccola, qui non può dire parolacce, glielo impongo io allora, per rimediare al suo atteggiamento burbero le faccio un’ammenda e cioè dovrà trovarsi una donna disponibile a fare sesso sfrenato nel giro di due giorni

E, naturalmente, senza il permesso di mamma!>

Valentino

< Quante volte ho desiderato una donna!

Quante volte mi sono contorto nella solitudine del mio letto. Quante volte ho allontanato la mano dal mio corpo bruciante e desideroso per la paura di finire all’inferno seduta stante.

Era come se mamma fosse sempre lì ad osservarmi, anche quando ero solo, anche durante le notti in cui la sentivo russare

dalla sua camera.

Quando il sangue pulsava all’inverosimile mi picchiavo, mi picchiavo da solo finchè il desiderio che scaturiva dal mio corpo si placava ed il mio cuore si induriva sempre più>

Delia

<Mi sembra un racconto del Medio Evo, si li ho studiati a scuola, quei fanatici dell’inquisizione.

Quelli da una parola in su ti accusavano di stregoneria e via la rogo, piazza pulita.

Br…, mi vengono i brividi al solo pensarci>

Luisa

< Purtroppo, in qualche parte del mondo si continua tutt’oggi

Con modi di pensare che uccidono la dignità umana, soprattutto di quella delle donne>

Delia

< Nel caso di Valentino, è stato al contrario.

Inquisitrice e perseguitato.

Il succo è lo stesso mai nessun essere umano dovrebbe essere il tiranno dell’altro>

Luisa

< Siamo passati da un discorso all’altro ed il nostro musicista non ha finito di racconatrci la sua grande storia d’amore o forse era solo di sesso, non ricordo più.>

Valentino

< Giusto alla gita parrocchiale, la bella se l’era passati tuti, tranne lei, o sbaglio?>

Delia

< Già, quale strumento nasconde la sua valigia?>

Elvis

<Dai facciamo un giochino. Che strumento nascondo?>

Delia

<Clarinetto?>

Elvis

< Il clarinetto…no,no,no>

Luisa

<Chitarra, hum, no, troppo piccola…mandolino?>

Elvis

<Acqua, acqua e lei Valentino la smetta di sbirciare dentro!>

Valentino

<Tamburello? Nacchere? Armonica?

Ci sono violino, violino!>

Elvis

<Possiedo un violino, ma non potrei mai trasportarlo in una valigia, il violino è nobile, è principe, è sovrano e va trattato di conseguenza. Acqua, acqua, acqua>

Valentino

<Ho capito! Ha una di quelle cose minuscole, sottili come carta velina che possono contenere duemila brani e lei così fa tutto in playback>

Elvis

< Le abbiamo fatto il lavaggio del cervello, ma è inutile la sua cattiveria risale sempre a galla>

Delia

< Come gli stron….!>

Luisa

<Delia!!!! Ricordati cosa dovrai fare tra poco!>

Valentino

<Già, ma io non ho ancora capito cosa deve fare

Lei tra poco, con questi capelli tutti raccolti ed il diadema.

Recita parrocchiale, forse?

Visto che per un verso o l’altro provenite quasi tutti da ambienti religiosi.>

Luisa

<Io proprio no. Figlia di atei, nipote di Figli dei fiori

e sorella di una discepola di una setta indiana in cui si celebra solo l’amore libero. Che pacchia quando vado in vacanza con lei.

Torno a casa pallida, ma felice, tanto felice.>

Elvis

<Potresti portare con te il signor Valentino, la prossima volta,

Potrebbe diventare un santone o rinsavire una volta per tutte.

Comunque un posticino prenotalo anche per me,

voglio tornare a casa senza abbronzatura,

ma felice, tanto felice anch’io!>

Delia

< Torniamo all’indovinello?>

Luisa

<Giusto! Quindi chitarra no,

violino no,

piccoli strumentini no,

clarinetto no, però di questo

potrei darti qualche lezione privata io…

se vuoi…

che resta che possa entrare in una valigia

di medie dimensioni?>

Elvis

<Dai su, non dovrebbe essere così difficile?

Un po’ mi avete conosciuto!

Sicuramente ha a che fare con la mia personalità

Anche se so cambiare, cambiando tipo di strumento!>

Luisa

< Sempre più interessante il tipo!>

Valentino

<Uno di quegli strumenti che usano per la musica dei neri,

quella musica come si chiama…

è proprio qui sulla punta della lingua…dai, dai memoria aiutami.

Uffa quella musica che si fa nei bar, nei night,

nei locali notturni…>

Luisa

<Lei è tutto un controsenso, o ci ha raccontato una montagna di balle al quadrato sinora,

oppure,

oppure, non riesco più a capirla.

Da che è uno che vive fuori dal mondo,

protetto dalle gonne di mammina

a che parla di night e di musiche il cui ritmo è sensuale>

Valentino

<I film li posso vedere, la musica la posso sentire

E chissà come mai mi è venuto un flash,

quel film misto tra l’animazione ed i cartoni animati.

Mi è tornata alla mente quella meravigliosa Jessica Rabbit e la musica che accompagnava la vicenda d’amore tra lei ed il suo sposo, il coniglio>

Elvis

<Fuochino, fuochino>

Delia

<Certo il Jazz e lo strumento è…>

Luisa

<Il sax, certo un figo come te non poteva che suonare il sassofono. Jazz col sax!>

Elvis tira fuori il suo saxofono ed inizia a suonare.

Luisa

<Struggente, veramente struggente!>

Delia

<Sei veramente fantastico con questo strumento in mano!

Ho proprio voglia di ingaggiarti per tutta la serata.

Il mio ingresso sarebbe trionfale al suono delle tue note!>

Elvis

<Grazie, ma credo che stiate esagerando>

Delia

<Accipicchia…accipicchia…quando mi serve non ce l’ho mai>

Luisa

<Che succede, perché ti stai agitando così,

rischi di rovinarti l’acconciatura!>

Delia

<Elvis, per favore, nella tua magica valigia, dimmi che c’è un cellulare, ho lasciato il mio a casa e ti voglio assolutamente per la mia cerimonia!>

Valentino

<Quale cerimonia?>

Luisa

<Valentino, ma non ha ancora capito che la ragazzina, qui, stasera si sposa?

Le sembra normale andare in giro con quell’acconciatura?>

Valentino

<Infatti, dicevo, mi sembrava abbastanza strana,

ma ora comprendo, certo ora comprendo

e devo dire che è proprio bello il modo in cui le hanno sistemato i capelli.

Si anche la mia sposa aveva i capelli tirati in su

Ho capito deve essere una peculiarità delle spose

Farsi acconciare i capelli in questo modo.

Ecco, è vero, anche il diadema,

si molto bello ed elegante.

Certo vestita come è ora non ha senso, ma magari più tardi

Avvolta da chilometri di tulle bianco1>

Delia

<Se ne intende anche di tulle, lei è tutta una scoperta!>

Elvis prende il cellulare riposto nella valigia e lo porge a Delia.

Elvis

<Eccoti Delia…comunque…io non credo che con così poco tempo di preavviso io possa preparami per accompagnarti musicalmente durante la cerimonia>

Delia

<Dammi, dammi, quello che ho sentito mi è bastato, te lo restituisco subito! Grazie amico mio!>

Delia si allontana e mima una telefonata molto animata.

Elvis

<Mi sento impreparato, mi ha completamente spiazzato e poi

Non ho uno smoking con me

La mia valigia è magica, ma non sino a questo punto!>

Valentino

<Per questo non c’è problema!

Glielo posso fornire io.

Mia madre me ne ha fatti cucire su misura una serie

Solo per riempire gli armadi, mai indossati

Neppure per il mio di matrimonio con la mia sposa fantasma.

Visto che il matrimonio dal vivo non c’è stato.

Però per posare per la fotografia andata a lei

indossavo uno smoking.

Veramente molto elegante con i risvolti di lucido raso nero.

Ecco le farò avere proprio quello…

Visto che mi ha dimostrato che le tasse le paga!>

Ritorna Delia

Delia

< Bene, è tutto a posto, se accetti mio caro Elvis, ti ingaggio per la serata, a qualsiasi cifra, me lo posso permettere,

sono sicura che darai quel punto di forza in più a tutta l’organizzazione del mio matrimonio>

Elvis

<Sei talmente entusiasta che non posso fare a meno di accettare!>

Delia

<Evvaiiiiii, le mie damigelle schiatteranno d’invia, soprattutto quella che sta copiando ogni particolare perché il prossimo sarà il suo di matrimonio>

Valentino

<Sono felice che abbia accettato

Mi spiace ammetterlo,

ma è proprio un bravo musicista!>

Luisa

<Ma lei è lo stesso uomo che circa un’ora fa rompeva le palle con le tasse, la corruzione e tutte quelle robe là?>

Delia

<Un’ora fa,

vuol dire che è già passata

quasi un’ora

da quando mi sono fermata qui

incuriosita dalla discussione di Valentino ed Elvis?

Oddio… è meglio che vada,

ho ancora un sacco di preparativi da compiere,

ma prima, ma prima,

per favore Elvis

finisci di raccontarmi il tuo di matrimonio!>

Luisa

<Invece, aspetta, aspetta,

prima dimmi di te, carina.

Per favore raccontami qualcosa di te.

Dimmi perché oggi ti sposi?>

Delia

<Oggi mi sposo, perché amo alla follia

quello che tra poche ore sarà mio marito.

La mia è una semplicissima storia romantica,

ci siamo conosciuti,

è stato un vero e proprio colpo di fulmine.

Abbiamo constatato quanto siamo simili

e quanti interessi in comune abbiamo.

Lui per me è stato il primo,

io per lui la prima.

Ci siamo messi insieme che entrambi avevamo quattordici anni,

ed oggi che ci sposiamo

io ne ho ancora 19, lui ne ha appena compiuti 20 da un mese.

Ci crediamo, ci crediamo davvero.

Abbiamo subito il terzo grado

da parte delle nostre famiglie.

Abbiamo vinto noi,

Stasera ci sposiamo!>

Luisa

<Come da copione, ragazza, complimenti.

Dall’acconciatura devo dedurre che sarà

un matrimonio all’antica,

voglio dire, classico!>

Delia

<E’ da quando sono piccola

che sogno il vestito bianco a mongolfiera

con trenta strati di tulle,

decorazioni di madreperla e via dicendo.

Poi spero che mio padre pianga

accompagnandomi all’altare

e che mia madre sia orgogliosa

della sua bambina che ha scelto di essere sposa.

Una sposa felice!>

Elvis

<Immagino che nel tuo perfetto copione siano previsti

tanti bambini, tanti da poter formare una squadra di calcio!>

Delia

<Indovinato, hai vinto una fetta di torta nunziale supplementare>

Valentino

<Vigilessa Luisa, lei è sposata?>

Luisa

<Sposata, ma manco per idea!

Le donne sposate,

appena son finite le bollicine della prima bottiglia di champagne, finiscono tutte per fare le badanti ai propri mariti.

Mariti che non fanno voto di monogamia

neanche se li minacci con la pena di morte.

Devoti alla moglie, perché meglio della moglie

nessuno sa badare a loro,

ma che non disdegnano di darsi alla caccia

di allegre signorine.

Ecco, io faccio parte di quelle signorine.

Dal marito fedifrago,

prendo il meglio

cene, regali, week end

e che le mutande sporche le lavi pure la moglie!>

Delia

< Però tornano sempre a casa dalla moglie1>

Luisa

<E meno male!>

Elvis

<Smettila,

non vorrai mica rattristare la piccola Delia,

comunque, più tardi, mi interesserebbe molto approfondire

questo argomento con te,

interessante, molto interessante!>

Valentino

<Sbaglio, o lei ha interrotto

il mio discorso sui diritti e doveri

per mostrarci una fotografia,

cosa ritraeva, dunque?>

Delia

<Era una deliziosa fotografia

di un matrimonio.

Sposi ed invitati tutti in posa

davanti alla chiesetta bianca con i tetti rossi.

Lo sfondo dominato da un bel paesaggio bucolico.>

Elvis

< Ho avuto anch’io una moglie,

rappresentava veramente la mia felicità

e fummo felici per parecchi anni.

Purtroppo era lei, quella che ragionava come un uomo.

Dopo il primo decennio felice

Non gli bastai più!

Le sue mattinate furono occupate

sempre più spesso dal ricevere

visite di un certo tipo.

Voleva prendere due piccioni con una fava!

Si era messa in testa

di contribuire all’andamento economico familiare

e come farlo se non nel modo più idoneo alla sua indole giovanile?

Facendo la squillo!>

Luisa

<La squillo, che storia ragazzi>

Elvis

<Peccato che l’abitare in un condominio abbia insospettito

i vicini e così nel giro di poco tempo sono scattate le denunce>

Delia

<In conclusione?>

Luisa

<Arrestata, quindi?>

Elvis

<Arrestata, quindi!

Ha chiesto il divorzio dal carcere.

Finita la pena da scontare è scappata con un secondino

Non si sa per dove.

La mia felicità è andata, fuggita.

Io l’amavo e con lei ero proprio felice.>

Luisa

<Tristezza, ragazzi!

Ho ragione io a non impegnarmi con nessuno!>

Delia

<Amici, ora devo proprio scappare

la cerimonia mi attende.

Vi voglio tutti con me

siete tutti invitati.

Elvis non dimenticare che le note del tuo sax

faranno da sottofondo

al mio ingresso trionfale

nella navata principale del Duomo>

Elvis

<Aspetta voglio darti una cosa,

aspetta,

aspetta

ancora un momento.

Dove sei,

valigia da brava…

collabora

fammela trovare>

Delia

<Cosa?>

Luisa

<Cosa dai…

Sbrigati…

Cosa?>

Valentino

< Quali sorprese ci riserva ancora

quella valigia?>

Elvis

< Eccola, eccola qui!

Questa è la giarrettiera che indossava

la sera delle nozze mia moglie.

Indossala, ti darà quel pizzico di non so che

quando dividerai il letto con il tuo giovane amore>

Luisa

< Una cosa nuova, una cosa vecchia…

Non è così la tradizione!>

Delia

<Proprio così,

amici miei andiamo,

voglio proprio dividere

con voi il mio sogno che si avvera!>.

Elvis

<Stasera, niente concerto di strada,

ma sarò onorato di suonare

per la giovane Delia,

sarà come suonare per mia figlia…

Chissà come sarebbe stato avere una figlia…!>

Elvis ritira tutte le sue cose nella valigia e segue Delia e Luisa fuori scena.

Valentino

<Un attimo, un attimo,

aspettatemi…

devo avvisare la mamma>

Fuori campo i tre in coro.

<La mamma?>

Valentino

<Certo credo che sia diritto delle madri sapere

dove passano le serate i propri figli.

La gente rispettabile, che paga le tasse…>

Fuori campo i tre alternandosi nel recitare.

<Muoviti col fisco ci parli dopo

Abbiamo un matrimonio!!!!!!!!!>

FINE



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