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lavoro pubblicato martedì 24 novembre 2015
ultima lettura venerdì 20 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

The Influencer

di Bule. Letto 524 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Xx è il protagonista di una razza molto evoluta che viene inviato sulla terra per compiere una missione di estrema importanza. Nonostante la sua esperienza e le sue abilità, troverà chi è in grado di dargli filo da torcere. Fantascienza umoristica ......

THE INFLUENCER

Viaggiare da solo aveva i suoi vantaggi; niente discorsi inutili sulla moralità dell'operazione, nessuna condivisione di paure e di ansie, che lui non aveva mai, e il tempo per prepararsi ed essere concentrato.
La sua destinazione era un pianetino dove la vita era fiorita da qualche milione di anni. Da quello che il suo rapporto diceva, diverse forme di vita lo abitavano e una in particolare sembrava essere a buon punto sulla strada del progresso. Avevano sviluppato capacità notevoli e da lì a qualche migliaio di anni al massimo sarebbero stati in grado di viaggiare verso le stelle, rappresentando per tanto una minaccia.
Le informazioni che aveva erano frutto del lavoro di un observer; il loro compito era piuttosto semplice, nulla a che fare con la delicatezza del suo intervento.Gli observer raggiungevano un pianeta, si infiltravano senza prendere contatti con nessuno e raccoglievano quante più informazioni potevano in un arco di tempo tutto sommato limitato.
Lui invece doveva spesso interagire, mischiarsi a loro, assicurarsi che i suoi interventi dessero gli esiti voluti e i rischi che si assumeva erano nettamente più alti. Certo, lo era anche il suo compenso e più in generale, potendo scegliere, nessuno avrebbe preferito fare l'observer piuttosto che l'influencer; anche per una questione di prestigio.
Era appena uscito dalla bolla spazio-tempo, ma la sua mente viaggiava ancora coi pensieri al momento in cui Ur, il suo capo, gli aveva assegnato quest'incarico.
« Xx, voglio che sia tu a occuparti di questa civiltà » Gli aveva detto. « È un intervento delicato; sono sull'orlo di fare balzi da gigante nello sviluppo del controllo dei campi gravitazionali. Come ben sai è una di quelle situazioni in cui non possiamo permetterci di sbagliare e tu finora non mi hai mai deluso »
Dove si trova il pianeta? »
« È il terzo pianeta di un piccolo sistema solare di nove corpi celesti; galassia a spirale 1979 »
« Hai la relazione dell'observer? »
« Naturalmente » Gli porse un piccolo disco ceramico. « Vuoi studiare il caso prima di accettarlo? È un tuo diritto... »
« Non è necessario. Accetto! »
« Benissimo, allora partirai domani. Passa pure da Ey all'approvvigionamento; ha già pronto tutto quello che ti occorre per infiltrarti nel pianeta e...scegli pure il veicolo che preferisci »
Ur gli dava sempre massima fiducia; sapeva che era un pilota senza eguali e nella sua flotta, pur non essendo il più anziano, era quello con più missioni alle spalle.
Adorava il momento dell'approvvigionamento. Mescolarsi agli esseri locale era un passaggio fondamentale per la riuscita della missione e lui lo faceva meglio di chiunque altro, perché provava piacere nell'inserirsi, nel vivere in quel determinato mondo e diventarne parte. Si lasciava conquistare da usi e costumi traendone soddisfazione. Ciò che lo rendeva migliore era anche la sua freddezza, per quanto tempo rimanesse in un pianeta (una volta era stato necessario viverci per quasi un anno ) al momento di effettuare le mosse decisive non aveva mai un'esitazione. Alcuni ex colleghi avevano fallito per essere entrati troppo in contatto con la civiltà locale, finendo per provare empatia. Erano stati riassegnati.
Ora si trovava ai margini del sistema solare di destinazione, e aveva impostato la velocità in modo da arrivare a destinazione in due settimane. Giusto il tempo di ripassare alcuni dettagli della missione.
Il rapporto diceva: " È preferibile lasciar morire questa specie, che sembra tendere a voler varcare i propri limiti "
Questo in genere voleva dire che ci si trovava di fronte ad una specie che potenzialmente avrebbe potuto evolversi più velocemente di noi. C'erano due possibili interventi; uno funzionale a far si che non sviluppassero mai la tecnologia necessaria per viaggiare nello spazio, l'altro, più radicale, gli avrebbe impedito di risolvere i gravi problemi di approvvigionamento energetico e di risorse in cui versavano al momento. Di norma in una situazione simile si optava per lasciarli evolvere confinati sul loro pianeta; se gli avevano implicitamente chiesto di farli estinguere, dovevano essere davvero terrorizzati da questi esseri.
I consigli dell'observer alludevano a mantenere un certo distacco nei rapporti con queste creature che, a quanto pare, avevano capacità di interazione molto profonde.
Sciocchezze! Non era certo un novellino, anzi. A questo punto della sua carriera l'ennesimo successo avrebbe potuto valergli una bella promozione. Anche se amava il suo lavoro, non disdegnava l'idea di diventare un ingegnere strategico o un istruttore.
I sistemi di rilevamento del pianeta erano piuttosto primordiali e facilmente eluse i loro controlli riuscendo ad atterrare nel punto stabilito.
Forse qualcuno aveva visto con occhio nudo il veicolo nella fase di atterraggio, ma ora non avrebbero trovato nulla; aveva rimandato subito il suo mezzo in orbita, fuori dal pianeta.
Le proteine che aveva assunto negli ultimi giorni lo avevano reso compatibile con l'ambiente alieno e poteva muoversi liberamente sul pianeta, respirare nella loro atmosfera e nutrirsi del loro cibo.
Aveva informazioni precise sul luogo in cui trovare l'ospite del cui corpo avrebbe preso possesso per le prossime settimane, o mesi se fosse stato necessario.
Gli ospiti venivano sempre scelti accuratamente. Non erano mai attori principali nell'intervento che si doveva attuare e quando tornavano padroni del loro corpo, di solito, non si accorgevano nemmeno di essere stati pilotati; ma questo dipendeva da quanto la specie aveva sviluppato la propria auto-coscienza. Nei peggiori dei casi l'ospite veniva lasciato morire. Non era un gran danno.
Eccolo, era un esemplare maschile adulto, ma ancora giovane. Era una fortuna; aveva dovuto occupare corpi di ospiti che erano piuttosto anziani per la loro razza ed era una sensazione sgradevole; molle pesante così stanco e dolorante.
Si avvicinò all'ospite, ignaro della sua presenza.
« Ohhh! Eccoci » Esclamò una volta preso possesso del sistema nervoso dell'ospite. « È una bella sensazione » Osservò braccia e gambe, osservò bene le dita muovendole una a una. « Fame! »
L'istinto e le nozioni acquisite lo guidarono verso la cucina dell'ospite dove trovò di che nutrirsi.
Il suo primo contatto stava per arrivare. Poteva avvertirne la presenza poco oltre la porta dell'appartamento. Incredibile come questa specie avesse un potenziale percettivo e cognitivo così acuto, ma così scarsamente utilizzato.
Si trattava della compagna dell'ospite, Victory, che era anche la collaboratrice del suo obbiettivo principale, la ricercatrice Maria B.
Maria B. era sul punto di rendere possibile un'applicazione pratica nell'interazione dei campi magnetici che nel giro di pochi anni li avrebbe portati a risolvere ogni problema energetico. Questo sarebbe stato il punto di svolta per questa razza e si sarebbero potuti evolvere senza più preoccuparsi di cibo ed energia e sopratutto avrebbero ritrovato l'armonia con questo pianeta. Era un passo fondamentale per ogni razza. Certo, non era nulla rispetto alla loro evoluzione, ma ci stavano arrivando velocemente.
Sentì la porta aprirsi. « Ciao Amore! Ci Sei? »
« Si » rispose semplicemente con la voce dell'ospite. Stava lentamente leggendo anche la sua memoria, ma non era facile interpretarne i segnali. Alcune cose non significavano nulla, altre si traducevano in lui con un senso di confusione, come se nemmeno l'ospite ne comprendesse il significato. Tutto sommato la loro auto-coscienza non era particolarmente sviluppata; meglio così! Una cosa in meno di cui preoccuparsi.
« Che fai non mi saluti? » Disse lei stupita, ma con un ampio sorriso ammiccante.
« Si » Rispose di nuovo. Si avvicino a lei; sapeva che nei rituali quotidiani di coppia gli bastava rispecchiare le azioni di lei.
Quando fu abbastanza vicino lei lo afferrò affondando il suo viso tra la spalla e la testa dell'ospite. I capelli di lei gli solleticavano il viso e il suo odore forte copriva qualsiasi altra cosa.
Lei poi posò le sue labbra su quelle di lui e Xx poté sentire il brivido che percorreva tutto il corpo dell'ospite. Che rito straziante!! Un così grande dispiego di energie per salutarsi.
« Vieni dai! Io scelgo un film dal catalogo e tu prepari i sandwich, d'accordo? »
Lo trascinò per una mano in cucina. Sandwich...si ok! Xx richiamò dalla memoria dell'ospite l'immagine della pietanza. Per fortuna era facile da preparare « Ok li preparo »
« Come sei accomodante stasera...stai cercando di conquistarmi, carino? »
Che sciocchezza, erano già una coppia, perché avrebbe dovuto volerla conquistare?
« Ah ah » Si limitò ad annuire. Quando non si era sicuri dello scopo di un'interazione era più conveniente annuire; si lasciava spazio a più possibilità.
Preparò due panini con gli ingredienti che gli sembrò di riconoscere dalle immagini della memoria. Forse non erano esattamente gli stessi, ma l'aspetto era paragonabile.
Victory stava seduta su di un grande giaciglio...ah si, divano. Di fronte a loro una grande superficie piatta e nera...televisione. Xx non era riuscito a comprenderne lo scopo pur cercando nella coscienza dell'ospite.
Ad un comando di lei la televisione si illuminò di immagini che scorrevano ad alta velocità, accompagnate da suoni indistinti. Che tipo di rituale era?
« Ti piace? » Chiese lui per cercare di avere qualche informazione in più.
« Il sandwich? Perché non mi sembra uno dei più riusciti..»
« No, intendevo se ti piace il film »
« Che ne so? Deve ancora iniziare...sei strano stasera! Dai, fammi un po' di coccole se non hai voglia di guardare »
« Oddio » Xx non si era accorto di aver fatto parlare l'ospite « ...intendo, si va bene! »
« Non so, hai qualcosa di strano! Sei stanco? Sembra che tu debba pensare a ogni cosa che fai; sembri assente »
Xx si ricompose velocemente e iniziò a fare "le coccole" che lei aveva chiesto.
Ora capiva perché Ur gli aveva affidato quest'incarico. Una specie con così tante interazioni interpersonali avrebbe messo in difficoltà chiunque; nessuno avrebbe potuto sperare di riuscire. La cosa incredibile era che l'ospite nemmeno si rendeva conto di essere pilotato, ma sembrava accorgersene la sua compagna. Un livello di interpolazione molto alto.
Mentre coccolava Victory Xx cercò di capire a cosa servisse questo film. Venivano proposte immagini di altri esemplari della specie in un turbinio infinito di interazioni e conversazioni. Non ne capiva davvero il senso, ma era un buon segnale. La loro logica non doveva essere molto sviluppata per apprezzare simili rituali; convincere Victory a fargli incontrare Maria B. sarebbe stato un gioco da ragazzi.

Dopo due mesi Xx era diventato un cuoco provetto. Era divertente cucinare, ma di incontrare Maria non se ne parlava. L'observer aveva indicato un ospite sbagliato, senza dubbio. Forse data l'ostilità del luogo si era limitato a fare delle osservazioni superficiali e fugaci prima di darsela a gambe.
Lui arrivava sempre a casa per primo e cucinava. Aveva provato a proporle semplicemente di fargli conoscere Maria. Ne era uscito un putiferio; Victory gli aveva ricordato perché erano una razza ancora sottosviluppata. « Cosa? Perché la vorresti conoscere?così di punto in bianco... a malapena sai chi è! »
Xx aveva provato a dare una motivazione logica, affidandosi al suo acume e alla sua esperienza, per giustificare la sua richiesta: « Ma si, è che ho guardato delle sue immagini e ho visto che è molto bella, quindi volevo vederla di persona »
« Cosaaaa? Ma ti sei bevuto il cervello? » Lei era diventata spaventosa, molto più brutta di come era di solito; il tono della voce esageratamente forte, come se l'ospite non sentisse. Xx sconcertato dalla reazione aveva provato a ribattere: « Be scusa, ma è abbastanza logico che voglia conoscerla »
Non l'avesse mai fatto. Per alcuni istanti aveva persino pensato di abbandonare la missione tale era l'inferno che la donna era riuscita a scatenare. Per fortuna la sua concentrazione e la sua determinazione lo rendevano un influecer infallibile e riuscì piano piano a calmarla, proponendole per molte volte il rito delle "coccole" che a lei piaceva tanto.
Ovviamente ora sarebbe stato più difficile riuscire a raggiungere Maria B. Aveva anche pensato di seguire Vic una mattina (aveva scoperto che le piaceva farsi chiamare così) e presentarsi lì; ma dati i precedenti poteva rischiare di compromettere la missione e lasciò perdere.
Doveva avere pazienza. La sua superiorità, prima o dopo, avrebbe prevalso.
Ormai si era adattato ai rituali preferiti da Vic. Quando lei arrivava correva a darle un bacio, a volte usando la lingua; le prendeva il cappotto e lo deponeva sull'apposito utensile e poi tornava in cucina mostrandole cosa stava preparando.
« Sai? Stai diventando proprio un asso in cucina. Bravo! »
Xx si era studiato bene la ricerca di Maria B e da settimane provava a fare domande a Vic per dimostrare interesse verso la materia, dato che non poteva mostrarlo verso la femmina.
« Si in effetti sarebbe il nostro sogno. Te lo immagini? energia a costo zero per tutti! Per sempre. Si potrebbero ripopolare quelle aree della terra che ora sono desertiche...già, ma io un po' credo si tratti di un sogno ad occhio aperti; Maria ci crede davvero! Non so se ce la farà, però è in gamba e ce la sta mettendo davvero tutta! »
Erano sul divano e lei si stava facendo coccolare; lo fissò per un istante e sorrise. Xx non aveva la minima idea di cosa volesse ora. « Senti...se prometti di comportarti bene, e me lo devi promettere!» Sottolineò. « ...potrei invitarla a cena una sera di queste »
« Ma certo che si, fallo! »
« Prometti... »
« Lo prometto »
« Ok! Allora la invito per Venerdì. Tu cucini... » Gli passò le dita tra i capelli, che erano cresciuti da quando occupava l'ospite « ...e noi ci fermiamo a prendere il vino »
Finalmente. Sapeva che perseveranza e professionalità erano armi imbattibili. Ur gli aveva dato quest'incarico, sapendo che il grado di difficoltà era insormontabile per chiunque, ma lui lo avrebbe stupito ancora una volta. La promozione era garantita.

Il venerdì sera era arrivato e Xx si era anche fatto consigliare da un collega di lavoro dell'ospite una ricetta sublime.
« Con questo farai colpo. Garantito! Però, posso dirti una cosa? »
« Si »
« Sei diventato un imbecille »
Xx capiva che il collega in qualche modo voleva sminuirlo, ma non dava importanza alle interazioni che non erano finalizzate all'obbiettivo.
Acquistò tutto il necessario per realizzare la ricetta e arrivato a casa si mise subito al lavoro.
6.30 pm Non erano ancora arrivate...forse avevano cambiato idea. Non potevano averlo scoperto, di questo era sicuro. Poi si ricordò " ...noi prendiamo il vino.. " Ma certo, per quello erano in ritardo.
Aveva preparato un primo piatto di pasta fatta in casa e ragù alla bolognese; come secondo piatto invece un'anitra all'arancio con contorno di patate al forno. Tutto era pronto. Il modus operandi era semplice ed era già stato pianificato dagli ingegneri; avrebbe convinto Maria B. che la sua idea era folle; se non ci fosse riuscito, l'avrebbe uccisa.
All'ingegnere Xx aveva obbiettato: « Non sarebbe più facile ucciderla e basta? »
« Xx, se la uccidi il suo popolo ne farà una martire e qualcun altro potrebbe voler portare avanti il suo lavoro. Significherebbe altri interventi, altro tempo da spendere sul pianeta. Se invece è lei stessa a proclamare la sua resa, nessuno darà importanza alla sua ricerca »
« Capisco! » Aveva risposto, anche se non era completamente d'accordo.
Sentì la porta aprirsi, era emozionato.
« Siamo a casa » Annunciò Vic.
« Ciao » Lui le andò in contro, le diede un bacio e prese il capotto. Vic e Maria si guardarono e sorrisero.
« Dai, sedetevi. È tutto pronto »
Maria lo stava studiando, poteva percepirlo. Possibile che sapesse qualcosa? No, era fuori questione; perché lo fissava allora?
« Dai raccontami un po'! Vic mi ha detto che segui con grande passione il nostro lavoro. Non sapevo che ti interessassi di fisica »
La bevanda "vino" che avevano portato le due donne era molto potente. Sentiva il corpo dell'ospite continuare a scaldarsi e ora faticava davvero a controllare le sue sinapsi che sembravano come non rispondere agli impulsi.
« Si, è un lavoro importante per questo pianeta »
Vic e Maria, probabilmente anche loro sotto i potenti effetti del "vino" ridevano per qualunque cosa e anche ora sorrisero.
« Quindi credi che dovrei continuare? Perché ogni tanto Vic mi dice che sto perdendo tempo, sai? »
« No, io sono convinto che sia invece imminente il punto di svolta » Dannazione Xx! Cosa stai facendo? così la incoraggi. Questo "vino" è insidioso...riprendi il controllo, avanti! Conquistala!
« Davvero? » Maria sembrò colpita dalla sua affermazione.
« Uh, tu non sai quanto parla dei campi magnetici e del tuo lavoro! Sono settimane che lo vedo leggere le tue pubblicazioni; è diventato un esperto! » Vic aveva un tono molto strano. Xx era quasi sicuro che volesse dire il contrario di quello che le sue parole avevano appena affermato. Devi conquistarla, forza Xx. Tu sei l'elite!
Maria, ti è piaciuta la cena? »
« Oh si! Davvero! Non so quanto tu sia un esperto di fisica, ma in cucina sei un dio »
« Grazie! Gradisci forse anche delle "coccole"? »
« Cosa? Mppfhh..ah ah hahaha! » Maria scoppiò in una risata che Xx non riuscì a interpretare. Con questa specie non era facile orientarsi. Era felice della sua proposta? O non aveva capito?
Anche Vic rideva, sembrava senza fiato. « Sei proprio un cretino »
Xx era troppo confuso dal "vino" e non cercò più di interagire con Maria per tutta la serata.
1.30 Am « È molto tardi Vic, io devo andare...Vic? Vic? »
Victory era distesa sul divano, respirava molto forte e emetteva rumori disturbanti; Xx non l'aveva mai vista così.
Maria guardò lui: « È ubriaca! »
« Si »
« Il vino! È proprio andata... »
Questo "vino"...se fosse riuscito, se ne sarebbe procurato un po' da portare in laboratorio una volta a casa. Era un arma lenta e micidiale.
Maria si alzò, ma barcollava leggermente. L'insidiosa bevanda le aveva compromesso il senso dell'equilibrio.
« Non so se hai ancora voglia di farmi le coccole, però se ti va potresti accompagnarmi a casa »
« Si »
Ce l'aveva fatta. Era stato un incubo la serata e in alcuni momenti avrebbe davvero voluto scappare da quell'inferno, ma Xx, ancora una volta, aveva dimostrato la sua efficacia infallibile.
Prese il capotto di Maria e la aiutò a metterselo. Osservò il suo vestito; aveva una camicetta poco abbottonata che lasciava chiaramente vedere le curve del suo seno e che era infilata in una gonna stretta e lunga appena fino a sopra il ginocchio. Ai piedi aveva delle scarpe lucide con un tacco molto alto. Xx si vergognò nello scoprirsi a pensare che era davvero aggraziata. Le sue forme, era come se per la prima volta riuscisse a vederne l'armonia e la flessuosità. Si sentiva rapito, ma cercò di scacciare velocemente questi pensieri e lasciò sbattere la porta di casa dietro di se.

La casa di Maria era molto spaziosa. La trovò accogliente e cominciò subito a sentirsi a suo agio.
Lei si era tolta il cappotto e le scarpe. « Be...io sono arrivata »
« Si »
« Sei un po' misterioso sai? Sembri un po' un cretino a volte, senza offesa, ma non sei uno stupido, ne sono sicura »
Lui ascoltò, ma non riusciva più a concentrarsi e, soprattutto, non riusciva più a fingere. Si avvicinò a lei quel tanto che bastava per raggiungerla, posò le sue labbra su di lei e poi la sua bocca cominciò a muoversi da sola, le sue mani si muovevano da sole; sentiva l'armonia che lo penetrava tramite la carne dell'ospite e dove prima erano passati brividi che lo avevano fatto inorridire, ora fluiva un fiume di calore che gli fece dimenticare ogni cosa. La missione, l'obbiettivo, la sua carriera, in quel momento erano distanti quanto la sua galassia.
Maria aveva lasciato cadere a terra la gonna e si era fermata solo per un attimo. « Sei serio? »
Si » Aveva risposto Xx.
Lei lo trascinò verso la sua camera.

L'ospite si svegliò dentro al letto di Maria B la mattina seguente. « Oddio! È successo davvero...ero ubriaco! »
Maria aprì prima un occhio e poi l'altro cercando di metterlo a fuoco. « Ma se hai bevuto solo un sorso e non hai nemmeno finito il bicchiere!? »
« Oddio...cos'ho fatto? E Vic? »
« Non sembravi così preoccupato ieri sera... »
« Io non lo so davvero... »
« Vieni qui mio bel cuoco, ti spiego cos'è successo... »
L'ospite non produsse alcuna resistenza all'approccio di Maria e di fatto smise anche di chiedersi cos'era successo.

Xx era di ritorno. Era deciso, nessuno doveva sapere della sua debacle; in fondo prima che qualcuno se ne accorgesse quanto sarebbe passato? Millenni almeno e forse nemmeno allora sarebbero riusciti ad annullare lo spazio per viaggiare nel cosmo.
« Allora? Tutto bene »
« Si Ur. Come previsto »
« Non hai incontrato alcuna difficoltà? »
« Assolutamente no! Tutto liscio come programmato dagli ingegneri »
« E l'esemplare Maria B ha desistito, giusto? »
« Assolutamente »
« Va bene. Vai pure »
Xx fluttuò indietro di qualche metro e uscì dalla stanza.
Ur chiamò sul suo visore Ev, il responsabile della galassia 1979. « Ev! Nemmeno lui ci è riuscito; ormai dobbiamo dichiararci sconfitti. Abbiamo milioni e milioni di influncer su quello stramaledetto pianeta e non c'è n'è uno che ritorni con un successo. Li addestriamo per anni, compiono missioni incredibili, poi li mandiamo lì e immancabilmente una delle loro donne li fa uscire di senno, cosa dobbiamo fare? Presto o tardi saranno in grado di arrivare fino a noi e sarà la fine. Abbiano proliferato per miliardi di anni perché siamo sempre intervenuti prima che le minacce si presentassero. Cosa dobbiamo fare adesso? Cosa? Xx era uno dei migliori... cosa faremo quando arriveranno qui da noi? Con le loro donne... »
Dal visore si udì una voce squillante e Ev distolse lo sguardo « Ev! Vieni subito, devi preparare la cena... » Poi si rivolse di nuovo a Ur: « Scusa, devo richiamarti! » « Arrivo subito amoreee... » Il visore si spense.
Ah mio caro Ur, sono già arrivate!



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