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lavoro pubblicato lunedì 28 dicembre 2015
ultima lettura martedì 20 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Riti

di Gelo. Letto 420 volte. Dallo scaffale Poesia

Frequentando bar di second'ordinee senza amici né amori falsare il sorriso con tutti o quasi.Quindi estrapolarsi dal mondo e rintanarsi nell'an...

Frequentando bar di second'ordine

e senza amici né amori falsare il sorriso con tutti o quasi.

Quindi estrapolarsi dal mondo e rintanarsi nell'antro buio dove vige il tetro ricordo di lei.

Dunque accendere candele ed iniziare riti occulti che hanno come fine l'omicidio.

L'istinto vuole un Belial con le fauci aguzze che dilania i corpi

un'omicida ferocia che è compenso e reazione a tentativi di omicidio.

E quindi ancora il ricordo di una lei, colei che forse è immischiata o forse non c'entra nulla,

sta di fatto che nemmanco vi sono le risposte,

nemmanco a questo.

E a poco o a nulla servono le denunzie, i litigi, le urla, i ricoveri,

i bei discorsi degli strizzacervelli.

A nulla serve manco il wiskey. O né la marijuana,

sempre ben imbevuta nel veleno.

Così aspettando una legalizzazione che forse non arriverà nemmeno sta volta

accendo candele e piccoli roghi,

invento e creo parole occulte parte della lingua dei demoni

parole cupe

talvolta parole mute.

Mutevole il mio umore ma ingannevole ogni sensazione di benessere, che al secondo in un secondo finisce all'oblio e va giù.

Quindi taccio,

implorando Satana che sia finita

che almeno una tra le mie tante vendette sia compiuta.

Che qualcuno sia morto.



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