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lavoro pubblicato domenica 22 novembre 2015
ultima lettura mercoledì 11 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Flussi. Capitolo 4

di Cest97. Letto 407 volte. Dallo scaffale Fantasia

J è un Mixcoatl, un trapassato al servizio della Morte condannato a lavorare in un ufficio nel Mondo Ultraterreno per l'eternità. Durante le ferie viene incolpato dell'omicidio di un'umana, questa è la storia della sua fuga. Tema: morte e aldilà........

Non riesce a focalizzare.
Il flash lo ha decisamente preso alla sprovvista.
È l’unico ancora in piedi, le persone attorno a lui sono stese a terra tutt’altro che incolumi.
“Che diavolo…”
Gli fischiano le orecchie, la gente attorno a lui è morta investita dalle schegge e riesce a pensare solo a questo: come è possibile che gli fischino le orecchie?
Il suo corpo non è concreto, non è reale, è solo un’illusione, è un insieme di messaggi inviati in output che non hanno riscontri in input, ha solo l’illusione di sentire qualcosa come una sindrome dell’arto fantasma che ogni tanto gli batte sulla spalla attirando la sua attenzione e sottolineando il fatto che un tempo avesse una forma fisica, forma che ha perso. Lui non esiste, eppure i suoi timpani stanno fischiando, feriti dal boato prodotto dallo scoppio.
Che è stato? Una tubatura del gas? Parrebbe così.
L’asfalto si è aperto formando un cratere, cemento terra e catrame sono finiti addosso agli edifici e ai passanti.
Un ringhio, qualcosa sembra sbucare dalla colonna di fumo nero che si sta alzando dal suolo. Un orribile creatura fa capolino con la testa, il suo corpo sembra fondersi con la coltre scura, tra fiamme e piccoli scoppi causati dai residui di gas. L’intera strada, una ventina di metri di macchine e persone, negozi e case, annientata in meno di un istante.
“Preda” la voce che esce dal lungo muso privo di occhi della creatura è profonda, gracchiante, e porta con sé dolore.
Il Mastino osserva J, e J osserva il Mastino.
Gli occhi rossi della bestia, fori oscuri da cui fuoriesce una luce di follia, lo puntano in maniera poco rassicurante.
Le fauci si spalancano, non contengono denti ma solo una lunga lingua fumosa che frusta l’aria.
Lo hanno intrappolato, attirandolo con un falso segnale sono riusciti a smuovere quella che era la sua parte primordiale, non era una vera aura di morte quella che percepiva, era pura finzione. Se sono in grado di operare su certi livelli allora per lui sarà impossibile fuggire, possono comandarlo a proprio piacimento.
Attorno a lui decine e decine di fasci luminosi si innalzano dal suolo e si dirigono verso il prossimo Mondo, non sanno cosa li attende, semplicemente muoiono in silenzio senza sapere il perché.
J resta impassibile, la bestia scompare nel fumo, e comincia a muoversi non vista; lui sa che si sta muovendo, sa che sta venendo verso di lui, ma non sa come poterle sfuggire.
Continua a guardarsi attorno, il sangue e la carne dominano la scena, volti bruciati con gli occhi ancora spalancati sembrano chiedergli perché, sembra vogliano una spiegazione.
Lui non ne ha una.
Davanti a lui si materializza una figura alta, magra, inumana, talmente in movimento e instabile da sembrare un fluido, la pelle continua a muoversi e a scorrere come olio, il Mastino è in preda a spasmi e non osserva J direttamente ma tiene la testa puntata verso l’alto come se stesse agonizzando e urlando, un grido silenzioso che nessuno può udire, ma al tempo stesso lo sta guardando; non sono i suoi occhi a tenerlo sotto controllo, ma il suo istinto. Un istinto di caccia.
J prende fiato, osserva l’essere, in un tentativo disperato mima con entrambe le mani delle pistole, finge di tirare indietro un tamburo e di premere un grilletto, dalle dita non partono pallottole ma tra i due individui si verifica comunque qualcosa di estremamente distruttivo: una tubatura dell’acqua sotto i loro piedi salta per aria, il metallo investe il corpo della bestia ma non la ferisce, i frammenti lo trapassano senza che questi se ne accorga. L’acqua si tramuta in vapore e investe entrambi, J prova a girarsi e a fuggire sfruttando l’elemento sorpresa ma non fa in tempo a voltarsi che il Mastino si è già spostato alle sue spalle, con una rapidità superiore alla percezione.
Non sa che fare, nulla di ciò che ha in mente potrebbe salvarlo.
Gli serve più forza, qualcosa che porti i suoi attacchi al livello metafisico.
Fa un passo indietro, la strana figura abbassa la testa e nei fori cavi delle sue orbite compaiono due terribili bulbi rossi.
J è in trappola, circondato da fasci di luce blu che fra poco spariranno.
Ed agisce d’istinto.
Andando contro ogni sua volontà, afferra un flusso con la mano destra e lo stritola.
L’esplosione, invisibile al mondo dei mortali ma totalmente percepibile nel mondo ultraterreno, sbalza indietro il Mastino e lo fa cadere al suolo.
In tutt’altro luogo, in un altro mondo, all’interno di un’immensa stanza poco illuminata, riempita da piccole pareti di compensato semimobili che creano minuscoli loculi arredati ognuno da una scrivania, una sedia e un vecchio computer, settanta persone stanno monitorando la scena, sessantanove di queste sono sorprese, una di loro invece sembra sollevata.
Sullo schermo di ciascuno di loro un grafico mostra un picco di energia riscontrato nella zona del combattimento tra J e il Mastino.
Mormorii si spargono, le stesse frasi vengono ripetute più e più volte, “Che è successo?”, “Come ha fatto?”, “Come sta il Mastino?”.
“Signori…”
La voce dell’altoparlante li richiama all’attenzione, il suono metallico delle parole fa venir loro la pelle d’oca.
“Signori… avete appena assistito alla scissione di un’anima”
Il silenzio regna sovrano.
Dopo circa venti lunghissimi secondi, una donna si fa coraggio, e ad alta voce chiede:
“Di che si tratta?”
“L’anima di ognuno di noi è formata da Memoria e Personalità. Ognuno di noi accresce, nel corso della vita, prima una Memoria e, successivamente e come diretta conseguenza ad essa, una personalità” il silenzio continua a persistere.
Gli occhi di tutti i presenti, uomini e donne dall’aspetto trasandato vestiti in giacche e cravatte che un tempo potevano sembrare eleganti ma che oramai si presentano come stracci, puntano l’altoparlante attaccato al soffitto, e anche coloro che non fanno parte della squadra di ricerca abbandonano per qualche istante il loro lavoro e pongono attenzione alla discussione.
“Nel passaggio dal Mondo Mortale al Mondo Ultraterreno, la Memoria viene trasferita agli Smistatori e, ad essa, segue subito dopo la Personalità. L’anima degli esseri umani non può essere annientata da un semplice Mixcoatl, ma a quanto pare può essere scissa nel momento del trasferimento; l’energie prodotta non sarebbe raggiungibile neanche dalla somma del potere di tutti i presenti nella stanza.”
“…ma come ci è riuscito?”
“…non lo sappiamo…”
Mormorii confusi e indignati si alzano fino a diventare un coro di protesta rapidamente silenziato dall’ennesimo annuncio dell’altoparlante.
“I presenti sono pregati di tornare al lavoro”
Tutti tacciono.
Chi si era alzato in piedi si rimette seduto, il sudore sulla fronte dei presenti comincia ad accumularsi, e come è usuale da queste parti gli unici rumori a essere percepiti tornano ad essere il frenetico tamburellare sulle tastiere e il ronzare delle centinaia di ventilatori, le cui pale metalliche tagliano l’aria e creano la collettiva illusione di frescura.
Marcus alza appena lo sguardo e va in cerca, superando con la testa la linea d’orizzonte formata dai loculi, di una qualche scusa per non fare quello che sta per fare. Basterebbe una sentinella, un collega poco impegnato che sta facendo una passeggiata, un qualunque individuo che non stesse battendo con foga i tasti del proprio computer o scrivendo appunti si post-it per poi appiccicarli attorno a sé formando una perfetta cella color giallo stinto; ma purtroppo nessuno sembra interessato a mollare il proprio lavoro, per poter così focalizzarlo e interessarsi a lui.
Non ha quindi scuse per cui non farlo: estrae dalla tasca un vecchio cellulare coi tasti consumati i cui numeri appaiono scoloriti e quasi invisibili, digita un numero e comincia a scrivere un messaggio.
Continua a guardarsi attorno nervoso, ma al momento è al sicuro.
Preme invio, spegne il telefono e se lo infila di nuovo nella tasca dei pantaloni.
Torna a concentrarsi sul proprio computer.
J è ancora in piedi, fermo immobile, ad osservare il Mastino che fumante se ne resta disteso a pancia all’aria, forse incosciente.
Una vibrazione, la sua tasca si illumina e mostra in trasparenza un piccolo schermo blu.
Estrae il telefono e legge rapidamente il messaggio, dando talvolta qualche occhiata svelta alla creatura infernale che tuttavia non sembra volersi muovere.
Finito di leggerlo guarda a terra, vicino a lui, e vede la giovane ragazza che lo aveva attirato a sé poco prima, il suo Flusso sta rientrando nel suo corpo.
La prende in braccio e girandosi si dirige verso l’edificio più vicino, pochi secondi e non vi è più traccia di entrambi in tutto il paese.
Quando il Mastino rinviene non riesce a fiutare le loro tracce.


Commenti

pubblicato il giovedì 28 gennaio 2016
Aria, ha scritto: Sempre io, la storia è davvero interessante, mi ricorda vagamente "death note" lo conosci? È un manga e anime giapponese, in cui gli shinigami, non troppo lontani dai mixcoalt, come concetto, ricoprono un ruolo piuttosto importante nella vicenda, se non l'hai già visto guardalo, credo che potrebbe piacerti. Riguardo al tuo racconto, te l'ho detto la storia mi prende, scrivi bene, ma il primo capitolo rimane il migliore, a parer mio. Confesso di averlo letto molte volte, adoro lo stile, il contenuto... Si, il primo è il mio preferito. Gli altri sono belli, ma manca quella cosa che mi ha fatto innamorare del primo, spero che ritorni anche nei prossimi (perché ci saranno dei prossimi, vero?)

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