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lavoro pubblicato martedì 10 novembre 2015
ultima lettura martedì 13 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia - 6

di Legend. Letto 549 volte. Dallo scaffale Amore

Storia - 6  /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-p...

Storia - 6

6°)

– Winter? – Ripeté Luisa – Ma si certo, fatelo entrare

– A quanto pare – Disse il generale entrando nello studio e tenendo nella sua la piccola mano della donna – non riesco a star lontano da voi

– Non è mai troppo tardi per le buone abitudini – Osservò sorridendo la proprietaria della mano, per poi soggiungere con una graziosa movenza delle labbra – Del resto, siete venuto tre volte soltanto

– Tre? Così spesso?

– Ah! Grazie, – Fece altezzosamente Luisa – La mia compagnia non deve esservi molto gradita

– Oh povero me! – Mormorò il generale – Debbo aver commesso un altra delle mie bestialità. Ve ne prego scusatemi, non sono avvezzo alla compagnia di signore e quando accade confesso di sentirmi un pesce fuor di acqua

– Uhm, vi siete salvato da gran furbacchione. Siete qui per me o per vedere la principessa?

– Oddio! Credo di averlo dimenticato. Vedete che scherzi mi fa la vostra presenza?

– Non ditemi che siete qui soltanto per me perché non vi crederei

– Ritenete possa essere davvero impossibile?

– Non lo so, voi cosa dite?

– Ebbene vi confesso che in vita mia non era mai accaduto che mi recassi a far visita ad una signora se non per qualche incarico

– Siete sincero?

– Sul mio onore

– Non riesco proprio ad immaginare che genere di vita abbiate trascorso senza avere il conforto della compagnia di una donna

– Vi confesso che se avessi avuto l’opportunità di frequentare signore della vostra bellezza, probabilmente sarei un essere normale. Toglietemi una curiosità, tutte le italiane sono belle quanto lo siete voi?

– Tutte – Rispose sorridendo Luisa – Non ve ne siete accorto?

– Beh, in tutta onestà credo proprio di aver vissuto fino ad oggi con la testa fra le nuvole e chissà, forse è stato meglio così, altrimenti sarei potuto impazzire

Luisa rise di gusto alla sua battuta – L’ho detto e lo ripeto, siete un bel furbacchione

– Com’è oggi la salute della principessa? – Domandò Winter tentando di mascherare il suo imbarazzo

– Direi ottima, vive in un turbine di felicità, ed io tremo al pensiero di quello che potrebbe accadere

– Del resto cos’è la felicità, se non una bolla di sapone?

– Permettetemi di contraddirvi – Disse Luisa risentita – Voi maschietti avete la pessima abitudine d'essere sempre molto rigidi quando di discute di sentimenti

– Scusatemi, non volevo sembrarvi sgarbato – Mormorò il povero generale ancora più confuso

– Non avete nulla di cui scusarvi, non è colpa vostra se siete un maschietto!

– E ritenete che ciò sia un difetto?

– Dio mio no! Non intendevo questo, ma so bene cosa pensano gli uomini della felicità

– Perché non provate ad informarmi?

– Cosa ne sapete voi di felicità? Avete mai provato l’emozione di stringere un orsacchiotto e tornare ai ricordi dolci dell’infanzia?

– No, non ne ho mai avuto il tempo

– Avete mai amato?

– Certamente, amo la mia vita, il mio lavoro e...

– Vi state burlando di me?

– Assolutamente no

– Attenzione, questo non è argomento da prendere a cuor leggero. La felicità è cosa troppo importante. L’altro giorno, quando il principe fece la sua apparizione, al solo pensiero di perdere la sua felicità Lilly ne fu sconvolta

– Lo credo bene povera ragazza. Per fortuna non lo ha riconosciuto, altrimenti non so proprio cosa sarebbe potuto accadere

– E’ vero, non lo ha riconosciuto, ma ha continuato a ripetere di ricordare quel viso

– Cosa ne pensa McSweet?

– Si limita a parlare di una reazione piuttosto naturale. Assicurando che quel ricordo è un fenomeno della sua mente che sta guarendo.

– Questo mi riempie di gioia e nello stesso tempo mi preoccupa

– Provo anch’io la stessa impressione e sinceramente comincio ad sentire più tangibile la mia paura. Sembra essere tornata la ragazza che è sempre stata. Il volto ha riacquistato i suoi colori, è vivace ed ha perfino recuperato tutto il suo appetito. E voi non credete alla felicità? Domandatelo a lei se esiste

– Cosa credete possa esserle accaduto?

– Un miracolo che si chiama amore. Un immensa felicità che ha risvegliato la sua voglia di vivere

– Sono un imperdonabile idiota! Avrei dovuto immaginarlo

– Siete soltanto un maschietto, ma con buone possibilità di migliorare. Cos’è quel volto serio? Vi siete offeso per ciò che ho detto?

– Assolutamente no! Sto pensando a Orfeo. Abbiamo messo quel ragazzo in una situazione davvero scomoda

– Credo proprio che abbiate ragione e provo molta pena per lui

– Già,– borbottò Winter – Gli abbiamo fatto un gran brutto servizio e non lo meritava, ha già tanti di quei problemi

– Vi confesso che sin dall’istante in cui l’ho visto ho provato per lui un improvvisa simpatia. Sembrava un pesce fuori dell’acqua. Cosa gli accadrà quando sarà tutto finito?

– Non voglio pensarci, altrimenti mi vien voglia di caricarli su di un aereo e spedirli in capo al mondo

– Sembra proprio che ci siano delle persone che nascono con il destino avverso. A proposito, avete saputo chi erano coloro che spiavano nel nostro giardino?

– No, – Mentì Winter – Da quando Orfeo riuscì a trascinarle dietro di se non ne abbiamo più saputo nulla

– E il principe?

– E’ al sicuro, sorvegliato giorno e notte

– Pensate che possa correre rischi?

– Non credo, ma non sarò tranquillo fin quando non avrà rimesso piede in patria

– Quando avverrà?

Winter si strinse nelle spalle – Quel ragazzo è testardo come un mulo, si è messo in testa di vedere sua moglie

– Non dovete permetterlo! – Esclamò Luisa – Lilly non sarebbe in grado di sopportare una simile scossa

– Ne siamo tutti coscienti, ma purtroppo dobbiamo chiederci se ciò è giusto

– Si che lo è! – Esclamò Luisa – E per il bene di quei due ragazzi non dovremo permetterlo

– Eppure dovremo fare qualcosa, altrimenti ogni giorno che passa quei due ragazzi s’innamoreranno sempre di più l’uno dell’altra

– Ne sono più che convinta. Il signor Dellavalle non è uomo al quale una donna possa resistere a lungo e Lilly è molto più vulnerabile di qualsiasi altra donna

– Allora dovremo trovare il modo di fermare questa storia

– E come? Non ditemi che avreste il coraggio di far loro del male?

– Se sarà necessario dovremo farlo

– Siete un gran bel diplomatico. Prima create questo bel pasticcio e poi volete risolverlo sulle spalle degli altri

– Vi assicuro che non era nelle nostre intenzioni

– Allora permettetemi di dirvi che avete affrontato il problema con troppa superficialità. Ma come vi è saltato in testa di presentarle quel ragazzo? Possibile mai che non vi siete resi conto che è il sogno segreto di ogni donna? Che pazzi siete stati, Lilly non sopporterà d'essere separata da lui

– Non sarebbe la prima né l’ultima donna che abbia dovuto rinunciare all’amore. E’ già accaduto e da quanto mi è dato sapere nessuna di loro ne è mai morta

– Non ne siate così certo. L’animo di una donna è qualcosa che appartiene soltanto all’immaginario di questa umanità, in realtà il nostro animo appartiene ad una dimensione diversa

– Ora ditemi che non avevo ragione di starmene lontano dalle donne! Siete così complicate

– Non lo siamo affatto, fin quando non ci innamoriamo

– Vorrei poter trovare il modo per dare al principe una ragione per governare senza distruggere la felicità di quella povera ragazza. Ma per far ciò avrei bisogno di una bacchetta magica

– E non l’avete?

– No, sono soltanto un uomo con buone speranze di migliorare

– Rispondete sempre colpo su colpo?

– Avrei voluto non farlo, scusatemi

– Sapete che ogni giorno che passa vi vedo sempre più come l’uomo del mio destino?

– Avete proprio deciso di farmi arrossire?

– Me ne guardo bene e vi prego di scusarmi, amo scherzare

– Il vostro comportamento avrebbe scandalizzato mia madre. Ho paura che siate nata nell’epoca sbagliata

– Qualcuna di noi dovrà pur cominciare. Non è lontano il tempo in cui le donne apriranno gli occhi e proveranno a spezzare quelle catene che le hanno sempre relegate a semplici immagini da adorare o da odiare

– Finalmente siete uscita dal guscio e per Dio è così che vi voglio

– E’ una proposta?

– Beh no! Cioè... vi ho dato questa impressione?

– Direi di si

– Pensavo che, ma forse è meglio lasciar perdere, stavamo parlando di una bacchetta magica

– Cosa proponete di fare? – Chiese Luisa scuotendo il capo

– Potremmo dire alla principessa che il principe sia stato costretto ad allontanarsi da Roma per motivi... – Winter si arrestò di parlare scuotendo il capo

– Cosa c’è, non siete in grado di inventarvi una storia?

– Di storie credibili potrei inventarne a decine, ma c’è un problema, la principessa potrebbe ricadere in quelle sue depressioni

– Ci siete arrivato finalmente

– Forse la cosa migliore è di rimettere ogni decisione nelle mani di McSweet

– Lui non vuol sentir parlare né di principe né tanto meno di ragioni di stato. Sapete bene come ragiona, è un medico e per lui conta soltanto la salute del suo paziente

– Beh, allora non ci resta che chiedere ad Orfeo d'essere sgradevole, forse potrebbe funzionare

– Forse, ma non lo credo

– E’ un gentiluomo, comprenderà che è l’unico modo per raffreddare questa situazione

– Temo che non lo farà

– Sono certo che capirà, ve l’ho detto è un gentiluomo

– Di questo ne sono certa, ma è pur sempre un gentiluomo innamorato

– Vi dico che capirà

– Ed io vi dico che non potrà capirvi, ma è probabile che per il bene di Lilly faccia quanto gli chiederete

– Non vorrei sembrarvi troppo duro ma credo che questa soluzione sia l’unica possibilità che abbiamo per frenare il sentimento che sta nascendo nel cuore della principessa

Luisa scosse il capo senza rispondere

– Non siete d'accordo?

– Oh si, certo! Ma sono sicura che seppure il signor Dellavalle riuscisse ad essere l’uomo più sgradevole di questo mondo, non riuscirà ad intaccare ciò che è già nato nel cuore di Lilly. Lei continuerà ad amarlo fino alla morte, in silenzio e devotamente.

I giorni che seguirono furono colmi di ansia e noi tutti li vivemmo come se un uragano stesse per abbattersi sulle nostre teste.

Io trascuravo il mio lavoro, Winter era tornato al suo andirivieni diplomatico e il principe, sempre strettamente sorvegliato in un appartamento messogli a disposizione dall’ambasciata degli Stati Uniti, chiese ad Orfeo di trasferirsi a vivere con lui.

Sulle prime Orfeo fece qualche resistenza, ma poi si trasferì con tutte le sue cose, compresa la macchina da scrivere, con la quale continuò a svolgere il suo lavoro di corrispondente.

Quanto a McSweet continuava a trovare nella sua ostinazione tutta scozzese la forza di rispondere invariabilmente no alle insistenze del principe perché gli lasciasse vedere la moglie.

E così, il povero principe, mostrandosi sotto una luce nuova che neppure Winter conosceva, frenava a stento la sua impulsività.

Nel mentre tutto ciò accadeva, l’idea di Winter di rivelare ogni cosa a Lilly fu decisamente scartata da McSweet, Orfeo continuò ogni giorno ad incontrarsi con lei e questo, come era logico prevedere, peggiorò la già difficile situazione.

Per descrivere ciò che stava nascendo tra quei due ragazzi credo sia sufficiente riferire quanto accadde il giorno in cui, a causa di un violento acquazzone che sconvolse la città, il loro incontro dovette essere rinviato.

Lilly ne fu talmente turbata che rifiutò il cibo per l’intera giornata e dopo essersi chiusa nella sua camera gli scrisse una lunga lettera che affidò a McSweet, pregandolo di recapitarla.

Inutile dire che a seguito di quell’evento McSweet mutò decisamente atteggiamento.

– Lasciate correre, – Borbottò Winter – è soltanto la lettera di una donna innamorata

– Innamorata? – Fece eco il dottore – Innamorata di chi?

– Mah,– Brontolò distaccato Orfeo – Forse di voi

– E’ vero! – Aggiunse Luisa unendosi sorridente allo scherzo – Lilly ha sempre avuto un’attrazione particolare per gli uomini della vostra età

– Io mi domando come possa essere accaduto? – Concluse serio Winter carezzandosi i baffetti

McSweet li degnò di un solo sguardo piuttosto seccato e poi borbottò

– Quanto siete spiritosi!

– Non c’è nulla di strano – Aggiunse Luisa – Siete ancora un uomo interessante! E non date ascolto alle parole del generale, quell’uomo non potrà mai capire certe cose

– Benissimo! – Esplose McSweet – Se avete voglia di divertirvi fatelo pure, ma io non resterò ad ascoltarvi – E se ne andò decisamente inferocito

– Cosa volevate dire con quelle parole? – Domandò Winter a Luisa

Per puro caso spostai lo sguardo su Luisa e mi accorsi che era divenuta rossa in viso, ma sorridente, quasi raggiante. Poi mi volsi a guardare Winter e anche lui aveva sul volto l’espressione proverbiale del bambino colto a rubare la marmellata.

Ebbi come un lampo e senza pronunciare una parola presi sotto il braccio Orfeo e lo trascinai fuori della stanza immaginando che si sarebbe messo a ridere fino alle lacrime.

Ma appena usciti mormorò semplicemente – Fortunato lui

#

Orfeo, che seduto sulla panca di marmo stava osservando pensosamente lo zampillare della fontana, trasalì sentendo improvvisamente due mani fresche posarsi sui suoi occhi e una voce domandare scherzosamente:

– Indovina a chi appartengono queste mani?

– Non lo so, – Rispose lui con poca sincerità – però sono fresche, morbide e nello stesso tempo decise. Oh si! Ho capito, appartengono ad un angelo

– Sbagliato – Disse Lilly ridendo allegra

– Non posso aver sbagliato, – Proseguì lui – Soltanto un angelo potrebbe posare le mani su un poveruomo

L’angelo tolse le mani dai suoi occhi e sedette al fianco del poveruomo

– E quell’angelo cosa deve fare per ripagare quel poveruomo del suo...della sua pietà?

– E da quando l’amore si confonde con la pietà? Quel poveruomo ti ama più del suo onore

– Ah, questo no! – Esclamò la principessa – Questo non dovrà mai accadere! Egli deve amare più l’onore che me. Ssst, non dire nulla, lascia che sia io a parlare. Credi che non abbia compreso ciò che turba il tuo animo? Ma non devi preoccuparti per me, lascia che sia io ad amarti, tu rivolgi ogni tuo pensiero al tuo popolo e al tuo onore

Orfeo la guardò scuotendo il capo lievemente.

– Perché dissenti? Credi che il mio amore non sia capace di scaldare i nostri cuori?

– Non ne ho mai dubitato

– Allora cos’è quel volto triste?

– Pensieri

– Carlo, – Disse lei con il tono del rimprovero – non mi nascondi nulla, è così, vero?

– No, sono soltanto in ansia per il mio popolo – Tentò di tranquillizzarla lui sorridendo

– Ti prego, non farmi stare in pena. Ho sempre il timore che tu possa stancarti di me

– Ma cosa dici! Stancarmi di te? Ti amo troppo per poter pensare ad una vita lontano da te

– Oh Carlo, dimmi che sarà per sempre

– Per l’eternità, ma se un giorno...Se un giorno scoprissi che ti ho mentito o che il poveruomo avesse commesso un atto disonorevole, sapresti perdonarmi?

– Quale atto disonorevole saresti capace di commettere?

– Ingannarti ad esempio

– Non dirlo. Tu non saresti capace di compiere un atto simile, non tu!

– Ma se fosse? Sapresti ancora amarmi?

– Oh mio Dio! Cosa ti accade oggi? Perché questi pensieri tristi?

– Non hai risposto alla mia domanda

La principessa pose una mano sulle sue labbra come per impedirgli di continuare sussurrando – Ti prego caro, vorrei interrompere questo argomento

– Scusami. Era soltanto una domanda sciocca

– No, non era una semplice domanda, non è così?

– Non è importante

– Ebbene voglio rispondere alla tua domanda. – Disse lei guardandolo intensamente negli occhi – Se un giorno scoprissi che mi hai mentito e che nel tuo cuore non vi è amore, ma soltanto pietà. Allora temo che riuscirei anche ad odiarti per aver distrutto il nostro paradiso

– Saresti capace di provare odio per me? Tuo marito?

– Scusami, – Sussurrò lei – ma il solo pensiero di perderti mi fa star male. Posso rivolgerti una preghiera?

– Tutto ciò che vuoi

– Non farlo, non mentirmi mai o mi vedrai morire. Non farmi mai mancare il tuo affetto, la mia vita è nelle tue mani

– Non accadrà te lo giuro

– Allora non dire mai più di queste cose, mi fanno star male. Ma perché l’hai fatto?

– Sciocca curiosità

– Morbosa, non sciocca. Faresti bene a reprimerla. Non sai che la curiosità è concessione esclusiva delle donne?

– Qualcuno deve avermi male informato

– E ti hanno anche riferito che gli uomini che cedono ad essa sono severamente puniti?

– No

– Ma perché invece di parlare di cose così tristi e assurde, non parliamo di cosa faremo quando sarò completamente ristabilita? Andremo in Altair?

– Immagino di si

– Mi addolorerà abbandonare questo luogo

– Il nostro è un piccolo stato ma è bellissimo

– Oh si lo so! Ma in questo giardino lascerò una parte del mio cuore. Perderò definitivamente quest’atmosfera e chissà se in seguito riuscirò ancora a provare tutte le meravigliose sensazioni che questo luogo mi rendono una donna felice

– Perché mai dovrebbe cambiare? Tu rimarrai la mia adorabile regina.

Lei lo guardò annuendo – In questo paradiso ho scoperto l’amore

– Ed io esigerò quell’amore in ogni istante

– Bugiardo, non è forse vero che i sovrani debbono concedere allo stato tutto il loro tempo e le loro energie? Avrò un mio paradiso dove rifugiarmi a ricordare questi momenti?

– Lo avrai tra le mie braccia

– Ah Carlo! Se tu non fossi un principe sarei la donna più felice di questo mondo, farei tante di quelle cose che... – Lilly si arrestò guardandolo – Tu cosa faresti se non fossi un principe e non avessi uno stato da governare e nemici da combattere? Oh ti prego dimmelo, cosa faresti?

Orfeo stava per prenderla tra le braccia ma si arrestò in tempo

– Se noi fossimo semplicemente un uomo e una donna? – Chiese

– Si, un uomo e una donna come milioni di uomini e donne che si amano – Sussurrò lei

Orfeo si alzò, fece il giro della panca e si arrestò dietro di lei, poggiando le mani sulle sue spalle

– Se lo fossimo, un giorno verrei in questo paradiso e direi alla più cara delle donne “Stasera, quando tutti dormiranno, verrò a prenderti per portarti in un posto dove nessuno ha mai messo piede

– E poi? Cosa mi diresti? – Mormorò a voce bassa lei

– Nulla, ti terrei tra le braccia così stretta da penetrarti in me

– Non mi diresti proprio nulla?

– No, ma urlerei ti amo così forte da farla udire alle stelle

– Questo mi diresti?

– Questo ti direbbe un uomo pronto a dare mille volte la vita per te, un uomo che non può parlarti senza smarrirsi, che non può sfiorarti senza tremare

– Oh Dio! – Sospirò Lilly – Allora si che saremmo tu il re ed io la regina del nostro mondo. Sarei la regina più umile che sia mai vissuta, poiché non chiederei altro che guardarti negli occhi e leggervi l’amore e sentirmene riscaldata nel cuore

Nel dire queste parole lei strinse al seno le mani di lui.

Quell’atto così spontaneo colse alla sprovvista Orfeo che rimase immobile, ma il suo volto divenne estremamente pallido.

– Cosa aspettiamo? – Riprese lei in un mormorio sommesso – Senti come il batte il mio cuore. Dimmi una sola ragione perché dovremmo rinunciare al paradiso per una corona?

– Forse dovremmo farlo. – Sussurrò lui con voce bassa e stranamente rauca – Nessuno potrebbe impedirci di fuggire in capo al mondo e sarebbe il paradiso. Ma tu avresti il coraggio di seguirmi? Davvero verresti con me?

– Si, mille volte si – Rispose lei con la voce soffocata

– Che pazzo sogno stiamo facendo

– Perché pazzo, no, non pazzo

– E tu credi che potrei barattare il dovere di servire il mio popolo per un paradiso? Sai cosa vale un popolo se non un punto di onore?

– Un punto di onore? – Disse la principessa sollevando il capo – Il tuo onore? Oh mio Dio scusami ho perduto la ragione. Perdonami amore ti prego, ma è così grande quello che ho nel petto che mi confonde. E’ male volerti tutto per me dimenticando che appartieni soltanto al tuo popolo?

– Perché in nome di Dio non ci è concesso neppure sognare? Vorrei poterti dire che non voglio rinunciare alla mia felicità per quello che il mondo chiama onore, vorrei poterti dire vieni con me, ma non posso. La nostra vita sarebbe un inferno

– Ssst, so quale sarebbe la nostra vita se commettessimo questa sciocchezza, ma se tu me lo chiedessi verrei con te in capo al mondo e senza condizioni

– Allora partiamo

– No! Il mio amato Principe non dovrà fare mai nulla che possa impedirgli d'essere quello a cui è stato destinato. Non dovrai mai tradire il suo popolo. Una semplice moglie non merita tanto

– E saresti felice?

– In fondo cos’è la felicità, sai dirmelo? No, lascia che sia io a dirlo. La mia felicità è scoprire d'essere nata per essere assegnata a te, scoprire ogni giorno un piccolo indizio per amarti di più, sapere che esisti, respirare la tua aria, essere la madre dei tuoi figli

– Potrai amarmi ancora così quando saprai chi veramente sono?

– Non m’interessa, io ti amerò finché avrò vita e quando Dio mi chiamerà a se, io ti amerò ancora e ancora e ancora. Ti amerò attraverso il tuo popolo e tu vedrai il mio volto in ogni loro sguardo, in ogni loro sorriso, in ogni loro pensiero

Lilly si alzò, gli si avvicinò rapidamente e abbracciandolo lo baciò, poi di nuovo poggiò il capo sul petto sussurrando – Che magnifico Principe sarai

– Ti amo – Disse Orfeo stringendola a se

– Non mi ameresti tanto se non amassi più l’onore – Rispose lei sollevando il capo e guardandolo fisso negli occhi

– Ora devi rientrare, non ho voglia di sentire McSweet dire che non mi prendo abbastanza cura di mia moglie

Quando furono sotto il portico Lilly alzò il viso verso di lui offrendosi al bacio, ma Orfeo si limitò a sfiorarle le labbra con le dita.

– Rinunci a baciarmi? – Chiese lei sorpresa

– Ricorda questo istante. – Sussurrò con voce stanca – Ricorda che ho rinunciato a ciò che mi offrivi e quindi non sono spregevole quanto avrei potuto essere. Ti amo mia dolcissima regina, ti amo come non ho mai amato la vita, a questo soltanto dovrai credere

E senza dire altro si volse allontanandosi nel giardino a testa bassa.

– Lilly devi rientrare – Le sussurrò Luisa facendola sobbalzare

– Oh sei tu!

– Posso sapere cos’hai? Il tuo volto è raggiante

– Benedico questa mia malattia. Essa mi ha reso la donna più felice della Terra

– Non ti avevo mai vista così, sei splendida

– Lo credo bene! E’ meraviglioso scoprire l’amore, dimmi la verità, prima dell’incidente ero così felice?

– No

– Non lo amavo?

– Certo che lo amavi, ma...

– Ma cosa? Se non lo avessi amato come lo amo ora dovevo essere pazza. Oh si, io benedico questa mia malattia

– Andiamo, non senti che sta rinfrescando?

– Cosa dici? Rinfresca? E come posso sentirlo se ho il fuoco dentro di me

– Smettila di fantasticare, non crederai davvero d'essere l’unica donna al mondo capace di provare queste emozioni?

– Tu credi che anche lui provi queste mie stesse emozioni?

– Cosa vuoi che ti dica? Noi siamo donne e come tali a volte ci entusiasmiamo fin troppo facilmente

– Che bello essere donne, vero?

– E pensare che soltanto pochi giorni fa volevi morire

– Luisa ti prego, hai deciso di rovinare una giornata iniziata così bene?

Il giorno successivo, quando entrai nella stanza di Orfeo nell’appartamento del principe, egli era ancora seduto davanti la macchina per scrivere. Doveva aver lavorato tutta la mattina su di un articolo da inviare al suo giornale, giacché sulla tavola vi era una rispettabile pila di cartelle.

– Cosa stai preparando – Chiesi prendendone in mano alcune

– Ho riesumato alcuni ricordi di guerra, sembra che a Londra vadano di moda

In quel momento Winter entrò nella stanza senza bussare.

– Dov’è il principe chiese?

– Non si è ancora visto – Rispose Orfeo

– Vorrei sapere dove diavolo si è cacciato – Imprecò Winter mollando un pugno sulla tavola – Ho l’impressione che abbia perso completamente il senno

– Cos’è accaduto – Domandai

– E’ sicuramente uscito senza scorta e senza lasciar detto dove andava

– Calmatevi! – Disse Orfeo offrendogli una sedia – Sapete che il vostro modo di esprimervi costituisce un delitto di lesa maestà?

– Preferite saperlo nelle mani di quel farabutto di Il’Ja? – Replicò irritato Winter

Orfeo stiracchiò il alto le braccia indolenzite da tante ore di lavoro sulla macchina per scrivere.

– State tranquillo, vedrete che tra poco sarà di ritorno, non è lui che corre pericolo

– Non dite sciocchezze!

– Non sono sciocchezze, ma deduzioni. Davvero credete che possa accadergli qualcosa di spiacevole?

– Voi non conoscete Il’Ja

– Può darsi, ma il mio ragionamento si basa su fatti concreti. Provate ad immaginare come verrebbero accolti i Kazinczy se si sapesse che hanno ordinato la soppressione del principe? Io credo che dovrebbero dare troppe spiegazioni,

– Ricordatevi cosa è accaduto allo Zar e alla sua famiglia

– Amico mio, con tutto il rispetto che vi devo vorrei ricordarvi che Altair non è la grande madre Russia. Inoltre siamo negli anni quaranta e non più nel diciassette. Scusate ma non sono assolutamente d'accordo con voi, saranno diavoli come volete, ma non certo diavoli stupidi

– Cosa volete intendere?

– Può darsi che nelle loro intenzioni vi sia stato un piano per sopprimere il principe, ma ora la sua fuga non ha fatto altro che mettere nelle mani della famiglia Kazinczy le carte migliori. A loro non interessa più eliminare fisicamente il principe

– Non vi capisco

– Seguite il mio ragionamento e vedrete che non sbaglio. Cosa occorreva a quei signori? Occorreva soprattutto che il principe se ne stesse per un po’ lontano dai suoi sudditi e questa sciocchezza purtroppo l’ha commessa

– Tra qualche giorno sarà di nuovo a casa

– Poco importa, ora a loro sarà sufficiente dimostrare, magari con qualche foto, che il loro sovrano ha preferito dedicare il suo tempo alle cure di una moglie borghese piuttosto che ai loro interessi. Io lo farei e voi?

– Avete sbagliato vocazione, ragazzo mio – Sogghignò Winter – I vostri genitori avrebbero dovuto avviarvi alla diplomazia.

– Già – Rispose serio Orfeo

– Secondo voi allora su chi hanno messo gli occhi? – Riprese Winter mentre un ombra improvvisa passò sul volto di Orfeo.

– Sull’unica persona il cui rapimento allontanerebbe sempre più il principe da Altair

– Intendete dire...?

– Avete compreso benissimo

– Effettivamente il vostro ragionamento non fa una grinza

– Lo so, ma vi assicuro che il signor Muromec o come accidenti si chiama può tornarsene tranquillamente alla sua tana perché non gli permetteremo...

S’interruppe voltandosi verso la porta quando udì un passo affrettato nel corridoio e subito dopo entrò McSweet ansante, il volto stravolto, la larga faccia chiazzata di rosso e gli occhi che sembrava volessero balzargli fuori delle orbite.

Al suo ingresso ci alzammo tutti in piedi guardandolo con il fiato sospeso.

– Cos’è accaduto? – Domandò con voce preoccupata Winter McSweet si lasciò cadere su una sedia ed esclamò con voce rotta

– Gliel’ha detto! – Poi sembrò perdere il fiato

– Calmatevi! – Disse Winter andandogli vicino – Riprendete fiato

– Il principe ha detto tutto a sua moglie – Disse ancora McSweet

A quelle parole Orfeo colpì violentemente con un pugno la tavola emettendo un’imprecazione soffocata.

Noi rimanemmo come impietriti e non credo di sbagliare affermando che in quel momento ci preoccupammo molto più per quel povero ragazzo che della principessa.

Il viso di Winter era teso, aveva gli occhi lucidi ma pareva non accorgersene. Poi si avvicinò ad Orfeo

– Ragazzo mio – Mormorò poggiandogli affettuosamente un braccio attorno alle spalle – Non fatevi prendere dallo sconforto, comunque sarebbe dovuto accadere, lo sapevamo tutti. Sa Iddio se ho sperato che ve la foste portata via, ma voi siete un gran testone. So bene che avete perduto la cosa più importante della vostra vita, è terribile, ma avete tre amici che vi rimarranno accanto fino alla fine, tre amici che vi amano e vi stimano, tre amici che piangeranno con voi

Orfeo sollevò il volto, era livido, sconvolto, ma senza traccia di disperazione. Respirò profondamente, scosse il capo come per scacciare un pensiero e domandò

– Come ha reagito la principessa? Ha sofferto?

McSweet distolse lo sguardo.

– E’ presto per dirlo, di certo è assai irritata con voi. – Rispose esitando – Il suo è un comportamento comprensibile e, insomma fareste meglio se non tentaste di vederla

– Immagino cosa deve aver provato, crederà che l’abbia tradita. Prego Iddio che non ne risenta la sua salute e riesca a superare questa prova

– Ve l’ho detto, è presto. Lilly è forte come non lo è mai stata, quello che mi preoccupa è il risentimento verso di voi per il torto subito, ma del resto è meglio così, in certi casi l’ira compensa il dolore

– Ed è soltanto questo che importa, che riesca ad odiami con la stessa intensità con la quale ha creduto di amare suo marito. – Disse Orfeo con voce stranamente calma – Il resto non ha alcuna importanza

In quel momento si aprì la porta ed entrò il principe Carlo. Per un istante sembrò esitare, ci guardò ad uno ad uno come se cercasse sui nostri volti un segno di approvazione, quindi avanzò lentamente.

Nessuno di noi si alzò, soltanto Orfeo gli andò incontro.

– Accomodatevi altezza, vi prego. Il dottore ci ha appena detto che avete avuto un colloquio con la principessa

Il principe si lasciò cadere sulla sedia e ancora una volta volse gli occhi intorno a cercare i nostri sguardi.

Era ben diverso dall’uomo che con tanto ostinato ardore aveva reclamata la moglie dopo mesi di separazione. Ora appariva dimesso e depresso.

– Immagino che non approverete quanto ho fatto – Disse con voce bassa

McSweet saltò in piedi come un leone infuriato

– Approvare? – Tuonò – Per quanto è vero Iddio non è certo per merito vostro se la principessa è ancora in vita! Avete fatto il possibile per farla morire

Il principe si alzò e lo interruppe con un cenno della mano.

– Basta così, avete parlato con molta chiarezza e vi prego di ascoltare ciò che ho da dirvi. Avete ragione, ho commesso uno terribile errore e messo a rischio la vita di mia moglie, ma non ne potevo più. Ho aspettato finché mi è stato possibile, ma stamani improvvisamente... riconosco d'essere un miserabile, ma amo mia moglie e il sentimento ha avuto il sopravvento.

– Bell’amore il vostro – Rimarcò McSweet

– Ho sbagliato, ed ora lei soffre a causa mia, ma vi giuro che io soffro quanto e forse più di lei, dovete credermi.

McSweet stava per intervenire nuovamente quando Orfeo lo arrestò con un cenno del braccio

– Nessuno di noi – Disse poggiando una mano sulla spalla del principe – Può giurare che nei vostri panni si sarebbe comportato diversamente. McSweet è irritato perché tutti i suoi sforzi per guarire la principessa potrebbero rivelarsi vani, ma in fondo vi comprendiamo. Il nostro inganno sarebbe potuto durare ancora per poco, perciò non dovete rammaricarvi se la principessa avrà avuto per voi parole non certamente adeguate. Datele tempo, ha un grande cuore, vedrete che presto tutto si aggiusterà

Quindi si voltò andando a guardare fuori della finestra.

Rimanemmo tutti silenziosi, poi Winter e McSweet presero a parlare fitto fitto con il principe. E siccome ero veramente irritato raggiunsi Orfeo alla finestra

– Mio caro amico – Gli sussurrai alle spalle – Ti giuro che se fossimo soli ti abbraccerei, ora vorrei ricordare il nome dell’infame che mi aveva consigliato di stare alla larga da tipi come te, mi sento davvero onorato d'essere tuo amico

Lui si volse verso di me con un leggero sorriso sulle labbra.

– Dovevo rendergli sua moglie – Sussurrò

– Lilly non potrà mai più amarlo – Risposi io a bassa voce

– Deve! – Disse lui risentito – Deve farlo per la salvezza della sua ragione. Mi auguro che il disgusto che proverà di me le faccia accettare l’amore di suo marito. A me interessa la sua salute e spero che con il tempo riesca a dimenticare. Il tempo è una magnifica medicina, riesce a cancellare ogni dolore

Testardamente scossi la testa – No, non lo credo. Forse il tempo riuscirà a mitigare il suo dolore, ma lei amerà te come tu amerai lei per sempre

– Hai dimenticato cosa le ho fatto? Non illudiamoci, non potrà mai più pensare a me con amore. Gli arabi nella loro antica saggezza hanno coniato in proposito un magnifico proverbio “Il cielo non conosce ira come quando l’amore volge all’odio

Continua...



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