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lavoro pubblicato lunedì 14 giugno 2004
ultima lettura lunedì 27 luglio 2020

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ARANCIONEARANCIO

di giuseppe settembre. Letto 1005 volte. Dallo scaffale Fantasia

ARANCIONEARANCIO E IL SEME MILLENARIO C’era una volta in una piccola isola in cui vivevano poche persone, un giovane ventenne, Arancionearanc...

ARANCIONEARANCIO E IL SEME MILLENARIO C’era una volta in una piccola isola in cui vivevano poche persone, un giovane ventenne, Arancionearancio che viveva insieme al suo migliore amico, una pecora parlante di nome Pecoparla. Ma un giorno, Pecoparla cadde in coma e il giovane Arancionearancio corse a chiamare il saggio del villaggio, Dosag, che era anche esperto nel campo della medicina, la quale visitò subito Pecoparla con continui mormorii << Uhm…uhm…>> e smise. << Allora? C’è la farà? >> chiese Arancionearancio guardandolo con occhi speranzosi, il suo cuore batteva velocemente << Che malattia gli è venuta? >> e porse le sue mani su Pecoparla per confortarlo. << La sua è una malattia rara, si tratta della colpianima, ovvero, rende il proprio corpo estraneo ai nostri sensi nervosi >> rispose tristemente notando il cupo volto d'Arancionearancio << Ma c’è una cura, solo che è difficile reperirla >> e notò un fugace sorriso sulla bocca di Arancionearancio, notò che si era accesa una speranza in lui. << Quale sarebbe la cura? >> chiese Arancionearancio spostandosi di colpo per notare il dottore << Allora!?! >> << Ci vuole il seme millenario >> rispose il saggio Dosag << E’ difficile recuperarlo perché è protetto da un guardiano che è un mostro, si tratta di un essere misto di tre animali annessi nello stesso corpo, Leone, Aquila e cavallo >> contando con le dita << Si trova in cima della montagna Rajigogo >> << E’ pericoloso! >> aggiunse il saggio Dosag. << Non importa, Pecoparla è un mio amico che ha bisogno d'aiuto e io lo aiuto; Gli amici si vedono al momento di bisogno >> disse Arancionearancio mentre si avviava a prepararsi la sacca da viaggio riempiendola di cose necessarie << Nel frattempo la prego di controllare Pecoparla mentre sono in viaggio >> << Stai tranquillo! >> rassicurò il saggio Dosag << Pecoparla è in buone mani, i tuoi genitori sarebbero stati fieri del tuo coraggio >> e lo sorrise. Arancionearancio uscì di casa per avviarsi verso la cima della montagna Rajigogo e dopo molti chilometri di scalata tra piccole frane, cadute, scosse, spostamenti di frammenti di rocce, ecc; giunse in cima della montagna Rajigogo dove notò un portone enorme argentato che era chiuso e con le sue raffigurazioni mostrava il suo totale splendore. << Adesso arriva il difficile >> disse tra sé Arancionearancio mentre estraeva una spada ben lucida, gli era stata lasciata da suo nonno materno che era un grande guerriero e a passi lenti con le mani salde nella spada, si avvicinava verso il portone argentato che si aprì mostrando all’estremità un lungo corridoio con le pareti rivestite di pietre illuminate dai bastoni infuocati posti alle pareti, sembrava essere nelle segrete di un castello. Alle sue spalle picchiettii di piogge cominciavano a colpire la superficie e dopo che Arancionearancio fu completamente dentro, il portone argentato si chiuse di colpo provocando una piccola scossa. << Fatti coraggio! >> disse tra sé Arancionearancio che riprese il suo cammino verso la fine del corridoio. Senza abbassare guardia, giunse alla fine del corridoio il quale notò una grandissima stanza luminosissima con al centro il seme millenario che splendeva pulsando e davanti un mostro enorme la controllava. << Che vuole? >> chiese il mostro dopo che si accorse della sua presenza guardandolo sospettoso. << Il mio amico è malato, gli è venuto la colpianima e ha bisogno del seme millenario >> rispose Arancionearancio timidamente indietreggiando spaventato senza voltarsi dal mostro; Il mostro aveva la testa di leone, il corpo di cavallo e due ali di aquila che al momento erano piegati. Il mostro non rispose subito, prima osservava senza sbattere le palpebre fisse sugli occhi di Arancionearancio e infine disse << Vedo che hai detto la verità ed il tuo cuore non brama menzogne >> e con uno dei suoi artigli tagliò un pezzo del seme millenario che diede in regalo ad Arancionearancio la quale lo ringraziò con inchini sinceri e sorriso gaio. << Lei non è cattivo come dicono giù al villaggio, lei non è un mostro >> disse Arancionearancio. << Sono contento che mi vedi come sono >> ringraziò il mostro << Mi chiamo Leonaquivallo e non sono cattivo come dicono, in realtà mi giudicano per il mio aspetto e già pensano che sono un mostro >> << Infatti bisogna conoscere il cuore per vedere come la persona sia veramente e non l’apparenza che a volte inganna >> concordò Arancionearancio << Solo DIO conosce i nostri cuori, egli ci giudica giustamente perché è verace; Non giudica in base all’apparenza, ma osservando i nostri cuori che rivelano come siamo veramente >> << Bravo! >> esclamò Leonaquivallo << Hai ragione, se vuoi, puoi venirmi a trovare, ne sarei così felice poiché non conosco nessuno >> << Te lo prometto se Dio vuole >> promise Arancionearancio ormai tranquillizzato dalla paura. << Adesso vai che il tuo amico ha bisogno di te >> disse Leonaquivallo << Così guarirà con il seme millenario che ti ho dato >> Così Arancionearancio dopo essersi congedato da Leonaquivallo, scese al villaggio creando stupore nei volti dei cittadini che lo vedevano con il seme millenario in mano. Grazie al coraggio d'Arancionearancio, Pecoparla era guarito e la loro amicizia divenne ancora più forte. E i due amici ripresero la loro solita giornata così felici e contenti che non si lasciarono più un attimo.


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