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lavoro pubblicato martedì 9 febbraio 2016
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

NATURA SELVAGGIA: CAPITOLO IX

di Giovanni95. Letto 407 volte. Dallo scaffale Fantasia

"La sua vita corrispondeva alla morte di qualcun altro che condivideva con lui il territorio selvaggio di una città che si sporgeva sul bordo della rovina. Questa era la legge della Natura."..

Una volta che furono nuovamente capaci di parlare, i due ragazzi si voltarono verso il terzo che li guardava con uno strano sorriso.
- Cosa cerchi? - chiese Ligrev al nuovo membro.
- Cosa cerco? Nulla... - rispose il ragazzo ridendo. Finalmente a riposo Garmr poté osservare il loro salvatore, era un giovane ragazzo della loro età, i suoi abiti erano ricoperti di polvere e fango. Tuttavia Garmr notò che diversamente da loro, la sua pelle era candida e i suoi denti erano bianchi. C'erano altri segni che facevano dubitare a Garmr della provenienza del ragazzo. Le mani erano prive di calli ed era privo cicatrici. I suoi capelli di un biondo scuro, tendente al castano, sembravano essere stati lavati da poco.
- Nessuno fa nulla per nulla in questo posto. Cosa vuoi da noi? - insisté Ligrev.
- Ho voluto dare solo una mano. - fu la risposta del ragazzo.
- Non ti credo, hai in mente qualcosa, lo leggo in quel sorriso beffardo che hai stampato in faccia! - lo aggredì Ligrev.
- Datti una calmata, amico. - Disse il ragazzo mentre il suo volto mutò d'aspetto facendosi stranamente serio e feroce.
- D'accordo, non l'ho fatto per aiutarvi, in ogni caso non vi chiedo nulla in cambio. Tutto ciò che volevo ottenere l'ho già ottenuto. -
- Cosa volevi? - Chiese Garmr, incuriosito dal giovane che di certo non proveniva dal nido. - Tu non sei di queste parti, cosa ti ha spinto tra queste macerie? -
- Finalmente qualcuno che non mi aggredisce! - esclamò l'altro che aveva ripreso la sua tipica espressione sorridente. - Io non sono queste parti, come hai avuto l'occhio di notare. Da dove vengo ci sono ben poche emozioni. La fuga dopo il vostro piccolo furto è stata un piacevole passatempo. -
- Tutto quello che volevi era... un passatempo? - Disse incuriosito Garmr.
- Sei solo un pazzo fuori di testa. - commentò Ligrev.
- Forse è così, certo un grazie da parte vostra sarebbe gradito, vi ho comunque salvato la vita. - Rispose dopo una grossa risata.
- Grazie. - grugnì Ligrev prima di prendere il piccolo bottino e gustarlo.
- Grazie, ma risponderesti a questa mia domanda? Qual è il tuo nome? - Fece Garmr prima di imitare Ligrev mangiando i frutti che avevano rubato.
- Il mio nome? Io sono Sisith. - Rispose il ragazzo.
Finita la discussione i due ragazzini addentarono la refurtiva voraci, come fanno le bestie dopo un lungo digiuno. Per Garmr il dolce succo che gli riempiva la bocca aveva lo stesso sapore di un nettare divino. Nonostante tutto non riuscì a goderne a pieno, assaporava ad ogni morso il retrogusto amaro di aver privato un altro uomo affamato del cibo necessario alla sua sopravvivenza. La sua vita corrispondeva alla morte di qualcun altro che condivideva con lui il territorio selvaggio di una città che si sporgeva sul bordo della rovina. Questa era la legge della Natura.
Il sole stava cominciando a calare, Garmr e Ligrev avevano da poco finito di mangiare quando Sisith ricominciò a parlare: - Ora che avete mangiato e vi siete riposati dobbiamo trovarvi un posto sicuro dove restare. -.
- Dormiremo per strada, come facciamo sempre. Ma grazie per il tuo interessamento. - rispose Ligrev scontroso.
- Non capisci, avete creato confusione oggi, la polizia non ve la farà scampare tanto facilmente. Se non volete essere beccati dobbiamo fare in fretta. - Rispose riprendendo l'espressione seria che aveva fatto in precedenza.
- Forse dovremmo ascoltarlo Ligrev, non abbiamo mai creato così tanto scompiglio. E poi ci ha tirato fuori dai guai una volta, io ho fiducia in lui. - Intervenne Garmr.
Ligrev grugnì, Garmr sapeva che era poco incline a fidarsi degli altri, soprattutto di coloro i quali non riconoscevano la sua guida.
- Bene, seguitemi. - disse ancora una volta la voce e i tre ragazzini sgusciarono via dal vicolo in cui si erano rifugiati per mangiare e riposarsi. Attenti a non attirare troppa attenzione su di loro i giovani fuorilegge si allontanavano sempre di più dal centro del misfatto.
- Dove ci stai portando? - chiese Garmr dopo un quarto d'ora di marcia.
- In un posto fuori città dove sono solito nascondermi. - Disse Sisith e nello stesso istante in cui terminò la sua frase una donna urlò: - Sono loro! Polizia, polizia! -.
- Cazzo! - Esclamò Ligrev mentre iniziarono a correre ancora una volta.
Esattamente come al mercato quell'urlo aveva portato con sé una folla di persone imbestialite dalla loro stessa città. Questa volta però la sfida si stava facendo più seria. Qualcuno aveva veramente chiamato la polizia e le sirene si avvicinavano pericolose.
- Dobbiamo muoverci! - Urlò Sisith.
-Servirebbe proprio un'altra delle tue scorciatoie ora! - Gli fece eco Ligrev.
- Non ce ne sono da queste parti. Ascoltatemi, l'unico modo per farcela è far perdere le nostre tracce. Dobbiamo dividerci, non c'è altro modo. - Suggerì Sisith.
- D'accordo genio, ma dove ci ritroveremo? - continuò Ligrev.
- Uscite dalla città e dirigetevi verso il bosco, ci ritroveremo lì. - Detto questo Sisith si voltò ed iniziò a correre in direzione opposta. Poco dopo Ligrev svoltò a destra lasciando Garmr da solo a scappare da segugi inferociti.
Il piano di Sisith sembrava funzionare, la folla confusa aveva perso tempo, mentre la polizia stava cercando di sedare il tutto. Fu allora che lo strano sorriso di Sisith comparve anche sul suo viso. Garmr era certo che l'acume di Sisith superasse di gran lunga quello del suo maestro e ciò lo turbava. Per la prima volta il suo maestro era stato messo in secondo piano, qualcuno era stato capace di prendere il comando.
Raggiunse di corsa l'ingresso del bosco fuori città, aveva troppa paura per rallentare il passo. Poco dopo lo raggiunse Ligrev e infine Sisith. L'ultimo, però, aveva un paio di lividi sul corpo e qualche raschio.
- Non sottovalutate mai una grassona e il suo cagnolino da esposizione. - disse scoppiando in una risata fragorosa.
- Grazie ancora. - disse Garmr.
- Non c'è bisogno di ringraziarmi. Ci divertiremo molto insieme. - Rispose Sisith. - Seguitemi, vi porto nel mio nascondiglio. -.
~

“Dove sono? Che cosa mi è successo?”


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