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lavoro pubblicato martedì 10 novembre 2015
ultima lettura mercoledì 17 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Fuoco del Mago

di med87. Letto 458 volte. Dallo scaffale Fantasia

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PROLOGO

Il gruppo di soldati cavalcava da diverse ore ormai. Una pioggia battente li aveva accompagnati per tutta la notte, impedendogli di forzare l’andatura. Non potevano rischiare di perdere una cavalcatura per colpa delle buche che il gelo e l’acqua avevano formato sulla strada.

Avevano iniziato il sentiero in salita che li avrebbe condotti sino all’altura che avrebbe permesso loro di dominare la Valle.

La colonna vedeva il Principe Yhanner in testa con l’esperto il comandante Olegaar. Dietro di loro, un gruppo di dieci cavalieri li seguiva. In fondo al gruppo, un giovane mago della gilda dei Sovrani del Sole aveva generato una sfera luminosa che precedeva gli uomini e illuminava la strada.

Dovevano procedere senza essere notati, per questo erano partiti da Etheen di notte, scegliendo cavalcature veloci, rinunciando all’elmo con gorgiera e all’armatura pesante da guerra in favore di un elmo che non offriva protezione al viso e di una più leggera cotta di maglia.

La pioggia e il vento rendevano la salita ancora più difficoltosa per i cavalli, che procedevano con andatura incerta a causa del fango e dei rivoli d’acqua che si ramificavano tra i piccoli sassi del sentiero e si univano in uno più grande al centro della via.

Procedendo verso la cima, il sentiero si faceva sempre più stretto tanto da costringere il gruppo di soldati a procedere in fila indiana.

Non era la via più agevole per raggiungere la Valle, ma era quella che avrebbe garantito la possibilità, con il sorgere del sole, di scrutare i confini della stessa senza essere notati.

Stavano giungendo sulla sommità quando il comandante Olegaar fece cenno al mago di ridurre la luminosità della palla di luce che li aveva condotti fin lì, costringendo il gruppo a rallentare ulteriormente l’andatura. I cavalli nitrivano e cominciavano ad agitarsi essendo costretti a proseguire pressoché avvolti dall’oscurità.

Una volta raggiunta l’estremità dell’altura, il mago fece scomparire la palla di luce per evitare di essere visti da qualcuno, ma un bagliore inaspettato proveniva dalla Valle sottostante, tanto intenso che anche a quell’altezza i soldati potevano vedersi l’uno con l’altro.

Il gruppo di uomini, ancora in sella ai loro cavalli, si avvicinò incuriosito al dirupo che li separava dalla Valle e lo spettacolo che si presentò loro li lasciò senza parole.

L’intera vallata era costellata da fuochi che provenivano da un vasto accampamento militare, alcuni più intensi in corrispondenza di quelli che sembravano i punti di raccolta dei soldati. Nonostante l’oscurità, in prossimità della foresta si riconoscevano perfettamente le zone destinate ai cavalli e quelle in cui stazionavano catapulte e trabucchi, alcuni ancora in costruzione. Una parte della foresta della Valle era stata disboscata per permettere la realizzazione delle macchine da guerra.

L’accampamento dell’esercito a giudicare dall’estensione doveva contenere circa tremila uomini. Un esercito talmente numeroso da poter mettere sotto assedio e conquistare qualsiasi città del Regno.

Tuttavia l’ambiente era spettrale, nessuna voce e nessun movimento sembravano provenire dalla Valle. Solo l’ardere dei fuochi dava forma alle costruzioni, alle tende ed alle baracche dell’accampamento.

L’unico rumore che si percepiva era quello della pioggia che batteva sull’elmo dei soldati di Etheen e quello del loro mantello che ogni tanto sbatteva a causa del vento.

Tutti rimasero a fissare l’accampamento. Il Principe Yhanner e il comandante Olegaar osservavano la Valle con sguardo perso, quasi fossero incantati dalla distesa di fuochi che ardevano nella Valle.

Ad un tratto i soldati percepirono un sibilo lontano, sempre più intenso, che si accompagnava al rumore della pioggia.

Un istante dopo, quel sibilo avvertito in lontananza illuminava il cielo, fino a quel momento carico di nubi scure, come una distesa di stelle. Luci rosse che divenivano sempre più grandi e si dirigevano inesorabilmente verso il gruppo di soldati.

Un grido spezzò l'atmosfera spettrale che avvolgeva la Valle: “Dardi infuocati!”.



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