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lavoro pubblicato mercoledì 2 dicembre 2015
ultima lettura lunedì 7 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

My Memory

di Bule. Letto 560 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Enola vive sotto una cupola che protegge ciò che resta dell'umanita dal sole, diventato ormai una gigante rossa. Il loro futuro dipende dalla capacità di perfezionare la tecnologia per viaggiare oltre i confini del sistema solare; o forse no?........

My memory

« Camminare nel bosco, lontano da ogni altra cosa, è un'esperienza che tutti dovrebbero provare prima o dopo. Inizialmente ti sembra di essere accerchiato dal silenzio, poi pian piano incominci a sentire sotto i tuoi piedi il crepitio del fogliame secco sul sentiero, senti il fruscio delle fronde mosse dal vento. Se lasci che il suono vinca le tue barriere, inizierai a sentire anche il brulicare di migliaia di piccoli insetti e forme di vita intorno a te. Ti renderai conto che il bosco è vivo e mentre tu senti i suoi rumori lui ascolta il tuo passaggio. È come trovarsi in un canto fatto di cori, dove tu puoi emergere da solista, o lasciarti cullare come un semplice spettatore »
« È per questo che l'hai fatto? Ti piace passeggiare nel bosco? »
« No, era la prima volta che ci andavo. Ti ho già spiegato perché l'ho fatto »
« Però è un po' difficile crederti »
« Cosa lo rende difficile? La paura che sia vero? »
« Sembra impossibile »
« Posso dartene la prova »
« Capisci bene che non posso lasciartelo fare »
« Io voglio aiutarvi, dare a tutti una possibilità »
« Ma non hai pensato alle conseguenze delle tue affermazioni »
« Sinceramente no! »
« Questo tuo atteggiamento non mi aiuta. Io voglio aiutarti a uscire da qui, ma non me lo permetteranno mai finché non rispondi alle mie domande »
« Ma io ho risposto alle tue domande »
« No, dico per davvero. Ti terranno qui e non intendo solo per questa notte. Lo capisci che queste minacce vengono prese molto sul serio ai giorni nostri? Non è uno scherzo »
« Io non ho minacciato nessuno »
« Però insisti a dirmi che se non ti lasciamo tornare nel bosco siamo già tutti morti »
« È la verità »
« Enola, ti chiami così, è giusto? »
« Si »
« Io ho tre figli a casa, una moglie e una cena pronta da ore che ormai sarà diventata fredda e schifosa. Ho l'aria di uno che ha voglia di restare qui a perdere tempo con te? »
« Proprio perché hai dei familiari, se hai cara la loro vita, dovresti lasciarmi andare »
« Fermati! Basta! »
« Dare calci alle sedie non risolverà il nostro problema »
« Ma certo signorina so-tutto-io. Va bene, senti! Facciamo un passo indietro; sei uscita dalle mura per andare a camminare nel bosco, ma lo sai benissimo che è vietato, giusto? »
« Lo so, ma non ero andata solo per camminare »
« La tua intenzione era quella di raggiungere la cupola e poi semplicemente uscire fuori? Bruciata dai raggi ultravioletti? »
« Si! Volevo uscire »
« Lo sai quante persone sono rimaste su tutta la terra? »
« Circa Quarantamila? »
« 23.216 in questa cupola e altre 19.803 in quella in Europa. Lo sai quanto vale una vita umana al giorno d'oggi? »
« Moltissimo. È per questo che ho fatto quello che ho fatto »
« Mi vorresti spiegare di nuovo perché se non ti lasciamo uscire dalla cupola moriremo tutti? »
« Sto cercando di spiegartelo; le macchine che tengono in funzione le cupole sono tutte automatiche. Nessuna manutenzione; fanno in silenzio il loro lavoro da centinaia di anni. Rigenerano la co2 e l'ossigeno, il ciclo dell'acqua, ecc. È vero questo per te? »
« Certo! Continua per piacere »
« Le macchine e le cupole ci hanno permesso di sopravvivere alla crisi solare, giusto? Ci hanno regalato tutti questi anni strappandoci da una fine certa e dandoci il tempo di portare a termine le ricerche sui campi gravitazionali per essere in grado di abbandonare la terra »
« Questa è storia »
« E dove sta scritta? »
« Che domande fai? Lo sanno tutti! »
« Questo è vero, ma come sappiamo che è la verità? »
« Stai cambiando argomento; cosa centra? Cosa vuoi insinuare? »
« Non cambio argomento! Vuoi sapere perché volevo uscire dalla cupola e sto cercando di spiegatelo. Allora, come sappiamo che è la verità? »
« Perché è così da sempre! Che diamine, siamo intrappolati qui da secoli »
« Quando è nato l'ultimo bambino sotto la cupola? »
« Che domande sono? Non lo so; non mi occupo di anagrafe »
« Sono vivi i tuoi genitori? »
« Mia madre...mio padre è morto anni fa »
« Te lo ricordi il momento in cui è morto? »
« Non saprei, veramente non ci ho mai pensato »
« Non ti sembra strano che non ricordi il momento della sua morte? »
« Ti ho già detto che non ci ho mai pensato! »
« E i tuoi figli? Ricordi il momento della loro nascita? »
« Guarda che sono io che sto interrogando te e non il contrario »
« Sto cercando di farti aprire gli occhi »
« Tu non devi farmi aprire proprio un bel niente! Devi spiegarmi perché volevi uscire dalla cupola e perché te ne vai in giro dicendo che moriremo tutti »
« È più facile se ci arrivi per conto tuo. È da ore che provo a spiegartelo e non mi vuoi credere. Dimmi! Te lo ricordi il momento della nascita dei tuoi figli? »
« Ho qualche ricordo confuso, ma non penso mai al passato »
« Niente? »
« Immagini della nascita del primo, ma è passato tanto tempo »
« Si, su questo hai ragione »
« Andiamo Enola! Smettila di fare giochini con me. Ne io ne te vogliamo stare qui tutta la notte. Se si è trattato di una bravata puoi dirlo. Ti annoiavi? »
« Non ti sembra strano che non ricordi niente del tuo passato? La nascita dei figli, i loro nomi, la morte di tuo padre e sono sicura che non ricordi nemmeno il giorno del tuo matrimonio o del tuo primo bacio... »
« Ok d'accordo! Adesso che mi ci fai pensare si, mi sembra un po' strano; ma questo cosa centra con la nostra sopravvivenza? »
« Hai usato la parola giusta, sopravvivenza, perché è questo che abbiamo fatto finora . Oggi ero sulla strada di casa, ero appena uscita dall'università. Ho 19 anni e stavo pensando al mio futuro, anche se confinato in questa cupola. Pensavo che mi stavo per affacciare alla vita adulta, all'indipendenza, all'amore e a una famiglia tutta mia. Già mi vedevo donna in carriera. Sai? avrei sempre voluto diventare una ricercatrice di fisica, il nucleare è la mia specializzazione. Ora ricordo che non ho mai avuto paura di crescere, l'idea di andare avanti è sempre stata uno stimolo per me »
« Vieni al punto per favore »
« Si, ci sto arrivando. Insomma, stavo immaginando il mio futuro quando un brivido mi ha scossa, nel vero senso della parola. La paura mi ha risvegliata. È stato come sbloccare un meccanismo che non si muove più da tempo immemore; una paura provata chissà quanti anni fa è tornata vivida nella mia mente facendomi ritornare a quel preciso istante »
« Quale? Di grazia... »
« Al momento in cui siamo rimasti prigionieri dentro le cupole! »
« Spiegati meglio! »
« Io ricordo vividamente il momento in cui le cupole si sono chiuse e con loro il nostro destino»
« Stai vaneggiando! Hai 19 anni. Come puoi ricordare un avvenimento accaduto centinaia di anni fa? »
« Semplicemente perché c'ero! Avevo 19 anni e sono arrivata qui direttamente dall'università, ma non era oggi. Ricordo la paura di quei giorni: l'ansia dovuta all'attesa, il sole che bruciava e il panico dilagante »
« Certo, come no?! Poi sei andata a casa, hai fatto un riposino di qualche centinaio d'anni e oggi ti sei svegliata e sei uscita dalle mura per fare un giro, giusto? »
« Saranno passati almeno migliaia di anni »
« Ah Ah! Sei uno spasso! »
« Le cupole non erano una difesa transitoria. Erano la soluzione. Le avevamo ideate per annullare lo spazio e viaggiare oltre i confini del nostro sistema solare. Non sono uno scudo! Sono dei veicoli »
« Se mi fai tornare a casa, potrei raccontarlo ai miei figli; è una bella favoletta »
« Credevamo che i campi gravitazionali creati mettendo in moto le due cupole avrebbero semplicemente annullato lo spazio e ci avrebbero permesso di viaggiare in un attimo fino al pianeta abitabile più vicino; non sapevamo che i campi gravitazionali avrebbero anche fermato il tempo attorno a noi »
« Ma se hai appena detto che sono passate migliaia di anni? »
« Gli anni sono passati solo per noi »
« Premesso che mai nessuno su questo mondo potrebbe crederti, me compreso, diciamo che voglio provare ad assecondarti in questo ragionamento fantastico! Come faremmo a essere ancora vivi dopo tutti questi anni? e perché non ci ricordiamo nulla? »
« Il tempo al di fuori delle cupole si è fermato, immobile di fronte alla forza del campo gravitazionale che abbiamo creato, ma noi che siamo al suo interno abbiamo l'illusione che stia ancora andando avanti, però scorre in senso circolare e non come siamo abituati a percepirlo. È come se stessimo vivendo lo stesso momento all'infinito. Non ci ricordiamo più nulla perché abbiamo semplicemente esaurito la memoria a breve termine. Il tempo non passa, non dormiamo mai davvero, non invecchiamo. Il passato prima del momento della chiusura delle cupole è così lontano che sta scomparendo. Per questo non ricordi la nascita dei tuoi figli »
« Mhm, forse avrebbero dovuto ricoverarti direttamente al centro di salute »
« Se io sono pazza e tutto quello in cui ormai credi è vero, dimmi! Perché non nasce mai nessuno? Perché Non dobbiamo mai fare delle manutenzioni? Perché non muore mai nessuno? »
« Fai silenzio! »
« Io posso anche stare zitta, ma sono convinta che stai iniziando a chiedertelo! Senti che c'è qualcosa che non quadra nel modo in cui stiamo vivendo sotto questa cupola »
« L'unica cosa che sento è una ragazza che sta delirando e che mi sta facendo venire un gran mal di testa »
« Mi dispiace che tu non voglia ricordare, eppure i fatti sono accaduti appena un attimo fa. Ora che lo ricordo è così evidente »
« E uscendo dalla cupola cosa pensavi di ottenere? »
« Sono sicura che se uscissi dall'interno del campo gravitazionale in qualche modo si romperebbe il circolo paradossale in cui siamo intrappolati »
« Mi sembra molto scientifica come teoria per salvarci tutti »
« Non può essere certo peggio di così »
« Vivi con i tuoi genitori? »
« Grazie per avermelo chiesto! Mi hai detto che vuoi tornare a casa dai tuoi familiari; ti ricordi di quando eri lì stamattina? »
« Io...veramente ho la testa da un'altra parte in questo momento »
« Comunque i miei genitori erano fuori della cupola. Non volevano essere tra i primi. Io ci sono venuta senza dir loro niente...Tu forse non lo ricordi, ma dovevano esserci centinaia di cupole a partire. La nostra e quella in Europa erano gli avantreni. Inizi a credermi adesso? Non trovi che ci siano troppe cose che non ricordi? Forse la nostra conversazione ha già incrinato il cerchio in cui continuavamo a girare »
« Io non lo se sei tu pazza, o se sono io che sto uscendo di testa, però è vero dannazione! Non ricordo dov'ero stamattina... »
« La cupola si è chiusa alle 16.45 quel giorno e credimi! Tu da quel momento non sei mai più tornato a casa dalla tua famiglia. Siamo qui da ore no? Non ti sembra strano che nessuno sia venuto a vedere cosa facciamo, se va tutto bene? »
« Stai zitta un istante, ti prego! »
« Se mi lacerai uscire, tornerò nel bosco e andrò alla cupola. Io non ho niente da perdere; da quando ho iniziato a ricordare il rimorso per avere abbandonato i miei genitori mi sta uccidendo e non ho nulla che mi obblighi a stare qui. Hai ragione, non è molto scientifica la mia teoria, però se esco e il tempo è lì fermo immobile, potrei anche rivedere le persone che amo. Se invece siamo già lontani anni luce dalla terra, be in quel caso potrebbe essere il primo giorno della mia nuova vita. Oppure potrebbe aspettarmi la morte fuori di qui, ma qualsiasi cosa a questo punto sarebbe migliore di questa prigione incantata »
« D'accordo....ma verrò con te! »
« Non sei obbligato! Il rischio di morire c'è »
« Se è vero quello che dici tu, nemmeno io ho molto da perdere. Se invece ho ragione io, non posso comunque lasciare che una ragazzina vada a suicidarsi senza fare niente »
« Grazie Kurt! Dammi la mano...la senti? È la vita che ci scorre dentro; il tempo non l'ha potuta fermare »

Nel bosco Kurt iniziò a rendersi conto che avrebbe dovuto essere sera, invece il sole splendeva forte e filtrava tra i rami illuminando delicatamente il sottobosco. Sentiva il crepitio delle foglie, il silenzioso frastuono della vita che, come loro, giaceva sospesa in attesa di esplodere nuovamente. Sentiva il cuore battergli in petto più forte che mai e gli sembrava di poter sentire anche quello di Enola che camminava qualche metro avanti a lui. Ad ogni passo un nuovo flashback lo stordiva, riportando a galla emozioni e ricordi che sembravano sempre più incombenti tanto più si avvicinavano alla cupola. Il terrore iniziò a intorpidirgli i sensi, non sentiva più le punte della dita e l'agghiacciante consapevolezza che era tutto vero gli diede la scossa finale. Ricordò e ricordò tutto. La sua più grande paura prima di chiudere le cupole stava per diventare realtà. Incespicò velocemente cercando di raggiungere Enola per fermarla.

Enola arrivò alla cupola qualche istante prima di Kurt e iniziò a cercare un pannello di comando. Non era affatto sicura di cosa avrebbe trovato fuori, ma non si può tenere intrappolata la vita. Il sacrificio, se di questo si trattava, era il male minore. Forse non avrebbe mai conosciuto l'amore, non sarebbe mai diventata una fisica nucleare e non si sarebbe mai fatta una famiglia, eppure era felice. Trovò un pannello. Per aprire una delle uscite era necessario disattivare il campo gravitazionale; Enola esitò solo qualche istante mentre sentiva Kurt gridare il suo nome. Luce

13 Miliardi di anni prima

« Perché me lo dici soltanto ora? »
« Avevo paura »
« Io non posso crederci! È assurdo »
« Quando ho capito che i campi gravitazionali avrebbero annichilito il tempo e lo spazio per sempre era comunque troppo tardi. Tutti i volontari vivevano già nella cupola; i governi che hanno finanziato la mia ricerca non avrebbero bloccato la missione a un giorno dall'accensione»
« Anche solo ieri saresti stato ancora in tempo. Hai nascosto al mondo la più orribile verità, te ne rendi conto? »
« Si che me ne rendo conto...ma non potevo vivere sapendo che tu saresti morta»
« E tu questa la chiami vita? Saremo intrappolati in eterno in una bolla fuori dal tempo e dallo spazio e senza nemmeno saperlo »
« Io a questo punto sono disposto a tutto pur di rimanere con te. Hai ragione a farmene una colpa; ho tradito la mia famiglia, i miei amici, l'intera umanità e forse l'ho fatto solo per te »
« Non avresti dovuto scegliere al posto nostro. Io ti amo Kurt, ma accettare di vivere all'infinito senza nemmeno rendermene conto non è il futuro che volevo per noi due »
« Non ne abbiamo altri. Ho avuto la possibilità di rubare un istante di eternità e l'ho fatto. Non credere sia stato premeditato; all'inizio ero davvero convinto che con i campi gravitazionali avremo potuto viaggiare fino a Beta11z e trovare una nuova casa »
« Mi fa male vederti piangere e mi fa male pensare che tutto intorno a noi morirà lentamente »
« Non piango perché ora ce l'hai con me; piango perché ti avrò vicina in eterno e forse nemmeno sarò in grado di averne la percezione »
« Questa è pazzia, ci hai rinchiusi in un'illusione eterna, una prigione...eppure non riesco a non amarti con tutta me stessa. Devi ricordare quello che hai fatto, non puoi dimenticare, non puoi dimenticarci. Io non voglio farlo »
« Prima che sia troppo tardi, ti amo Enola »



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