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lavoro pubblicato domenica 22 novembre 2015
ultima lettura lunedì 13 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Flussi. Capitolo 3

di Cest97. Letto 470 volte. Dallo scaffale Fantasia

J è un Mixcoatl, un trapassato al servizio della Morte condannato a lavorare in un ufficio nel Mondo Ultraterreno per l'eternità. Durante le ferie viene incolpato dell'omicidio di un'umana, questa è la storia della sua fuga. Tema: morte e aldilà.......

Abha non è una città in mezzo al deserto in cui non fanno che volare nell’aria missili e proiettili, in effetti non è la città che lo attirava di più ma anche in momenti come questo ci tiene a mantenere un briciolo di coscienza, quindi non si è spostato nel luogo nella cui aria vi era l’odore del sangue più intenso, semplicemente uno di quei luoghi in cui non voleva assolutamente andare e il suo sesto senso continuava a spingerlo. Per qualche motivo l’attentato avvenuto qui sembra essere più potente di altri avvenuti in tanti altri luoghi sulla Terra; trattandosi di un attacco ad una Moschea la cosa potrebbe essere riconducibile ad una diceria che ha sentito girare sul fatto che un omicidio sia compiuto per o contro una religione. A quanto pare simili assassini hanno una sfumatura di follia che ha grande effetto sui Mixcoatl, probabile conseguenza della risonanza malata della loro esistenza passata.
Vi sono opuscoli di ogni genere nel Mondo Ultraterreno, e oltre alla moltitudine stampata per spiegare il ruolo di ogni singolo trapassato al trapassato stesso, ve ne sono molti altri per spiegare i ruoli dei trapassati agli altri trapassati, per esempio quelli che spiegano a chi è stato graziato che differenza c’è tra lui e un condannato.
Riporto un frammento di opuscolo il cui obbiettivo è chiarire a coloro che abbiano incontrato un Mixcoatl e lo abbiano trovato simpatico, come sia possibile che una persona così per bene abbia fatto quella fine:

‘È bene ricordare che un Mixcoatl è tale perché è condannato, e la condanna deriva da un atto compiuto in vita che gli è valso una punizione eterna. Ed è bene, tra l’altro, sottolineare che i processi sono gestiti da giudici bonari, giurie comprensive, e ottimi avvocati. Per meritarsi una simile punizione come minimo bisogna offendere la giuria, mandare a fanculo ripetutamente il giudice, e cercare di strappare a morsi la faccia del proprio avvocato, senza che questo abbia acconsentito alla cosa.
In più bisogna ricordare che la longevità dei condannati può avere ripercussione di straordinaria portata sulla loro psiche, e basti considerare il fatto risaputo che ad una persona sia sufficiente mezza giornata per cambiare del tutto, e che tutti noi viviamo in eterno, per capire come ogni Mixcoatl non sia più la persona che era in vita.
Pensateci prima la prossima volta!’

Segue un piccolo smile rosso con le corna.
Gli opuscoli sono caratterizzati dalla ripetizione dei concetti e da uno strano sarcasmo e una strana crudele voglia di infierire sulla situazione dei trapassati, la cosa ha sempre fatto discutere molto ma in un mondo in cui non si può morire le regole del rispetto reciproco decadono e qualunque decisione diviene futile, ne consegue la totale mancanza di gentilezze e di ogni forma di civiltà che dovrebbe portare ad una migliore convivenza.
Quindi, se il capo redattore della ditta che scrive e stampa gli opuscoli di colpo decide di comportarsi da, termine tecnico utilizzato molto nel Mondo Ultraterreno, “Stronzo colossale” (e non è una battuta, è un termine specifico talvolta scritto tutto attaccato come singola parola) può farlo, ed è convinzione comune che le cose vadano bene così.
Sono tutti d’accordo che la cosa non sia affatto divertente, ma questo fa parte della pena.
Tornando a J, questa piccola digressione ci è servita a rendere chiara una cosa di lui: se è un Mixcoatl vi è un motivo, la cosa non va dimenticata e dovrebbe chiarire il perché lui sia qui, e il perché talvolta possa sembrare non del tutto sano di mente. Di fatto, non lo è mai stato.
Cammina per strada, guarda qualche negozio, osserva qualche vetrina e ciò che viene messo in mostra e venduto, nella caotica vita di tutti i giorni che lo circonda non riesce a non percepire quell’aura di morte che lo ha spinto a venire qui, che al tempo stesso lo stuzzica e lo disgusta, ma appunto per colpa della sua natura prevale sempre e comunque la sensazione positiva.
Questo luogo sembra tranquillo: è una cosa buona. Nel caso vi fossero Mastini in zona si scatenerebbero una serie di eventi che attirerebbero decisamente la sua attenzione.
Entra in un negozio di vestiti, prende il primo capo d’abbigliamento che riesce ad afferrare, entra in un camerino casuale e si guarda allo specchio; questa faccia non gli piace più.
I Mastini sono esseri superiori a lui in quanto a potenza distruttiva e potrebbero schiacciarlo come se niente fosse, ma non sono molto intelligenti; forse un tempo lo erano, ma trasformandosi in creature infernali poco a poco hanno perso tutto ciò che li rendeva senzienti e si sono trasformati in animali privi di cervello, più simili a proiettili all’interno del caricatore di una pistola che ad ogni altra cosa. Questo è un vantaggio, cambiare volto potrebbe rendere loro più difficile trovarlo, ma agiscono a livelli completamente differenti dai suoi e diventare un’altra persona potrebbe anche rivelarsi del tutto inutile; c’è chi eguaglia il rapporto di superiorità che hanno i Mastini verso i Mixcoatl pari al rapporto di superiorità che i Mixcoatl hanno verso un qualunque essere umano: sono invisibili, non sono rintracciabili a meno che non siano loro a volerlo, e possono spazzarlo via in qualunque istante.
Il loro utilizzo è più unico che raro, in parte si sente onorato del fatto che gli diano la caccia, ma al tempo stesso la saggezza che ha sviluppato negli ultimi secoli gli fa capire in che stato di pericolo si trovi.
Comunque, vi sono due differenze sostanziali tra di loro.
La prima: i Mastini visualizzano la classe di importanza che una persona ha verso l’Universo.
Ogni trapassato la vede, in maniera differente, è un sesto senso che accresce nel tempo ad una tale lentezza da essere inutilizzabile per i primi cinquemila anni e che successivamente comincia ad essere appena appena percepito; riescono a vedere il Flusso degli esseri viventi e sanno già cosa faranno, dove andranno, chi incontreranno e così via.
Sono miracolati che non possono apprezzare il proprio dono (tema centrale della vita nel Mondo Ultraterreno).
La seconda loro caratteristica è il non doversi trattenere dall’uccidere esseri viventi, eccetto nel caso fossero di classe A o superiore. Queste loro due caratteristiche li rendono capaci di atrocità orientate solo verso persone di scarsa importanza, mantenendo quasi invariato lo scorrere della vita sulla Terra.
Sono anche il motivo per cui vengono temuti così tanto.
J esce dal camerino con un volto differente, capelli neri, pelle scura, occhi marroni, cercando di rendere il proprio aspetto il più comune e insignificante possibile, e una volta che si ritrova in strada comincia a camminare in una direzione a caso nel tentativo di fare tutto il possibile per non seguire percorsi logici e non dirigersi dove il suo istinto lo manda.
Si ritrova davanti alla Moschea dove si è verificato l’attentato.
“Cazzo”
Ha una strana sensazione, e non si tratta del continuo formicolio che lo pervade da quando ha messo piede in questa strada, è qualcosa di negativo.
Guardandosi attorno non nota nulla, ma lo sente, c’è qualcosa di strano nell’aria.
Un fischio alle sue spalle lo richiama alla realtà, si gira di scatto e vede una donna non originaria di qui che attira di colpo la sua attenzione, non è particolarmente attraente o interessante, è solo una testa tra altre cento, tutte in movimento, eppure…
Ha fischiato per chiamare un suo amico, J non si ferma un istante a chiedersi chi sia lei, chi sia lui, che cosa stiano facendo qui, eccetera, cosa che normalmente farebbe. Non spreca nemmeno mezzo secondo a guardarsi attorno e ad analizzare la situazione o a studiare quello che potrebbe essere un campo di battaglia se lo attaccassero ora.
Decide semplicemente di seguirla.
L’aura di morte su di lei è talmente forte da attirarlo come una calamita, e per stavolta soltanto, nel momento più sbagliato in cui fare una cosa simile, decide di seguire il proprio istinto.


Commenti

pubblicato il giovedì 28 gennaio 2016
Aria, ha scritto: Ei, ciao, sono sempre io, ti ricordi di me? Ho letto anche questo capitolo e devo dire che la storia mi sta prendendo, complimenti! Andrà avanti?

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