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lavoro pubblicato domenica 14 febbraio 2016
ultima lettura martedì 7 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

[DOMANDA APERTA] E se un filosofo...

di AlbioTibullo. Letto 430 volte. Dallo scaffale Filosofia

Questione: se avete voglia di duellare a colpi di retorica e filosofia d'altri tempi, siete i ben accetti.

Prima di Kant, prima di Cartesio e Galileo, prima di Bacone e Bruno, persino prima di Sant'Agostino e della filosofia scolastica, esisteva un tempo fertile e rigoglioso per il pensiero dell'uomo, dove il giogo dell'onnipresente cristianesimo non opprimeva i capaci crani pensanti degli uomini liberi: sto parlando dell'età classica, quel simposio continuo di edonismo sfrenato e di riflessioni sulla scienza, sul concetto di verità, sull'archè, il principio primo di ogni sostanza creata.
E se quei Philosophi, dopo secoli di meritato riposo per la loro estenuante attività cogitativa, si svegliassero nelle vesti di un mediocre bidello di un qualsivoglia liceo classico, come troverebbero i fasti tempi dopo di loro?
Credo che non sia una domanda da poco, quindi procederò per gradi; il nostro sophista (mi rivolgerò al filosofo con questo pseudo-dispregiativo termine, così, per svago immotivato), imbracciato un libro, dopo esser venuto a conoscenza delle straordinarie capacità editoriali di oggi, inizierebbe a leggere filosofia da quale periodo storico, e perchè?
Ma soprattutto, avvalorerebbe le tesi degli altri pensatori (per quanto discordi con il proprio pensiero) o criticherebbe aspramente ogni nemico della propria?
Se decidesse di dare ragione a uno dei molti philosophi più recenti, con quale di essi discorderebbe maggiormente? E con quale andrebbe più d'accordo?
Infine, è secondo voi possibile filosofeggiare come una volta gli antichi? O le filosofie precedenti sono fin troppo avvalorate e scoraggianti per tentare ad "analizzare il reale con il proprio intelletto e ragione"?


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