ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 21 novembre 2015
ultima lettura sabato 8 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La "fatica" di Marco

di tubettoo. Letto 3248 volte. Dallo scaffale Eros

.......la tengo in apnea sia nella bocca che nella figa e anche nel culo con un dito. La tormento così per un po', ma poi ho pietà di lei e la faccio stendere a pancia in su. Ormai sono su di giri........

Sono addormentato. Improvvisamente una mano mi si insinua tra le gambe. Accidenti chi sarà? Mi accarezza la pancia. Un lieve massaggio. Ho la bocca un po' impastata. Mi ero appena addormentato, ma la sensazione è piacevole. Molto. Che bello una fatina sta pensando a me. Poi mi sveglio del tutto e i sensi si svegliano. Perbacco, lei continua il massaggio e poi passa a svegliare il mio amichetto. Lo solletica, me lo sprepuzia e comincia un su e giù. Lui si sveglia, poverino, non vorrebbe, ma insisti e insisti…. Ma vuoi vedere che stasera ci siamo? Ma proprio a quest’ora ne ha voglia e poi perché fa così da un po' di tempo? E’ decisa. Mi toglie i pantaloni del pigiama, si abbassa su Giannino e lo imbocca. Non fa la schizzinosa come al solito. Stasera non gli dà fastidio il suo odorino. Lo scappella per bene e lo ciuccia che è un piacere. Me la godo beato e comincio a sospirare per farle capire che ci sono anch’io. Si alza sulle e ginocchia e che fa? Ah, si spoglia nuda e poi me la sbatte in faccia! Proprio così, per farmi star zitto mi mette la figa in faccia e prende in bocca Giannetto e lo ciuccia senza troppi complimenti. Non vorrei gli facesse male, poverino. E io? Beh non posso far altro che cominciare a darci dentro con la lingua se non voglio soffocare. Me la lappo tutta, prima dall’alto al basso e poi da destra a sinistra e poi con la lingua faccio dei cerchi, disegno degli otto sulla sua passerona che intanto è diventata un lago. Debbo tenerla ferma con le mani se no mi scappa. Dio come si è allargata. Le lecco anche il culetto già che ci sono. Adesso sta ferma, si vede che li è meno sensibile. Allora ritorno alla sua pagnottina e ricomincio, nonostante la lingua sia un po' indolenzita. Vado avanti così per qualche minuto. Lei si ferma e se la gode. Non è molto giusto però e allora le dico di darsi da fare e di saltarmi a cavallo. Mi viene sopra, lo prende in mano e se lo imbocca nella patatona. Che bello, lo prende piano, piano che è un piacere. Mi da delle sensazioni bellissime, poi tenta di chiavare, ma la sua inesperienza non le permette di fare troppi su e giù. E’ come una che non sa usare lo yo-yo e ogni tanto perde il ritmo e se lo fa uscire e dire che, si, non ce l’ho come un cavallo, però non scherzo! Inutile, cavalca da far schifo nonostante l’impegno che ci mette. La tengo un po’ guidata con le mani sulle chiappe, ma non ci sa fare, si stanca. Quando scende le ciuccio i capezzoli e lei comincia ad ansimare e si ferma con il culo in aria e smania che è un piacere; le piace troppo quando le tormento le tette. E’ il suo punto debole. Poi le do della lingua in bocca e la tengo in apnea sia nella bocca che nella figa e anche nel culo con un dito. La tormento così per un po', ma poi ho pietà di lei e la faccio stendere a pancia in su. Ormai sono su di giri, mi butto a pesce sulla fregna e comincio a darci di lingua. Il cazzo inciampa tra le lenzuola e cominciano a dolermi i coglioni. Lei non ne può più e lo vuole dentro. Mi tira su per i capelli e per le orecchie e dice sommessamente: “Dai, vieni su, fallo andare!” Risalgo la corrente, glielo piazzo all’imboccatura della passera e poi lo sbatto dentro. Va giù che è un piacere, ormai si è allargata a dovere. Comincio a pompare. Emettiamo dei rantoli, dei singulti. A lei pare le manchi il respiro e ogni tanto emette qualche urletto e scuote la testa. La figa fa i suoi rumorini da risucchio e emissione di aria. Piccole e deliziose scoreggine. Impazzisco la situazione è a dir poco arrapante. Giannetto non ne può più, ma sono crudele e lo faccio aspettare. Prima la debbo far morire di gusto, non sopporto di essere svegliato a metà del sonno. Non doveva svegliarmi alle due di notte e poi chissà dov’è stata per venire a casa così eccitata. Mi sussurra di farla venire che non ne può più, ma io mi sono incattivito. Le piazzo un dito nel culo e comincio a ravanare li dentro mentre la trombo e le tengo la lingua in bocca. Vado avanti così per un po' e poi decido che è ora di farla venire. Scendo, le prendo la sua cosina in bocca e mi concentro con la lingua sul bottoncino che è duro, duro. E’ un attimo! Comincia a stringere le lenzuola tra i pugni, stringe le chiappe, scuote la testa qua e là e fa scoreggiare la passera. Allora le salto addosso, le risbatto la mia nerchiaccia, che a questo punto non ne può veramente più, nella figa e trombo a tutta velocità. Lei ansima e a stento trattiene le urla, io mi getto come un affamato su un capezzolo e lo tratto un po' male, ma evidentemente lei è presa da altre sensazioni e anch’io. Comincio a sborrare a fiotti e lei si contrae in spasmi incredibili. La sua danza erotica dura più di un minuto mentre io la tengo inchiodata con la verga al letto per non farla scappare. Poi ci accasciamo esausti. Un bacio. Io le metto la mano nella patata umida e languida e lei me lo tiene in mano come una scolaretta. Ci addormentiamo nudi. Domani avremo il raffreddore. Debbo ricordare di chiederle dove è stata con le sue amiche ieri sera ……


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: