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lavoro pubblicato mercoledì 11 novembre 2015
ultima lettura martedì 1 dicembre 2020

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La lancia di Longino e la venuta degli Dèi

di creepyitalia. Letto 551 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In principio c’era il caos. Potremmo dire che questo sia l’unico passo in comune con le scritture ” classiche “. Dal caos ha origine ogni cosa, dal caos ha origine la vita. L’umanità era troppo impegnata a giostrare...

In principio c’era il caos. Potremmo dire che questo sia l’unico passo in comune con le scritture ” classiche “. Dal caos ha origine ogni cosa, dal caos ha origine la vita. L’umanità era troppo impegnata a giostrare i propri beceri interessi economici, per rammentare questo semplice ( seppur fondamentale ) concetto.

In principio c’era il caos, la terra e l’umanità erano squassate dalle guerre e dalla povertà. Le guerre provocate da pochi e combattute in nome della ” giustizia ” e dell’ ” equità “, questa era la facciata con cui, i tiranni al potere, motivavano le proprie azioni agli occhi dell’opinione pubblica celando, sfacciatamente, il vero motivo per cui tali scempi venivano compiuti. La sete di potere. La povertà e la fame come tragiche conseguenze della prima nient’altro erano se non la volontà di dominare, con esse, interi continenti. In ultimo, giunse, la squallida motivazione religiosa con la quale i miserabili al potere avevano, infine, giustificato l’imminenteArmageddon. Poiché di Armageddon si trattò. Mentre le superpotenze globali erano intente a smembrare ciò che della terra rimaneva, il cielo si oscurò, nessuna delle raffinate tecnologie al servizio di tali millantate, fino a quel giorno, superpotenze sembrò rilevare ciò che l’occhio umano distingueva chiaramente.

Un enorme oggetto dalla forma circolare oscurava il sole, più simile ad un immensa e sofisticata metropoli, che ad un disco volante come ci era stato descritto ( volutamente sostenendo il falso ). Le guerre sembrarono subire un improvvisa battuta d’arresto. L’immensa astronave madre risultava visibile ad occhio nudo dall’Europa all’Asia e, dove non si riuscisse di scorgerla con i propri occhi, i mass-media adempirono al loro dovere d’informazione diffondendo immagini e video dell’enorme astronave/città sospesa, in volo stazionario, sul pianeta Terra. Per alcuni giorni non successe nulla. Il gigantesco continente fluttuante rimase inerte, ad osservare, l’intera umanità che, con terrore e rispetto, volgeva i propri increduli occhi al cielo. Poi la stupida razza umana diede dimostrazione del proprio ottuso istinto. Decine di testate termonucleari a gittata intercontinentale vennero scagliate, contemporaneamente da tutte le superpotenze mondiali, in direzione dell’immensa ” Città sospesa “. Purtroppo per la razza umana, ciò non fece altro che dimostrare la palese inferiorità razziale e tecnologica. L’arma nucleare, come massima espressione di una primitiva convinzione di supremazia da parte dell’uomo, venne semplicemente disarmata in volo. Estirpate del loro ridicolo potere distruttivo, precipitarono, alla stregua di gigantesche supposte di metallo, nuovamente sulla Terra.

Quasi contemporaneamente, addirittura prima che le testate nucleari disarmate toccassero il suolo, un immenso bagliore bianco colmò l’aria ed in quell’istante l’umanità, come fino a quel momento era stata conosciuta, cessò di esistere. Non ci furono morti, l’arma come oggetto puramente cinetico di distruzione fisica, dopotutto era un concetto del tutto umano. Lo splendido, ed allo stesso tempo terrificante, bagliore si tradusse nei termini di una mostruosa ondata di impulsi elettromagnetici che, più semplicemente, spazzarono via tutte le nostre tecnologie, belliche e non. Gli Dèi, infine, si erano pronunciati. Tuttavia il loro non era un messaggio o una sentenza di morte, almeno non per tutti. L’umanità intera era stata ” spazzata via ” se con ” Umanità ” si poteva intendere il malvagio e primordiale istinto di supremazia, che fino ad un attimo prima, era stato il tratto caratteristico dell’essere umano. Gli stolti rappresentanti della spietata tirannia umana cercarono comicamente di correre ai ripari, poiché essi sapevano. Per anni i governi di tutto il mondo erano rimasti in contatto con gli esseri celestiali, da cui avevano ricevuto il monito e l’invito al cambiamento, e per anni avevano spudoratamente mentito nella vana convinzione che, quando fosse giunto il tempo, sarebbero stati in grado di respingerli per poter continuare indisturbati nel proprio collettivo e scellerato stupro ai danni del pianeta, in cui alla luce dei fatti, eravamo ospiti.

Come trottole impazzite i leader mondiali, all’unisono, tentarono disperatamente di mettersi in contatto tra di loro, nonostante risultasse palesemente impossibile farlo. In nome di Dio, com’erano stati capaci di cancellare, nel giro di un istante, centinaia di anni di progresso tecnologico da parte del genere umano ?! Dittatori di stati, ormai, fittizi dall’indole sanguinaria erano pronti ad allearsi con il vicino, contro cui fino al giorno prima muovevano guerra, piuttosto che iniziare ad accettare d’aver perso ogni potere, ogni supremazia militare, ogni speranza. Perché così fu. All’alba del terzo giorno, trascorsi dall’attacco EMP che gli Dèi avevano lanciato sulla terra, essi decisero quindi di mostrarsi. Dall’immensa città fluttuante venne lasciato uscire ciò che noi tutti conosciamo oggi con il nome di ” Angelo “. Una voragine si spalancò dal centro dell’astronave e da essa piovve letteralmente, con il rombo del tuono ed il lampo del fulmine, un gigantesco essere umanoide. Alto, in seguito fu appurato, decine di metri dispiegò le sue bianche ali nei cieli terrestri. L’enorme cranio oblungo, perfettamente proporzionato ed aerodinamico con il resto del corpo, era privo di bocca e naso, gli occhi, della magnifica creatura, dello stesso colore del cielo al tramonto. Ma ciò che maggiormente colpì, in quel momento, fu di certo la vista dell’oggetto che stringeva nella mano destra. Non servì venisse spiegato all’umanità cosa fosse e non servì venisse palesato ai leader mondiali quale sarebbe stato il compito che l’oggetto avrebbe, infine, assolto. La lancia di Longino.

Le menzogne che fino a quel momento la Chiesa e gli organi religiosi, appartenenti ad ogni credo e culto, supportati dai potenti di tutto il mondo avevano, per centinaia di anni, raccontato stavano ora per essere smentite, sciolte come neve al sole. Non era esistito nessun giovane uomo, dalla lunga barba e dai lunghi capelli, che si era sacrificato in nome dei peccati commessi dal mondo. Nessun Dio aveva mandato il proprio amato figlio sulla terra a purificarne i peccati, compiuti, con il proprio sangue. Nessuna leggendaria lancia era stata adoperata per trafiggere le carni del pover’uomo ormai sulla croce. La Lancia del Destino non aveva mai toccato il suolo terrestre ma, nel momento in cui l’avesse fatto, ogni peccato umano, allora si, sarebbe stato purificato. L’enorme figura librata in volo, con un possente battito dell’enormi ali, si arrestò a mezz’aria. Ruotò la lunga lancia biforca nella mano destra ponendone le lame in direzione del bersaglio, la crosta terrestre. Le ali scandivano lenti e ritmici battiti per mantenerne l’equilibrio in volo quindi, indirizzando il braccio mancino alla volta del pianeta, ruotò per tre quarti il corpo nella direzione opposta portando quasi le ginocchia al petto, in concomitanza con tale ed aggraziato, seppur temibile, movimento la mano che reggeva la lancia, e tutto il braccio, vennero portati all’indietro nel caricare il colpo, che di lì a poco, sarebbe stato vibrato. La testa ruotò insieme al poderoso movimento rotativo del busto intero e del braccio destro, quello che reggeva la Lancia di Longino, che, come un enorme fionda, vibrò un colpo d’inaudita violenza, scagliando la lancia in direzione del bersaglio ad una tale velocità che appena dopo aver abbandonato la presa dell’angelo, la stessa, infranse il muro del suono. Un boato accompagnò il gesto della figura celestiale.

L’incredibile velocità e la particolare forma elicoidale della lancia permisero al leggendario manufatto di acquistare velocità, tramite il moto rotativo, man mano che si avvicinava alla terra. Pochi istanti dopo seguì l’impatto. La Lancia del Destino si abbatté sul pianeta con immensa forza distruttrice. I più pensarono che l’estinzione della specie umana fosse alla fine giunta, ma così non fu. Il colpo era stato indirizzato in mare aperto e la reliquia si piantò per svariate decine di metri nel fondale marino, dove tutt’oggi è visibile. In concomitanza con l’impatto un immenso bagliore avvolse l’intero pianeta investendo persone, edifici e tutto ciò che ne caratterizzava la conformazione geografica da est ad ovest, da nord a sud. Il bagliore si rivelò come un immensa ondata purificatrice. Se per i deboli e gli oppressi si tramutò in conforto e gioia, per i tiranni ed i menzogneri, che fino a quel giorno avevano tenuto ben salde le redini del disfacimento, esso risultò come un inclemente fuoco purificatore incenerendo loro e quelli il cui medesimo sangue scorreva nelle vene. Non c’era spazio per la clemenza, non era più tempo per la compassione, seguendo questo tremendo, seppur coerente principio, l’edera malvagia fu estirpata, dalle viscere terrene, dalla radice fino all’ultimo verdeggiante filo. Ben altra sorte fu tenuta in serbo a coloro che, in buona fede, avevano sostenuto e condiviso le menzogne degli organi di culto d’ogni religione. Coloro i quali da tali menzogne erano riusciti, comunque, a trarre bontà, amore e carità furono salvati poiché dal male erano stati in grado di lasciar germogliare il bene per se stessi, per il prossimo. L’apocalisse che tanto era stata a lungo proclamata era giunta in tutta la sua tremenda forza vendicatrice. Era stato omesso, però, nel corso dei secoli di palesarne la forma e la veridicità : Dio era stato descritto nell’antico testamento come un organo di giudizio dalla brutale inclemenza e dalla tremenda forza vendicatrice, ed in quello nuovo come essere dall’eccessiva bontà che tutto permetteva e concedeva ai propri irrequieti figli. La verità stava, esattamente, nel mezzo. Dio si era palesato, infine, innanzitutto come equità, giustizia. Ironicamente, con gli stessi valori tanto decantati dai sudici omuncoli cancellati dall’unico, sincero, gesto d’amore rivolto ai propri amati figli fino a quel momento.

L’enorme creatura celestiale, l’angelo, lasciò ricadere una grande, singola, lacrima che precipitò sulla Terra. Dalla stessa lacrima, una volta giunta al suolo, parve scaturire un essere d’incredibile bellezza la cui aura sprigionava un immensa purezza. Alto poco più di due metri esso non era ne maschio né femmina, ne buono né cattivo. Splendido nelle proprie fattezze, lui stesso privo di bocca, poiché con la parola erano stati commessi i peggiori crimini di cui l’umanità fosse memore, si inginocchiò e, con un singolo dito, toccò la superficie terrestre usando il pianeta per amplificare i propri pensieri, lanciando a coloro che erano stati salvati un messaggio che non ebbe bisogno d’esser tradotto poiché, esso, parlava la medesima lingua della madre terra, il pianeta di cui la razza umana, fino a quel punto, era stata figlia degenera e ingrata. Il volto della magnifica creatura si palesò istantaneamente nelle menti di noi tutti, i grandi occhi blu, del colore dell’oceano, parevano sorridere. Dunque egli si pronunciò proclamando la venuta degli Dèi : Figli della grande distesa azzurra coloro i quali è stato concesso, dunque, di udire questo messaggio sono gli stessi ritenuti meritevoli di continuare a calcare il suolo terreno in pace ed armonia con i propri simili. Gioite, poiché, voi stessi siete testimoni della venuta degli Dèi e della liberazione di questo pianeta da ciò che voi folcloristicamente definite ” il Diavolo “. In verità, io vi dico, non esiste nessun Diavolo e nessun inferno, l’inferno è ciò che pochi, hanno creato in Terra e per questo sono stati puniti. Non esistono nel proprio singolo senso metaforico il ” bene ” ed il ” male ” esiste invece ciò che l’uomo è stato in grado di generare da essi. Guerre, carestie, povertà dall’una, amore, giustizia, equità dall’altra. In verità, aggiungo, miei amati esiste un immenso concetto di equo ed iniquo, ben distante da ciò che la vostre giovane razza ha, fin’ora, inteso come tale. Voi siete gli eletti, voi siete, dunque, la testimonianza vivente dell’esistenza di ciò che voi stessi, nel corso della vostra storia su questo pianeta, avete chiamato Dio. A voi, io, lascio in consegna le redini della vostra esistenza ed a voi, io, chiedo di non compiere gli stessi errori, di non generare le medesime menzogne di cui, per centinaia di anni, siete stati vittime in modo tale che da qui a mille anni dalla nostra venuta il vostro genere sia, infine, motivo di orgoglio agli occhi di coloro che con immenso amore vi hanno, dunque, generato. Concludo citando le parole di un vostro simile, poiché, mai furono spese parole più coerenti in merito “ Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza “, da qui dunque ripartite. Da qui, infine, siate meritevoli di ciò che vi è stato accordato.”

Con queste parole, l’emissario degli Dèi, infine abbandonò il pianeta. L’enorme continente fluttuante, semplicemente, svanì. Il cielo ed il sole erano nuovamente visibili. Una nuova alba sorgeva sul pianeta Terra, un alba nuovamente riportata allo stato primitivo, nella speranza che, questa volta, l’evoluzione della razza che ne calcava il suolo, intraprendesse un cammino ben diverso da quello che i propri avi avevano intrapreso.



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