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lavoro pubblicato sabato 5 dicembre 2015
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

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NATURA SELVAGGIA: CAPITOLO IV

di Giovanni95. Letto 412 volte. Dallo scaffale Fantasia

"Il nostro scopo è trascendere la limitatezza umana e a breve lei avrà la possibilità di farlo. Quello che le faremo potrebbe cambiarla totalmente e, mi creda, non sarà un cambiamento indolore. Soffrirà oltre ogni sua immaginazione, ma alla fine..."....

Passarono alcuni minuti prima che gli uomini in camice terminassero tutte le azioni necessarie all'intervento.
- I preparativi sono terminati, signore. - Annunciò il più anziano dei tre uomini. Nella sua voce si poteva udire un misto di pura follia e terrore. Agli occhi di Garmr quel comportamento poteva spiegarsi solo con la presenza di Bergelmir nella camera, ma non era sicuro che quegli uomini fossero a conoscenza del suo segreto.
- Ben fatto, ora lasciateci un attimo soli. Il signor Garmr mi aveva chiesto delle risposte ed io non ho intenzione di negargli questo suo ultimo desiderio. - La voce dell'uomo in giacca era autoritaria e sicura di sé, un dio in mezzo a deboli uomini. I tre si limitarono ad annuire e uscire dalla camera con lo stesso silenzio con cui erano entrati. Garmr era ansioso di avere le sue risposte, ma temeva ciò che avrebbe scoperto in quella maniera. La voce gli rimase paralizzata finché non fu Bergelmir a interrompere quel silenzio.
- Sebbene la nostra organizzazione non abbia approvato il suo comportamento durante la prima missione che le abbiamo affidato, mi è sembrato opportuno provare a darle una seconda opportunità. Io personalmente non avrei trovato modo migliore di utilizzarla e per questo motivo la ho proposta come supporto per il mio settore. I miei superiori ne sono rimasti entusiasti ed eccola qui pronto a sacrificare la propria vita. Leggendo il suo fascicolo sono rimasto sorpreso da quanto abbia appreso in otto anni di addestramento, raramente i nostri centri di raccolta ci offrono prodotti così interessanti. In ogni caso vorrei procedere con l'esperimento il prima possibile. Quindi, signor Garmr, cosa le interessa sapere. -
Quelle parole sbloccarono la mente di Garmr e tutti i suoi dubbi si ridussero a una semplice parola - CAOS? -.
- Capisco. Lei vuole sapere chi o cosa sia CAOS, è così? La sua domanda non poteva essere tanto semplice, ma per non confondere le sue idee mi dica cosa sa di CAOS? -
- CAOS è l'organizzazione che mi ha rapito otto anni fa e che ha fatto di me un killer. Uccidere, questo è il compito che ci è stato assegnato sin dal primo giorno. Sterminare coloro che si oppongo al legittimo impero della Fenice e dare il giusto esempio a tutti i suoi sudditi. Siete morte e violenza, ma lei lo saprà meglio di me, immagino. Perciò la prego mi illumini su questo oscuro mistero. - Rispose con violenza Garmr sputando verso l'uomo in piedi di fronte a lui.
- La prego si contenga, non è mia intenzione ucciderla ora. Sappia che lei, nel suo forte sarcasmo, ha solo esplorato una minima parte del nostro lavoro, signor Garmr. L'eliminazione di tutti i nemici nostro e dell'impero, però, è solo l'ovvia conclusione alla nostra prima e interminabile ricerca. La “Creazione Artificiale di Organismi Superiori”, CAOS. Il potere di dare vita, una nuova vita a questo mondo, di superare la limitatezza umana e raggiungere un nuovo livello... -
- Come lei? -
Bergelmir rimase silente si limitò a fissare Garmr per qualche istante per poi riprendere il discorso con lo stesso tono, con il suo essere glaciale.
- Non mi piace essere interrotto, signor Garmr. Sarò benevolo e le concederò di ascoltare la mia storia. È un privilegio che in pochi hanno avuto prima di lei. Anch'io sono stato su quel letto, proprio come lo è lei ora. Sono stato la cavia da laboratorio, il supporto di qualche illuminato. Tuttavia quel progetto è stato soppresso, colpa dell'improvvisa morte di quell'illuminato che mi aveva preso come pupillo e per l'inspiegabile rogo che ne distrusse i progetti. Ero molto affezionato al mio padrone e tutto quello che ne rimane vive in me. -
Mentre finiva il suo racconto, un ghigno oscuro comparve sul suo volto come compiaciuto dal lavoro inspiegabile e improvviso che lo aveva portato ad un tale stato di superiorità.
- Cosa mi farete? - poco fiato riusciva a emettere Garmr nudo, infreddolito sdraiato impotente su quel lettino che puzzava di morte.
- Cosa le ho detto di CAOS? Il nostro scopo è trascendere la limitatezza umana e a breve lei avrà la possibilità di farlo. Quello che le faremo potrebbe cambiarla totalmente e, mi creda, non sarà un cambiamento indolore. Soffrirà oltre ogni sua immaginazione, ma alla fine proverà cosa significa essere un dio. - La solita freddezza della voce di Bergelmir illustrava, ora, cosa sarebbe accaduto all'uomo legato nella stanza.
- Il progetto a cui io sono a capo e lei è stato indirizzato è chiamato UAB, ovvero Unità d'Assalto Boschiva. Ora cercherò di spiegarle in termini in cui anche un profano di scienza come lei possa capire, signor Garmr. Inseriremo nell'organismo ospite, cioè lei, un virus artificiale chiamato MHW. Questo virus avrà la capacità di entrare nelle sue cellule e attaccarne il nucleo. Ciò porterà ad una modifica del suo DNA in modo che il suo corpo possa perfettamente adattarsi alle condizioni di battaglia nelle zone boschive o comunque in presenza di una fitta vegetazione. In pratica i suoi sensi verranno enormemente amplificati, così come la sua forza muscolare e le sue capacità di guarigione. Essendo, tuttavia, il primo test su umani che operiamo e non siamo ben consci delle reazioni che i suo corpo potrebbe avere. Ora le è tutto chiaro?
- Si. - Sul volto di Garmr si leggeva solo una profonda e desolante rassegnazione. Con la sua morte o con la sua vita non avrebbe potuto fare altro che aiutare il suo nemico. La sua rivolta era finita, non aveva trovato che lo spazio di un secondo, un pugno contro un onda che travolge tutto e tutti con la sua forza. Bergelmir fece segno ai tre uomini che aveva allontanato di rientrare. Questi veloci sostituirono le flebo e, con dei piccoli tubi, collegarono il corpo al macchinario che aveva attratto la mente di Garmr appena entrato nel laboratorio. In questo Bergelmir inserì una fiala contenente un liquido giallastro, sull'etichetta si poteva leggere MHW. Il sangue passava attraverso i tubi trasparenti fino alla macchina dove si miscelava al liquido della fiala. Un denso liquido nero era ciò che ne usciva e che si intrufolava nuovamente nelle vene di Garmr.
- Il mio lavoro qui è terminato. Chiamatemi quando la macchina avrà finito. A presto, signor Garmr. - disse Bergelmir e si allontanò con lo stesso rumore di passi con cui era giunto la prima volta. Garmr si limitò a osservare il soffitto lasciando liberi i propri pensieri.
“Il mio destino oramai è concluso. Non posso agire, non posso scappare. Non posso lottare. Non posso più affrontare Ligrev. Lui avrebbe vinto, sempre, la sua legge si sarebbe sempre mostrata al di sopra di tutto e tutti. Il suo sacrificio è stato necessario e la mia condanna inevitabile. Io ho dovuto ucciderlo per essere ucciso. La Natura ha trionfato secondo la sua legge.”


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