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lavoro pubblicato giovedì 14 gennaio 2016
ultima lettura lunedì 7 dicembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Panacea: Capitolo 11

di FrancescoGiordano. Letto 559 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Nonostante la promozione ed essere diventato un eroe per la S.S.I., Marx non è ancora soddisfatto di come siano andate le cose.....

Era ormai passato un anno da quando Marx si era scontrato con Alex, diventando una sorta di eroe per la S.S.I. . Nonostante la promozione, accompagnata da una medaglia al valore, l'uomo non si sentiva ancora soddisfatto, sapeva che mancava ancora qualcosa. Ma c'era un'altra cosa che lo preoccupava più di tutte, dopo aver "sconfitto" Alex, la Fiamma Oscura sembrava essere scomparsa.

Molti pensarono quindi che Marx avesse effettivamente trovato il capo dell'organizzazione, teoria che non veniva condivisa dall'uomo. Doveva trattarsi di un caso, ma come poteva provarlo? Se l'organizzazione per cui questo Alex lavorava aveva cessato ogni attività, dove poteva scovare nuovi indizi? Anche la pista della talpa dell'S.S.I. si stava poco a poco dissolvendo, era stato attento ad ogni minimo dettaglio, ma nessuno aveva attirato sospetti.

Cosa del tutto normale, erano i migliori agenti sulla piazza, quindi anche se erano dalla parte del nemico, di sicuro non si sarebbero fatti scoprire facilmente. Per questo motivo Marx ideò anche diverse trappole, ma nessuna aveva mai funzionato, cosa che lo portò ad interrogarsi sulla sua sanità mentale, forse stava solo esagerando.

Oppure la Fiamma Oscura aveva completato i suoi piani e non aveva più nessuna missione da compiere. Ma nemmeno questo pensiero convinceva Marx, prima della loro scomparsa si erano dati molto da fare, tanto che pensava che, qualsiasi cosa volessero ottenere, sarebbe stata tangibile a livello nazionale. Ma, oltre qualche piccolo cambiamento, non sembravano esserci stati grosse mutazioni.

Di solito avere un chiodo fisso non aiutava molto, ma in questo caso le cose andarono in maniera differente. Marx, non sapendo che pesci prendere, decise di concentrarsi proprio su questi cambiamenti che, anche se piccoli, potevano diventare l'unica pista da seguire per capirci qualcosa in più. Questa volta però non chiese l'aiuto di nessuno, non era ancora sicuro che non ci fosse una talpa nell'S.S.I., quindi era meglio non fidarsi.

Il primo nome che balzò subito alla mente dell'uomo fu quello dell'azienda bio "Green World", ormai diventata molto famosa in tutto il mondo. Marx si rese conto che questa compagnia aveva spinto molto l'opinione pubblica sugli eventi che riguardavano proprio la Fiamma Oscura. L'assassinio del dottor. Dukas, l'infezione del bestiame della nazione, erano solo alcuni degli argomenti che utilizzarono per far valere le loro idee.

Ma Marx era un uomo razionale, sapeva che poteva semplicemente trattarsi di un caso, dopotutto era normale che un'azienda che spingeva per i prodotti biologici fosse pronta a puntare il dito sugli OGM quando capitava qualcosa che li riguardava. Pensare che fosse stata la Green World ad architettare tutto, soprattutto senza prove, era ancora un'ipotesi troppo remota.

Per questo fece anche delle ricerche su un partito politico chiamato "Umani e Natura". Era stato fondato da una ex-dipendente della Green World, Sarah Cross, ed era diventato in poco tempo il partito di maggioranza. Scoprì diverse cose, ad esempio che il gruppo aveva usato spesso i casi su cui aveva indagato per trovare consensi e far passare delle leggi. C'erano altre cose che non lo convincevano del tutto, aveva ancora bisogno di indagare.

Era l'intera situazione ad essere strana, come mai solo adesso stava trovando così tanti indizi? Certo, prima era occupato, forse anche troppo, con le sue indagini, ma era possibile che nessuno fino a quel momento avesse notato nulla? Questo era un elemento in più che necessitava di approfondimenti.

Fare una chiacchierata con il presidente della Green World non poteva far male, era sempre meglio che stare fermi senza far nulla. Grazie alla promozione, Marx era in grado di poter richiedere tutti i documenti necessari senza dover chiedere il permesso a terzi. Una cosa molto utile, visto che voleva rendere questa sua indagine del tutto segreta.

Le cose non andarono però come aveva previsto, perché il presidente era troppo occupato per scambiare quattro chiacchiere con lui. Ma non tutto era perduto, perché a rispondere alle sue domande ci avrebbe pensato invece la direttrice, Megan Foster.

«Salve, signor Dannel, cosa posso fare per lei?» fu la prima cosa che la donna disse non appena entrambi si accomodarono nel suo ufficio.

«Volevo solo farle qualche domanda, niente di più.» rispose l'uomo, mettendosi comodo.

«Certo, questo me l'avevano già detto. Ma le ho fatto questa domanda perché non è nostra consuetudine ospitare agenti della CIA come lei.» aggiunse Megan, sorridendo.

«Come si dice, c'è sempre una prima volta!» l'agente utilizzò una frase fatta per non rispondere direttamente alla domanda, aggiungendo in seguito «Comunque la risposta resta sempre la stessa, sono venuto da voi per avere qualche informazione.» .

«Capisco... Allora mi chieda pure, spero solo di poterla esserle utile.» la donna non pose altre domande, ormai aveva compreso che sarebbe stato inutile.

«Non si preoccupi, anche la più piccola cosa può aiutarmi. Iniziamo subito con una domanda per rompere il ghiaccio, di cosa si occupa precisamente la vostra azienda?» .

«Abbiamo molti prodotti tutti legati alla natura, come alimenti bio, prodotti omeopatici e mangimi senza OGM.» rispose velocemente la donna, aggiungendo in seguito «Ma stiamo anche allargando il nostro "raggio d'azione", come la lotta al mercato nero della carne e dei vaccini.» .

«I vaccini? Ricordavo la carne, ma non sapevo che anche questi fossero diventati illegali.» l'uomo venne preso alla sprovvista, era anche vero che ultimamente non seguiva molto le notizie politiche, aveva altro per la testa.

«La capisco, dopotutto è una legge che è stata approvata proprio in questi giorni, ma noi abbiamo giocato d'anticipo.» spiegò la direttrice.

«Lo immagino, dopotutto la fondatrice del partito politico che detiene la maggioranza lavorava per voi, se non erro. Si chiama Sarah Cross, ricordo bene?»

«Esatto, sia per il nome che per il suo passato. Ma questo non vuol dire niente, non ci sono più legami tra noi, per ovvi motivi politici.» sottolineò Megan.

Dopo una risata, l'uomo rispose «Non si preoccupi, non volevo insinuare nulla, stavo solo pensando ad alta voce. Ma ho un'altra domanda, la signora Cross ha lasciato la vostra compagnia poco prima della morte del dottor Dukas, vero?» .

Quel nome colpì di sorpresa la donna, che rispose solo dopo qualche secondo di silenzio «Si ma... Questo cosa c'entra esattamente con l'argomento iniziale?» domandò.

«Oh, non si preoccupi, era tanto per dire! Sa com'è, ho notato che il partito della signora Cross aveva puntato molto su quell'incidente, per questo gliel'avevo chiesto.» l'agente sorrise, un modo per mettere a suo agio la direttrice.

«Non starà mica pensando che...» la donna non ebbe nemmeno il tempo di finire che venne interrotta.

«Non sto pensando niente, non sono un complottista che spara teorie a caso con nessuna prova concreta. La mia... Curiosità, se vuole chiamarla così, deriva dal fatto che il partito in questione ha sempre usato dei casi su cui io ed i miei uomini stavamo lavorando per ottenere consensi.» adesso Marx era tornato serio.

«Si ma... Come ha detto lei non ha nessuna prova, sono solo congetture le sue, vero? Poi, sa come funziona la politica, tutti utilizzano qualsiasi cosa per avere più voti alle elezioni!» l'incredulità non aveva ancora abbandonato il volto di Megan.

«Certamente! Ma, vede, il problema non è tanto questa mia curiosità, perché appunto si tratta solo di una teoria. Il vero punto fondamentale è un altro, come facevano a conoscere gli eventi dei casi su cui stavamo indagando? Non parlo solo del dottor Dukas, ma anche dell'infezione del bestiame, per fare un esempio.»

«Non capisco dove vuole arrivare a parare... Sono notizie che prima o poi arrivano ai media, mi sembra abbastanza normale, no?»

Dopo una breve risata, l'agente disse «Avrebbe ragione, se si trattasse di casi normali, ma, purtroppo, i nostri non li sono quasi mai. Quando io ed i miei ragazzi diamo il via alle investigazioni, non lasciamo trapelare nulla per qualche tempo, di solito una o due settimane. Non lo facciamo per manipolare i media o cose del genere, semplicemente facciamo meglio il nostro lavoro senza avere giornalisti o curiosi in giro.» .

«Ancora non mi è chiaro il suo ragionamento... Dopo un tot di tempo la notizia è libera di circolare, cosa vuole insinuare quindi?»

«Che c'è un'altro problema, signora.» dopo una breve pausa, l'uomo aggiunse «il partito della signora Cross, "Uomo e Natura", è riuscito a mettere le mani su alcune informazioni prima del tempo... Sa dirmi come mai?» .

A quel punto Megan non seppe più cosa dire. Si era bloccata per non lasciarsi prendere dalle emozioni. Se avesse ceduto avrebbe potuto mandare all'aria l'intera copertura e per lei sarebbe finita lì. Solo dopo qualche istante trovò il coraggio di parlare «Certo che non so dirle come mai! Perché fa a me queste domande, quando riguardano il partito di Sarah?»

«Perché anche voi avete tratto benefici dall'intera storia, non è così? Ma questa è solo un'ipotesi, quindi le dirò qualcosa di più, ho dato un'occhiata alle telefonate che ha fatto la Green World durante lo scorso anno. Sa cosa ho scoperto?» .

La donna fece finta di essere sorpresa «Ma come? Chi le ha dato il permesso di sbirciare questi dati?» chiese, anche se già sapeva la risposta.

«Lo sa bene che posso farlo, sono un'agente della CIA, posso ottenere il permesso senza troppi problemi.» dopo aver spiegato la situazione, aggiunse «Comunque glielo dirò lo stesso, ho scoperto che la vostra azienda ha chiacchierato non poco con la signora Cross, mi chiedo come mai... Sapevo che fosse una vostra ex-dipendente, ma non immaginavo che ci teneste tanto a lei!» .

«E questo cosa vuol dire? Chiamare più volte una persona non è una prova sufficiente per provare che ci sia un legame tra il suo partito e la nostra compagnia!»

«Certo, ma le sfugge una cosa, ho anche sentito le comunicazioni che vi siete scambiati e, mi creda, i contenuti lasciano poco spazio all'immaginazione. Avete sempre parlato dei casi di cui mi sono occupato ormai quasi un anno fa. Strano, vero? Soprattutto perché nessuno doveva esserne a conoscenza...» dopo una breve pausa, l'uomo aggiunse «Mi ascolti, signora Foster, se sa qualcosa la prego di parlare. Se dovessi scoprire tutto io, non ci saranno sconti sulla pena, quindi è meglio vuotare il sacco adesso, prima che sia troppo tardi.» .

Nonostante la minaccia, la direttrice rimase impassibile «Se è così sicuro delle sue intercettazioni allora vada avanti da solo, io non ho nient'altro da dirle! Così vedremo chi l'avrà vinta, noi non abbiamo fatto niente di illegale!» .

«Capisco... Va bene, allora posso anche andarmene adesso, la ringrazio per la chiacchierata.» l'agente, dopo aver salutato la donna, si alzò.

«Di nulla...» Megan non aggiunse altro, era falsamente infuriata per le accuse che l'uomo le aveva lanciato contro.

Una volta rimasta sola nel suo ufficio, la direttrice prese da uno dei cassetti della scrivania un cellulare di colore nero. Dopo aver pigiato alcuni numeri, lo portò all'orecchio ed attese alcuni secondi.

«Salve, sono Megan. Volevo dirle che ho appena finito di parlare con il signor Dannel ed aveva ragione lei, in qualche modo ha iniziato a sospettare qualcosa.» disse.

«Immaginavo, lo teniamo d'occhio da un po' di tempo e purtroppo per noi è un ottimo agente. Ma a breve non sarà più un problema, sa già chi chiamare per risolvere la situazione, vero?» dall'altra parte del telefono c'era una voce maschile.

«Certamente, mi metto subito in contatto con loro. Arrivederci.» rispose Megan, terminando la chiamata «Abbiamo ancora bisogno dell'Ombra Bianca...» aggiunse la donna, prima di comporre un nuovo numero sul cellulare.



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