ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 9 dicembre 2015
ultima lettura giovedì 11 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

RUN AWAY- secondo capitolo

di margheritapinardi. Letto 472 volte. Dallo scaffale Generico

Capitolo 2: 'E cosí il coseno di alfa,in una circonferenza goniometria, rappresenta il secondo cateto dell'angolo alfa, ovvero l'ascissa...mmmh..molto interessante, davvero, credo che troverei più divertente fissare una bolla di sapo...

Capitolo 2:
'E cosí il coseno di alfa,in una circonferenza goniometria, rappresenta il secondo cateto dell'angolo alfa, ovvero l'ascissa...mmmh..molto interessante, davvero, credo che troverei più divertente fissare una bolla di sapone'. Dopo aver passato l' intero pomeriggio immersa nei libri e dopo essermi stancata di pensare alla matematica decisi di chiamare Alessio, il mio migliore amico. Io e Ale ci conosciamo letteralmente da quando siamo nati: io il 31-12-1998 lui il 23-12-1998, era praticamente da tutto il giorno che non lo sentivo e avrei voluto proporgli di andare a bere una cioccolata, al bar in piazza, come facevamo abitudinariamente. Presi il cellulare e digitai il suo numero e dopo alcuni secondi sentii una voce dall'altra parte del telefono:" Pronto? Ciao marghe, tutto bene?" mi domandó. "A parte le mille ore di studio tutto bene, grazie" risposi con una piccola risata, poi continuai :"Ascolta, ti andrebbe di andare a bere qualcosa al bar tra una mezz'ora? Passo sotto casa tua e andiamo insieme?"
"Scusami marghe ma oggi non posso proprio, devo ancora finire i compiti e poi sta sera devo andare ad un corso di yoga".
"Yoga?" risposi io con un tono scocciato. "Ma tu odi ogni tipo di sport! No aspetta... So perché vuoi andare a quel corso! Quel maledetto corso é tenuto dalla ragazza che sarà la tua futura sposa! Anche se lei, ovviamente, non ne è a conoscenza, giusto?"
"Esattamente!" esclamò, "ma io ne sono più che sicuro che quella ragazza diventerà la donna della mia vita. Avremo anche dei bellissimi bambini elastici e tonici".
"Sei uno sporco traditore" risposi imponendomi di usare la voce più cattiva che riuscissi.
"Dai marghe non prendertela, ti prometto che domani ci vediamo,ok? Tanto lo so che mi vuoi bene!!"
"Purtroppo hai ragione, non so come farei senza di te" confessai,
"Anche io, purtroppo, ti voglio bene marghe, allora ci vediamo domani, promesso".
Nonostante Ale mi avesse dato buca decisi lo stesso di uscire a prendermi una cioccolata: presi il libro nuovo dallo zaino e uscii di casa. Erano le sei e mezza di sera e mia mamma non sarebbe tornata prima di un' ora, mentre mia sorella era andata dalla nonna subito dopo scuola e ora era in piscina, quindi finalmente potevo rilassarmi per conto mio.
Uscii e un freddo artico mi penetró fino alle ossa, mi strinsi nel giubbotto e mi diressi al bar.

Mi maledii all'istante quando mi versai un po' di cioccolata sulla maglietta, afferrai frettolosamente i tovaglioli sul tavolino e mi pulii, ma rimase comunque una grande macchia visibile. Sedevo su un divanetto intenta a leggere il mio nuovo libro, quando improvvisamente un grande tonfo di fianco a me mi fece sobbalzare e rovesciai ancora un po' di cioccolata. Mi vennero in mente una serie di insulti che sarebbero stati perfetti per quel deficiente che praticamente si era seduto in braccio a me, seccata mi voltai, pronta a recitare tutte quelle fantastiche parole che mi giravano in testa.
Un paio di occhi verdi mi osservavano e mi squadrarono all'istante, tanto da farmi sentire a disagio. Credetti di non aver mai visto occhi così belli, verdi come il colore delle scorie radioattive, appartenevano ad un ragazzo con dei tratti decisi sul volto e i capelli neri, corti e lisci, tutto ciò gli donava un' aria seria e superiore. " Guarda che hai rovesciato la cioccolata, stai attenta a non sporcarmi"
"Scusa?", replicai accigliata " fino a prova contraria sei stato tu ad urtarmi!"
"Dai non arrabbiarti, stavo solo scherzando! Prometto che non ti sfiorerò mai più".
Buttai gli occhi al cielo seccata e mi concentrai di nuovo sul libro, il mio vicino si tolse teatralmente la giacca per farmi intendere che stava cercando di non colpirmi:"Che cosa stai leggendo?" domandò, per rispondergli alzai il libro in modo che leggesse la copertina.
"Ah, molto bello!"
Alzai lo sguardo per scrutare la sua espressione, ma subito si smentì dicendo:"No, non è vero, ti sto prendendo in giro, non lo conosco", comparse sul suo volto un sorriso amplio che mi fece ridere, "Comunque piacere, io sono Tommaso" mi disse proponendomi la mano, gliela strinsi "piacere, Margherita".
Nello stesso istante lo raggiunse un ragazzo...ma cavoli, non poteva essere lui...era il ragazzo della biblioteca, Andrea! Una coincidenza orribile mi costrinse ad essere seduta esattamente di fianco al suo tavolino.
"Tommi... questa è per te, questa invece è per me" aveva detto appoggiando due birre sul tavolo.
"Andre, ho fatto amicizia. Saluta Margherita",
"Oh... ciao ladra di libri" mi salutò con una voce tutt'altro che socievole.
" Mmh, ciao. Ecco, per quanto riguarda prima...volevo scusarmi, riconosco di essere stata un po' scorretta" risposi imbarazzata.
"Non ti preoccupare, già dimenticato", mi sorrise.
Tommaso ci guardò stranito:" Ehi un momento, ma voi due vi conoscete?"
"Diciamo che abbiamo avuto il piacere di conoscerci in biblioteca" rispose tranquillo Andrea.
Notai che i due ragazzi avevano qualche particolare in comune: il naso lungo e la fossetta sul mento, l'unica cosa era che Andrea a differenza di Tommaso aveva i capelli castano chiaro e gli occhi molto scuri ma comunque erano entrambi molto affascinanti, infatti attirarono l'attenzione della maggior parte delle ragazze presenti nel bar.
"Sai ci siamo appena trasferiti" riprese Tommaso " non conosciamo praticamente nessuno... a parte Giulio, il bibliotecario, è un amico di vecchia data di nostro padre".
"Beh, adesso avete un'amica" dissi sorridendo, "posso chiedervi dove abitavate prima?", i due fratelli si guardarono negli occhi per una frazione di secondo, prima che Andrea mi rispondesse:"Abitavamo in un paesino sperduto in Toscana, non lo conosci".
Con questa affermazione capii che non avrei dovuto toccare quell'argomento, perciò sviai subito la conversazione "che scuola frequenterete?"
"Andrea andrà al liceo scientifico qui vicino, mentre io ho finito l'anno scorso, tu invece dove vai?"
"Sono al quarto anno del Liceo delle scienze umane", mentre rispondevo mi accorsi che era tardissimo e dovevo tornare immediatamente a casa,"scusate ma si è fatto tardi, mia mamma si arrabbierà se non torno a casa"
"Ciao marghe, ci ha fatto piacere conoscerti" mi salutò Tommaso.


Commenti

pubblicato il giovedì 10 dicembre 2015
margheritapinardi, ha scritto: Ciao, per chiunque legga il mio lavoro, lasciate un commento per dire cosa pensate ??

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: