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lavoro pubblicato domenica 10 gennaio 2016
ultima lettura lunedì 8 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L' invasore

di alakazam23. Letto 724 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Era lontano anni luce da casa. Ne sentiva la mancanza in continuazione. Non aveva voluto lui quell'invasione ma, se il distretto centrale ti ordina di...

Era lontano anni luce da casa. Ne sentiva la mancanza in continuazione. Non aveva voluto lui quell'invasione ma, se il distretto centrale ti ordina di arruolarti per il bene della patria, allora non ti resta che ubbidire.

Imbracciò il pesante fucile e cominciò ad avanzare insieme a tre suoi commilitoni verso la base nemica. Una serie di esplosioni vicine gli fecero capire che gli assediati avevano individuato la loro posizione. Si scagliò all'interno della base aliena, abbattendo porte e barricate come fossero di carta. Fu allora che li vide.

Esseri disgustosi e mollicci. Avevano una pelle di un rosa pallido, quasi slavato. Si spostavano su due corte estremità, sollevandole ed abbassandole ritmicamente. In mezzo al volto due piccoli occhi scrutavano terrorizzati tutt' intorno e, poco al di sotto, una ridicola e minuscola protuberanza sovrastava la loro bocca dentata. Appena uno degli alieni gli si parò davanti, lo colpì senza esitare con il fucile, scagliandolo contro la parete sul fondo. Nell' impatto potè sentire le ossa che andavano in frantumi. Si avvicinò con circospezione notando delle strane vesciche rosse e purulente, diffuse sul corpo pallido dell' alieno, proprio nel punto dove lo aveva colpito. Un rantolo profondo uscì dal suo buco dentato, insieme a qualche spruzzo vermiglio di una sostanza sconosciuta.

Decise di porre fine alle sue sofferenze e, con un colpo secco gli staccò di netto la testa. Lo fece più per disgusto che per pietà. Proprio non riusciva a tollerare la loro vista.

I corpi viscidi e rosacei venivano ammassati in una grande fossa e bruciati, in modo da evitare la diffusione del loro pestilenziale odore.

Alcuni suoi compagni avevano preso l'abitudine di strappare una curiosa parte di carne che gli esseri avevano in mezzo alle due estremità con cui si spostavano. Dopo averli recisi senza difficoltà, questi pezzetti insoliti venivano legati ad uno spago e indossati come collana. Ostentati come trofei, coloro che ne possedevano più di uno erano considerati dei prodi guerrieri.

La cosa curiosa era che non se ne trovavano mai di uguali. La lunghezza delle protuberanze infatti variava da alieno ad alieno. Assurdo.

Il loro generale era stato il più fortunato. Ostentava infatti con orgoglio il pezzo più lungo mai raccolto, nero come l'ebano, a differenza della maggioranza rosata.

Dopo aver ripulito la base nemica, si diresse verso la navicella, seguito a poca distanza dai suoi compagni di reparto. Salirono con un balzo tra i saluti degli altri soldati. Una volta a bordo, si tolse la pesante tuta spaziale, permettendo finalmente ai numerosi tentacoli di respirare liberamente nell' atmosfera vivibile della navicella.

Mentre i motori si avviavano, cominciando il decollo, osservò con il suo grande occhio viola il pianeta sotto di loro che cominciava a rimpicciolirsi.

"Come hai detto che si chiama questo pianeta?"

Si rivolse al soldato davanti a lui, intento a pulirsi le zanne sporche del liquido vermiglio alieno.

"Terra, se non ricordo male. Un nome stupido per un pianeta composto in prevalenza d' acqua non trovi?"

"Si credo tu abbia ragione".

Guardò un' ultima volta la sfera bluastra allontanarsi sempre più. Davanti a loro una serie infinita di puntini luminosi li scrutava. La navicella entrò in modalità supersonica.

"Finalmente si torna a casa".



Commenti

pubblicato il sabato 6 febbraio 2016
pierotora, ha scritto: ciao ho letto il tuo commento e ti ringrazio come ai capito e un errore, il nome e piccolo, con come sai, il fatto che mi richiami sugli antenati, se ci rifletti, come un albero che ancora vive, può, sapere quello che diventerà, e poi non e la verità che gli uomini, le donne provano piacere, dei loro mobili, a volte, le donne sono maniacale, mi farebbe piacere che dai commenti altro che ho scritto. io non la conosco, non so se un uomo ho una donna, comunque io non ho avuto la fortuna di studiare sono un autodidatta, distinti saluti se vuoi rispondermi avoliopietro@yahoo.it

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