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lavoro pubblicato lunedì 14 giugno 2004
ultima lettura lunedì 27 luglio 2020

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GIALLABANANA

di giuseppe settembre. Letto 1031 volte. Dallo scaffale Fantasia

GIALLABANANA E LA TRIBU’ DEI CENTO SOLI C’era una volta in un piccolo villaggio tropicale, Tropillo, una giovane che sedeva su una piet...

GIALLABANANA E LA TRIBU’ DEI CENTO SOLI C’era una volta in un piccolo villaggio tropicale, Tropillo, una giovane che sedeva su una pietra grande mentre tagliava l’ananas in quattro pezzi uguali per ordine di un cliente. La giovane si chiamava Giallabanana, diciottenne ed era molto bella che tutto il villaggio sorrideva ad ogni suo passaggio per le strade; Essa lavorava in una piccola locanda di cui il proprietario, il signor melone, era un anziano che voleva molto bene a Giallabanana come fosse sua figlia essendo orfana di madre e padre che sono morti in un incidente, le cause e la dinamicità dell’incidente ancora non sono mai state chiarite; Aveva solo sei anni. Il villaggio era sotto la sovranità di un tiranno, il re Tresole X, la quale opprimeva il popolo che nonostante tutto, continuava a vivere riuscendo ad andare avanti, senza escludere enormi sacrifici. << E’ pronto l’ananas? >> chiese il signor Melone avvicinandosi verso Giallabanana che gli porse il piatto di legno con l’ananas appena tagliato. << Ecco! >> esclamò Giallabanana sorridente << Adesso posso andare? Ho finito il mio turno >> << Certo cara! >> esclamò il signor Melone e dalla tasca sinistra prese due monete che la diede a Giallabanana << Questo è un mio regalo, divertiti alla festa di stasera con gli amici >> Giallabanana prima esitò e con l’insistenza del signor Melone, accettò quei soldi con felicità << Grazie signor Melone, voi siete una persona rara per il buon cuore che possedete >> incontrando il sorriso compiaciuto del signor Melone che si avviò verso la locanda lasciando Giallabanana alle sue spalle. Il cielo era già oscurato dal nero inchiostro mangiandosi il giorno e le stelle in compagnia delle belle galassie, davano e mostravano tutto il loro splendore che Giallabanana mentre si avviava verso la sua umile casa, alzava la sua fronte ad ammirarli esprimendo felicità. I suoi genitori erano contadini, poveri ma felici che il padre non gli aveva fatto mancare nulla a lei e alla moglie. Giallabanana mentre era in casa, bella pronta per andare alla festa che si sarebbe tenuta nel bosco Felicxt, aspettava i suoi amici migliori, Leonfelix, un aspirante cavaliere, Ananina, una brava cuoca e Inventillino, uno scienziato pasticcione. I suoi amici giunsero presto e Giallabanana era felice di vederli, per lei erano suoi fratelli e sorelle che non aveva mai avuto essendo figlia unica. << Andiamo alla festa? >> chiese Leonfelix sorridente. << Certo! >> esclamò Inventillino. << Sono sicura che ci divertiremo tantissimo >> disse Ananina sospirando al solo pensiero. Ma, all’improvviso, furono circondati da una decina di esseri vestiti da una veste gialla che toccandoli, li portarono in un posto affollato di persone in compagnia di cento soli. << Dove siamo? >> chiese Giallabanana spaventata guardandosi intorno così come i suoi amici. Intorno c’era una grande tribù piena di persone che con un viavai affollavano il posto. Quei esseri che avevano portato il quartetto in quel posto, scomparvero improvvisamente comparendo al loro posto, un anziano accompagnato da quattro robusti uomini con le braccia tese e sguardo fisso. << Scusate se vi abbiamo provocato dei spaventi >> esordì l’anziano con un semplice inchino << Sono il capo della tribù, Tritalo Tritto, era necessario che vi portassi qui per informarvi su alcune cose importanti >> e con il braccio destro, invitò il quartetto di seguirlo. Il capo della tribù, Tritalo, li aveva condotti sulla sua umile dimora e tutti si accomodarono per terra circondando un piccolo falò che lampeggiava sui loro volti. << Questo è la mia tribù che esiste ancora grazie a tuo nonno >> esordì Tritalo guardando Giallabanana che non capiva << Tuo nonno ci ha salvati contro un gigante che voleva sbarazzarci di noi, ma all’improvviso tuo nonno arrivò qui e sapendo tutto, costruì enormi macchinari che ci permisero di vincere contro il gigante >> << Ma dove siamo? >> chiese Leonfelix << Ci sono cento soli e penso che siamo in un altro mondo >> << Hai indovinato, siamo su Fello, un pianeta vicino al vostro >> rispose Tritalo senza spostare i suoi sguardi dal quartetto << Non so come abbia fatto tuo nonno ad arrivare fin qui >> notando che Giallabanana era sul punto di domandare come suo nonno era arrivato fin la << Così noi siamo debitori a tuo nonno e abbiamo deciso di aiutare i suoi discendenti, come te >> indicando Giallabanana. << Vi ringrazio tanto, ma non ho problemi >> disse Giallabanana ormai a suo agio. << Non hai problemi, ma sei stata raggirata dal vostro re Tresole X >> rispose Tritalo << In realtà, sei tu l’erede al trono che Tresole X, in realtà cugino di tuo padre, ha sottratto con inganno >> << Cosa!?! >> esclamarono il quartetto. << Non è possibile! >> esclamò Ananina. << Giallabanana è solo la figlia dei contadini >> disse Inventillino. << Calma! Calma! >> pregò Tritalo << In realtà i genitori di Giallabanana erano re e regina che a causa del raggiro da parte di Tresole X, furono abbandonati nelle campagne e li vissero; Il popolo non sa nulla; Tutto è successo di nascosto; Noi lo abbiamo saputo perché vi controllavamo, ma aspettavamo che Giallabanana avesse compiuto diciotto anni, età legale per dichiarare il diritto di proprietà, per rivelare tutto >> << Ma……>> Giallabanana balbettava senza far uscire alcun suono, ciò che aveva scoperto, la rendeva nervosa. << Purtroppo il re Tresole X ha ucciso il re e la regina perché temeva che avrebbero reclamato la legittimità al trono per Giallabanana >> disse Tritalo << Purtroppo siamo arrivati tardi e non siamo riusciti a salvarli, ma siamo riusciti a nascondere Giallabanana in quel villaggio dove vive tuttora >> << Cosa!?! >> esclamò Giallabanana << Non sono morti in un incidente? >> << No! >> rispose Tritalo << L’incidente è stato simulato per evitare che il re fosse indagato >> << Ma i genitori di Giallabanana non potevano rispondere a quello che avevano subito da parte di Tresole X? Cioè i funzionari della corte non lo sapevano ciò che succedeva? >> chiese Inventillino mettendosi subito in posa per ascoltare la risposta. << Purtroppo non sanno nulla, Tresole X li ha ipnotizzati e tuttora lo servono senza sapere la verità >> rispose Tritalo << Ma adesso è arrivato il momento che Giallabanana si prenda la sua eredità, la aiuteremo noi >> << Anche noi! >> esclamarono all’unisono Leonfelix, Ananina e Inventillino alzando il pugno in aria. Il giorno dopo, Giallabanana, i suoi amici e la tribù dei cento soli, si teletrasportarono fino al salone del trono in cui era affollata di persone ed attirarono attenzioni. I soldati del re si erano avvicinati armati, ma i soldati della tribù li stesero senza difficoltà. << Ascoltate! >> gridò Tritalo, prese una polvere gialla e la cosparse in aria che improvvisamente tutti coloro che erano stati ipnotizzati, ritornarono alla realtà ed apparivano un po’ confusi << Tresole X vi ha ingannato tutti, ha ucciso il vostro re e la vostra regina per prendersi il loro posto e qui davanti c’è Giallabanana, la loro figlia, che ha il diritto della sovranità >> Tutti i funzionari della corte un po’ dopo, ricordarono e notarono tutto e si inchinarono davanti a Giallabanana che era un po’ imbarazzata e ordinarono che Tresole X venisse imprigionato insieme ai suoi alleati. Ma, Tresole X e i suoi alleati, si armarono dando origine ai lunghi combattimenti per uccidere Giallabanana che Leonfelix, Ananina ed Inventillino l’avevano accerchiata per proteggerla, combattevano a nome della loro amica che era la nuova regina. Anche i soldati della tribù dei cento soli e i soldati della corte parteciparono ai combattimenti. I combattimenti durarono finché, Leonfelix con astuzia, si era mosso furtivamente fino alle spalle di Tresole X la quale lo imprigionò gettandogli una rete enorme insieme ai suoi alleati. << Adesso tu sarai portato nelle prigioni e capirai che significa crudeltà >> intervenne Giallabanana ordinando ai soldati della corte di portarlo via e dopo girò sui tacchi avvicinandosi su Tritalo che lo ringraziò. << Grazie per il suo aiuto >> ringraziò Giallabanana sorridendolo. << Sono felice di averla aiutata, sono sicuro che il suo regno con lei sarà migliore >> ricambiò Tritalo << Ti prometto che ci rivedremo >> e insieme ai suoi soldati, ritornò nel suo mondo. Così, il regno non conobbe più la tirannia con Giallabanana che regnava in pace, e i suoi amici ebbero dei meriti; Leonfelix divenne cavaliere, Ananina la cuoca di corte ed Inventillino uno scienziato della corte.


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