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lavoro pubblicato martedì 22 dicembre 2015
ultima lettura domenica 26 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Freddo

di solappa. Letto 356 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Faceva freddo, non sapeva dire se era passato un giorno o una settimana, quello che sapeva perfettamente era che le razioni di cibo erano finite, anc...

Faceva freddo, non sapeva dire se era passato un giorno o una settimana, quello che sapeva perfettamente era che le razioni di cibo erano finite, anche quelle di emergenza, si sentiva oppresso dalla scatola di ferro che lo circondava che dava solo una sensazione fittizia di sicurezza, che sapeva che non poteva salvarlo dalla immensità dello spazio, l'unica cosa che non lo faceva impazzire da quella situazione era un vecchio registratore, lui odiava il silenzio, ogni volta che lo sentiva aveva paura, paura di quello che non sente, paura di quello che non può "vedere", il problema è che la batteria della nave non sarebbe durata a molto, guardava con ansia il piccolo punto verde nel grande schermo nero, mentre si chiedeva perché si utilizzassero dopo settecento anni ancora i vecchi sistemi radar vide un piccolo barlume di speranza grande quanto quel nuovo punto comparso sullo schermo nero. Aveva forse trovato una via per il ritorno? Lo pervasero paura e angoscia, si trovava nello spazio profondo, forse quella nave più che un salvatore poteva essere qualcosa peggio della morte, la schiavitù, dove neanche la libertà di morire ti è concessa, impugnava la pistola come se questa gli consentisse di reggersi in piedi, il punto nel radar si avvicinò al vedere l'SOS automatico, ogni secondo sembrava un minuto, la batteria stava per consumare gli ultimi joule quando all'improvviso si senti un suono che per un uomo normale sarebbe solo un leggerissimo suono metallico ma che per lui era quasi una esplosione, a quel punto la nave era agganciata, il dock1 era stato correttamente compiuto, sentiva i passi avvicinarsi, questi soggetti sembravano camminare con molta cautela, quasi troppa, troppo sospettoso, si avvicinò alla porta per sentire meglio, ad ogni passo si susseguivano piccoli suoni metallici indicativi, erano armati, non poteva farsi prendere dal panico, non adesso, stava pensando di tutto quando all'improvviso gli venne una idea, folle, ma restava una idea, sospettava che gli intrusi non si fossero accorti della radio, già che aveva un volume basso per non scaricare ulteriormente la batteria, poteva distrarli per poi colpirli subito dopo aver spento le luci. Dopo essersi ricordato di non essere in un film hollywoodiano decise che non poteva combattere quelle che lui ipotizzava essere due persone, un giovane di vent'anni contro due ipotetici veterani, folle come idea, troppo da fargli fare una azione del genere, no, doveva essere più scaltro, stava pensando, gli venne una idea, si stava dirigendo verso il computer quando di colpo la porta si aprì e due persone entrarono armate di fucili taser e di guanti elettrodi, questi al corpo a corpo sono imbattibili, è quasi impossibile battere quei guanti senza una attrezzatura adatta, non poteva fare niente, fece cadere la pistola e si mise in ginocchio, sia dalla paura che dalla stanchezza, si doveva riabituare a tutto quel suono, tutto così all'improvviso dopo giorni di innaturale silenzio, stavano uscendo quando all'improvviso si ricordò di qualcosa ... Mentre pensava le luci si spensero all'improvviso e lui si mise a correre diretto verso l'unica fonte di luce che vedeva, la batteria si era scaricata! Corse verso il dock e lo chiuse con la serratura manuale, usata nei casi di incendio, si sentivano delle grida dietro ma lui l'unico che percepiva era il caldo e la luce emanata dall'altro lato dello sportello, inciampò al entrare e cadde, si alzò e si accorse che un uomo lo stava vedendo sorpreso, lui approfittò della situazione prendendo il primo oggetto che si trovo a portata di mano e lo lanciò colpendolo e stordendolo, a quanto pare non succede solo nei film pensò, la prima cosa che fece fu sigillare la porta, legare l'uomo, prendere i comandi della nave per poi allontanarsi il più possibile dalla navicella nella quale è stato intrappolato per troppo, troppo tempo.

fatemi sapere cosa ne pensate!

Dock¹: la struttura di passaggio per entrare da una navicella all'altra


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