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lavoro pubblicato lunedì 9 novembre 2015
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia - 5

di Legend. Letto 570 volte. Dallo scaffale Amore

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Storia - 5

5°)

– Il generale Winter? Ma si, certo, pregatelo di accomodarsi! – Ordinò Luisa osservando sulla porta la figura di Winter che s’inchinò in un atteggiamento imbarazzato.

– Sono lieta che siate qui, – Disse Luisa andandole incontro – Ho tante domande da farvi. Vi prego, accomodatevi

Winter sorrise mostrando tutto il suo imbarazzo

– Non vi disturbo? – Chiese

– Ma per carità di Dio! In questa casa siete il benvenuto

– Dovreste essere più attenta nelle vostre preferenze. Non sapete che la mia professione è proprio quella di dare sempre risposte con altre domande?

– Certamente, ma le mie sono domande rivolte ad un amico

– Ah! – Fece Winter lisciandosi i baffetti grigi – Debbo considerarmi tale?

– Credevo che gli uomini avessero piacere a sentirsi dichiarare amico da una signora

– Lo sono credetemi, anche se debbo confessarvi di non averne avute molte

– Non vi piacciono le donne in generale o le amiche donne?

– Il mio lavoro mi obbliga a considerarle probabili difficoltà

– Cosa debbo supporre, che questa vostra condotta sia una prevenzione o vuole essere un atteggiamento?

– Un po’ l’una e un po’ l’altra... e spero di non avervi delusa

– Non mi avete affatto delusa, anzi, posso dire di trovarvi piuttosto interessante

Decisamente a disagio Winter brontolò un – Toccato!

– Accomodatevi ve ne prego, vi voglio al mio fianco. Posso offrirvi del tè?

– Non del caffè?

– Desiderate del caffè?

– Il tè va benissimo, ma consentitemi di sorprendermi. Un’italiana che sa apprezzare il tè è piuttosto rara

– Con voi ho deciso d'essere sincera; ero stata preavvisata della vostra visita e ho immaginato che avreste preferito quel tipo di bevanda

– Vi ringrazio, ma da quando sono in Italia ho imparato ad apprezzare il caffè

– Evviva la sincerità! Anch’io adoro il caffè, e se avrete pazienza pochi minuti vi farò assaggiare il miglior caffè che sia possibile gustare a Roma

– Bene e siccome anch’io desidero essere sincero debbo confessarvi d'essere stato informato della vostra simpatia

– Toccata! – Esclamò questa volta lei divertita – Vogliamo firmare un armistizio?

– Niente affatto! Vi propongo una resa incondizionata

– Siete duro, ma siete un informatore troppo importante per permettermi di trascurarvi

– Posso sperare di divenire al più presto qualcosa di più di un semplice informatore?

– Perché no? Ma dipenderà soprattutto da voi mio caro signor diplomatico

– Bene, sappiate allora che non intendo arrendermi

– Perfetto! Ed ora lasciatemi ordinare i caffè, poi, se siete d'accordo vorrei chiedervi alcune cose

– Non datevi pena per il caffè, andrà bene anche il tè

– Siete certo di non fare complimenti?

– Per la verità mi sento un po’ in imbarazzo, ma se mi autorizzate a farvi visita più spesso credo che riuscirò a non farne

– Sapete bene che non avete bisogno d'essere invitato. Ed ora posso rivolgervi le mie domande?

– Ma cosa avrete mai di tanto importante da chiedermi?

– Inizierò chiedendovi cosa vi proponete di fare non appena arriverà il principe? Badate che intendo il vero principe, il dottore dice che potrebbe essere a Roma già domani

– E’ probabile, ma in quanto a ciò che faremo non abbiamo ancora preso una decisione

– Non avete pensato a nulla?

– Ho paura che ci sia poco da fare e se non troveremo una scusa che regga, credo proprio che saremo costretti a dirgli la verità

– Non credete sia azzardato?

– Certo non sarà facile fargli intendere che abbiamo architettato questo piano per salvare la vita di sua moglie

– Potrebbe crederlo?

– Qualche giorno fa avrebbe potuto, ma ora non credo sia più possibile, avete dato una occhiata a vostra cugina? Sembra l’immagine della felicità

– Si, avete ragione

Winter scosse il capo – Conosco Carlo fin da quando era alto così e dovrei sapere come potrebbe reagire, ma in tutta sincerità non oso neppure immaginare quali potrebbero essere le sue reazioni. Tanto più che ora sono certo del suo amore per sua moglie

– Povero principe! – Fece dolcemente Luisa – Mi dispiace profondamente, ma credo che Lilly non potrà mai più amarlo di vero amore, ammesso che lo abbia mai amato

– Vi risulta che la signora non amasse il principe?

– Cosa vi debbo dire, conosco mia cugina molto bene e non credo fosse veramente innamorata del principe quando lo sposò. Oh si certo, era attratta da lui, ma in quanto ad amarlo come si deve amare un marito ho i miei dubbi

– Non è possibile! Quella donna si stava uccidendo per riaverlo. Santo cielo! Ma allora per quale motivo accettò di sposarlo? Non ditemi che lo fece per il titolo?

– Lilly è una ragazza dai sentimenti difficili. Quella benedetta ragazza è affamata di amore, ma il suo guaio è che non sa distinguerlo

– Siate più chiara per favore

– Io credo che nel principe deve aver cercato l’affetto del padre

– Santo cielo! Ma come avete potuto permettere quel matrimonio?

– Ho ascoltato tutte le sue confidenze, ma non sono stata capace di farle comprendere che un marito è qualcosa di profondamente diverso da un padre. Lilly non ha mai avuto un uomo che si sia preso cura di lei. Aveva soltanto un ricordo infantile dell’affetto di suo padre e lui glielo ricordava. Anche voi avete accennato al fatto che il principe non amasse sua moglie o sbaglio?

– Sincerità per sincerità l’ho sempre creduto

– Se così era, lei non se ne è neppure accorta per il semplice motivo che non conosceva quel tipo di amore. Credo che questo spieghi il motivo per il quale acconsentì a sposarlo. Inoltre, consideri che Lilly ha trascorso gran parte della sua vita in collegio e le assicuro che non ha mai avuto alcuna esperienza sentimentale. Il principe è stato il primo uomo che abbia saputo interessarla

– Cosa vi fa pensare che la principessa non potrà mai più amare suo marito?

– Sensazioni di donna

– Confesso di non capirne un granché, ma si sono viste spose andare indifferenti al matrimonio e in seguito amare colui che avevano sposato. Non credete che possa accadere anche a sua cugina?

Luisa non rispose, ma scrollò il capo

– Ha un senso quel vostro gesto?

Luisa annui. – Ero con lei quando ieri ha detto arrivederci al signor Dellavalle

– E allora?

– Vorrei essermi sbagliata, ma nei suoi occhi ho visto un principio di incendio che la divorerà. Lei ha finalmente scoperto l’amore

– Santo cielo! – Esclamò Winter – Non è possibile si sono visti per meno di un’ora

– A voi sembrerà assurdo, ma spesso a noi donne accade di innamorarci con uno sguardo

– Sono solo assurdità

– Chiamatele pure assurdità, ma questa notte Lilly ha dormito pochissimo e non ha fatto altro che agitarsi

– Nelle condizioni in cui si trova non dovrebbe essere una novità

– Può darsi, ma io l’ho vista indossare una vestaglia nel cuore della notte e sedersi alla finestra e guardare per ore quell’orribile fontana che è in giardino

– Capita anche a me di svegliarmi la notte e di trascorrere qualche minuto alla finestra. Non ci vedo nulla di strano

– Stamani l’ho trovata ancora seduta su quella sedia

– Non ha senso

– Lo dite voi, – Commentò Luisa

– Si sono visti una sola volta

– Sapete cosa ha fatto quando sono entrata nella sua stanza? Mi ha abbracciata e mi ha trattenuta per oltre un ora parlando soltanto del signor Dellavalle

– Beh, Orfeo è un bell’uomo e sinceramente piace anche a me

– E vi capita di pensare a lui con amore?

– No perbacco!

– Allora ascoltate cosa quel ragazzo ha saputo combinare; Quando sono entrata nella sua stanza mi ha abbracciata con il volto scintillante “Come debbo averlo amato. – Mi ha detto – E’ così caro, così tenero. E’ un uomo splendido, ama il suo popolo ancor più di me, ed io mi sono sentita orgogliosa di appartenergli. Questa notte non ho potuto chiudere occhio, non so cosa stia accadendo al mio cuore e non so neppure se tutto questo sia amore. Sapessi com’è triste non saperlo riconoscere. Hai notato il suo sorriso? È dolcissimo. E la sua voce? Se fosse tuo marito credo che sarei capace di invidiarti

– Credete che tutto ciò possa significare...

– Significano guai – Lo interruppe lei sorridendo

– E pensare che era proprio su questo che contavamo per farle superare la sua malattia

– Temo invece che le cose si siano complicate. La malattia le ha conferito una sensibilità estrema e ora lei si lascia andare ad impressioni che non ha mai conosciuto. Cosa accadrà quando le direte la verità?

– Questa è una domanda alla quale nessuno di noi è in grado di dare una risposta. L’esperienza mi ha insegnato che si possono superare difficoltà di ogni genere, ma contro il destino, che ci piaccia o no, non c’è nulla da fare. Possiamo soltanto sperare.

– Lascerete che veda il principe? – Chiese lei interrompendolo

– Se la cosa sarà umanamente possibile lo impedirò con tutte le mie forze, ma ciò che mi preoccupa maggiormente non è il principe, è l’altro

– Abbiamo fatto del male a due ragazzi che non lo meritavano

– E pensare che lui ci aveva messo sull’avviso

– Parlatemi di lui

– Preferirei non farlo

– Perché? A me è parso un ragazzo a posto

– E lo è, sebbene alcune circostanze lo abbiano reso simile ad un avventuriero

– Oh santo cielo! Lilly non corre rischi, vero?

– Almeno non da parte di Orfeo. Potete dormire sonni tranquilli, quel ragazzo è l’uomo migliore che mi sia capitato d'incontrare in questi ultimi quarant’anni

– Chi è?

– Vi sembrerà strano sapere che l’ho conosciuto non più di quarantotto ore fa, ma sarei pronto a mettere la mano su fuoco per lui. Cosa vi debbo dire, quel ragazzo ha avuto una vita non certo facile, però non ha mai chiesto nulla per se, ha vissuto soltanto sulle sue forze

– Come molti altri di altronde

– Con qualche differenza sostanziale

– Cioè?

– Perdonatemi, ma preferirei che fosse lui stesso a parlarvene, provate a chiederglielo

– E credete che vorrà darmi delle risposte

– Sono certo che lo farà

– E’ nei guai?

– Notevoli direi e temo che nel coinvolgerlo in questa storia i suoi guai siano aumentati

– Cos’è per voi quel ragazzo?

– Perché me lo chiedete?

– Ne parlate con molto affetto

– Volete sapere una cosa buffa? Se lo avessi incontrato in strada qualche giorno fa probabilmente gli avrei dato appena una occhiata, ma ora sono pronto a mettere la mia vita nelle sue mani

Luisa annuì sorridendo

– Cos’è quel sorriso? – Chiese Winter – Non mi credete?

– Vi credo, vi credo, ma stavo pensando che difficilmente in quelle mani vi sarà posto per qualsiasi altra cosa che non sia la vita di Lilly. Oggi si rivedranno?

– Oggi, domani, dopodomani e Dio sa come potremo fermare questa loro corsa. Mi domando cosa accadrà se quei due ragazzi s’innamoreranno sul serio?

– E se l’amore si dimostrasse più forte dell’onore e il signor Dellavalle cedesse alla passione?

– Preferisco non pormi questa domanda

– Ma se dovesse accadere?

– Sfortunatamente non me la cavo bene in affari di cuore, la diplomazia e l’amore hanno poco o nulla in comune, sebbene l’una si serva spesso dell’altro per i propri fini. Ad ogni modo posso confermarvi la mia più completa fiducia in quel ragazzo

– Si vede perfettamente che non ne capite un granché

– Non l’ho mai negato

– Avete una pallida idea di cosa significa passione?

– Nessuna, ma sono certo che Orfeo non farà nulla che possa causare la minima sofferenza a vostra cugina

– Buon per voi che avete di queste certezze

– Egli si ricorderà che quella donna appartiene ad un altro

– Non illudetevi. Dobbiamo soltanto augurarci che questa storia finisca presto

– Chi sta cantando? – Chiese Winter udendo un canto lontano

– Davvero non lo indovinate?

La voce crebbe mentre lei passò al di la della porta del salottino, poi lentamente si spense con il rumore di una porta che si chiuse.

– Cosa cantava? – Chiese ancora Winter

– Non conoscete questa canzone? È il ritornello di un vecchio spiritual “Io certo non potrei amarti tanto se non amassi più che te l’onore

– Comincio a temere che abbiate ragione

– Iniziate ad avere qualche tentennamento?

– Non lo so, ma faremmo bene a non lasciarli soli più di quanto sia necessario

– E immagino che penserete di riuscirvi, non è vero?

– La bellezza di vostra cugina è già un’arma difficile da combattere, ma se dovesse dimostrarsi innamorata

– Benvenuto nel mondo dei più! – Esclamò Luisa

– Ben trovata! – Esclamò Winter alzandosi – E vi prego di non scambiarla per una resa, ma credo che per me sia giunto il momento di lasciarvi

– Di già?

– Per mia sfortuna debbo onorare un appuntamento con l’ambasciatore degli Stati Uniti e quella è gente che non ama attendere – Quindi trattenne per qualche secondo nella sua la piccola mano di lei sorridendo stranamente – E’ una buona causa la nostra, credetemi. Statele accanto, confortatela come sa fare una sorella maggiore

– Vi rivedrò?

– Rammentatevi che mi dovete un caffè

– Per la verità speravo in altre motivazioni

– Siete davvero interessata alle mie chiacchiere?

– Sono interessata da voi, mio buon amico. Forse siete un po’ troppo normanno, ma in compenso avete il dono della sincerità

– Mia madre direbbe di voi che siete un po’ troppo levantina. Avete dimenticato la mia professione?

– Vivete con vostra madre?

– Quando i miei impegni me lo consentono trascorro molto volentieri un po’ di tempo con lei

– Non siete sposato?

Winter divenne rosso fin sulle orecchie, ma si riprese immediatamente

– Vi confesso di non aver mai assistito ad un matrimonio

– Debbo credervi, infatti non eravate neppure al matrimonio del principe – E dicendo quelle parole Luisa rise

– Vi diverte aver scoperto la mia terribile idiosincrasia per la parola matrimonio?

– Scusatemi, ma è buffo

– Cos’è buffo?

– Ho appena terminato di dire che siete una persona sincera e già temo di avere qualche dubbio

– Ah no! Non ve lo permetto

– Lo so... lo so... Stavo scherzando. Siete così spontaneo che non mi è difficile credervi. Posso farvi una domanda un po’ birichina?

– E come posso negarvela

– Questa vostra idiosincrasia, deriva da qualche delusione?

– No, credo sia una questione di geni... oppure sono del tutto cretino

– Perfetto! Ora sono certa che siate una persona affidabile. Posso darvi un consiglio?

– A questo punto mi pare di non avere scelta

– Fate attenzione, perché con i miei caffé potrei mettervi nei guai

– Non dubito della bontà del vostro caffé, e neppure posso negare che siate una splendida ragazza, ma lasciatemi dubitare del buon risultato della vostra affermazione

– Mi sfidate?

– Sapete che mi piacerebbe tentare?

– Fatelo

– Preferisco non rischiare

– Paura?

– Forse, non voglio correre rischi non calcolati

– Perché non lasciate provare me

– Vi prego, mi state mettendo in imbarazzo

– Scusatemi, come non detto

– Rinunciate così facilmente? Quasi quasi mi dispiace. Non potremmo riparlarne al prossimo incontro?

– Allora vi vedrò ancora?

– Potete scommetterci

– Ottimo! Saprò trasformarvi in un essere umano

– Lo sono già ve lo garantisco!

– Non del tutto e sebbene ne abbiate l’aspetto, il vostro cuore ha bisogno di qualche ritocco

Winter rise allegramente – Lasciate in pace il mio cuore, è una battaglia persa in partenza. Ad ogni modo se vi fa piacere potremmo fare una scommessa

– No! Quella mai. Non scherzo su certi argomenti

– Ottima cosa ma ora lasciate che vada o dovrò saltare tutti i miei appuntamenti

– Spero siano tutti ambasciatori

Winter si diresse verso la porta ridendo di gusto

– Non disturbatevi, conosco la strada. A presto!

– Perché mi hai sposata? – Domandò Lilly che non si saziava mai di avere notizie di un passato che le era appartenuto

Quello era il loro terzo incontro e lei guardava Orfeo con inequivocabile tenerezza

– Perché mi sarebbe stato impossibile vivere senza di te e credo di dovere molta riconoscenza al caso che mi permise d'incontrarti

– Un caso? Oh mio Dio! Stai parlando seriamente?

– Mai stato così serio

– Allora dovrò ringraziarlo anch’io. Come accadde? Dimmi dove c’incontrammo

– La prima volta fu in Svizzera, poco distante da Berna

– Mia cugina mi ha detto degli anni che ho trascorso in un istituto di quella città, e tu cosa facevi da quelle parti?

– Non lo ricordo, ma è assai probabile che fossi in fuga

– In fuga? Da cosa? Una donna?

– Probabilmente fuggivo da qualche creditore o da qualche altra calamità, ma non certo da una donna

– Eri in qualche guaio?

– Prima di incontrare te ho vissuto perennemente nei guai e se non fosse stato per quella fuga non avrei mai potuto credere nei miracoli

– Cosa centrano i miracoli? – Chiese lei divertita

Egli sapeva di potersi avventurare liberamente sul quel terreno poiché era stato informato di tutte quelle circostanze dalla cugina Luisa.

– Tu non credi nei miracoli?

– Non lo so, però mi si dice che a volte accadono

– Si, è vero, a volte accadono

– Raccontami ti prego

– Era verso l’imbrunire e stavo rientrando in città quando fui costretto ad arrestare l’auto per via di una palla di gomma che era volata sulla strada al di la di un muro. Attesi qualche istante e quando già stavo pensando di riprendere il viaggio, udii una voce che gridava – Ehi signore! Vuole essere così cortese di lanciarci quella palla? – Al momento non riuscii a comprendere di dove provenisse quella voce, ma quando scesi dall’auto e sollevai lo sguardo fu giorno

Lilly lo guardò e mordendosi il labbro inferiore scosse il capo come se non fosse convinta. – Questo non è un miracolo! – Osservò ridendo – Non è possibile che un uomo decida di sposare una ragazza soltanto perché la vede per caso

Orfeo rise divertito

– Io non vidi una ragazza, no, vidi il sole

– Ti stai burlando di me

– Ammetto che possa sembrare strano, ma è la pura verità

– Dai ti prego, dimmi perché mi hai sposata

– Vuoi la verità?

– Tutta la verità

– Mi crederesti se confessassi di averti sposata per il tuo danaro?

Lei lo guardò sorpresa prima di chiedere con voce sottile – È la verità?

Lui scosse il capo sorridendo – No, quando ti vidi non sapevo a chi appartenesse quel volto più luminoso di un aurora boreale

– Dovevi essere molto stanco, il mio volto non è mai stato luminoso. La tua auto era bianca e nera, non è vero?

– Lilly! Tu ricordi questo particolare? – Chiese Orfeo guardandola preoccupato

– A volte ho di questi flash

– E’ un buon segno, ne hai parlato a McSweet?

– Non significano nulla. – Lo interruppe lei – Non sono veri ricordi, sono lampi che si accendono improvvisamente nella mia mente, poi tutto si spegne. E’ vero che vedesti un’aurora boreale?

– Più che un’aurora boreale era un’esplosione stellare

– Non è vero, sei un bugiardo. So bene di non essere diversa dalle altre ragazze

– Questo lo credi tu!

– Allora dimmi come sono

– Vorrei esserne capace, ma è impossibile fare un confronto con le altre donne. È impossibile valutare la tua bellezza

– Ora mi pare che tu stia proprio esagerando. – Obiettò lei senza troppa convinzione e con l’evidente desiderio d'essere contraddetta. Infatti subito dopo soggiunse in tono incoraggiante

– Non ti pare?

Orfeo pregò che non sollevasse il volto e lo guardasse, ma come sempre, quando lei sollevò i suoi occhi su di lui, egli provò una scossa.

– Forse hai ragione, credo proprio di avere esagerato – Mormorò sorridendole

Per un attimo Lilly parve non comprendere, poi mostrò la piega delusa delle labbra – Lo vedi se ho ragione? Ti stai burlando di me

– Oddio scusami, non è vero, ed io sono il peggiore dei bugiardi. Ti ho delusa? – Chiese lui

Lilly annuì sussurrando – Vorrei riuscire a dirti che non lo sono

– Scusami, volevo soltanto essere spiritoso – Tentò di riparare lui

– Allora non è vero ciò che hai detto? – Domandò lei guardandolo

– A proposito della tua bellezza?

– No, che hai esagerato

– Stavo mentendo a me stesso e ho detto la più grossa bugia di questo mondo. Sono certo che nessun poeta saprebbe cantare lo splendore del tuo volto quando fai il broncio

– Come sono? Brutta?

– Te lo dico a patto che tu non mi contraddica

Lei scosse il capo annuendo – Non dirò più nulla, lo prometto

– Sei la realtà più incantevole che la natura abbia saputo immaginare

– Posso fare un appunto?

– Avevi promesso

– Lo so, però questo è un piccolo appunto – Pregò lei con un sorriso che aveva ripreso ad illuminarle il volto

– Cosa riuscirò a non concederti se saprai chiedere sempre così

– I miei ricordi non mi aiutano molto, ma qualcosa dentro di me mi dice che ad ogni donna debba far piacere sentirsi dire che è bella e così?

– Si, credo sia così – Mormorò lui sorridendole

– Lo immaginavo, ed ora dimmi; tu non credi che per riconoscersi veramente bella, una donna debba prima sentirlo in se stessa?

– Immagino di si. Ma perché questa domanda?

– Perché ho l’abitudine di guardarmi nello specchio. E tu sei un gran bugiardo, oppure non hai mai incontrato donne veramente belle

– È più probabile che non ne abbia mai incontrate. E tu ne conosci?

– Cosa ne dici di Luisa?

– Tua cugina? Beh, si forse...

– Attenzione, la tua voce di tradisce, non sei sincero

– È vero, Luisa è una splendida donna, ma non regge al paragone con la tua bellezza

– In questo periodo ho letto moltissimo e ho scoperto che nel Nord Europa vivono donne di una bellezza indescrivibile

– Sono d'accordo, alcune donne nordiche sono di una bellezza che può far impazzire un uomo

– Ora sei sincero e tu ne hai incontrate? – Lo interruppe lei

– Si, ho avuto questa fortuna

– Sono veramente così belle come si dice? – Chiese lei abbandonando il sorriso

– Si, lo sono, ma con una piccola differenza

– Quale?

– Il loro splendore può davvero fare impazzire un uomo, il tuo può ucciderlo

Lilly si strinse nelle spalle chiudendo gli occhi prima di chiedere con un filo di voce

– Dimmi cosa sono per te

– Sei la mia amatissima compagna

– Questo lo so, ma non è ciò che desideravo sentirti dire

– Ho paura che tu abbia letto un po’ troppo

– Ti prego – Lo interruppe lei

– Tu sei la donna che ho atteso dal giorno in cui sono venuto al mondo. La signora dei miei sogni, il volto che ha accompagnato i momenti difficili della mia vita. Nei tuoi occhi c’è il mare in cui sono naufragato

Lilly aveva il volto nascosto tra le mani e il poco che egli poté vedere delle sue gote appariva imporporato.

Alle ultime parole di Orfeo Lilly sollevò il capo ed esclamò senza guardarlo

– Sono soltanto una donna, una ragazza che sente il cuore balzarle nel petto e crede d'impazzire quando le dici queste cose, una ragazza che sta scoprendo la felicità!

– “Dio mio cosa ho fatto!” – Pensò Orfeo stringendo con le mani l’orlo della panca di pietra su cui erano seduti. – “Le ho parlato di amore, l’ho tradita ancora. Avevo promesso che non sarei mai giunto a questo, sono un miserabile

Si riprese quasi subito e quando trovò il coraggio per guardarla, il volto di Lilly era illuminato da un sorriso

– Scusami, – Mormorò tentando di non affogare in quegli occhi – Ho mancato ad una promessa e ti ho turbata, non mi sono comportato da marito premuroso

– E quale decalogo stabilisce come deve comportasi un marito?

– Avrei dovuto condurti a riconoscermi pian piano e invece ti parlo disperatamente d'amore. Ti prego, non credere che voglia approfittare della mia posizione di marito

Ma mentre lei lo guardava attraverso le lunghe ciglia, ella pose una mano sulle sue labbra sussurrando – Ssst, è un tuo diritto ma devi darmi ancora un po’ di tempo

– Tutto quello di cui avrai bisogno

Lei sorrise di nuovo – Sto chiedendoti un grosso sacrificio ma tu dovrai aiutarmi, altrimenti ho paura che non potrò resisterti a lungo

– Non dovrai mai preoccuparti non accadrà nulla che possa metterti in imbarazzo

– Ti ringrazio, mi si dice che una ragazza dovrebbe saper non cedere anche quando si sente trascinata a farlo, ma per chi come me deve riscoprire tutto non è facile

– Anche questo lo hai letto sui libri?

– No, me ne ha parlato mia cugina. Le debbo molto, è una cara ragazza

– Dovrai appoggiarti a lei. Luisa è sicuramente in grado di suggerirti come comportarti

– Si, lo so, ma non so se riuscirò a seguire i suoi consigli. Sapessi com’è difficile resistere ai tuoi occhi, è qualcosa che mi fa battere il cuore e mi spinge a desiderare di toccarti, carezzarti. Oh scusami Carlo, è così difficile comprendere se ciò che è nato nel mio cuore è amore o soltanto la reazione di una donna sciocca

– Lascia che il tempo compia il suo lavoro t’insegnerà lui a leggere nel tuo cuore

– Vedi che ragazza sfortunata sono? Ho perduto anche questa capacità

– Non temere, recupereremo il tempo perduto

– Oh si, però...

– Cosa c’è? Qualcosa ti turba?

– No, io desidero scoprire l’amore con te, però ne ho paura

– È normale, ne ho paura anch’io

– Posso chiederti se prima... intendo dire se...

– No, – Rispose lui con decisione – non è mai accaduto

– Ecco! Questo almeno ti mette alla pari con me, però non lo so, io mi sento attratta da te e non riesco a comprenderne il motivo, cioè si, lo comprendo, ma temo quel momento

– Non accadrà nulla se non quando ti sentirai pronta

– Sto riscoprendo il mio senso di donna, ed esso mi dice che sto chiedendoti un grosso sacrificio

– Non ti preoccupare, sarà bellissimo scoprirlo assieme

– Grazie! Prima d'essere completamente tua vorrei riavere i miei sogni di bambina. Quei sogni nei quali tu non potevi mancare. Vorrei tornare a provare tutte le emozioni, le ansie, le paure e le gioie che colmano l’animo di una donna.

– Hai tutto il tempo che serve

– Lascia che il mio cuore torni a provare queste sensazioni, non impossessarti di me troppo in fretta. So che non dovrei dirlo, tu sei mio marito, sei l’uomo al quale ho giurato fedeltà e amore. Tu non puoi immaginare quali lotte il mio cuore sta combattendo, ma se soltanto lo pretendessi, io non potrei resisterti. Ti prego, concedimi il tempo di riavere i miei sogni

Nel pronunciare quelle parole con voce appena sussurrata i suoi occhi si colmarono di lacrime

– Vuoi che ti aiuti ad indossare la giacca? – Le chiese Orfeo nel tentativo di distrarla

– Vuoi aiutarmi ad indossare la giacca? Ma no, oggi non c’è vento e non ci saranno troppi petali a cadermi fra i capelli. Carlo ti piace il nostro giardino? – Disse voltandosi verso di lui con il volto sorridente e le mani sul petto come per frenare i battiti del cuore

– Certo, è stupendo

– Vorrei domandarti una cosa

– Ti ascolto

– Oddio, ho paura di sembrarti sciocca

– Ti prego – Disse lui sorridendole

– Gli uomini amano tutti con la tua stessa passione?

Si erano fermati poco oltre la finestra dello studio di McSweet, e mentre Orfeo tentava disperatamente di trovare le parole per rispondere alla domanda, improvvisamente, al di sopra delle loro teste udirono voci concitate e il rumore di vetri infranti.

Istintivamente Orfeo spostò la principessa lontano dalle mura della casa, ma prima ancora che avesse il tempo di sollevare lo sguardo, la figura di un uomo balzò dalla finestra atterrando sul viale poco distante da loro.

Nella concitazione che ne seguì Orfeo ebbe modo di osservare che l’uomo doveva trovarsi in uno stato di estrema agitazione.

Si trattava di un uomo di media statura, sui trent’anni, scuro di carnagione con i capelli chiari che gli cadevano scomposti coprendogli in parte il volto.

Orfeo si pose tra l’uomo e la principessa chiedendo – Chi siete? – Come siete entrato in questo giardino?

– Pezzente che non sei altro! – Urlò l’uomo esprimendosi in un italiano stentato – Sei tu a dovermi delle spiegazioni e per Dio pagherai questo affronto con la vita!

Lilly si strinse con entrambi le mani alla vita di Orfeo. Era divenuta pallidissima e guardava lo sconosciuto con il terrore dipinto sul volto.

– Carlo – Sussurrò lei in un impercettibile mormorio – Chi è quest’uomo, cosa vuole?

– Nulla cara. Sta tranquilla, non vuole nulla da noi

– Io ho già visto quel volto – Sussurrò lei – Carlo chi è?

Senza distogliere gli occhi da quelli dello sconosciuto, Orfeo le sciolse le braccia dalla sua vita portandola al suo fianco destro.

Anche l’uomo era divenuto pallido e per qualche stranissimo motivo sembrava non trovare più le parole.

– Non so. – Rispose lentamente Orfeo – Forse si tratta di un pazzo al quale sinceri amici stanno rendendo un grande favore. Un dispettoso imbecille che rischia di danneggiare persone ch’egli crede di amare

– Ho paura – Sussurrò lei stringendosi di nuovo a lui

– Non c’è ragione di averne, vedrai che ora chiariremo tutto

– Ti prego, mandalo via – Sussurrò ancora lei in preda della paura

– Non temere, ora se ne andrà,

– Non ci farà del male?

– No ma tu ora devi rientrare, noi chiariremo l’equivoco, stai tranquilla

– Oh no! Io non ti lascio

– Non devi temere per me e poi una regina deve obbedienza, non ricordi?

– Non lascerai che ti faccia del male, vero Carlo? – Pregò lei vivamente – Sembra un uomo così disperato, ti prego

– Nessuno farà del male al principe di Altair

Con un secco rumore il minuscolo portone che dal porticato introduceva in casa si aprì e ne uscì Luisa

– Grazie Luisa, – Disse Orfeo senza guardarla – Volete essere così gentile da condurre in casa la principessa?

Detto ciò prese tra le sue la piccola mano bianca della principessa e la baciò.

– Arrivederci Carlo – Sussurrò lei con voce più tranquilla

– Addio mia regina

– Oh no, non devi dirmi addio, arrivederci a domani è la frase giusta e voi signore, – Disse con voce più tranquilla – sappiate che mio marito è un uomo degno di rispetto

Così dicendo attraversò indietreggiando il portico e rientrò senza mai distogliere gli occhi dai due uomini.

Non appena la porta si chiuse alle spalle di Luisa, Orfeo fece un gesto tra il risoluto e il dolente, invitando l’uomo a seguirlo verso la fontana al centro del giardino.

Il principe di Altair rimase immobile giocherellando nervosamente con i bottoni della giacca.

– Allora? – Chiese Orfeo – Voltandosi verso il principe – Volete avere la bontà di seguirmi?

Il principe lo guardò agitando con moto convulso le labbra, ma senza pronunciare alcuna parola. Quindi, dopo qualche istante lo seguì fin dove Orfeo lo condusse.

– Non sta a me giudicare i vostri comportamenti, ma ho la strana impressione che abbiate manifestato i vostri sentimenti nella maniera più stupida e pericolosa che si possa immaginare. E credo dobbiate ringraziare il cielo o chi accidente volete voi se la vostra ottusità non ha causato qualcosa di irreparabile

– Sei un miserabile impostore! – Sussurrò il principe con voce roca

– Ve lo concedo, la mia parte in questa commedia è quella dell’impostore, ma poiché immagino siate stato informato, l’aggettivo “miserabile” posso tranquillamente rinviarlo al mittente

– Sono stato informato di questo tuo lurido gioco – Rispose il principe nervosamente

– Allora non siete soltanto stupido, ma decisamente pazzo. Vi rendete conto che avete deliberatamente fatto naufragare tutte le vostre future speranze?

– Non tentare scuse, ti sei approfittato di una donna malata! – Replicò il principe

– Comprendo il vostro risentimento, però

– Dubito che tu sia in grado di capire

– Ecco che salta fuori il signor principe dei miei stivali

– Bada a te! – Esclamò il principe

– So badare a me stesso e prima che perda la pazienza, vorrei rammentarvi che chi vi parla ha messo in giuoco la sua onorabilità nel vostro esclusivo interesse!

– Sei soltanto un volgare ladro

– Non vi ho derubato di nulla signore!

– Di nulla dici? Allora lascia che ti spieghi di cosa mi hai derubato. Con il pretesto del mio interesse hai tentato di prenderti mia moglie

– Non siate ridicolo! Avete già raggiunto l’età della ragione

– Credi che non abbia visto come mia moglie poggiava le mani su di te e come ti guardava? Non sei altro che un miserabile, tu e tutti i tuoi complici

– Dio santo, ma cosa avete nella testa, sabbia?

– Attenzione a come parli, potrei anche ucciderti

– Il condizionale è d'obbligo, ma permettetemi di avere forti dubbi

– Non provocarmi, non sono più disposto ad ascoltarti

– Se è così che stanno le cose preferisco andarmene a spasso che restare ancora un altro secondo ad ascoltare le vostre elucubrazioni di marito geloso

– Bada, potrei prendermi la tua vita

A quella frase Orfeo rise rumorosamente – Se lo credete opportuno accomodatevi, ma debbo avvertirvi che siete il trentesimo della lista o giù di li

Sapeva perfettamente che pronunciando quelle parole di scherno avrebbe potuto innescare le polveri, perciò, pur sorridendo, i suoi occhi continuarono a rimanere fissi in quelli freddi e minacciosi del principe.

(Dal momento in cui il principe ci era sfuggito dalle mani ed era saltato in giardino, avevo potuto seguire dalla finestra tutta la scena e onestamente, avendo udito tutto il dialogo ero decisamente allarmato.

Sia io che gli altri, ovvero McSweet e Winter, avremmo voluto intervenire per evitare il peggio, ma la nostra incapacità di reazione ci aveva completamente bloccati.

Con il cuore in gola osservammo Orfeo estrarre dalla tasca il portasigarette e subito dopo lanciare in alto una boccata di fumo.

Quell’atto, che lo costrinse a sollevare il capo, gli servì a confermarci, con una stretta di spalle, che non sapeva cos’altro fare.

Istintivamente gli feci cenno con le mani d'essere cauto ed egli, tornando a guardare il principe, riaprì il dialogo)

– Mi si dice che altrove vi sia una grande necessità della vostra presenza, quindi consiglierei di smetterla di beccarci e iniziare invece a ragionare come due persone civili

– Cos’è, la paura del vigliacco? – Mormorò il principe

– Mi duole che vi ostiniate in questo assurdo atteggiamento, in quanto a me posso assicurarvi che non sono affatto quello che voi credete. Ad ogni modo se desiderate chiarimenti sono pronto a darvene

– Il tuo è il coraggio dei codardi. Coraggiosi soltanto quando si tratta di entrare nella casa di un altro per sedurgli la moglie, ma troppo vili per affrontare il marito

Orfeo ebbe uno scatto, lanciò lontano la sigaretta e ad alta voce, ma senza distogliere lo sguardo da quello infuriato del principe, gridò

– Giuliani! Vuoi usarmi la cortesia di raggiungerci e condurre il più lontano possibile quest’imbecille

Con una rapida mossa il principe estrasse dalla tasca interna della giacca una minuscola pistola, ma quella non doveva essere la sua giornata migliore, poiché prima che riuscisse a distendere il braccio armato, ricevette un pugno così ben assestato sulla mandibola che lo scaraventò contro un albero e quindi in terra addormentato.

Dopo aver raccolto la pistola ed essersela messa in una delle tasche, Orfeo sollevò il principe tra le braccia come fosse stato un bambino e con passo rapido percorse l’intero porticato dirigendosi verso la piccola porta dove trovò me pronto ad aiutarlo a trasportare il principe nello studio di McSweet.

– Dove sono gli altri? – Chiese mentre salivamo le scale

– Sono sopra a riprendersi

– Riprendersi da cosa?

– Il principe li ha messi fuori combattimento. In quanto a me, la mia stazza deve averlo consigliato a non provarci

– Vi siete fatti picchiare in tre? – Esclamò lui ridendo di gusto

– In due – Aggiunsi io risentito

– Ho paura che dovrò guardarmi le spalle anche da voi tre – Soggiunse lui sempre ridendo

– Ma cosa pretendi? Io non facevo a pugni nemmeno quando ero bambino!

Quando più tardi il principe riprese conoscenza, la prima cosa che notò fu il volto di Winter, che chino su di lui gli sorreggeva la testa mentre tentava di accostargli alle labbra un bicchiere colmo di cognac.

Seduto sul davanzale della finestra Orfeo giocherellava pensoso con la pistola del principe, mentre io e McSweet eravamo in piedi accanto il divano ad osservare la scena.

Dopo qualche istante di silenzio il principe si sollevò in piedi e rifiutando l’aiuto di Winter andò vacillante verso la finestra.

– Credo che vi debba delle scuse. – Mormorò tendendo la mano ad Orfeo – Riconosco di essermi comportato da perfetto imbecille

– Non è il caso, in un simile frangente avrei avuto la vostra stessa reazione – Esclamò Orfeo restituendo la stretta di mano

– Vi sono debitore – Disse ancora massaggiandosi la parte del viso colpita dal pugno

– Questa vi appartiene. – Disse Orfeo restituendogli la pistola – Spero di non avervi fatto troppo male

Il principe infilò l’arma nella tasca della giacca e tornò a sedersi sul divano massaggiandosi la mascella

– Ne ho presi di pugni nella mia vita, ma il vostro è stato sicuramente una mano santa

– Vi domando scusa, non è mia abitudine picchiare principi

– Voglio sperarlo, ma cosa avete nelle mani, dinamite?

Orfeo sorrise divertito – Davvero le avete buscate spesso? – Domandò

– Avete fratelli? – Domandò il principe

– No, non ho avuto questo piacere

– Allora dovrete credermi sulla parola, non è affatto un piacere

– Vi prego ancora di perdonarmi, ma era l’unico modo per evitare che la principessa potesse impressionarsi ancora di più. A proposito, – Chiese volgendosi verso McSweet – Si è tranquillizzata?

– E’ tutto a posto, ora sta riposando, le ho dato un sedativo

– Credete sia necessario che la riveda?

– Non potrebbe neanche se lo volesse. Luisa è riuscita a tranquillizzarla dicendole di avervi visto uscire dal giardino come due buoni amici, il resto l’ha fatto il sedativo

– Debbo esserle sembrato un bandito – Osservò il principe

– Sarebbe stato peggio se vi foste dichiarato – Aggiunse Orfeo

– Con voi ho un grosso debito da saldare

– Non mi dovete assolutamente nulla e non perché siete il principe di Altair, ma perché io ho voluto esservi di aiuto

– Lasciate allora che vi confessi che nella mia vita ho potuto contare soltanto sull’amicizia di Winter

– Siete fortunato, a volte è necessario vivere fino all’ultimo giorno prima di incontrarne uno

– Avete ragione, potevo aspettarmi amicizia da chiunque, ma non da voi signor Dellavalle

– Avete intenzione di mettermi a disagio?

– Posso chiedervi cosa vi ha spinto a interpretare questa parte così difficile?

Orfeo si strinse nelle spalle – Forse per danaro

– Danaro? – Chiese sorpreso il principe

– Esatto! – Intervenne Winter – Per convincerlo ad aiutarci gli offrimmo del danaro, ma che il giorno dopo ci restituì

– Probabilmente foste poco generosi – Disse ridendo il principe

– Al contrario – Intervenne Orfeo – Mi fu offerta una somma da far gola a molti

– Allora dovrete spiegarmi il motivo del vostro rifiuto

Orfeo sembrò pensare alla risposta da dare – E’ credibile se affermo che mi allettava calarmi nei panni di un principe?

– Poco credibile. – Osservò il principe – In realtà cosa vi ha fatto cambiare idea?

Questa volta Orfeo rispose senza esitazione – Vostra moglie

– Potreste essere più preciso?

– Certamente. Prima o poi qualcuno vi riferirà che non sono quello stinco di santo che il mio modo di parlare lascia supporre, personalmente non disdegno né alcool né il tavolo da gioco, quindi comprenderete che nella mia veste ho sempre avuto bisogno di finanziatori

– Non capisco come mia moglie possa avervi fatto cambiare idea

– Fu sufficiente guardarla negli occhi per capire che aveva sofferto molto e che non meritava un simile affronto

– Debbo quindi arguire che non siete un diavolo come volete dipingervi

– Lo sono credetemi, ma accettando quel danaro avrei offeso l’onore di vostra moglie

– Vi ringrazio anche per questo e mi scuso con voi tutti per quello che ho saputo combinare. Riconosco che il vostro piano era l’unica soluzione possibile

– Se lo aveste riconosciuto prima avreste evitato quel pugno

– E’ vero, deploro soltanto che vi abbiano costretto ad interpretare una parte così difficile

– Nessuno mi ha costretto e vi confesso che ciò che ho fatto non ha preteso grande abilità. Vostra moglie è una donna eccezionale

– Ed è mancato poco che distruggessi la sua vita

– Per fortuna non è accaduto nulla di irreparabile

– Avrei dovuto essere più prudente e soprattutto avvisarvi di questo mio viaggio a Roma

– Spero che vostra maestà ci conceda conoscere il motivo di questo colpo di testa. – Gemette Winter – E’ stata una pazzia allontanarsi da Altair! Ora cosa accadrà se scopriranno che non siete più a proteggere il trono con la vostra persona?

– Avrei dovuto ricevere quel pugno una decina di giorni fa

– Spero non vi abbia fatto troppo male

– Non l’ho neppure sentito – Disse ridendo il principe

– Io però l’ho sentito e come! – Intervenne McSweet massaggiandosi il collo

– Domando umilmente scusa – Mormorò il principe allargando le braccia

– Volete sapere cos’ha detto quando ci siamo ripresi? – Disse Winter sorridendo

– Lo immagino, so bene di quali turpiloqui siano capaci gli scozzesi e voi cosa avete detto?

– Ho soltanto notato che siete ancora in perfetta forma

– Caro Winter, da sempre voi siete il mio unico amico, l’unico capace di avere per me una parola di conforto. Ricordate quante volte mi avete salvato quando tutti mi sbattevano le porte sul viso?

– Altezza, volete proprio macchiare la mia reputazione di duro? Qualcuno potrebbe essere tentato di pensare che nel mio cuore esistano sentimenti umani

– Ve ne ho dati di grattacapi, ma una cosa non sapete, un giorno giurai che voi e soltanto voi avreste avuto la parte del mio cuore assegnata all’amore paterno, No! Vi prego, fatemi finire, forse non sono mai stato così sincero come sento il bisogno di esserlo in questo momento, ma vi prego di credere che una sola vostra parola saprebbe spingermi a far ritorno immediatamente in Altair

– Questo è parlare da principe

– Se lo vorrete tornerò e sono pronto a mettere in gioco la mia vita, ma lasciatemi dubitare d'essere in grado d'interpretare a dovere la parte di un principe

– Dovete convincervi che lo siete

– Ah Winter! Sapete bene che non sono stato preparato per questo. Non hanno mai permesso che mi accostassi al trono, ed io non sarò mai un buon Principe. Ho provato, ho pregato perché ne fossi capace, ma non ci sono riuscito e alla fine ho scelto mia moglie

– Eppure, che vi piaccia o no, dovrete esserlo. Dovrete diventare il servo del vostro popolo

– Un servo? E mai più un uomo?

– Ufficialmente mai più

– Temo sia tardi, io non posso rinunciare all’amore di mia moglie

– Vostra moglie non è ancora in grado di accettare la verità. Occorrerà ancora del tempo, ma nel frattempo voi dovrete compiere il vostro dovere

– Quanto tempo occorrerà prima che si riprenda?

– Non posso dirlo con certezza e benché ora le sia tornato il sorriso sulle labbra ed abbia riacquistato l’appetito...non so quando mi sarà possibile dirle la verità

– Perché non subito? – Interruppe il principe

– E’ troppo pericoloso. – Intervenne McSweet – Non sono in grado di prevedere le sue reazioni. Abbiamo bisogno di altro tempo, dobbiamo essere certi che abbia riacquistato la sua integrità mentale

– Cosa significa? Intendete dire che non si risolverà?

– Certo che si risolverà, la principessa è sulla via della guarigione, ma occorre ancora del tempo

– Siate più chiaro. Sapete bene che per il mio paese ogni giorno che passa le cose possono soltanto peggiorare

– Mi dispiace, ma non posso fare miracoli

– Io di tempo ne ho poco e se domani o al massimo dopodomani dovrò fare ritorno in Altair, la principessa partirà con me

– Non è possibile! – Intervenne Winter – Sapete perfettamente come il vostro popolo giudichi situazioni di questo genere

– Il mio popolo? Cosa c’entra il mio popolo con mia moglie?

– Debbo essere io a rammentarvi che la principessa non potrà mai essere considerata vostra moglie?

– Finitela Winter, le regole possono essere cambiate

– Non mi sembra che in questo momento il vostro trono sia così saldo da arrischiare un'operazione di questo genere. Non è il momento di confrontarvi con i vostri stessi sostenitori

– Non mettiamo limiti alla provvidenza

– Preferirei non contare troppo sulla provvidenza. Sapete bene cosa accadrebbe se vi presentaste al braccio della principessa

– Sono o non sono il Principe di Altair!

– Lo siete per Dio, ma non per vostro cugino. Credete che Vassilj se ne starebbe a guardarvi quando tenterete di imporre una borghese sul trono?

– E’ una donna adorabile. Il mio popolo l’amerà

– Non è sufficiente che sia la più amabile e bella delle donne e se lo aveste dimenticato, un vostro eventuale figlio non potrebbe comunque regnare

– Tutto ciò non ha alcuna importanza e non desidero che questa storia venga rimessa in discussione! Lilly sarà principessa di fatto come lo è di nome

– Dimenticate che...

– Non m'interessa, cambierò le regole

– La vostra dinastia ha sempre scelto le principesse nelle case reali – Replicò Winter – Vostra madre non era una borghese e vi assicuro che se tenterete di far sedere vostra moglie sul trono, vostro figlio non regnerà mai su Altair. Il suo posto sarebbe preso da un Kazinczy

– Sono perfettamente in grado di comprendere a cosa vado incontro, siete voi che dovete convincervi che non esiste altra soluzione

– Consentitemi di non condividere il vostro pensiero

– Sapete bene che non posso consentirvelo

– Allora non mi resta che augurarvi buona fortuna

– Ne avrò bisogno, ed ora vorreste essere così cortese di predisporre un piano per il nostro rientro in patria?

– Certamente, ma vorrei ricordarvi che vi sono serie probabilità che qualcuno di quei demoni vi abbia seguito fin qui

– Gente di mio cugino? Per carità! Sono degli incapaci

– So per certo che vostro cugino può contare su gente veramente pericolosa. Personaggi che non si lasceranno sfuggire un’occasione così ghiotta

– Pensate che possa correre rischi?

– Forse no, ma...

– Sapete meglio di me che io posso essere ucciso soltanto in casa mia. Una eventuale mia uccisione all’estero sarebbe molto scomoda

– Sino ad oggi non abbiamo avuto notizie di presenze particolari. I nostri amici americani hanno ancora il controllo della zona, ma temo che quell’assassino di Il’Ja Muromec possa avervi seguito

– Durante il viaggio ho fatto molta attenzione, ho curato attentamente ogni mio spostamento, ma debbo darvi ragione, potrei essere stato seguito

– Avete avuto quest'impressione? – Chiese Orfeo

– Nulla che possa avermi dato conferme certe

– Vi rendete conto di cosa avete fatto? Avrebbero potuto uccidervi in ogni momento – Borbottò Winter

– Ve lo detto, fuori di Altair sarei un morto scomodo

– Non mi pare che si siano fatti troppi scrupoli con vostro padre e i vostri fratelli

– D'accordo, – Rispose Carlo in tono stanco – farò ciò che vorrete, ma su una cosa desidero essere molto chiaro, non tornerò in patria fin quando non sarò riconosciuto da mia moglie

– Permettetemi di ricordarvi che al momento la principessa non è assolutamente in grado di sopportare una simile rivelazione. – Intervenne McSweet – Potrebbe costarle molto caro

Orfeo, che durante tutto il dialogo era rimasto seduto sul davanzale della finestra in assoluto silenzio, improvvisamente si volse verso Winter e con un cenno del capo gli indicò di avvicinarsi a lui.

– Cosa c’è – Chiese Winter

– Guardate verso il muro di cinta dov’è completamente coperto dai glicini e ditemi cosa vedete

– Non vedo nulla

– Vi sono alcune persone che passeggiano in su e in giù su quel breve tratto di strada che si vede oltre il muro

– Non le vedo – Ripeté Winter tornando a guardare verso il muro di cinta

– Ho avuto l’impressione che fossero un uomo e una donna, ma non potrei giurarlo, sono troppo distanti

– Non potrebbe trattarsi di una di quelle vostre coppiette in cerca di solitudine?

– Lo ritengo poco probabile e poi mi sono sembrati troppo interessati a ciò che accade all’interno di questo giardino. – Sussurrò in modo che potesse udirlo soltanto il generale Winter

– Cosa ne deducete

Orfeo scostò leggermente le tendine e in quel momento la testa di un uomo apparve sul bordo superiore del muro.

– Ci avrei scommesso la testa – Disse a bassa voce Winter – E’ quell’infame di Il’Ja

– Chi è? – Chiese Orfeo

– Il braccio armato dei Kazinczy, l’uomo che per loro compie i lavori più sporchi. L’animale più pericoloso e più intelligente che conosca

– Non mi pare che il suo comportamento denoti una grande intelligenza

– Non prendetelo sottogamba è un uomo diabolico e deve considerare questa partita assai importante per esporsi fino a questo punto

– Non rientra nei canoni comportamentali di quella gente. Non ci si scopre così evidentemente a meno che...

– Cosa state pensando?

– Potrebbe essere un diversivo

– Lasciarci credere che sono interessati alla principessa mentre puntano il principe?

– Oppure il contrario

– Dobbiamo fare subito qualcosa

– Non scopriamo le nostre carte, lasciate che prima li metta alla prova

– Non avrete intenzione di farlo qui spero?

– Cosa ne direste se uscissi indossando l’impermeabile del principe?

– Lo fareste?

– L’impegno assunto prevedeva anche qualche rischio, non rammentate?

– Vi sbagliate, nessuno può più chiedervi di mantenere quell’impegno, ora è un problema del marito

– Beh, su questo potremo discutere in un altro momento, ora la cosa che mi sembra più importante è portarli via di qui

– D'accordo! Ma dovremo trovare una scusa plausibile con il principe

– Gli diremo che ho un impegno con una signora

– Ma volete proprio screditarvi ai suoi occhi?

– Lui comprenderà

– Potrò mai sdebitarmi con voi

– Un giorno forse avrò bisogno del vostro aiuto e allora se vorrete...

– Potrete sempre contarci, diamoci da fare

– Altezza! – Esclamò Winter tornando verso il gruppetto di noi che aveva continuato a discutere con il principe – Il nostro amico Dellavalle si scusa, ma è costretto a lasciare la vostra compagnia per impegni

Il principe si alzò andando loro incontro tendendo la mano

– Spero siano con qualche signora

– Avete colto nel segno – Ribatte Orfeo sorridendo a Winter

– Allora siete scusato e vi prego di dimenticare quanto è accaduto

– Già fatto

– Vi rivedrò?

– Siatene certo

– Winter accompagnate il nostro amico e voi non dimenticateci

– Non accadrà, lasciate che sistemi i miei affari e sarò a vostra disposizione per organizzate le vostre giornate

– Bene – Sospirò il principe – Per ora lasciate che vi esprima il mio più sincero ringraziamento

Mentre scendevano in giardino Winter completò le informazione su Il’Ja

– E’ un ungherese rinnegato e probabilmente deve avere seri problemi di stabilità mentale. E’ di una ferocia inaudita

– Ungherese avete detto?

– Da quanto ne so fu costretto a fuggire in URSS quando gli alleati occuparono la Germania

– Era nella Germania di Hitler?

– Nei servizi segreti e dopo il conflitto ha partecipato a pieno titolo nell’organizzazione della polizia segreta della Germania dell’Est

– Come mai ora è fuori dall’URSS?

– Dalle informazioni di cui disponiamo non è chiaro se fu buttato fuori della cortina di ferro, oppure si tratta di una manovra per tenere sotto controllo Vassilj di cui è divenuto il braccio destro

– Non c’è che dire, è proprio una brava persona

– Promettetemi che farete attenzione?

– Ve lo prometto

– Cosa dovremmo fare nel caso non abboccassero

– Per ora nulla, perché se ciò dovesse accadere significherebbe che nei loro piani vi è la principessa e questo complica maledettamente le cose

– Il principe dovrà restare in questa casa?

– Questo non dovrà accadere, potrete farlo uscire sul lato a Nord del giardino

– Cosa c’è da quella parte?

– Boscaglia, ma sul muro in fondo alla casa esiste un passaggio quasi del tutto nascosto dalla vegetazione, è un tratto di muro che ha ceduto. Di li si può scendere fin sulla sponda del Tevere

– Credete sia fattibile?

– Quella zona non è assolutamente frequentata, ad ogni modo vi consiglio di non fare nulla fintanto che non tornerò alla villa

– Tornerete?

– Soltanto se quei signori non mi seguiranno, ma se dovessero farlo portate fuori di questa casa il principe

– D'accordo, troveremo una scusa per allontanarlo

– Avete già un idea di dove condurlo?

– Dovrò prima fare qualche telefonata

– Attenzione al telefono. Quei signori conoscono sicuramente il sistema per controllare le linee telefoniche

– Amico mio, voi avrete combattuto accanto agli angeli, ma io ho dovuto farlo con accanto gente come Il’Ja

– Bene e ricordatevi che la principessa rimarrà in questa casa, e non può essere abbandonata un solo istante

– Pensate che possa correre qualche pericolo?

– Perché, voi non lo credete?

– Lo credo eccome! Chiederò di potenziare il servizio di guardia

– Riuscirete ad ottenerlo?

– Certamente! Ad ogni modo qualcuno di noi resterà sempre con lei

– Vi ringrazio, esco più tranquillo e il principe non deve restare in questa casa

– Sarà fatto, ma voi dovrete promettermi d'essere prudente?

– Potete contarci. Se dovesse accadermi qualcosa non potrei perdonarmelo

– Userete la vostra auto?

– No, Il principe è arrivato fin qui con un taxi?

– Si! è fuori.

– Userò quello, ma dovrete usarmi una cortesia. Chiamate questo numero telefonico e alla persona che vi risponderà direte che Baracca ha bisogno di scomparire. Avete capito bene? Ne va della mia vita

– Desiderate che faccia portare la vostra macchia in qualche posto?

– Non vi preoccupate per lei

– Penso sia inutile chiedervi il nome della persona alla quale telefonerò, ma siatene certo che lo farò. Un’altra cosa, desidero avere vostre notizie al più presto

– Non appena mi sarò liberato di quei signori qualcuno vi consegnerà un pacco e mie notizie, Ah! Non dimenticate di dare una buona mancia all’uomo che farà la consegna

– Che Dio vi aiuti

Orfeo uscì accompagnato da Winter tenendo il cappello ben calato sul volto per evitare che chiunque potesse capire chi in realtà stesse uscendo da quella casa.

Salì sul taxi e dopo aver allungato all’autista un biglietto da dieci dollari, gli chiese di raggiungere il più velocemente possibile Via del Portico di Ottavia. L’uomo, un giovane dall’occhio vispo, prese talmente a cuore la richiesta che partì facendo stridere i pneumatici sull’asfalto.

E mentre Winter rientrava in casa, dal fondo della via, un auto scura, che non poteva essere vista dalle finestre della casa, partì all’inseguimento del taxi ad andatura sostenuta.

Poco meno di un’ora più tardi Orfeo fu lasciato dove aveva chiesto d'essere portato.

– Potreste farmi un’altra cortesia? – Chiese allungando un altro biglietto da dieci dollari

– Desiderate che vi aspetti?

– Si per favore, aspettate un quarto di ora e poi andatevene e se qualcuno vi fermasse per chiedervi chi avete trasportato, descrivete esattamente il signore che avete condotto alla villa... posso contare sul vostro aiuto?

– Potete contare anche sull’anima di mio padre, caro signore – Rispose con una risata il giovane.

continua...



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