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lavoro pubblicato martedì 24 novembre 2015
ultima lettura sabato 21 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Buio (parte 2)

di SamuelMartyns. Letto 540 volte. Dallo scaffale Horror

Sono passati oramai 30 anni da quella notte, ancora continuo a dormire con una luce accesa in camera ed una torcia elettrica a portata di mano, la pau...

Sono passati oramai 30 anni da quella notte, ancora continuo a dormire con una luce accesa in camera ed una torcia elettrica a portata di mano, la paura del buio, di quello che succede al suo interno, nascosto ai nostri occhi si è annidata in me, la gente non mi crede ma io l'ho visto per un attimo, ho visto l'ignoto di cui l'uomo ha avuto sempre paura dalla notte dei tempi.

Sono più di due ore che questo temporale si sta abbattendo in questa zona, il fragore dei tuoni ogni tanto rimbomba sulle pareti di casa e i fulmini illuminano il cielo a giorno, spengo la televisione e vado verso il letto, sono quasi le undici di sera e domattina ho un appuntamento di lavoro.
Porto con me la torcia elettrica, gli ho appena cambiato la batteria, così in caso ce ne fosse bisogno sarò preparato, la metto sopra al comodino e mi corico a letto accendendo la televisione per trovare qualcosa per farmi compagnia mentre mi addormento.
Sto guardando uno di quei noiosi programmi di cucina e gli occhi stanno per chiudersi, sono già proiettato all'indomani quando un tuono più forte del solito mi fa sobbalzare, tutto si spegne: la televisione, la lampada e tutto il quartiere attorno a me cade nel buio più totale.
Per fortuna la lampada di emergenza si accende subito senza problemi, per circa venti minuti avrò la luce, poi mi aiuterà la torcia elettrica; ma non posso addormentarmi ora, devo aspettare che si spenga l'emergenza per poi accendere la torcia, non so quando potranno riattaccare la corrente elettrica.


Mentre sono sopra al letto ad aspettare, il rumore della pioggia battente sulle finestre mi tiene compagnia; la luce di emergenza inizia ad affievolirsi, il buio prende sempre più il sopravvento e più passa il tempo più la luce scompare, fino a rimanere un puntino bianco al centro della lampada.
Accendo subito la torcia elettrica alzandomi dal letto e mi incammino verso la sala, magari in poltrona sto più comodo, anche se domani ho un appuntamento non voglio riaddormentarmi con la sola luce della torcia, e se si spengesse mentre dormo? Meglio non rischiare.
Mentre cammino il rumore della pioggia sparisce, finalmente il temporale è cessato, ora devo solo aspettare che torni la luce.
Attraverso il buio corridoio avvolto dalle tenebre e arrivato in sala mi accomodo in poltrona osservando la finestra.
Improvvisamente una luce bianca illumina il mio viso: un fulmine era caduto lì vicino, ma perché non ho sentito il tuono? Cos'era questo silenzio? Mi torna in mente quella notte da bambino, mi torna in mente la paura che provai nel silenzio di quell'estate.
Mi alzo di scatto dalla poltrona volgendo lo sguardo verso il corridoio che porta in camera, un'altra luce penetra dalle finestre illuminando parte della casa, in mezzo al corridoio intravedo una sagoma alta ed affusolata, quando l'effetto del fulmine scompare punto il fascio di luce verso quella direzione, ma non vedo nulla.
« C'è qualcuno? »
Nessuna risposta, nessun suono, proprio come quella notte eravamo da soli, io e il buio.
Mi affretto a chiudere la porta che dalla sala porta al corridoio, gli do un giro di chiave e indietreggio lentamente.
Mi guardo attorno illuminando ogni angolo di stanza, il silenzio viene rotto da una serie di tonfi provenienti dalla porta che ho appena chiuso, volgo la luce verso quella direzione ed il rumore cessa, sento la poltrona strisciare lentamente alle mia spalle, poi lo stridere del vetro della finestra, il rumore di passi pesanti attorno a me, ed ogni volta che la torcia illumina ognuno di questi punti il suono si interrompe e passa da un'altra parte.

Sto diventando pazzo io? Forse questa mia fobia del buio mi ha fatto andare via il senno?

I suoni si sono interrotti improvvisamente, così come erano iniziati, adesso sento solo il mio cuore battere.
Vado verso la cucina a bere un bicchiere d'acqua, mi farà stare meglio.
Mentre apro lo sportello del frigo sento nuovamente un tonfo proveniente dalla stessa porta di prima; restando distante illumino la zona, non sento più niente, volgo lo sguardo verso il portone di ingresso poi di nuovo verso quella che porta alla camera: stavolta era aperta.
Il cuore mi batte all'impazzata, lo sento pulsare sulle tempie sudate, mi metto con le spalle al muro e striscio verso l'uscita dell'appartamento.
Se riesco a mettere piede sul pianerottolo riuscirò a chiamare qualcuno dei miei vicini.
Arrivato all'uscita sblocco velocemente la serratura e scivolo fuori senza neanche aprire tutto il portone.
« Aiuto! » Inizio ad urlare con tutto il fiato che ho in corpo.
« Qualcuno mi aiuti, c'è qualcosa in casa mia. »
L'unica risposta che ho avuto è stato l'eco della mia voce sulla tromba delle scale.
Illumino le porte degli appartamenti dei miei vicini di piano: sono tutte aperte, il buio pesto si è impadronito di tutti loro, soltanto nell'appartamento della signora Rinaldi intravedo la fioca luce di una candela accesa in mezzo alla sala.
Sono solo in mezzo al nulla, inizio a sentire dall'appartamento della signora Rinaldi il rumore di qualcosa che striscia sul pavimento, la luce della candela illumina per un attimo una sagoma alta e affusolata e poi si spenge.
Mi appoggio al muro e punto la luce verso quell'appartamento, mi avvicino alla svelta e chiudo la porta, così faccio anche con tutti gli altri del piano, cercando di illuminare ogni angolo prima di muovermi, compreso il mio, qualsiasi cosa ci sia lì dentro non mi avranno, non ora.
Mi incammino lungo le scale, devo uscire almeno per strada, non ho preso nemmeno il cellulare, ma dentro a quell'appartamento non voglio rientrarci.
Mentre scendo il secondo gradino sento un rumore dietro me, un cigolio, il sangue mi si gela nelle vene, mi giro illuminando tutta la zona: le porte erano tutte aperte.
Devo scendere più in fretta che posso, inizio a correre per le scale ignorando quello che accade alle mie spalle, tanto devo scendere solo un piano, farò alla svelta.
Sono a metà del percorso e lo stridere assordante delle loro urla inizia a risuonare all'unisono per la tromba delle scale.
Arrivo in fondo, oramai sono salvo, il portone è a pochi metri, gli ultimi gradini ed eccomi, ma per la fretta non mi ricordo che un gradino era pericolante e inciampo sbattendo a terra.
Sento un tonfo, e la luce scompare: la torcia elettrica si è rotta.
Ora sono proprio solo, anche la luce mi ha abbandonato, mi rialzo dolorante e cerco di raggiungere a tastoni l'uscita, mi torna in mente quella notte di trenta anni fa, vorrei piangere ma questa volta non verranno i miei nonni a salvarmi.
Mentre arranco nel buio dell'androne le urla dei mostri nel buio si placano, inizio a camminare più veloce che posso, la luce dei fulmini ogni tanto filtra dal vetro della porta illuminando il piano e permettendomi di vederla.
L'ennesimo fulmine e l'ennesima luce, vedo tante sagome davanti a me illuminate per un attimo e poi di nuovo inghiottite dalle tenebre, mi fermo terrorizzato.
Altro fulmine: le sagome sono sparite, ricomincio a camminare titubante verso la porta, oramai sono qui e devo provarci.
Camminando nel silenzio sento un rumore di qualcosa che striscia sul muro accanto a me, mi segue ad ogni passo che faccio, come a volersi divertire delle mie paure.
Il rumore si ferma ed io sono finalmente arrivato alla porta, giro la maniglia e il pesante portone inizia ad aprirsi, finalmente sono salvo.
Proprio in quell'istante, sento qualcosa che mi afferra con forza la caviglia, mi tira via e mi ritrovo in terra a pancia in giù.
Cerco di agganciarmi da qualche parte ma non ci riesco, vengo trascinato via, urlo, ma le mie urla vengono soffocate dalle tenebre, per me è la fine.
Mentre le urla dei mostri rompono il silenzio delle tenebre un tuono mi stordisce.

Apro gli occhi, sono sopra al mio letto, alzo lo sguardo e vedo la lampada di emergenza che inizia ad affievolirsi.
È stato solo un brutto sogno, per fortuna, volgo lo sguardo verso la finestra, rilassato, ascolto con piacere il rumore dei tuoni e della pioggia, la luce di emergenza è oramai spenta, allungo la mano per accendere la torcia elettrica ed aspettare che arrivi finalmente il mattino.
Non trovo la torcia, un fulmine filtra dalle persiane chiuse della camera, eppure non ho sentito il tuono.
Un cigolio dalla porta, due minuti di silenzio che sembrano infiniti, la luce di un fulmine illumina un viso scarno e ustionato che mi fissa dal fondo del letto, il suo ghigno scarnificato mostra dei denti aguzzi e anneriti, non ho la forza di urlare, non ho la forza di scappare, posso solo chiudermi sotto le lenzuola e sperare che sia un altro sogno.



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