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lavoro pubblicato martedì 3 novembre 2015
ultima lettura mercoledì 13 febbraio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un bambino

di womanjazz3. Letto 433 volte. Dallo scaffale Storia

Sono sola davanti al pc. Fuori è una giornata spledida.. I monti riecheggiano nel cielo, e qualche lupo ulula al nuovo giorno.. La mia tazza di...

Sono sola davanti al pc. Fuori è una giornata spledida.. I monti riecheggiano nel cielo, e qualche lupo ulula al nuovo giorno.. La mia tazza di caffè fumante mi scalda in questa solitudine temporanea. Aspettare un bambino ti sconvolge la vita. Ricordo la mia traumatica infanzia, la mia tormentata adolescienza, il senso di vuoto, il mio essere demoniaca e cattiva col mondo intero. Ho toccato stadi di aridità talmente potenti che ho creduto per molto di essere incapace di amare. Non provavo nessun affetto per me stessa, nè per la mia famiglia. Ho avuto una relazione per sei anni, sei anni di fidanzamento vuoto, per me. Ero incapace di altruismo. L'anno che ho passato in solitudine dopo la rottura è stato devastante. Mi sono sempre sentita sola, certo, e l'ho anche voluto, ma in un modo o nell'altro la routine e le abitudini mi avevano donato quella stupida sicurezza della quale inconsciamente non potevo più farne a meno. Cosi, la mattina del 12 Luglio 2013 mi sono svegliata nel mio letto e ho capito davvero che da quel momento la mia vita sarebbe stata diversa. E che io ero l'unico capitano della nave.

Camminavo ogni giorno. Non facevo altro che calpestare strade. Il mio fisico doveva sentirsi stanco per non soccombere ai ricordi di chi ero stata e di come avevo agito nel passato. Tutte le persone che conoscevo si voltarono e se ne andarono, perchè ormai erano libere di non avermi più nelle loro vite. Ero diventata invisibile. I miei genitori mi disprezzavano. Nel mio ex fidanzato avevano trovato una persona sana, genuina, benestante, ed affidabile. Non vedevano l'ora che io e lui ci sposassimo, e quello che avevo fatto, la decisione che avevo preso, aveva mandato in frantumi i loro progetti. A volte la Famiglia è ciò che di peggio può capitarti. Avevo paura ad uscire. Ad un tratto il mondo mi appariva come qualcosa di sconosciuto e ostile. Mi chiudevo in camera mia e scrivevo finchè le mani non tremavano per lo sforzo. Avevo sempre dubitato delle mie scelte, ma quella volta sarei andata in fondo.. quella vita non faceva per me.. dovevo cambiarla.. correre dei rischi.

Lentamente mi sono esposta alla luce, la mia pelle inizialmente bruciava. temevo di essere giudicata. Col tempo ho costruito nuovi rapporti sociali, e i miei genitori si sono arresi al fatto che non sarei stata una moglie ricca. Loro provengono da un èra difficile.. fatta di figli, lavoro e sacrifici. Un pò li comprendo, un pò li odio.

Ho conosciuto diversi uomini. Molti erano interessati alla mia testa, molti altri al mio corpo. Ho parlato con alcuni di loro.. con due o tre ci ho fatto l'amore. Ancora non avevo capito che, in questa vita dobbiamo bastarci a noi stessi, che intraprendere mille storie non ci fa sentire meno soli. E non avevo nemmeno capito, ancora, che quando decidiamo di avvicinarci a qualcuno dovremmo farlo per piacere, e non per necessità. Ero una debole. troppo abituata a lasciarsi trasportare.

Quando un uomo non ha mai assaggiato lo zucchero le dosi devono essere misurate, altrimenti combinerà qualcosa di troppo difficile da riparare. Io, per esempio ero diventata una "fredda".



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