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lavoro pubblicato lunedì 11 gennaio 2016
ultima lettura giovedì 17 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The old prophecy: La città di ferro #0 introduzione

di YarculaSLIM. Letto 483 volte. Dallo scaffale Fantasia

hey, he... questa è la prima storia che pubblico e sono un po' nervoso hehe. questo è un racconto con ambientazione steampunk e questa è una piccola introduzione mentre lavoro al primo vero capitolo della storia. sperò vi piaccia. buona lettura.


La sabbia sotto i suoi piedi era calda, molto diversa da quella a cui era abituata, il suo vestito bianco danzava delicatamente mosso dalla brezza che si alzava dolcemente dal mare, il mare, un concetto che Ijuna conosceva a malapena, anzi non lo conosceva proprio, nella citta non c'era il mare e nessuno lo aveva mai visto... magari qualcuno aveva letto qualcosa a riguardo, in qualche vecchio libro che aveva trovato in soffitta, tra le vecchie cose di un qualche prozio; ma questo non era il caso di Ijuna. Il luogo in cui si trovava era completamente sconosciuto per lei... il mondo in cui viveva era grigio, cupo, scuro. Lì invece era tutto così bello, pieno di luce: la sabbia era bianca, poco più chiara dei lunghi capelli di Ijuna, che le coprivano il viso per la maggior parte del tempo, il mare si estendeva ben oltre l'orizzonte privo di qualsiasi foschia ed era di un blu così intenso che rispecchiandosi sugli occhi glaciali di Ijuna li facevano apparire di a un blu di almeno due tonalità più scuro. Ijuna non si era mai sentita più a suo agio in vita sua, era pervasa da una moltitudine di emozioni ed erano tutte positive, poi una domanda le si impadronì della mente rovinando quel momento di spensieratezza: "come sono arrivata qui? Un attimo prima ero sul ponte della nave" fu colpita dallo sconforto quando si rese conto di cosa stesse succedendo veramente... "un sogno" penso lasciandosi cadere e sdraiandosi sulla sabbia fissando il sole, anche il sole era un fenomeno che raramente si poteva vedere dalla città, il giorno durava pochissimo prima che il sole si rifugiasse dietro le montagne e quando era alto nel celo era schermato dai densi fumi che venivano sputati fuori dalle fabbriche in continuazione, avrebbe potuto poter restare lì per sempre ma i sogni sono destinati a finire e presto sarebbe dovuta tornare nel mondo da cui voleva fuggire, ad intraprendere un viaggio che non sapeva a cosa la avrebbe portata, probabilmente a niente di buono. Dopo qualche minuto di sconforto Ijuna decise che era un sogno troppo bello per restare lì stesa a piangersi addosso, si alzo e si avvicino alla riva fino ad immergere i piedi nell'acqua "eppure sembra così vero" penso guardando il suo riflesso muoversi con l'acqua, d'un tratto l'orizzonte così perfetto e incontaminato cominciò a macchiarsi di dense nubi del colore del carbone e dall'acqua fino a quel momento tranquilla si levò maestosa una colossale struttura metallica "rat" constatò stupita Ijuna.
Rat era la citta dove, circa tremila anni prima, gli uomini che avevano sconfitto gli dei durante la grande guerra, si erano rifugiati per "scappare" dalla magia, il sindaco fece un ottima "propaganda" a Rat facendo credere ai cittadini che tutti gli altri esseri viventi al difuori di loro, al termine della grande guerra, fossero morti... o peggio.


Commenti

pubblicato il mercoledì 10 febbraio 2016
alessandrobarca, ha scritto: Ciao! Come introduzione non si presenta affatto male ;) mi è piaciuto molto, secondo me la punteggiatura si potrebbe migliorare, ma per il resto è molto carino, scorrevole e semplice. Continua così ;)

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