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lavoro pubblicato lunedì 11 gennaio 2016
ultima lettura domenica 27 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ritorno a scrivere

di agrigentino90. Letto 573 volte. Dallo scaffale Epistole

Tanta infelicità, insoddisfazione, paure... racchiuse in questa lettera che documenta il passaggio di un uomo normale su questa terra.

Non ricordo neanche quanti anni siano passati dall’ultima volta che ho scritto qualcosa, su di me e sulla mia vita. Sicuramente è un periodo abbastanza diverso in tutto rispetto al passato. Sono cambiate tante priorità, esigenze… ma le preoccupazioni anche se diverse non mancano mai.

Sicuramente la mia non è la vita che sognavo da piccolo. Puntualmente giorno dopo giorno, anche nei migliori momenti rimango sempre insoddisfatto di qualcosa. Riconosco anche di essere molto egoista e sicuramente le mie ansie e preoccupazioni sono niente rispetto a quelle di qualcuno che ad esempio lotta per un male incurabile, o altre situazioni di grave entità.

Non importa per cosa si è preoccupati: anche se si tratta di una sciocchezza nella mia fottuta testa si innesca un meccanismo di ansia volto alla risoluzione del problema. Risoluzione che non è mai facile per me anche se può apparire abbastanza scontata. Tante delusioni in tutti i campi mi portano sempre più spesso a considerarmi incapace di risolvere un problema.

E ogni mattina mi alzo quasi a vivacchiare sperando che sia presto sera, sperando di infilarmi sotto le coperte dove apparentemente ogni problema scompare o semplicemente mi sento meno insicuro.

Non riesco quasi mai ad apprezzare le piccole cose belle che possono accadere quotidianamente: talvolta mi nascono dietro un falso sorriso, talvolta mi faccio coinvolgere dalla felicità altrui ma quando resto solo la felicità svanisce in un attimo.

Sono alla disperata ricerca di quella felicità dei bambini, di quelli che non conoscono nessun tipo di problema, di quelli che quando si svegliano la mattina prendono la vita come un gioco e si divertono a viverla.

Probabilmente chi si troverà a leggere queste parole mi crederà vicino a compiere un gesto eclatante, cercare la morte. Non penso accadrà mai: non so se ciò dipenda dal fatto di essere legato troppo alla vita nonostante le innumerevoli delusioni, che possono farmi apparire quasi come un masochista, oppure perché sono un uomo molto codardo.

Sono codardo perché convinto di non avere nessuna qualità specifica, di essere un fottuto essere normale, con poco coraggio, con poca fiducia nelle proprie capacità.

Da sempre ho cercato la via più corta per raggiungere l’obiettivo, l’escamotage per aggirare l’ostacolo, troppo spesso ho subito decisioni altrui per la paura di decidere e per l’incapacità di imporre agli altri le mie decisioni.

Qualsiasi decisione mi trovo a prendere porta in me ad avere un eterno conflitto: mi pento spesso di quello che faccio anche se per gli altri può essere giusto o è l’unica alternativa possibile.

È probabilmente questa la causa della mia infelicità. L’incapacità di prendere in mano la mia vita, l’incapacità di lasciare andare via le persone anche se non hanno più senso nella mia vita, la paura di essere solo e con queste paure non faccio altro che sentirmi più solo.

Non riesco a parlare neanche con i migliori amici dei miei problemi temendo un loro giudizio.

Non riesco a parlare neanche con i miei genitori per tutto il bene che mi vogliono e i sacrifici che hanno fatto per me e il loro desiderio di avere un figlio felice a cui non manca nulla, un figlio, io, che ha paura di confidare problemi e paure per non deluderli, per non richiedere un loro intervento, per avere la soddisfazione almeno una volta nella vita per uscirne fuori da solo con le proprie forze, senza l’aiuto di nessuno, alla ricerca del ruolo che la vita stessa mi ha assegnato.

L’unico sporadico aiuto che chiedo lo affido alla preghiera, sperando che la forza divina possa farmi un dono, quel dono capace di farmi sentire speciale, capace di farmi sentire indispensabile per qualcuno, capace di regalarmi qualche instante indelebile di felicità, capace di farmi apprezzare le cose quando ci sono e non rimpiangerle e rendersi conto della loro importanza solo quando non ci sono più.

La mia insicurezza mi ha portato ad essere credulone e talvolta a dubitare invece di chi aveva con amore provato ad aiutarmi. Mi sono lasciato abbindolare un sacco di volte da false promesse, da persone che vedendomi debole hanno approfittato di me con l’inganno rendendomi sempre più debole.

Vorrei tanto poter capire chi sono le persone di cui potermi fidare, saper distinguere bene e male, vorrei tanto essere felice e sentirmi fiero di me stesso.



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