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lavoro pubblicato giovedì 5 novembre 2015
ultima lettura martedì 24 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Storia 1

di Legend. Letto 543 volte. Dallo scaffale Amore

Soltanto oggi, per motivi che in seguito sarà possibile comprendere, mi sento libero di raccontare ciò che accadde a Roma nel 1950. A quell'epoca ero un giovane idealista con tre sole ambizioni, scrivere racconti e poesie, fare un po&rsq...

Soltanto oggi, per motivi che in seguito sarà possibile comprendere, mi sento libero di raccontare ciò che accadde a Roma nel 1950.

A quell'epoca ero un giovane idealista con tre sole ambizioni, scrivere racconti e poesie, fare un po’ di soldi e vivere in santa pace. E sebbene avessi sulle spalle due anni di campagna d'Africa pagati dallo stato Italiano, ancora non riesco a spiegarmi come riuscii a vivere quella avventura senza farmela nelle brache.

Chissà, forse sarà stato per uno di quei casi fortunati che si verificano una sola volta nella vita, ma vi assicuro che fu un tale calcio nel fondo schiena da mutare la mia vita in un batter d'occhio.

Tanto per iniziare ebbi modo di viverla al fianco di persone talmente eccezionali (Di quelle di cui si sente raccontare, ma che non s’incontrano mai) da provare, ancora oggi, una struggente nostalgia di quei momenti.

Ed ora veniamo ai fatti; ho già detto verso quale meta fossero rivolti i miei pensieri, ma considerando che in quegli anni per ottenere qualche risultato si doveva avere in famiglia un alto prelato, meglio ancora se un politico, tutto rimaneva nel vago, poiché la guerra non mi aveva lasciato neppure una famiglia a cui appoggiarmi.

In parole povere la mia vita si trascinava tra la redazione del giornale, presso cui svolgevo il mio lavoro, una triste camera in subaffitto e gl’incontri serali, al caffè Greco di Via Condotti con alcuni amici. (Per la cronaca, il suddetto caffé era, all’epoca, luogo di incontro di artisti, più o meno autentici e avventurieri reali di qualsiasi razza ed estrazione)

La sera in cui ebbe inizio questa vicenda, ero appena uscito dalla pizzeria in piazza di Pietra, (Il titolare faceva prezzi ridotti al personale del giornale) dove consumavo il mio unico pasto giornaliero, ed essendo più o meno le ventitré, un silenzio ronzante si era già impossessato di quella parte di Roma.

Quando parcheggiai l’auto sulla Piazza di Spagna, il profumo della primavera romana (Che per nulla offesa dell’indifferenza degli uomini era tornata a farsi sentire) aveva provveduto a cancellare in me molto del risentimento accumulato in una giornata di lavoro.

A quell'ora, i gradini di Trinità dei Monti, si erano già trasformati nel punto di incontro delle solite figure randagie che vagavano la notte alla ricerca di un amico o di una donna, o forse, di una di quelle streghe che nelle notti romane si aggirano senza meta alla ricerca dei loro torturatori.

Un’antica leggenda racconta che se un mortale dovesse avere la fortuna o la sfortuna d'incontrare una di quelle anime in pena, è quasi certo che la sua vita potrebbe cambiare in un solo istante.

Beh, io non ricordo di aver visto anime in pena, però quella sera accadde davvero qualcosa di importante, di cui, però, non mi resi immediatamente conto, poiché nel preciso istante in cui varcai la soglia del caffè Greco, la mia vita mutò corso.

All’interno, nella brillante luce delle nuove lampade al neon, i tavoli erano quasi tutti occupati e il proprietario, sempre più magro e sorridente, pareva una farfalla che svolazzava, tanta era la rapidità con cui si spostava da un tavolo all’altro interloquendo in tutte le assemblee di clienti abituali.

Non appena la porta d'ingresso si richiuse alle mie spalle con un tonfo sommesso, egli si volse salutandomi con un cerimonioso inchino.

Il mio autore preferito, – Cicalò venendomi incontro – Come mai così tardi? Non avrete pensato di tradirmi, spero? Badate che potrei tornare a considerarvi soltanto un parolaio.

Per l’amor del cielo! Non rovinatemi la piazza e semmai dovesse accadere siete autorizzato a non domandarmi il conto delle consumazioni – Risposi guardandomi attorno

Noto che questa sera siete particolarmente pimpante

Affatto! – Risposi piuttosto bruscamente – Sono talmente depresso che se non troverò al più presto qualcuno dei miei amici temo che dovrò suicidarmi con uno dei vostri martini

Siete il solito burlone! Accomodatevi, ma vi avverto che sarete solo – Si affrettò ad informarmi – Il signor Lanceri e signora sono già andati

Dove? – Chiesi distrattamente

A dormire – Sussurrò con un sorriso che voleva intendere qualcosa

Ciò mi rende particolarmente triste – Commentai con la speranza di allontanarlo, ma evidentemente non era nelle sue immediate intenzioni, poiché tirandomi per un braccio mi obbligò a guardare verso l’interno del locale

Se per voi fa lo stesso, nell’ultima saletta c’è quel militare inglese, quel Mac tutta dolcezza, quello che beve Whisky scuro

Ah si, il colonnello McSweet! – Completai osservando l’amico seduto in compagnia di un’altra persona – Siete in grado di dirmi chi è l’altro? – Chiesi

Assolutamente no!. – Rispose scuotendo il capo – Forse un inglese o un francese, ma non ci giurerei

Cosa vi succede, siete in crisi? – Chiesi per prendermi la mia piccola rivincita

Accidenti, sa che sto perdendo la mia meravigliosa capacità di distinzione?

Questione d'età – Mormorai calcando la mano – Ma non preoccupatevi, dalle mie labbra nessuno saprà mai nulla – Aggiunsi con tono indulgente

Eh mio caro amico! E’ proprio così, sto invecchiando e vi assicuro che è un gran brutto affare

Gli posi una mano sulla spalla elargendogli un sorriso di comprensione, poi tornai a guardare nella saletta più lontana dove il colonnello McSweet, (Che noi amici chiamavamo strizza cervelli, beninteso che non fosse presente) era seduto davanti al solito bicchiere di Whisky e all’altra persona di cui aveva parlato il proprietario del locale.

Non sembra francese, – Commentai ad alta voce – inglese forse

Sapete che mi sento rinfrancato? Anche voi avete qualche difficoltà

Capita a tutti i mortali il momento dell’imbecille – Borbottai ormai certo di non riuscire più a liberarmi di lui

Invece dovette capire l’allusione, poiché con un cerimonioso inchino mi abbandonò per svolazzare nei pressi di un altro tavolo.

Rimasto solo tornai ad osservare attentamente l’uomo seduto di fronte a McSweet, convenendo che non era davvero possibile stabilire con precisione la sua nazionalità.

E se non fosse stato per la sua probabile statura oltre la media e un gessato grigio d'ottima fattura, che lo ponevano con più probabilità tra gli svizzeri, sarebbe potuto essere anche un americano fuori della norma.

Doveva avere circa quarant’anni e sebbene i capelli fossero brizzolati quanto quelli di McSweet, (Che sapevo essere sui cinquanta) ebbi l’impressione che le rughe, che apparivano sul suo volto dai lineamenti risentiti, non fossero segno dell’età, ma forse causate da una certa ansia che traspariva dalla mobilità del suo sguardo.

Sul volto abbronzato spiccavano, sotto due grandi occhi neri sovrastati da sopracciglia straordinariamente folte e prominenti, due piccoli baffi grigi che inutilmente tentavano di sminuire la linea chiaramente aquilina di un abbondante naso, il quale, curiosamente, sembrava fosse stato posto li per indicare i tratti fermi e risoluti delle labbra.

Avendomi notato McSweet mi salutò con un cenno del capo, mentre io, ricambiato con un sorriso, preferii sedermi ad un tavolo libero in attesa di qualcosa che non riuscivo ad immaginare.

Dalla posizione che occupavo osservai McSweet mormorare qualcosa al compagno, che subito si volse verso di me favorendomi lo sguardo più acutamente indagatore che avessi mai dovuto sostenere in vita mia.

Impegnai i successivi trenta secondi nel controllare se nel locale vi fosse qualcun altro di mia conoscenza e quando tornai ad osservare il tavolo di McSweet, notando che i due parlottavano piuttosto animatamente, mi disinteressai di loro dedicandomi alla lettura di un giornale della sera che il padrone del locale mi aveva simpaticamente offerto.

Preso dalle notizie della prima pagina non mi accorsi subito d'alcuni cenni che McSweet mi stava facendo per invitarmi al loro tavolo.

Caro Giuliani come va! – Esclamò McSweet alzandosi e offrendomi la mano quando raggiunsi il loro tavolo – Grazie per aver accettato il mio invito. – Quindi, indicando con lo sguardo l’uomo al suo fianco, mormorò – Permettimi di presentarti il generale Winter, mio buon amico in servizio presso l’ambasciata del principato di Altair.

Dopo un lieve inchino cerimonioso il generale strinse la mia mano in una presa vigorosa.

Ci sedemmo, ma per qualche stranissima ragione rimanemmo in silenzio, come se nessuno di noi fosse più disposto a parlare. E notando i loro volti decisamente cupi, per qualche istante finsi di interessarmi al mio caffè prima di ricorrere ad una delle solite banalità

Bella serata, nevvero? – Osservai affannandomi di mostrare un sorriso che invece dovette sembrare un ghigno

Già! – Brontolò distrattamente il generale – E’ primavera

Vero, ma pare che nessuno se ne sia accorto. Voglio dire, a chi può servire se ormai nessuno vi bada più di tanto?

Il generale sollevò su di me il suo sguardo domandando sorpreso – Cosa intendete precisamente?

Al fatto che nessuno sembra più interessato al profumo che c’è nell’aria

E chi dovrebbe accorgersene? – Chiese lui

I romani accidenti! – Borbottai un po’ risentito

Oh! – Esclamò lui lisciandosi i baffi – E di grazia per quale ragione dovrebbero?

Ovviamente non siete al corrente dell’abitudine che questa gente aveva fino a qualche anno fa

Ovvero?

Quella di meravigliose e lunghissime passeggiate serali

Ottima abitudine, lo ammetto, ma non vedo come possa entrarci la primavera?

Comprendo le vostre perplessità, – Brontolai sempre più irritato – Ma occorre conoscere profondamente l’animo di questa gente per esserne preoccupati

Caspita! Questa si che è una tragedia – Ribatté lui con un sorriso ironico

Nessuna tragedia, ve lo assicuro, ma per quanto mi riguarda ritengo un peccato che tutta questa bellezza finisca malinconicamente nel fiume per andare lentamente ad arricchire il mare

Consideratemi pure un barbaro, ma a me manca totalmente ogni vena poetica e per la verità non ho mai nutrito particolari affetti nei confronti di coloro che hanno fatto della loro vita un intero manuale d'immagini.

Debbo supporre che detestiate i poeti?

Detestare è decisamente esagerato, ma non posso negare di aver sempre preferito navigare alla larga da coloro che trascorrono la loro esistenza a soddisfare le loro tasche e milioni di delusi della vita

Non sono d'accordo, poiché per fortuna, al contrario di coloro che vivono di politica, i poeti non hanno mai dichiarato guerra a nessuno

Ce l’avete con i diplomatici o con i politici? – Chiese lui senza neppure guardarmi

Né con gli uni né con gli altri. Ce l’ho con chi prospera sulle spalle di chi non può mai dire la sua. In quanto a quei signori mi limito a non votarli. D'altra parte non mi pare di avere altre alternative

Winter esplose in una risata che fece voltare quasi tutti gli altri avventori del locale. Poi dopo aver dato una gran manata sul tavolo disse

Ottimo amico mio! Touché, il nostro buon dottore vi ha descritto per difetto. Chiedo scusa per avervi provocato, ma è mia pessima abitudine accertare con mezzi piuttosto empirici la capacità d'intesa di chiunque

Scusami Carlo, – Intervenne McSweet – Ma scoprirai presto che il generale recita questa specie di pantomima ogni volta che vuol sondare il carattere di una persona. Non c’è assolutamente nulla nei tuoi confronti

Rinnovo le mie scuse, ma sono davvero una strana persona. – Ammise Winter lisciandosi i baffi – Posso contare nella vostra comprensione?

Potete fare affidamento soprattutto sulla mia incapacità di reazione – Affermai sorridendo – Non so quante altre persone si sarebbero trattenute dal rifilarvi un pugno

Bene! Sono lieto di essermi salvato il naso, è già abbastanza grosso di per se. Ad ogni modo prometto di recuperare il tempo perduto e di leggere qualcosa dei vostri lavori

Sapeva così bene toccare i tasti giusti che volli perdonargli il precedente tono insolente, ma non prima di essermi preso una piccola rivincita – Per carità non fatelo! Potrebbe scombussolavi l’esistenza

Vi assicuro che ormai più nulla può sconvolgere la mia vita. A proposito, vorreste riprendere l’argomento del quale si parlava poc’anzi, vi prego

Oh! Si trattava di una semplice banalità. Mi riferivo ad un vezzo che alcuni anni addietro era parte dell’essere romani. Posso chiedervi da quanto tempo siete a Roma?

Relativamente poco, tre anni

Effettivamente è assai poco per conoscere la gente e gli usi di questa città. Avreste dovuto vedere cosa erano le nostre strade prima della guerra. Era proprio in queste ore serali di primavera che si poteva scoprire l’anima nascosta di questa città

Sapete che il vostro entusiasmo è contagioso. Vivere a Roma?

Sono nato in questa città, ma le mie radici provengono da un paesino della Toscana e se escludo due anni trascorsi in Africa a fare cure dimagranti e bagni di sabbia, vivo in questa città da almeno venticinque anni

Siete stato in Africa?

Confermo; sono stato in Africa in vacanza pagata dallo stato

Militare immagino?

Immaginate bene!

Posso chiedervi dove?

La mia vacanza si concluse ad El Alamein

Paracadutisti?

No, ero con l’Ariete

Uhmm, mi dispiace, non dev’essere stata una vera vacanza

Beh, no di certo, ma ho avuto la fortuna di riportare a casa la pelle

E suppongo che siate stato ospite dei campi inglesi di Alessandria

Diciamo che non fui esattamente un ospite, ma per fortuna e soprattutto con l’aiuto di McSweet, tornai presto a respirare l’aria di Roma

Debbo supporre che anche voi siate tifoso della Roma

Supponete male, il mio tifo va all’altra squadra della città

Ah, bene! Dunque voi sareste tra coloro che sono definiti burini, i cugini poveri

Quell’affermazione, sebbene me la sentissi spalmata addosso da anni, detta da un tipo snob, troppo elegante per i miei gusti e con in più un sorrisetto irritante sulle labbra, mi fece girare gli stivali.

Non esattamente, – Risposi in tono piuttosto aspro – e se posso permettermi vorrei sfatare questo concetto. Noi laziali non siamo mai stati loro cugini, siamo soltanto fratellastri maggiori decisamente più intelligenti

Winter rise di gusto.

Ragazzi! Neanche in Inghilterra se ne dicono di peggiori. Perché non provate a descrivermi quelle vostre strade di qualche anno fa?

Non è facile descrivere le molteplici anime di cui era dotata questa città. In proposito potrei consigliarvi di leggere qualcosa del Belli o del Trilussa

Non scomodiamoli, fatelo con parole vostre e senza alcun riguardo per la mia sensibilità

Preferisco non addentrarmi oltre. Non credo vi sia ancora qualcuno interessato a sapere perché il romanticismo di questa città sia scomparso. Forse è colpa dei tempi o della guerra, ma chi lo può sapere! Una cosa è carta, è cambiato perfino il Tevere. Ora non ascolta più le confidenze dei ragazzi innamorati, ormai le sue sponde sono perennemente occupate da altre signore. No, è davvero scomparsa un’era e con essa la vera allegria del cuore di Roma

Mio buon amico, – Intervenne molto opportunamente McSweet – Non vorrei obbligarti a scendere sulla Terra, ma stavo ricordando al generale della volta che mi fosti molto utile, ricordi?

In quale occasione? – Chiesi

Quando mi suggeristi il modo di uscire da una certa difficoltà e aggiungo che il tuo consiglio fu veramente provvidenziale.

Ti riferisci alla tua casa? Oh ma per carità, non è il caso – Replicai arrossendo

Non sminuire il tuo valore, è la verità. – Proseguì lui – Senza il tuo aiuto non avrei potuto risolvere quel problema. Posso chiederti se questa sera hai la mente lucida come sempre?

Cosa accidenti vuoi fartene della mia lucidità di mente?

Te lo domando perché c’è un problema di cui vorremmo parlarti

Veramente ho smesso di fare miracoli e di conseguenza non so se mi sarà possibile risolvere su due piedi questo vostro problema – Obbiettai sorridendo

Non ti andrebbe di darci una mano?

Non so come ma, d'accordo

McSweet scrollò il capo e fece un gesto disperato aprendo le braccia

Prima però devi promettermi che non farai parola con nessuno di quanto udrai, qualunque possa essere la conclusione di questo colloquio

E’ necessario? – Chiesi sorpreso

Si – Rispose lui guardandomi negli occhi – e visto che si tratta di una faccenda che oltre a coinvolgere me, coinvolge molte altre persone, gradirei che tu lo considerassi alla stregua di un segreto professionale

Va bene, hai la mia parola

Vuoi parlargliene tu? – Chiese McSweet rivolgendosi a Winter

Il colonnello annuì e, sebbene un lieve accento tradisse la sua nazionalità, iniziò esprimendosi in un ottimo italiano.

Non fatevi confondere dal mio nome, la famiglia a cui appartengo è originaria dell’Olanda, ed è soltanto da quattro generazioni che risediamo in Altair. I miei antenati sono sempre stati banchieri, vi prego! Non guardatemi a quel modo, posso assicurarvi che di economia non ne capisco assolutamente nulla, ed è probabilmente questo il motivo per il quale sono considerato la pecora nera della famiglia

Capisco – Mormorai sorridendo per metterlo a suo agio

Cosa conoscete del principato di Altair? – Chiese lui annuendo

Non molto, tranne che è sinonimo di Svizzera

Siete al corrente della sua storia?

Né più né meno di quello che riportano i testi scolastici

Conoscerete almeno la sua posizione geografica

Si certo, dovrebbe essere incastonato in un triangolo di territorio tra le frontiere Ceca, Austriaca ed Ungherese. A proposito, mi pare di aver letto da qualche parte che se lo è annesso l’Unione Sovietica

Un giorno o l’altro accadrà con buona pace di chi se lo augura, ma per ora, grazie a Dio, non ci hanno ancora messo le mani sopra

Disponete un così temibile esercito?

Oh santo cielo no! Il motivo e assai più venale. I forzieri delle nostre banche sono gonfi di troppi capitali internazionali, soprattutto americani e come potete immaginare è un buon motivo per sconsigliare chiunque vorrebbe saltarci addosso. Immagino conosciate la vecchia storia che il danaro e il diavolo mangiano allo stesso tavolo

Si la conosco, ma vi confesso di non essere d'accordo con la morale della storia

Non siete d'accordo che senza il danaro il mondo non si muoverebbe di una virgola?

Io credo che il danaro non sia l’unica spinta a far ruotare questo pianeta

Ah no? Illuminatemi allora, cos’altro spinge questa nostra Terra?

Vi è mai passato per la mente che su questa nostra terra esistono quelle meravigliose creature che rispondono al nome di donne?

Winter rise di nuovo.

Ottimo amico mio, ottimo! Permettetemi di dirvi che il vostro timore è senza fondamenti, voi romani non potrete mai perdere quell’incantesimo. Cos’altro sapete di Altair?

Vi ho già confessato la mia più parziale ignoranza

Non fatevene una colpa. Fino a qualche mese fa la mia patria era un luogo talmente tranquillo da non trovare posto in nessuna delle pagine dei rotocalchi

Ed ora invece?

Non ditemi di non aver letto che il principe Carlo II° è salito recentemente al trono a causa una straordinaria e imprevedibile serie di morti?

Si, ricordo di aver letto quella singolare storia

Appunto, tanto singolare che l’eventualità della sua successione al trono era talmente priva di probabilità, che quella serie di morti sono divenute estremamente sospette

Scusate, ma non vi seguo. Di solito alla morte di un Principe succede un figlio o sbaglio?

Non vi sbagliate, ma non credete anche voi che sia alquanto improbabile la successione dell’ottavo figlio?

Un epidemia?

Le loro morti sono state addebitate ad un morbo contratto durante una visita ufficiale in uno dei nuovi stati arabi

Ricordo di aver letto che sono morti fuori del principato, ma in fondo sono cose che possono accadere

E’ vero, ma non è questo il problema. Mi spiego meglio; poiché Carlo era l’ottavo figlio e nessuno si sarebbe mai preoccupato di dar credito ad una simile eventualità, gli fu concesso in gran segreto, di sposare una signora di buona famiglia, ma non nobile

E suppongo che ciò ora complichi le cose

Supponete bene, ma andiamo per ordine; Carlo non è mai stato il beniamino dalla famiglia e per la verità gran parte di questa sua scomoda posizione è sicuramente da addebitare al suo carattere singolare

Fino a che punto singolare

Winter storse la bocca in un suggestivo gesto

E’ sempre stato un ragazzo prepotente, irascibile e talmente disinteressato dei problemi della famiglia, da essere stato l’unico al quale non venne assegnato alcun titolo, se non quello d'essere ottavo nella scala di successione

Piuttosto prolifico il vostro Principe

Il Principe Gustavo è stato sempre un uomo sanguigno, ma torniamo a noi; una volta riscontrata l’assoluta indifferenza che gli veniva riservata dalla famiglia, il principe Carlo s’imbarcò in due enormi sciocchezze, sposare una borghese e...

Magari bruttina e senza un soldo – Lo interruppi

Errore! Sposò una stupenda ragazza italiana di diciotto anni con due grandi doti, la bellezza e nel pronunciare questo attributo intendo mettere l’accento su qualcosa che rasenta il sublime e la sua non indifferente ricchezza. Si parla di un patrimonio personale di molti milioni di dollari

Decisamente benestante, ma scusate la mia perplessità, come può, quel matrimonio, essere definito un errore?

Comprenderete più avanti. Il secondo errore di Carlo fu di essersi sposato senza attendere il consenso del popolo. Le nostre leggi vincolano i reali a quest’obbligo

Dunque se ho ben capito in patria nessuno è al corrente delle sue nozze?

Non esattamente e sebbene sia stato fatto di tutto per tenere nascosta la notizia, è purtroppo circolata in certi ambienti e a completare il guaio c’è stata l’opera di qualcuno che tenta di gettare benzina sul fuoco

Ovvero?

Evidentemente per metterlo in una posizione decisamente difficile

Ciò significa che dovrà ripudiare sua moglie?

Winter si strinse nelle spalle senza rispondere.

E’ tutto molto strano, – Ripresi io – perché non siete intervenuto ad impedire quel matrimonio?

Ve l’ho detto, a nessuno interessava quello che faceva quel ragazzo e ovviamente nessuno avrebbe mai creduto ad una simile ricorrenza di morti

Ah certo, ma ora come potrete convincerlo a ripudiare una donna di tale bellezza?

Meglio mettere le carte in tavola. La realtà è che Carlo ha sposato quella signora soltanto per il suo patrimonio e non per la sua bellezza

E’ perfettamente il linea con il mio pensiero, non ho mai creduto agli amori a prima vista

Lo credevo anch’io, ma per il vostro bene vi auguro di non doverla mai incontrare, perché poi vi sarebbe un difficile stabilire il limite della bellezza femminile. In quel matrimonio egli cercò quella condizione che il suo stato gli conferiva, ma che la sua povertà gli negava

Povertà? – Chiesi sorpreso

Quel ragazzo ha sperperato una fortuna in viaggi, divertimenti e in avvocati per uscire dai guai

Difetto comune a quasi tutti i rampolli di sangue blu

Carlo non si è mai comportato come si conviene ad un principe. Ne ha combinate così tante che dopo l’ennesima disavventura, la famiglia lo lasciò senza un soldo e in un mare di guai

Quindi, trovata la gallina dalle uova d'oro, il giovanotto ha scelto il modo migliore per continuare la sua bella vita

Non mettetela troppo sullo scherzo, vi prego

A mio giudizio questo è il sistema più vecchio del mondo per risolvere problemi altrimenti irrisolvibili

Vi prego di non giudicarlo troppo severamente. Carlo non è un cattivo ragazzo. Certo non è un santo, ma non è tutta colpa sua. Non è facile vivere la realtà di una famiglia che non ha mai dimostrato alcuna considerazione per la sua sensibilità di uomo

Esiste qualche motivo particolare?

È figlio legittimo se è questo che desiderate sapere, ma per uno di quei misteriosi casi che propone la vita, Carlo non è mai piaciuto a nessuno. Io mi sono battuto per lui, ho tentato di convincere la famiglia a concedergli più fiducia, ma non ci sono riuscito e lui non mi ha davvero aiutato. Si sono sbarazzati di lui come di un illegittimo, oh ma vi prego di non fraintendermi, torno a ripetere che Carlo è figlio naturale

Sicché, – Osservai – non appena si sposò accadde quella lunga serie di morti imprevedibili, che oltre a spalancargli le porte della sala del trono, lo posero di fronte ad un problema davvero imbarazzante

Winter mi guardò, poi sorrise replicando – Come vedete il nostro principe non gode di molta fortuna

Direi che è proprio nei guai

Aspettate, c’è dell’altro purtroppo! Il matrimonio fu celebrato in una località non lontana da Roma dove la sposa possiede una splendida residenza e naturalmente la cerimonia fu celebrata nella cappella della villa, ma quando gli sposi lasciarono gli ospiti per iniziare la loro luna di miele, Carlo, che era alla guida dell’auto, per evitare di scontrarsi con un camion che procedeva in senso inverso, perse il controllo schiantando l’auto contro un grosso platano

Dio santo! Non gliene va bene una

Personalmente sono del parere che non si sia trattato di un semplice incidente, ma vi sia stato il tentativo di toglierlo di mezzo

Ne avete le prove?

Sfortunatamente no

Cosa dissero le autorità? Ci sarà pure stata un’inchiesta

Altroché! Ve ne furono due, ma i risultati non confermarono i miei sospetti. Stabilirono soltanto che Carlo non era nelle migliori condizioni per la guida

Ubriaco?

E’ una parola grossa, diciamo allegro

Cosa accadde ai due?

Winter si strinse nelle spalle – Se non altro in quella occasione Carlo fu fortunato, poiché se la cavò con qualche escoriazione e un paio di costole malandate. Per la signora invece le cose si complicarono a causa di una grave ferita al capo e quando quindici giorni più tardi Carlo fu chiamato in patria, per la improvvisa scomparsa del padre e dei fratelli, la poveretta era ancora in stato di coma, dico bene dottore?

Esatto! – Ribatté McSweet

Continui la prego! Cosa accadde dopo? – Lo invitai ormai del tutto interessato alla vicenda

Accadde la cosa più straordinaria di tutta questa storia. La principessa uscì dal coma e lentamente si riprese

Ne sono felice per lei – Mormorai tentando di sorridere

Sfortunatamente, per ragioni che l’amico McSweet potrà chiarire molto meglio di quanto possa fare io, il colpo al capo le ha causato problemi di una certa gravità

Ovvero? – Chiesi rivolgendomi a McSweet

Ha perduto completamente la memoria del passato e non ricorda nulla di ciò che è stata prima del suo risveglio

E tra l’altro non sa del suo matrimonio?

Diciamo che ora conosce gran parte della sua vita trascorsa

Poverina, deve essere stato terribile

Ti assicuro che ce ne è voluto per convincerla

Lo immagino! – Esclamai – Quindi non ricorda nulla di suo marito?

Al punto che se dovesse incontrarlo faccia a faccia non lo riconoscerebbe

Forse rivelarle tutto non è stata l’idea migliore

Prima di fare quel passo sono stati consultati i migliori specialisti e tutti hanno ritenuto quel progetto degno d'essere attuato. Non esistono casistiche certe, ma alcuni studi confermano che in alcuni casi si sono riscontrati risultati incoraggianti

E ciò è avvenuto?

No, anzi è accaduto esattamente il contrario, conoscere ciò che è stato il suo passato le ha causato uno shock che l’ha talmente sconvolta da rifiutare di riconoscerlo.

E tutto ciò è normale?

Si e no, nel suo caso entra in ballo la sua sensibilità e una valanga di altri fattori. Primo tra tutti il lungo periodo in cui è rimasta in coma. Non se ne sa granché, ma è ormai accertato che rimanendo per lungo tempo in quello stato, al risveglio i pazienti dimostrano di avere acquisito una percettività particolare. Te l’ho detto, non ne sappiamo ancora molto, ma è come se la nostra struttura cerebrale subisse un processo di cui non conosciamo assolutamente nulla. Lei è sempre stata una ragazza molto emotiva e profondamente religiosa, ma dopo il suo risveglio quella sensibilità è aumentata a dismisura mettendo in serio pericolo la sua salute mentale

Era una ragazza normale prima dell’incidente?

Direi di si e sebbene abbia perduto i genitori quando era ancora piccina, ma già abbastanza grande per soffrire la loro mancanza, si è sempre distinta per la sua fermezza morale

Davvero sfortunata. Con chi ha vissuto dopo la morte dei genitori?

Ha trascorso buona parte della sua giovinezza un istituto in Svizzera, – Rispose Winter – E fu proprio li che conobbe Carlo, ma proseguiamo per ordine...Visto che la malattia non accennava a migliorare, la famiglia, premetto che tutta la sua famiglia è una cugina di alcuni anni più grande di lei, l’affidò alle cure di uno dei migliori specialisti di malattie mentali esistenti oggi in Europa, il nostro amico McSweet. Il quale, da allora, si prende cura esclusivamente di questo caso

Scusa, – Domandai rivolgendomi a McSweet – Ma tu non sei un medico militare?

Infatti lo è, ma per questo incarico gli è stato concesso uno speciale permesso. Cos’è quel viso scandalizzato? Non sapete che la politica può tutto?

Desumo da ciò che la principessa debba essere a Roma

Esattamente

In un lampo mi tornò alla mente il ricordo del consiglio che avevo dato all’amico dottore, quando sei mesi prima mi aveva chiesto di aiutarlo ad acquistare una casa fornita di ogni comodità, piuttosto isolata e dotata di ampio giardino chiuso da alte mura.

E se è come credo quella signora dovrebbe vivere in quella casa appena sotto l’osservatorio astronomico di Monte Mario, è così?

Appunto

Esiste qualche speranza che possa guarire?

McSweet scosse il capo – Vorrei risponderti di si, ma purtroppo le cose stanno prendendo una brutta piega

In che senso? Mi pareva di aver capito che si fosse ripresa

In effetti il suo corpo si è ripreso magnificamente, ma da quando le è stato riferito del suo matrimonio con il principe e di tutto il resto, in lei è accaduto qualcosa che la sta consumando giorno dopo giorno

Qual è il tuo parere di specialista?

Il mio parere è basato su fatti e il responso radiografico mostra una macchia scura nel tronco dell’encefalo

Causato dall’incidente?

Non abbiamo alcun riscontro, potrebbe essere il risultato dell’urto, ma potrebbe anche essere li da sempre e al momento nessun chirurgo è in grado di mettere mani in quel punto del cervello

Cosa potrebbe rischiare?

Probabilmente nulla o la morte. Non abbiamo ancora strumenti in grado di aiutarci. Sarebbe sufficiente il solo tremore della mano ad ucciderla. In questo campo siamo ancora molto indietro

Ero convinto che si potesse già operare sul cervello

Ed è così se si considera che si eseguono alcuni interventi con buone probabilità di riuscita, ma disgraziatamente non in quella parte del cervello

Quindi non c’è speranza?

Nessun chirurgo arrischierebbe una simile operazione. Forse quella macchia non sarà la causa della sua morte, ma ho il dovere di renderle la vita almeno sopportabile

Come? Utilizzando quei farmaci di cui si fa un gran parlare?

Psicofarmaci! Per carità di Dio, no! Certo potrebbero in qualche modo renderle l’esistenza meno dolorosa, ma la ridurrebbero ad un vegetale

E allora cos’altro resta da fare?

McSweet si strinse nelle spalle – Non lo so, quella ragazza si sta distruggendo, vuole suo marito e forse in qualche parte della sua memoria c’è l’inconscio ricordo del sentimento che nutriva per lui, oppure chissà, forse è soltanto il desiderio di rientrare in possesso di quell’amore che le fu strappato con la morte dei genitori. Chi lo può dirlo?

E’ assurdo! Possibile che non si trovi un modo per aiutarla?

Questo è il guaio, lei non desidera essere aiutata, ma se non si fa qualcosa subito. – E nel pronunciare quelle parole McSweet scosse il capo in un cenno eloquente – In questi ultimi giorni è dimagrita paurosamente, si rifiuta di alimentarsi, vuole soltanto suo marito

E’ in grado di comprendere che questa sua scelta potrebbe condurla alla morte?

Direi di si, ma non è possibile affermarlo con certezza

Allora perché non le ridate il marito?

E’ in patria

E dov’è il problema? Basterebbe telegrafargli e farlo venire a Roma

Non è così semplice. Il principe Carlo non può lasciare Altair. Egli sta lottando affinché il trono dei suoi padri non cada nelle mani dell’altro ramo della famiglia

Ah! Dunque esiste un altro ramo che aspira al trono? Mi pareva di aver capito che il principe non amasse quel titolo

Questo è un altro problema

Potrebbe lascialo ai parenti e tornarsene da sua moglie

Non lo farà mai. Quel ragazzo sarà anche uno scapestrato ma sa cos’è l’onore e sa che deve battersi. Forse non lo fa per suo padre o per la sua famiglia, ma certamente per un punto d'onore con il quale non è possibile venire a patti, mi capite?

Vi comprendo, ma non condivido

Quel ragazzo ha un sogno da portare a compimento. Vuole essere accettato dal suo popolo e può riuscirci soltanto se riporterà la pace nel suo paese. Con suo cugino sul trono non ci sarebbe né principato né libertà

Scusate la mia incapacità di comprendere, ma per la gente di Altair, un Principe non vale l’altro?

Non dite eresie! Il Principato è nato con gli Hubner e morirà con loro. L’altro ramo della famiglia si è sempre legato a vincoli d'interesse, ed ora che ha concluso un patto scellerato con l’Unione Sovietica, Carlo non può allontanarsi, se lo facesse sarebbe la fine – Disse Winter

D'accordo, ma perché tutto ciò non spiegarlo alla signora?

Le è stato riferito ogni particolare. Abbiamo tentato di tutto, ma non crede una sola parola di ciò che le è stato detto. Ella è convinta che suo marito sia morto e se ne sta facendo una malattia

Direi che sia piuttosto normale per una donna innamorata. E non potreste farla parlare con lui utilizzando un telefono?

E’ stato fatto, ha parlato con lui una sola volta per qualche minuto, ma comprenderete che non è facile mantenere una comunicazioni telefonica con un paese in piena guerra civile

Quell’unica conversazione non è stata sufficiente a rassicurarla?

Semmai ha peggiorato le cose, poiché non soltanto non lo ha riconosciuto, ma ci ha accusati di averla ingannata. Un vero guaio, il suo sistema nervoso è prossimo al collasso e se non troviamo al più presto una soluzione potrebbe accadere l’irreparabile

Sta così male?

Ti assicuro che la situazione è a questo punto. In qualsiasi momento potrebbe cadere in una specie di schizofrenia dalla quale non riuscirebbe più a venirne fuori

E’ tutto così assurdo. Abbiamo raggiunto l’atomo e non riusciamo a curare un difetto della mente umana

Io credo che l’uomo troverà sempre il tempo e gli stimoli necessari per sperimentare perfino l’arma che prima o poi farà saltare definitivamente questo pianeta, ma di quanto abbiamo in questa bella zucca non riuscirà mai a scoprire un bel nulla

Davvero incoraggiante

Ed ora entri tu in campo. Hai qualche idea da sottoporci?

Volete un mio parere? Oh Cristo! Io non sono medico

Da te vorremmo soltanto un’idea su come risolvere il problema

Mio caro, qui non serve un’idea, ci vorrebbe un miracolo bello e buono

Lascia perdere i miracoli e prova a pensare ad una soluzione più umana

Beh, un idea ce l’avrei

Allora cosa aspetti?

E’ talmente ovvia che ho paura di fare la figura del fesso

Semmai saremmo noi a fare quella figura. Allora? Di cosa si tratta?

Stavo pensano che, beh, forse non è così difficile farle incontrare suo marito

Ti sbagli, le difficoltà sono insormontabili. Non possiamo permetterci di perdere del tempo in tentativi inutili. Quella povera ragazza crede che si cospiri per nasconderle la verità, e non abbiamo mezzi per salvarle la mente. Credimi, se non troviamo al più presto un rimedio potrebbe essere la sua fine

Il marito è al corrente? – Domandai

Chiedo scusa, – Intervenne Winter – un attimo fa sembravate convinto che non fosse poi così difficile farle incontrare il marito. Esattamente a cosa vi riferivate?

Non sono più sicuro che sia una buona idea

Qualsiasi cosa purché la salvi

Eh no! Scusate, ma si tratta di una responsabilità che non mi sento di prendere

Vi assicuro che non vi verrà addebitata alcuna responsabilità, vi prego

D'accordo, se ho ben capito la signora non è assolutamente in grado di riconoscere suo marito

Esatto!

Allora se davvero volete salvarle la mente non vi resta che creare un principe temporaneo

Non appena pronunciate quelle parole notai che i volti dei miei due interlocutori si fecero seri e per evitare d'essere frainteso continuai ad esporre la mia idea.

Voglio dire, dopo tutto sarebbe sufficiente che la storia andasse avanti fin tanto la signora non accennasse ad un miglioramento. Dopo di che si potrebbe anche dirle la verità

Santo cielo! – Esclamò il generale fissandomi con occhi spalancati – Santo cielo! – Ripeté

McSweet aveva strisciato un fiammifero sulla scatola per accendere la grossa pipa nera che aveva tra le labbra, ma il fiammifero arse inutilmente.

Ho idea che tu l’abbia imbroccata – Disse infine, pensoso.

Parlava a bassissima voce e intanto guardava Winter masticando la pipa

Winter si portò alle labbra la tazzina del caffé il cui orlo tintinnò contro i denti. Ne bevve in un sorso il contenuto poi esclamò a bassa voce

Cristo! Potrebbe essere la soluzione se troviamo l’uomo adatto

Cosa vuol dire l’uomo adatto? – Chiese McSweet

Vuol dire che basterà trovare un uomo da presentare alla signora come suo marito

McSweet si protese verso di lui e replicò in tono persuasivo

Ci saresti tu

Io? Ma cosa ti salta in mente?

Mi è parso logico pensare a te

Logico un corno! E perché non tu?

Santo cielo io sono il suo medico, mi conosce. Mentre tu saresti perfetto, hai classe, disinvoltura, senza contare che conosci ogni dettaglio della sua vita. Inoltre non ti ha mai visto, non eri neppure presente al matrimonio

Neppure per un posto in Paradiso potrei fare una cosa simile!

Sarebbe per una buona causa

E tu hai il coraggio di proclamarti mio amico? Alla faccia! Non se ne parla nemmeno! Sono stato un diplomatico per tutta la mia vita e forse ho dovuto fare cose su cui preferisco sorvolare, ma per Dio voglio morire relativamente onesto!

Allora tocca a te! – Riprese McSweet rivolgendosi a me – Il piano è tuo

Ma neanche se mi prometteste di far vincere il campionato alla mia Lazio! – Dichiarai, non meno risolutamente del generale – Sono pronto a darvi una mano, ma per nessuna ragione al mondo farei una cosa simile. Scusami ma ho anch’io un codice da rispettare e poi sono troppo vecchio, ho trent’anni suonati e una ragazza della sua età non avrebbe mai sposato un vecchio, se ne accorgerebbe

Bene! Non puoi neppure immaginare quanto mi senta rinfrancato da questa tua ammissione di vecchiaia. Trent’anni e ti dichiari vecchio? Allora io cosa dovrei sentirmi?

Scusa, non intendevo offendere la tua suscettibilità

Scherzi a parte, il guaio è che ora siamo punto e a capo – Osservò McSweet

Spero che non vogliate addebitare a me la responsabilità di questa situazione

Certo che no! – Esclamò Winter – Ma deve convenire che è un vero peccato. Era una splendida idea, forse l’unica alla quale avremmo potuto appigliarci. Caro amico siete un gran briccone! Mi avete tolto la pace con questa bella idea irrealizzabile. Però! Che soluzione sarebbe stata

Beh, – Feci io cercando di minimizzare l’accaduto – Ripensandoci non mi pare fosse così brillante

Hai forse qualche altra idea? – Chiese McSweet

Al momento ho la mente completamente al buio

Io resto dell’idea che sia ancora l’unica strada da battere – Borbottò Winter

Mi spiace contraddirvi generale ma è del tutto inattuabile e non otterrebbe risultati positivi

Questo lo dite voi, a me l’idea piace ed è fattibile

Ma pensate soltanto a cosa potrebbe accadere?

Certamente, potrebbe accadere di salvarla

Va bene! Ammettiamo per un momento che si riesca a trovare qualcuno disposto a impersonare il principe, non credete che quel povero Cristo potrebbe trovarsi ad affrontare situazioni... diciamo imbarazzanti?

Spiegatevi meglio

Credo di comprendere a cosa allude – Rispose per me McSweet – Sicuramente si riferiva a cosa accadrebbe se la signora pretendesse il rispetto del contratto del matrimonio

Lo hai detto all’inglese ma hai centrato il problema – Brontolai io

Ovviamente l’uomo in questione dovrebbe essere un gentiluomo – Asserì il generale

Questo è fuor di dubbio, ma siete stati voi a definire la signora una donna notevole bella

Lo è, credetemi

E poiché questo giuoco potrebbe andare avanti forse mesi, alle lunghe potrebbe diventare una situazione difficile da tenere sotto controllo

E allora? – Fece molto ingenuamente Winter che subito si riprese esclamando – Oh cavolo! Ci mancherebbe soltanto che nascessero problemi di questo genere. Avete ragione, avete perfettamente ragione!

Lo so, ma la mia ragione non risolve il vostro problema – Replicai tristemente

Proprio in quel momento si udì, all’esterno della sala, un coro di esclamazioni di allegria da parte di altra gente seduta ai tavoli e la voce di un giovane di alta statura che, canticchiando e ondeggiando come una nave in balia del vento, andò ad arenarsi alla cassa dove una prosperosa, ma non più giovanissima signora fungeva da cassiera.

Mia dolce principessa! – Esclamò il giovane guardando appassionatamente il volto meravigliato della donna – Non abbiate timore, sono il vostro Orfeo! Non mi riconoscete dunque? Oh mia regina, sapete che non posso star lontano dai vostri occhi, io sono pazzo di voi…




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