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lavoro pubblicato domenica 15 novembre 2015
ultima lettura lunedì 19 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia - 11

di Legend. Letto 508 volte. Dallo scaffale Amore

Storia - 11    Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; ...

Storia - 11

11°)

Trascorsero altre due settimane senza che la nostra vita cambiasse di una virgola. Ci si vedeva ogni giorno, si parlava di tutto, di moda, di cinema, di politica, a volte perfino di sport, ma mai una parola su ciò che era accaduto. Eppure era evidente che ognuno di noi viveva perennemente in attesa di un improbabile miracolo.

La principessa sembrava essersi ripresa assai bene e per la verità ciò non mi rese del tutto felice. Avrei preferito vederla piangere, sfogarsi e invece partecipava a tutti i nostri incontri mostrandosi sempre piena di interessi.

Ma sarebbe bastato osservarla di notte per comprendere che non era lei quella che si mostrava di giorno. Quando il sole tramontava e lei si ritirava nella sua camera, diveniva un fantasma che si aggirava in pena per quasi l’intera notte.

Sul tardi della mattina della seconda domenica di Settembre, rientrando in casa dopo aver fatto visita ad alcuni amici, trovai la principessa ad attendermi sotto il porticato.

Notai subito una strana eccitazione nei suoi movimenti.

– Benedetto uomo! – Esclamò venendomi incontro – Ma dove vi eravate cacciato? E’ più di un ora che tento inutilmente di rintracciarvi

– Cos’è accaduto! – Esclamai prendendole le mani tra le mie – Non vi sentite bene?

– Tranquillizzatevi, sono in perfetta forma. Vi hanno cercato al telefono e credo dovesse trattarsi di cose importanti giacché lo hanno fatto più volte

– Chi può cercarmi di domenica mattina? Non ho preso alcun impegno se non quello della vostra compagnia

– L’ospedale!

– Santo cielo! – Esclamai per darmi un contegno – Vi assicuro di non avere nulla da spartire con gli ospedali. Siete certa che non fosse per McSweet?

– Assolutamente, hanno chiesto di voi

– Uhm e non vi hanno riferito null’altro?

– No, ma dal tono della voce di quella persona ho avuto l’impressione che si trattasse di cosa importante

– Rammentate il nome dell’ospedale?

– Si certo, Forlanini

– Oh si, credo di aver capito. – Dissi sorridendole per tranquillizzarla – Ho degli amici in quell’ospedale, più tardi proverò a richiamarli

– Giuliani per carità, non fatemi stare in pena. Non starete male, vero?

– Rassicuratevi, io come tutti gli altri godo di ottima salute

– No, non mi sento tranquilla

– Allora lasciate che telefoni ora, così potrò tranquillizzarvi

– Il telefono sapete dov’è

– McSweet è ancora in casa?

– E’ nel suo studio

– Lo avete messo al corrente della telefonata?

– No, temevo si preoccupasse

– Siete un angelo, ma ora scusatemi

– Vi attenderò in salotto

– Tra pochi minuti sarò da voi. A proposito, vi ho portato il mio ultimo lavoro

– Magnifico! Non fatemi aspettare

Quando poco dopo la raggiunsi in salotto ero in compagnia di McSweet.

– Allora? – Chiese lei venendoci incontro

– Purtroppo dobbiamo rinunciare alla vostra compagnia per qualche ora – Dissi tentando maldestramente di sorriderle

– Cos’è accaduto? – Chiese lei divenendo seria – Non potete dirmelo?

– Una nostra amica – Aggiunse McSweet

– Una donna? – Domandò la principessa

– Si, una donna – Risposi senza curarmi di correggere il tono grave della mia voce

– Di chi si tratta? – Domandò ancora lei intuendo il mio stato d'animo – Non mi avete mai parlato di amiche malate, mi state nascondendo qualcosa?

– Assolutamente no, vi prego di non saltare a conclusioni affrettate, si tratta soltanto di fare visita ad una amica inferma

– Per favore, vorrei che mi trattaste come una della famiglia

– Ma lo siete

Lilly scosse il capo – Non me ne date motivo di crederlo. Conosco quella signora?

McSweet annui senza rispondere.

– Annetta! – Esclamò lei portandosi le mani alla bocca

– Come avete capito? – Chiesi sorpreso

– Che importanza può avere, oltre a Luisa conosco soltanto quella ragazza. Non dimenticatevi che debbo anche a lei la mia libertà. Cosa le è accaduto?

McSweet allargò le braccia in un eloquente segno.

– Spero non sia nulla di grave, perché scuotete il capo? Oh mio Dio cosa accade a quella ragazza? Ditemi la verità, sta morendo?

Dovette leggermi la risposta negli occhi perché si diresse immediatamente verso la porta della stanza.

– Vengo con voi e non tentate neppure di farmi recedere da questo proposito

– Ma non è assolutamente necessario. – Tentò di tranquillizzarla McSweet

– Vi prego, tra me e quella ragazza esiste qualcosa che ci lega molto intimamente

– Non sarà una bella esperienza. Quella ragazza non è più come la ricordate, il male l’ha logorata

– Quando si trattò di darmi una mano lei non esitò a sacrificare se stessa. Sapete bene cosa ha fatto per me

– Lo sappiamo, ma questo non deve lasciarvi pensare...

– Ssst – M’interruppe lei – Riservate le parole per le vostre poesie e lasciate che le mie vi convincano altrimenti guardatemi negli occhi e saprete perché io debbo vedere quella ragazza

– Non capisco questa vostra testardaggine – Intervenne McSweet piuttosto seccato

– E siete proprio voi a non comprendere? – Rispose Lilly con voce risentita guardandolo con cipiglio severo. Ma poi, capendo d'essere andata oltre, si avvicinò a McSweet e con voce dolce sussurrò – Perdonatemi se vi sono sembrata insolente, ma non sono io ad affermare che agli uomini fa difetto un certo intuito e voi, mio amatissimo amico, anche se grande medico, siete un uomo. Non me ne vogliate se uso parole che possono sembrarvi sproloqui di una donna sciocca e presuntuosa, ma la verità è che a noi donne accade spesso di provare impressioni impossibili da descrivere. La natura ha voluto farci dono della capacità di interpretare alcune sfaccettature che invece sfuggono ad un uomo. Non so dire cosa esse siano, a volte sono semplici percezioni che a voi uomini possono apparire di nessuna importanza, ma che per noi hanno pur sempre il sapore di piccoli amori. Avete mai provato a restare in silenzio ad ascoltare i battiti del vostro cuore? E’ sciocco, lo so, ma una donna ama ascoltare il suo cuore e a volte dialoga con lui. Vi è mai accaduto di aprire un cassetto e prendere in mano cose appartenute ad un momento che deve essere appartenuto alla vostra vita e di provare intense emozioni? Ebbene Annetta appartiene a quel mondo di percezioni e di piccoli amori. Vi prego, siate generoso

Ovviamente non potemmo fare altro che acconsentire. Avvisammo telefonicamente Winter che ci raggiunse in ospedale.

Quando entrammo nella camera di Annetta lei ci riconobbe sorridendoci, ma fu alla principessa che si rivolse

– Signora, ma perché avete voluto disturbarvi

– Ssst, – Sussurro Lilly sedendo sul letto e prendendole le mani tra le sue – Era il minimo che potessi fare, non sapevo che tu fossi qui, perdonami, sarei venuta prima

– Siete ancora più bella di come vi ricordavo e sapeste quanto v’invidio – Disse lei reprimendo un colpo di tosse

– Ma cosa dici? – Sussurrò Lilly – Invidiare me, che idea, dovresti vergognarti. Forse i nostri amici non ne sono al corrente, ma io so che tu sei nel cuore di un uomo bellissimo

Annetta sorrise annuendo – E’ vero, ma per lui sono soltanto sua sorella, quel testone ama un'altra

– Lo so, – Sussurrò lei – Ma noi ci divideremo il suo cuore come sanno fare soltanto due buone amiche

– Non tentate di giocare con me. Siete troppo buona. Sa scegliere quel testone

– E’ vero, ha saputo scegliere un fiore di sorella

– Ora dov’è?

– Lontano

– Partito?

Lilly annuì.

– Maledetto scemo, ha qui la sua felicità e se ne va in giro per il mondo. Non prendetevela, l’ha sempre fatto. Che Dio lo protegga, voi l'amate?

Lilly annuì, ma fu per la luce che si accese nel suo sguardo che Annetta intuì la grandezza di quel sentimento.

– E’ facile amarlo è come amare Dio. Però date retta a me, quando tornerà legatelo a voi, non potete permettervi di perdete neppure un attimo, è così breve la vita. Mi avrebbe fatto piacere rivederlo

– Ssst, lui è qui con te, – Sussurrò Lilly mettendole un dito sulle labbra e piegandosi a baciarla sulla guancia – Prima di partire mi ha pregato di darti questo

– Bugiarda, – Sussurrò Annetta sfiorandosi la guancia con la mano – Ma fa piacere ugualmente

– Ti vuole bene

– Lui è stato l’unico uomo della mia vita. Oh scusate, non intendevo in quel senso

– Non devi scusarti, so bene cosa volevi intendere

– Volete promettetemi una cosa?

– Tutto ciò che vuoi

– Ho scoperto che non è possibile sapere cosa può riservarci la vita, da giovani si fanno tanti sogni, poi alcuni uomini impazziscono, si fanno la guerra e tutti i nostri sogni volano in cielo. Qualsiasi cosa possa accadere, non traditelo mai, lui non è forte come sembra, è vulnerabile come un bambino

– Lo so, – Sussurrò Lilly carezzandole il volto – Lo so

– Ora è meglio che andiate, non è bello che una signora come voi resti a vedere morire una ragazza come me

– Vuoi scherzare? In questa stanza non ci sono signore, ma soltanto due amiche che si amano e nessuno potrà staccarmi dalla mia Annetta

– Amica? Davvero sono tua amica? Accidenti, debbo aver combinato qualcosa di veramente importante se ho trovato un fratello e un’amica. Qual è il tuo nome?

– Liliana

– E’ bello

– Lo è anche il tuo

– Lui ti chiama Lilly, vero?

– Si

– A me, sorellina

– Lo so

– Te lo ha detto lui?

– Di te mi ha raccontato molte cose

– Davvero? Allora ne ha avute di cose da raccontare, ho combinato un sacco di casini

– Forse è proprio per questo motivo che ti vuole bene. Gli somigli molto

– E’ vero, ci hanno scambiato molte volte per fratelli. Ti ha mai raccontato di quella volta che fregammo agli americani un intero camion di... Quante risate ci facemmo quando lo scoprimmo

– Cosa c’era sul camion?

– Beh, non sono cose di cui si può parlare ad una signora – Rise divertita Annetta

– Ah! Credo di aver capito e cosa ne faceste?

– Non lo crederai, ma li barattammo con un due casse di cravatte

– Oh signore! Cravatte! T’invidio mia cara tu non immagini neppure quanto avrei voluto essere con voi

– Davvero?

– Si – Sussurrò lei annuendo – Tu hai un bagaglio di ricordi importantissimo

– È vero. Io lo conosco molto meglio di chiunque altro. Sapessi quante volte mi ha tirato fuori dai guai. Sai come mi ha conosciuta?

Lilly annuì, ma pregò che non ne parlasse.

– Non si è mai vergognato di me

– Non avrebbe potuto, il sentimento che nutre per te è amore vero

– Vorrei... – Sussurrò Annetta prima di interrompersi come per seguire un pensiero

– Cosa vorresti? – Domandò Lilly

– Lui è stata la cosa più bella che la vita mi ha concesso

– Glielo hai mai detto?

– No, ho sempre provato vergogna

– Glielo dirai quando tornerà?

Annetta scosse il capo – Non credo di averne il tempo

– Dovrai stringere i denti come le altre volte e quando lui tornerà verrà a prenderti

– Non lo farà, lui ora ha la sua principessa. Scusami, ma non sei molto brava a raccontare frottole

– Non mi hai detto cosa vorresti?

– Io non so cosa accadrà, voglio dire, quando si muore sai, non mi era mai successo prima. Ho sempre affrontato la vita senza pormi troppi problemi, l’ho vissuta sulle mie forze senza chiedere nulla a nessuno ma questa volta è diverso, mi sento… mi sento sola e credo di avere un po’ di fifa, ho paura di non farcela. Vorrei non essere sola quando chiuderò gli occhi, vorrei che mia madre fosse al mio fianco

– Eccomi amore, sono qui, non ti lascerò sola, te lo prometto

– Mi terrai la mano?

– Si, ti terrò stretta a me

– Ancora una cosa, poi non ti disturberò più

– Ma che sciocchezze dici

– Non seppellitemi, in me c’è tanto male che avvelenerebbe la terra, disperdete le mie ceneri in mare

– No, perché, non è giusto

– Si che è giusto. Ho sempre amato il mare ma non ho mai potuto vederlo. Lui mi ha detto che a volte è azzurro come il cielo, e a volte ha il colore dei tuoi occhi...Lilly, la tua mano

– Si amore, sono qui. Per favore non lasciarci, fatti forza. Andremo assieme al mare parleremo di lui

– Non ne ho più la forza, mi sento scivolare...addio Lilly... amalo anche per me

Annetta spirò pochi minuti dopo.

Tre giorni più tardi Lilly volle disperdere personalmente le ceneri in quel mare che Annetta tanto amava.

Salpammo dal porto di Formia su un battello preso a nolo in una mattina non ancora tinta dall’alba e quando la terra scomparve dall’orizzonte Lilly aprì l’urna versandone il contenuto in mare.

– Addio amica mia, – Sussurrò tra le lacrime – Ora potrai raggiungerlo... ed io t’invidio

Continua...



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