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lavoro pubblicato lunedì 2 novembre 2015
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HERREN - La voce di Borderline - Epilogo

di Estephany. Letto 588 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Sospiro sentendo già uno dopo l’altro i pesi che mi si gettano sulle spalle e un groviglio di bugie che stanno per affiorare. Sento che sta volta non ne uscirò illesa.....

Epilogo

Scendo ai campi la mattina, mentre i pannelli cominciano ad abbassarsi. Vado a rubare qualche frutto regalatoci dalla terra con Andrè, come facevamo da bambini. Il caldo ti fa grindare la fronte mentre la lingua dal cane legato davanti a casa tocca a terra. I ren eruttano come non ci si aspetta che facciamo ormai ai primi giorni dell’inverno. Anche se a Menar il freddo è solo un palese ricordo. Seguiti da qualche ragazzo del villaggio andiamo al fiume a raffreddarci dalla calura. Rivivere il mio paese e come rinasce una seconda volta. Come se la mia terra aspettasse solo il mio ritorno per darmi il suo bel benvenuto; per guarirmi e perdonarmi.

“ Tornerai a Trelleborg Stefh ? “ Mi chiede Andrè, con le mani in pasta ad una brodaglia di acqua sporca e Menar freschi.

“ Non lo so, devo aspettare che mi diano una risposta. Sarò fortunata se potrò restare qui “ Gli dico sdrammatizzando, ma lui è troppo intelligente e non si fa fregare così facilmente.

“ Ok, ma stavolta non far passere quattro anni però “

Rido, buttandomi nell’erba soffice, guardando il cielo. Mio fratello mi accarezza la testa e mi stringe una mano, lasciandoci sopra un bacio. Lui è l’unico che sa tutto, a gli altri ho detto niente di questi quattro anni, voglio che almeno loro non debbano preoccuparsi del manicomio che ce fuori da questo angolo di paradiso. Chiudo gli occhi e assaporo il sapore del vento. Lui mi chiama, non lo guardo ma gli rispondo con un mugugno.

“ Che colore è il cielo oggi ? “

Punto gli occhi nell’abisso blu scuro sopra le nostre teste. Appannato dei fumi dei tubi di scappamento delle fabbriche. Ad una certa altezza non riesci nemmeno a distinguere le nuvole grigio opaco dalla sagoma luminosa di Herren.

“ All’orizzonte è azzurro e poi via via che sale diventa blu. Nonostante i ren siano abbaglianti oggi, si riesce a vedere qualche stella “ Lo guardo, lui mi cerca e mi da un buffetto ridendo.

“ Bugiarda “

Mi appisolo e quando mi sveglio mamma sta servendo da mangiare.

Andrè prende il secchio e io la sua mano, conducendolo fuori del frutteto fino alla nostra casa dalle tende aperte.

Una navetta squarcia il silenzio atterrando davanti a casa.

Da li scende Reyet. La nonna senza perdere tempo la prende sotto braccio spingendola dentro casa e quasi gli mette a forza il mangiare in bocca. Gli fanno il terzo grado, chiedendo notizie di Herren. Dicendo che se il nuovo presidente è come il precedente siamo freschi, ma visti i recenti provvedimenti, come l’abolizione della leva obbligatoria e i viaggi universitari, che permetterebbero a chi vuole di continuare a studiare e di viaggiare tra i pianeti, forse sarà diverso.

Dopo mangiato Reyet mi chiede di parlare lontano dagli altri. Andiamo verso le campagne, tra l’erba e le cicale.

“ Come stai ? Mi sembri tranquilla “

“ Si, tornare a Menar mi ha rimessa al mondo. Marisha sta mettendo in piedi un governo che finalmente ci aiuta. Non potrebbe andare meglio “

“ Bene, sono felice che tu sia tranquilla “

Prende un ciuffo d’erba da terra, lo annusa e ci passa le dita sopra.

“ Come sta Toto ? “

“ Lei sta bene, è venuta a stare per un po’ da me su Menar; potresti venirci a trovare ogni tanto, siamo qui a due passi “ Mi sorride, poi abbassa il capo e mi guarda. “ Pensavo mi avresti chiesto di Frey “

“ Te lo ha detto ? “

“ Più che altro gliel’ho estratto con la forza “ Appoggio la schiena contro il tronco di un albero, con le mani dietro la schiena. La sue medagliette di identificazione mi pesa al collo come un macigno. Immaginavo che sarebbe caduta sull’argomento.

“ E’ stato meglio così Reyet. Tu hai avuto tempo di conoscermi, hai visto che non sono propria quella giusta per lui. Io non sono fatta per certe cose “

“ Non sei proprio la ragazza che una madre smanierebbe per vedere con suo figlio, ma io non mi ritengo una madre convenzionale e comunque la decisione è anche sua. E’ stato lui a sceglierti “

La guardo e poi osservo le case di Mosriet, oltre i tetti sgangherati e le grida sulle strade. Non gli chiedo nemmeno se sia stato lui a mandarla perché non sarebbe da Frey.

“ Per lui è meglio così. Non per fare la martire, ma stare con Marisha è la cosa migliore che gli potesse capitare. Siamo persone troppo diverse. Forse hai ragione anche tu, non voglio nemmeno provarci. Una volta mi hanno detto di fidarmi di lui e ti giuro che lo faccio tutti i giorni, metterei la mia vita nelle sue mani, ma non il mio cuore “

Lui sorride, anzi si fa scappare un leggera risata.

“ Stefh, a volte sei così ingenua “ Fa una pausa e si mette la foglia in tasca. “ A me sembra che lui ce l’abbia già “ Resto a guardarla, anche mentre si avvicina alla navetta. Ammetto di aver sorriso.

Prima di salire sulla nave mi ha dato una busta del giudice. L’ho stretta tra le mani e lei mi ha detto:

“ Pensaci bene, su quella “ Poi mi da anche un’altra lettere più piccola. “ Questa è la tua convocazione per l’anno prossimo “

“ Posso tornare ? “ Le chiedo. Non ci avrei mai sperato.

“ Si, ma alcune cose cambieranno “ Apre lo sportello della navetta e mi accarezza un braccio. “ Ci vediamo fra tre mesi Stefh “

L’astronave se ne va. Salgo in casa, apro la busta del giudice, dove ce scritto che vengo scagionata dalle accuse, ma che devo fare duecento ore di servizio sociale. Una pena da nulla, grazie soprattutto a Genakel, che sicuramente verrà sta sera con la scusa di congratularsi, per vedere Andrè. Entro in camera mia chiudendomi la porta alle spalle. Tiro fuori dal cassetto della scrivania una borsetta nera. Ci sono una trasmittente, un cip di localizzazione e un disco olografico.

La figura di Mauricius si alza dal dischetto, con la sua solita faccia seria.

<< Ciao Etienne e un po’ che non ci si vede. Bhe spero che tu stia bene e anche tutti gli altri. Ho chiesto a Reyet di farti aver questo messaggio perché ti volevo dire che.. ti volevo dire che qui a Carmiel le cose sono un po’ cambiate. Dopo la disfatta di Mis alcuni rappresentati hanno preso posizione, dicendo che una semplice pace non basta, per un pianeta pericoloso, come si è dimostrato essere Herren >>

Era prevedibile. Mauricius stringe le mani appoggiate alla scrivania.

<< Mi dispiace tanto. Io e mio fratello faremo di tutto per limitare i danni, ma se al termine dei due anni di prova, la hirres dimostrerà di non essere diversa da Mis, Carmiel prenderà Herren, a qualsiasi prezzo >> Si sofferma a pronunciare quelle due parole con particolare attenzione, guardando dritto nello schermo; come se volesse farmi capire qualcosa che gli altri carmis non devo sapere. Arriccio le dita dei piedi a quel pensiero. So già da chi provengo quelle parole e comincio a sudare freddo. D’istinto vorrei andare di la e chiamare Andrè ma se sapesse che lui sta ancora decidendo della mia vita si infurierebbe. Anche se non potrebbe fare nulla. Mauricius nel video abbassa la testa.

<< Mi dispiace ancora. Spero di rivederci presto, magari in una situazione migliore >>

L’ologramma sparisce. Sospiro sentendo già uno dopo l’altro i pesi che mi si gettano sulle spalle e un groviglio di bugie che stanno per affiorare. Sento che sta volta non ne uscirò illesa.

Ed eccoci arrivati al termine del primo racconto della mini saga di "Herren".

Spero davvero tanto che la storia vi sia piaciuta e vi abbia suscitato tante emozioni dall'inizio alla fine. Non so ancora quando pubblichero il secondo racconto, ma spero che quel giorni voi sarete ancora quia acondividere utto questo viaggio con me.

Se vi è piaciuta vi chiedo di lasciare un breve commento qui sotto :) Giusto per lasciarvi con un sorriso !!!

Alla prossima, grazi e della lettura.



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