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lavoro pubblicato martedì 26 gennaio 2016
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Sul Divano Rosso

di xCodrinx. Letto 371 volte. Dallo scaffale Pulp

Tra tutte le auto, sparse per road street, c’era la mia tinozza. Io me ne stavo lì al volante, mentre il traffico mi inghiottiva. Nel giro di pochi minuti, notai quattordici infrazioni. Cristo,  pensai. La gente non sa propr...

Tra tutte le auto, sparse per road street, c’era la mia tinozza. Io me ne stavo lì al volante, mentre il traffico mi inghiottiva. Nel giro di pochi minuti, notai quattordici infrazioni. Cristo, pensai. La gente non sa proprio guidare. Dovevo recarmi dal sindaco in persona, era Jim Patherson. Non hai mai sentito parlare di lui? Era un tipo sulla cinquantina, avaro e taccagno quanto ricco e testardo. Aveva un villone in periferia, ed io ero diretto proprio la. Doveva concedermi un intervista, non che mi importasse realmente di fare il giornalista, io in verità, cercavo l’ispirazione per il mio dipinto, era da diverso tempo ormai, che non riuscivo più a trovare l’ispirazione, costantemente la cercavo, questo mi rendeva la vita impossibile, ero sempre distratto, sempre con la testa tra le nuvole e che nuvole, nuvole nere di tempesta. Così mi sentivo, come un naufrago in piena tempesta, una mare agitato di conti da pagare, bollette arretrate e qualche multa, vari eccessi di velocità, divieti di sosta. Insomma la mia vita non era tutta rose e fiori, però non mi lamentavo. Dovetti inchiodare, all’incrocio dopo la piccola boutique di profumi, un coglione mi tagliò la strada. In quel momento vidi il mio prossimo dipinto, continuavo a guidare, anche se nella mente iniziava a formicolare la gioia di poter essere creativi, però non ero sicuro che dipingere un’ auto che taglia la strada ad un’altra fosse effettivamente arte.

Arrivai da Patherson, quando mi presentai al cancello, la guardia mi disse di aspettare, fece una ricerca tra i vari appuntamenti di Patherson e mi lasciò entrare. I soldi pensavo, che mondo magico dev’essere quello del danaro. Camminai lungo il vialetto d’ingresso, le grosse aiuole alla mia destra e alla mia sinistra, erano veramente ben curate, adornate da qualche siepe e alberi scelti con gusto. Entrai e il maggiordomo mi fece segno di salire le scale. Salii le scale, proprio sulla destra, notai l’ufficio di Patherson, lui era là, che parlava a telefono, mi vide e fece segno di avvicinarmi. Varcai la soglia, e fu lì che trovai la massima essenza dell’arte. La purezza, l’orgoglio, la fedeltà, l’ego, la forza, la delicatezza, l’armonia, il caos, la creazione, la distruzione, il bene, il male, il gusto e l’errore. Tutto era presente, in quella composizione. Quel divano rosso da 2000 dollari e l’Alano Arlecchino, lì comodamente sdraiato e sprazzi di luce, fari da esposizione.

L’arte è di chi la sa apprezzare.



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