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lavoro pubblicato sabato 2 gennaio 2016
ultima lettura venerdì 19 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Murnhog (Capitolo 1)

di DatFurryKitsune. Letto 1097 volte. Dallo scaffale Fantasia

(Consiglio di ascoltare Tolerance - Exotica prima di inziare a leggere) Non spero in un gran successo. Spero però di completarlo in 12 capitoli. E' il mio primo lavoro, e lo voglio pubblicare per migliorare il mio stile e per sperimentare....

La città dei Mecha era un prodigio del loro progresso meccanico. Si trattava di un immenso palazzo costruito in mezzo ad una sterminata foresta. Era molto estesa, ma riusciva comunque a dominare in altezza gli enormi alberi che la circondavano. Al di fuori del palazzo si trovava la cosidetta periferia, uno spazio usato da alcune officine circondato da un enorme muro, ed era uno dei pochi spazi all'aperto dell'intera città. Girando per la città non si vedevano abitazioni, ma solo stretti corridoi che portavano alle immense officine dove veniva sviluppata la tecnologia dei Mecha. Oltre quelle si trovavano alcuni laboratori dove venivano condotte ricerche scientifiche. Ciò che colpiva era vedere la tecnologia in qualunque zona, ed era normale imbattersi in immensi ingranaggi e macchinari anche al di fuori delle officine. Lo si poteva notare anche dalla stessa popolazione: i Mecha erano macchine animate da una gemma dell'anima contenuta all'interno della loro struttura. Il loro colore era dorato pallido, ma tutti avevano delle fessure nella loro struttura illuminate di un azzurro chiaro dall'energia della loro gemma.
L'unità 37, modello Isacc, pensava a tutto questo mentre si dirigeva verso il laboratorio al quale era stato assegnato. Il suo modello era uno dei più avanzati della tecnologia Mecha, poiché era uno dei pochi che usava l'energia della gemma: la testa era una specie di sfera con un anello che ruotava al centro, e levitava al suo posto grazie a tale energia. I pezzi del braccio sinistro erano un'armatura che proteggeva un braccio fantasma e questo era dotato di poteri telecinetici, cosa che aveva permesso al modello Isacc di trovare largo impiego negli esperimenti scientifici. Il resto riassemblava il tipico modello usato dagli scienziati Mecha, il Galileo, ma con forme più eleganti e in armonia con lo stile Isacc. Sul petto si poteva vedere inciso il numero dell'unità. 37, in particolare, rappresentava il primo esperimento pienamente riuscito del suo modello, del quale ne esistevano solo altre 4 copie.
Arrivato al nuovo laboratorio si ritrovò subito accolto dallo scienziato Galileo 61. Questo si avvicinò a lui e gli diede il benvenuto: - Salve, Isacc 37, questo è il laboratorio di ricerca sulle gemme dell'anima. É un vero onore lavorare col suo modello, se mi permette. -
- L'onore... anzi, il piacere è tutto mio. Sono estremamente compiaciuto che abbiano accettato la mia domanda di trasferimento a questo laboratorio. Sono molto curioso di scoprire qualcosa di nuovo sulle gemme. - Il modo di parlare di 37 aveva un tono amichevole, cosa che stupì lo scienziato di fronte a lui.
- Ho sentito - Riprese Galileo 61 - che siete un soggetto molto curioso... Ma credo che il vostro lavoro in questo laboratorio sarà di carattere più pratico - entrambi si incamminarono verso la zona dove erano in corso alcuni esperimenti.
- Io invece credo che mi stai sottovalutando... Partire col preconcetto che un 'soggetto' sia utile solo a ciò per cui il suo modello è stato progettato è limitativo sulle vere potenzialità del soggetto stesso -
- Volete forse dirmi che possedete una mente da scienziato, Isacc 37?- chiese 61.
- Potresti rimanere colpito dalle mie capacità.-
- Capisco... Comunque sia tocca al supervisore di questo laboratorio scegliere il compito più adatto a voi, e ho paura che sarà difficile che vi assegnino una lavoro di ricerca.-
Di colpo 37 notò qualcosa di insolito: nella direzione verso la quale stavano camminando si poteva notare un gruppo alcuni Mecha. Tre di loro tuttavia non erano scienziati, ma soldati. Una volta arrivati il supervisore del laboratorio gli rivolse la parola: - Ah, numero 61, tempismo perfetto. E vedo che hai portato anche il nostro nuovo collega. Ora che ci siamo tutti dobbiamo discutere di una cosa molto importante.-
Il supervisore era un modello Galileo, ma il suo aspetto era di gran lunga più elaborato, con diversi ornamenti dorati e con inciso sul petto la parola 'Overseer'. Di fronte a lui erano presenti due automi. Isacc li guardò: questi erano Mecha che non possedevano gemme dell'anima abbastanza potenti. Erano sì dotati di intelligenza, ma mancavano di sentimenti e volontà propria e potevano agire se e solo se qualcuno gli dava un ordine. I due automi presenti, in particolare, erano del tipo soldato. Infine c'era un modello Caius, ed era ciò che più colpì 37: questo modello era impiegato per i comandanti delle forze militari. Il suo aspetto era possente, e mentre la struttura degli scienziati lasciava la gemma abbastanza scoperta, quella dei militari la proteggeva il più possibile. Questo era necessario, poiché se la gemma veniva frantumata l'anima intrappolata al suo interno poteva scappare, causando la 'morte' del Mecha. Notò uno scudo retrattile montato sul suo braccio sinistro, mentre il braccio destro era capace di sostituire alla mano una lama.
Il comandante spiegò il motivo della sua visita: - Abbiamo ricevuto segnalazioni di un Mecha che ha perso il controllo e che rischia di fare danni in questo complesso di laboratori. Per questo richiediamo che ci lasciate controllare, supervisore-
Il supervisore pensò un attimo, poi rispose: -Questo non è un problema... è la seconda richiesta che mi infastidisce: siamo nel bel mezzo di un importante esperimento, e l'ultima cosa che posso darvi è uno dei miei colleghi come guida. -
- Mi dispiace, purtroppo io non conosco la zona. Comprendo che è un grosso problema per voi, ma ho bisogno di una guida.-
37 si fece avanti: - Vado io con loro-
Tutti si girarono verso di lui. Galileo 61 disse: - Ci scusiate, ma voi siete arrivato da poco, non potete conoscere il complesso. Come potreste aiutare?-
- Non solo - riprese il supervisore - ma siete anche un elemento essenziale per il nostro esperimento.-
Isacc rise: - Non preoccuparti, so come muovermi nei laboratori. Inoltre l'esperimento dovrà tardare lo stesso a causa della mancanza di personale. Detto questo, non vedo l'ora di vedere un Mecha fuori controllo.-
Il comandante gli chiese: - Come farete ad orientarvi? -
- Beh - continuò Isaac - Io sono stato assegnato a ben sette diversi laboratori scientifici. Ho potuto notare che le piante dei complessi di laboratori sono molto simili tra di loro, anzi praticamente uguali.-
Sentire queste parole stupì il supervisore: - Sette laboratori? Ho sentito di Mecha che erano arrivati al massimo a tre, ma oltre quel numero...-
37 si rivolse nuovamente al comandante: - Allora, andiamo? -
Questo guardò il supervisore, che dopo un secondo di esitazione gli diede il consenso: - Sta bene. Solo una domanda però... come mai tutti questi trasferimenti, nuovo arrivato? -
Isacc si girò, e con una risatina rispose: - Nessun laboratorio è riuscito a soddisfare la mia curiosità abbastanza a lungo.-
***

Mentre navigavano i corridori del complesso, Isaac non riusciva a contenere l'eccitazione di vedere un Mecha fuori controllo per la prima volta. Era un evento particolare: da quando erano nati i Mecha, ovvero 70 anni fa, si ricorda un solo incidente di questo tipo. Accadde 48 anni fa, e si trattò di un caso di pazzia di massa, dove almeno una trentina di Mecha diedero di matto e cominciarono a comportarsi in maniera estremamente violenta. Circa una decina di loro dovettero essere abbattuti, mentre degli altri o se n'era persa traccia o erano usciti dalla città. Isaac non conosceva ulteriori dettagli sulla faccenda, ed era per questo che aveva insistito per accompagnare la squadra militare che si era presentata al laboratorio. Mentre navigavano i claustrofobici corridoi del complesso, il comandante prestava attenzione ad ogni suono e movimento. Di colpo notò un'ombra, e subito fece segno a uno dei due automi di investigare. Isaac ne approfittò per ammirare il modello degli automi: erano molto robusti, il braccio destro terminava con una lama e al sinistro era montato un robusto scudo. Erano più piccoli dei normali Mecha, ma ugualmente resistenti. Arrivato in fondo al corridoio, l'automa fece segno di via libera. Il gruppo proseguì verso quella direzione, quando sentirono un suono metalico seguito da uno schianto.
- Che diamine sta facendo quel coso - esclamò il comandante. Girato l'angolo dal quale proveniva il suono notarono che si trattava di un vicolo cieco. - Come... dove diamine è finito? -

Isaac rimase in silenzio e un po' deluso. Girò la testa, e vide una luce proveniente da una fessura dalla quale si poteva notare un ingranaggio girare. Di colpo la luce si girò nella sua direzione.
Schivò appena in tempo il Mecha impazzito, che invece urtò uno degli automi. Il comandante, preso di sprovvista, si girò e preparò le sue armi, ma fu subito attaccato da qualcosa che era saltato via dal loro nemico. La cosa gli si attorcigliò sul collo e sul braccio, impedendogli di muoversi. Isaac si rialzò, solo per trovarsi di fronte il nemico. Emanava una luce tetra, e la sua struttura sembrava... decomposta.
Subito l'altro automa rimasto tracciò un fendente dritto nella gemma dell'anima esposta del Mecha impazzito, frantumandola. La struttura cadde a terra, privata di ogni energia spirituale. Isaac si girò verso il comandante.
- Toglietemi questo essere di dosso! - urlò terrorizzato quest'ultimo.
L'automa infilò la sua lama dritto dentro quella cosa. Questa strillò e mollò la presa, ma balzò in direzione di Isaac. Sebbene preso di sorpresa riuscì con la telecinesi a fermare la cosa a mezz'aria appena in tempo.
Per un attimo il tempo si fermò, poiché tutti rimasero sbalorditi dall'aspetto di quel mostro: un verme enorme, con pezzi di intestino e altre interiora attaccati al suo corpo nel modo più casuale possibile. Isaac era molto incuriosito da quella cosa: a prima vista non sembrava neanche in grado di vivere.
- Chiama uno scienziato e chiedigli di portare una gabbia di contenimento per specie pericolose... - ordinò all'automa. Questo fece un cenno con la testa e se ne andò. Isaac si guardò intorno: l'altro automa che li stava accompagnando aveva una gamba distrutta e necessitava di riparazioni, mentre il Mecha impazzito era completamente privo di vita. Notò che i frammenti della gemma erano di un colore molto scuro, e non trasparenti come lo erano di solito.
"E' ovvio che questa cosa abbia un qualche potere magico" pensò "anzi... oserei addirittura dire che è correlata alle gemme dell'anima... qualcuno potrebbe averci superato su questo fronte" qualcosa lo spaventò in quel pensiero: se questo fosse vero tale persona doveva essere all'interno della città. E a giudicare dalle sue azioni... "è un nemico molto pericoloso..."

- Hey, 37...- la voce del comandante destò il Mecha dai suoi pensieri.
Si girò verso di lui: - Oh scusami... ero talmente affascinato da questa creatura da essermi scordato di te. -

Il comandante lo guardò dritto in faccia: - Tu che sei tanto curioso... hai mai provato il dolore?-

L'anello sulla sfera di Isaac accelerò di colpo, e qualcosa si accese in lui: - Cosa hai provato?-

- Qualcosa che non può essere descritto a parole... -

***

37 stava fumando di rabbia mentre si incamminava a fare rapporto dal Supremo Comandante, la principale guida dei Mecha.
- Questo è un compito per i laboratori di biologia - gli risposero gli scienziati del suo laboratorio, ignorando completamente le sue ipotesi sull'accaduto. Eppure Isaac era sicuro delle sue idee, e sarebbe riuscito a dimostrarlo.
- E' incredibile - pensò - la nostra società è organizzata in modo così meccanico che se qualcuno si azzarda a pensare fuori dagli schemi viene immediatamente zittito... quella cosa è una specie di gemma dell'anima di carne... -
Mentre camminava immerso nei suoi pensieri entrò in una stanza enorme: era chiamata la "Piazza", e qui spesso si radunavano moltissimi Mecha per parlare dei loro rispettivi lavori. Nella zona di fronte a Isaac si ergeva una rampa di scale che conduceva alla stanza dove risiedeva il Supremo Comandante. Sopra invece si trovava un'enorme vetrata. Era forse la zona più bella della città: le macchine non avevano una funzione specifica se non quella di decorare (dimostrando così che esistevano Mecha con un po' di gusto artistico) e non erano present luci, perché difatti l'illuminazione in quel posto era data unicamente dalla vetrata posta in alto. Di giorno si poteva vedere l'intensa luce del sole, mentre di notte la luna e le stelle illuminavano con una tenua ma spettacolare luce notturna. Anche il metallo con cui era stato realizzato il posto aveva un ruolo importante: era in grado di adattare il suo colore in base alla luce che permeava la Piazza. Di giorno era di un colore dorato, mentre di notte era quasi argenteo.
Isaac si diresse verso le scale ed entrò nella sala del Supremo. Questi aveva un aspetto particolare: la sua struttura era molto vecchia, e si potevano vedere i segni del tempo sopra. Il suo modello era conosciuto come Augustus, e il modo migliore per descriverlo era "impressionante e regale". Era l'unico a possedere una struttura in titanio con una colorazione ambrata, ben diversa dal colore arancio ottone tipico della maggior parte dei Mecha. In prossimità delle mani aveva dei pezzi di stoffa cremisi, e sulle sue spalle poggiava un mantello dello stesso colore, ormai rovinato dal tempo. Era il più vecchio della città, e le leggende dicono fosse colui che trovò l'oracolo e risvegliò i primi abitanti, e insieme a loro attivò la città creata dai Creatori.
Era la prima volta che Isaac lo incontrava di persona. Chiuse la porta alle sue spalle e si salutò: - Supremo... è un onore incontrarvi-

- Chiamatemi Augustus, per cortesia... Sarò anche il vostro comandante, ma prima di tutto sono uno di voi.- rispose, alzando lo sguardo dalla scrivania sulla quale stava leggendo i rapporti di ciò che era successo poco fa. Il suo viso segnato e scolorito dal tempo dava una profonda sensazione di saggezza.
Si spostò dalla scrivania verso la vetrata alle sue spalle, la quale dava una splendida vista sulla foresta e sul tramonto all'orizzonte: - Ti ho chiamato per sapere cosa ne pensi di quella creatura... Dal rapporto del caposquadra Caius sembrava che avessi intuito qualcosa...-

Isaac si girò a sinistra e si accorse che il comandante era lì presente. Quello gli fece cenno con la testa. Tornò a guardare il Supremo. Lo guardava sentendosi stupito: per la prima volta qualcuno era interessato alle sue idee. Era una sensazione strana, perché allo stesso tempo voleva esporre un fiume di idee e non riusciva a trovare le parole giuste, bloccato com'era dall'emozione.
Liberò la mente, e cominciò: - La creatura sembra essere in grado di controllare la gemma dell'anima all'interno della nostra struttura. Prima di esporre la mia ipotesi su come faccia, è necessario tuttavia osservare la struttura biologica di essa: primo, sembra organica, vermiforme. Tuttavia, è più corretto definirla come un miscuglio di componenti organici di provenienza ignota. Considerando quindi che gli organi e i tessuti della creatura non hanno una funzione specifica, l'unica ipotesi è che la creatura sia un prodotto magico... Direttamente correlato con la magia dell'anima- Isaac esitò sull'ultima frase.
Per alcuni secondi ci fu il silenzio. Poi Augustus parlò: - Credi che qualcuno abbia creato questi esseri?-

- Assolutamente- fu la risposta immediata.
Il Supremo si girò, e dopo alcuni secondi disse: - Dobbiamo scoprire chi ha creato quella cosa, se viene dall'esterno o dall'interno. Comandante, da domani faccia perlustrare tutti, e ripeto, TUTTI i settori della città su mia ordinanza. Inoltre organizzeremo una squadra esplorativa da mandare all'esterno -

Entrambi i presenti nella stanza sussultarono. I Mecha non si erano mai permessi di uscire dalla loro città. Questa era non solo una novità, ma anche una possibilità, per Isaac, di uscire e scoprire il mondo esterno. Lui doveva essere nella squadra. Fece un passo in avanti e con decisione disse: - Mi permetta di essere nella squadra, Supremo -

Augustus lo guardò dritto in faccia. Rise e si sedette alla scrivania. Cercò tra i fogli un rapporto particolare.
- Isaac 37... Ti conosco... hai cambiato laboratorio di ricerca ben sette volte. Il supervisore del laboratorio di ricerca sulle gemme dell'anima mi ha detto che sei un tipo curioso... -

Tornò a guardare Isaac: - Primo esperimento riuscito per il tuo modello, uno dei cinque in grado di usare la telecinesi, potere che tra l'altro ha aiutato la cattura della creatura... Mi piaci.-

Prese un foglio e una penna: - Presentati dopodomani di fronte al cancello principale.-

37 non esitò a rispondere: - Certamente... Grazie signor Augustus.-

Il Supremo fece un segno: - Congedati. -

Entrambi i Mecha uscirono dal suo ufficio. Lui rimase immobile, da solo, nel silenzio. Il tramonto alle sue spalle ormai aveva lasciato il posto a un cielo buio. Qualcosa lo tormentava: davanti a lui gli si era presentata una crisi. Si alzò e si diresse fuori, verso la Piazza. La attraversò sotto gli sguardi di numerosi Mecha incuriositi dalla sua presenza. Entrò in un corridoio, ed arrivato alla fine trovò una porta sorvegliata da due guardie automi. Si inchinarono e lo lasciarono entrare. Dentro la stanza enorme si trovò di fronte al Mecha più importante della città.
- Ti devo parlare, Oracle - disse prima che le porte si chiudessero dietro di lui.



Commenti

pubblicato il giovedì 7 gennaio 2016
Dovakhin22, ha scritto: Ciao DatFurryKitsune! Ho appena letto questo tuo primo capitolo, e ho deciso di lasciarti questo piccolo commento. Innanzitutto, bravo! Sei stato coraggioso e temerario a pubblicare una tua storia, dove la trama di base e l'idea non sono niente male, complimenti! Sono curioso di leggere il prossimo capitolo, ma se mi permette, qualche critica volta a migliorare per i prossimi capitoli: trovo diversi problemi nella sintassi, nell'uso dei verbi e nella punteggiatura; troppi "punti" dove ci sarebbero stati bene i "due punti", e molti periodi che necessitano di virgole. Inoltre, trovo abbastanza scarse le sezioni descrittive, perchè dopo tutto il capitolo continua ad essere confusa l'idea dei Mecha e della loro stessa città (come ad esempio la piazza). Nonostante tutto, ho apprezzato il lavoro e spero, anche grazie a queste due critiche, di vedere un secondo capitolo ancora migliore :) A presto!

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