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lavoro pubblicato martedì 3 novembre 2015
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un bambino parte 2

di womanjazz3. Letto 402 volte. Dallo scaffale Storia

I "freddi" si chiudono in se stessi. Non agiscono per egoismo, ne per solipsismo.. semplicemente vogliono essere lasciati in pace. Non provano empatia per nessuna cosa. Il mondo e le emozioni diventano esclusivamente un problema giornaliero d...

I "freddi" si chiudono in se stessi. Non agiscono per egoismo, ne per solipsismo.. semplicemente vogliono essere lasciati in pace. Non provano empatia per nessuna cosa. Il mondo e le emozioni diventano esclusivamente un problema giornaliero da risolvere. Ebbene, questa ero diventata io. una Fredda.

Cominciai un lavoro stagionale. Conobbi nuovi colleghi. Imparai a vendere e a fare il gelato. E' stata una delle esperienze più stimolanti che abbia fatto. avevo la mia indipendenza economica, gestivo da sola i miei orari, e non rendevo conto a nessuno della mia vita. Sentivo che quel lavoro risvegliava in me delle empatie addormentate. Avevo paura di stringere rapporti, di rimanere delusa, di innamorarmi, di fidarmi, di farmi male. Avevo impiegato troppo tempo e troppi sforzi per diventare una statua che nessuno riusciva più a scalfire, e non potevo mandare all'aria tanto lavoro e sacrificio. Questa parte della mia vita si chiama Lotta! Lottavo come una forsennata contro i miei sentimenti, contro me stessa. Ma quando la vita ti dà una seconda chance, l'animo umano si piega, e si scioglie. Avevo le mie riserve di freddezza incallita, ma sentivo anche la necessità di provare del calore umano. Conobbi quello che è il mio attuale fidanzato da più di un anno. Nel mondo esiste davvero qualcuno che soltanto al primo sguardo comprende i guai della tua vita. Eravamo due persone vuote e completamente sole. Schive e malfidate. Passavamo giornate seduti uno accanto all'altro senza toccarci e senza parlare, e in quei silenzi lunghi ci raccontavamo la nostra vita e le nostre paure. Dopo un mese ci siamo baciati, ed'è stato lì, in quel piccolo minuto che ho compreso il vero senso della vita. Ero diventata sorda, cieca, non provavo nè caldo nè freddo..Il resto del mondo era diventato un granello di sabba, e il mare ero io. Lo amavo perchè avevo paura, lo amavo perchè lo conoscevo già da una vita, lo amavo perchè sapevo, avevo compreso in un istante che era lui, l'altra parte di me. Il mio Aleph.

Ho sentito l'amore per la prima volta un anno fà. Adesso non posso più farne a meno.. Conosco me stessa, sò che il mio tempo, quello personale è importante, ma non è nulla se non esistesse lui, Daniele. Ci siamo curati, morsi, devastati, amati, disprezzati senza riserve. Due lupi solitari.

Conviviamo da 4 settimane e siamo felici. Aspettiamo un bambino e tutto questo ci sembra assurdo. L'assurdità è il nostro credo, l'amore è diventato il nostro scopo nella vita. creiamo insieme microcosmi di felicità, e non dimentico quanto io abbia sofferto nella mia vita. Tutto è stato necessario.. ogni tappa mi ha fatto approdare qui. Ho cambiato la mia vita. Ho deciso di correre dei rischi, mi sono esposta. Tutto quello che ho lo devo al destino e anche un pò a me.. Ho deciso di amare Daniele perchè non l'ho deciso, mi sono lasciata accarezzare da lui giacchè sapevo chi ero e cosa volevo, non avevo bispgno di aggrapparmi a nessuno. Ora lo sapevo.

L'amore non chiede il permesso per manifestarsi..

Questa parte della mia vita, si chiama completezza. Con affetto, Serena.



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