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lavoro pubblicato venerdì 30 ottobre 2015
ultima lettura martedì 12 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HERREN - La voce di Borderline Capitolo 12

di Estephany. Letto 486 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Ammazzalo, è una schifoso bastardo. Ricorda i bambini, ricorda tutto quello che succedeva in quei campi e lui sapeva..

CAPITOLO 12

Siamo andati via dalla casa dei Silka mentre ancora i caschi rossi stavo irrompendo nella casa. Siamo arrivati ai limiti dello scudo ma appena ci siamo avvicinati ci hanno mandato l’ordine di non procedere, lo scudo non poteva essere aperto perché i carmis erano a pochi chilometri da li che cercavano di entrare. Non abbiamo nemmeno provato a mostrare il pass di Frey altrimenti i caschi rossi avrebbero allertato Mis.

“ Tu, non sei mica un carmis, non puoi dire di allontanarsi così ci fanno uscire “ Dice Kelt a Mauricius.

“ Anche se si allontanassero i soldati non ci lascerebbero passere lo stesso “ Gli dico.

<< Cosa facciamo Kelt ? >> Chiede Cops. Lui spegne la radio e blocca la navetta li dov’è. A mezz’aria. Si passa una mano sulla fronte e poi si ferma a pensare. Kelt è così, istintivo ma anche insicuro, per questo il ruolo da leader non gli si addice. Lui rischia e non può concepire di pensare anche per l’incolumità degli altri.

“ Aspettiamo che Frey ci dica cosa fare “ Dico.

“ Non chiamerà ora. Mis ci rintraccerebbe “

La radio lampeggia, segno che Cops sta cercando di comunicare con noi. Mi allungo e schiaccio il tasto.

“ Che ce Cops ? “

<< Il carmis ha avuto un idea. Possiamo restare in mare finché Frey non si farà sentire >>

“ Dici immersi per venti ore in due raptor di due metri per cinque ? “

<< Non abbiamo altro da fare. Ad Herren non ci sono posti in cui nascondersi >>

Kelt ci pensa un attimo e poi accetta. Ci immergiamo a qualche chilometro da Trelleborg, così se qualcuno ci troverà non saranno i caschi rossi di Mis.

Dopo quattro ore il freddo comincia a farsi sentire.

Kelt viene dietro con me e ci stringiamo sotto una coperta termica. Mi strofina una braccio per scaldarmi.

“ Va meglio ? “

“ Si, grazie “ Il buio è spezzato dalla luce rossa intermittente del raptor.

Passano dieci ore e Frey ancora non si fa sentire.

Cops ci manda un messaggio. Ha la voce rotta dal Freddo.

<< Hey, come sta andando li ? >>

“ Come in riva al mare in piena estate. Perché da voi non ci sono -5 °C ? “

Dall’altra parte si sentono delle risate rotte dal battere dei denti. Improvvisamente la radio prende a suonare. Kelt si avvicina e risponde.

“ Si ? “

<< Kelt, sono io >>

“ Finalmente amico siamo tutti invernati qui “

<< Dove siete ? >>

“ A quaranta due chilometri da Trelleborg. Non siamo riusciti ad uscire “

Nell’altra linea si sentono il respiro di Cops e Mauricius che ascoltano.

<< Ascoltate, dovete rispettare il piano che abbiamo deciso. Vi invierò le coordinate e l’orario dell’incontro per l’attrezzatura >>

“ Ok, ok d’accordo “ Risponde Kelt.

<< Lei dov'è ? >>

Kelt mi fa segno di avvicinarmi. Mi trascino fino alla radio e prendo in mano il microfono.

“ Sono qui “ Dico con la voce bassa raggelata.

<< Stai bene ? >>

“ Si, fa solo freddo “

<< Nello scomparto a sinistra, sotto i comandi ci sono dei giubbotti termici >>

Kelt apre lo sportello imprecando tutti gli dei e se ne mette uno. Dall’altra parte della cornetta si sentono anche Cops e Mauricius che fanno lo stesso.

“ Grazie. Cos’è successo ? “

<< Te lo spiego dopo >> Restiamo per un momento in silenzio. Ero così abituata alla sua presenza e al calore che sentivo ogni volta che mi guardava che ora dopo dieci ore sentire la sua voce è come una luce nel buio.

<< Ora devo chiudere >>

“ Ok “ Stringo da una parte il microfono e con l’ altra mano le medagliette che tintinnano.

<< Ok >>

Avvicino il microfono alla bocca. Sento ancora il suo respiro lento dall’altra parte. Faccio uscire un po’ d’aria dalla che esce come una nuvoletta. Socchiudo le labbra.

“ Frey.. “ La linea cade. Resto a guardare il microfono e poi lo rimetto a posto. Mi metto il giubbetto e la temperatura sale velocemente.

Ci incontriamo a largo di Trelleborg quella sera stessa. Sono arrivati con una nave di media misura e ci hanno aperto gli sportelli per entrare con i raptor. Il livello dell’acqua è sceso e siamo usciti. La prima cosa che si sentiva era il calore soffocante che scaldava le ossa. Siamo scesi, salendo fino alla sala comandi. Frey e Nik sono scesi nel corridoi per venirci incontro.

“ Come va Stefh ? “ Mi dice cingendomi una spalla. Io gli sorrido e dico di stare bene. Kelt si fa subito spiegare cos'è successo, non dandomi la possibilità di avvicinarmi a Frey.

“ Ben arrivati. Sapete tutti cosa dobbiamo fare. L’attrezzatura è tutta qui, mentre le armi e i caricatori li trovate li “ Dice il generale indicando il tavolo e una parete.

“ Mi scusi generale. Non potremo mangiare qualcosa prima ? “ Chiede candidamente Cops. Il generale lo fulmina con lo sguardo, ma annuisce e ci lascia andare a prende qualcosa; abbiamo tre ore prima dell’inizio dell’operazione. Ho un sonno tremendo, spero di non collassare durante la missione. Siamo ammassati, sparsi un po’ ovunque per il cucinino divorando ciò che troviamo. Dalla porta Frey mi dice di venire da lui. Non appena oltrepasso la soglia mi afferra per i fianchi appoggiando le spalle al muro del corridoi. Dall'altra stanza si sentono le voci degli altri che litigano per qualcosa che vogliono tutti e tre; ma cercano di non fare casino per non farsi sentire dal generale nella stanza di fianco.

“ Sei stanca ? “ Mi passa una mano su una guancia.

“ Un po’ “

Camminiamo fino all'infermeria. Ma piuttosto di sdraiarmi sul lettino scivolo sul pavimento del corridoio e resto seduta a guardare fuori dal finestrino, stretta a lui.

Risentire il suo odore sulla mia pelle è una sensazione che avevo paura di non riprovare. Dopo circa cinque minuti mi sono addormentata.

- o -

La sala grande della piramide in quel giorno da vent'anni a questa parte si illumina come una stella.

Vengono chiamati i migliori sarti, designer e musicisti di tutta Herren per rendere quella sera degna della rampolla del generale Mis.

Gli invitati solcano il patio fino all'ingresso, impennando il capo come pavoni. Questa è un occasione come un’altra per sfoggiare ricchezze, vizi e l’eccentricità che governa in quei paesi e tra tutto quello sfarzo il generale moriva dalla voglia di girare i tacchi e andarsene. Se ne stava ad un lato della sala, con un bicchiere di acqua servitogli in una vaso di cristallo che appena gli è stato messo tra le mani ha temuto si sarebbe potuto rompere da un momento all’altro. Guardava quella gente sorridere ed esibirsi in sguardi ammiccanti, parlottando di dicerie come se non vivessero d’altro. L’unico motivo per cui non si è ancora ritirato in una angolo dei giardini dopo aver rivelato la sua presenza è la sagoma di Freyer al suo fianco. Il giovane è ben sistemato, con la schiena dritta e lo sguardo calmo. Un modello impeccabile.

Circa cinque minuti dopo sono entrati il generale e la sua famiglia.

Tutti si sono voltati a guardarli mentre l’uomo nel suo abito di seta bianca faceva gli onori di casa e presentava sua figlia. Il generale si è sempre chiesto come un uomo del genere abbia potuto cresce un tale splendore. Marisha stava in piedi di fianco a lui con gli occhi che cadevano nella tentazione di fissare il pavimento. Il corpo minuto e pallido era avvolto in un vestito bianco e verde ci una fattura impeccabile.

Freyer la guardava con un sorriso e molti nella sala si sono voltati a guardare l’espressione del mezzo menis.

<< Generale mi sente ? >>

L’uomo resta impassibile e si volta leggermente verso Frey.

“ Si”

<< Siamo pronti signore >>

“ Freyer, vai a farti vedere e poi vai. Tra dieci minuti cominciamo “

Lui annuisce e approfitta della folla per farsi spazio ed essere ben visto. Il generale Mis lo fissava con il sorriso e il fuoco negli occhi. Freyer ha afferrato la mano di Marisha e le ha lasciato un bacio su una guancia.

- Buon compleanno – Ha sussurrato con il suo tono basso.

- o -

Etienne

Sorvoliamo Mis, le luci irradiano tutto attorno, illuminando a giorno, ancora per poco, prima che i pannelli si alzino per la notte. Dal finestrino vedo i due raptor che ci superano e sorvolano la zona, Nisolan picchietta frenetico sul pc, al suo fianco ce Nik. Sappiano cosa dobbiamo fare, non servono altre parole. Il portello si apre. Nik si ferma un momento a guardarmi e si porta una mano al cuore. Mi butto nel vuoto. Il vento picchia come un muro, e questione di pochi secondi, quando sono abbastanza vicino, faccio scattare il blocco e mi fermo a pochi centimetri dalla vetrata. Dall’auricolare Nisolan ci guida, scendiamo per i piani dell’edificio, correndo tra una scalinata e l’altra. L’edificio si dirama in lunghi corridoi che sembrano portare in un posto preciso, quasi ci stesse conducendo alla tane del lupo.

<<A destra ci dovrebbe essere un ascensore. Scendete al piano di sotto.>>

“ Ci sono guardie ? “

<<No, non dovrebbero.>>

Entriamo nell’ascensore, nel piano subito sotto. Ci sono le prigioni. Camminiamo tra i prigionieri. Che non perdono tempo, chiedendo di essere liberati. Troviamo Reyet e Triscob uno di fronte all’altro in celle divise. Con una carica facciamo sciogliere il vetro e loro escono. Sollevo Reyet che fatica a stare in piedi. La sprono a fare veloce. Uscendo delle guardie ci vedono, riusciamo a fermarle ma parte l’allarme. Saliamo al piano di sopra e sfrecciamo su per le rampe di scale. Devo trovare un modo di allontanarmi e trovare il congegno. Mentre corriamo faccio il modo di rallentare un po’ e restare ultima, alla prima uscita entro in uno dei piani. Kelt e Cops non si sono accorti di nulla. Cerco di arrivare al ventesimo piano facendomi strada tra le guardie.

<<Cosa stai facendo, torna subito con gli altri.>>

Lo ignoro arrivando alla stanza.

Il generale esce della sala da ballo prendendo la linea nell’auricolare.

<< Non fare la stupida ed esci da li. Noi ce ne andiamo, non aspettiamo nessuno.>>

“ Faccia pure generale “

Silenzio.

Tolgo l’auricolare.

Entro nella stanza dove il congegno irradia luce dal centro. Attorno numerosi monitor e pc vuoti. Inserisco il disco nel pannello. Sulla schermata appare la scritta: DISATTIVA.

Avvicino la mano allo schermo per farla finita. Dopo anni ora basta così poco.

“ Ferma “

Mi volto, prendo la pistola ma il generale Mis ha giù il mirino sulla mia fronte.

“ Finalmente, sei uscita allo scoperto. Allontanati da li “

Alzo le mani e mi sposto.

“ Sei stata una spina nel fianco ancora prima di mettere piede a Trelleborg. Ma sei solo un pesciolino nel mio acquario. Ma ora è finita, prima tu poi la dottoressa Reyet e i carmis “

“ Se uccidi me non risolverai nulla. Ormai la bomba è scoppiata. Guardati in torno, la gente sta già cominciando a ribellarsi i soldati si fanno domande. Tutto questo solo perché ti sei assicurato di tappare la bocca ai giovani che promettevano essere dei grandi leader, ai soldati che faceva troppe domando, ma hai dimenticato le madri. Le madri non dimenticano. Non lasciano che i loro figli spariscano e muoia senza spiegazioni. Kiletron è solo la prima. Nelle piazze di tutta Herren ne troverai a migliaia di gente come me e non potrai ucciderle tutte “

“ E perché no ? Ho tutto il potere di farlo “ Fa qualche passo avanti facendomi spostare lateralmente fino al muore. Passa la mano sui monitor bloccando tutti gli accessi alla rete.

“ Non puoi massacrare la gente davanti a tutta Herren “

“ Pensi che alla gente di Herren interessi della sorte di Menar. Non sei tanto sciossa da pensarlo veramente. Le uniche preoccupazioni degli hirres sono quelle di far vedere la marca del vestito che hanno fatto mettere al figlio quel giorno e cosa ne avrà pensato la gente. Menar è solo un pianeta lontano che non sta facendo nulla per tirarsi fuori dal degrado in cui è caduto “

“ Siete voi che ci state facendo crollare “

“ Non agli occhi degli hirres. Loro hanno già abbastanza a cui pensare, rassegnati. Se voi stupidi menis accettaste di sottomettervi la vostra vita sarebbe molto più semplice. Dovete solo piegare la testa al mio potere. Tu potresti essere d’esempio. Vieni dalla mia parte e aiuta la tua gente, fai capir loro che ribellarsi è inutile “ Cerco con gli occhi qualcosa che possa aiutarmi a togliermi da questa scomoda situazione.

“ Sai pazzo “

Vedo alle sue spalle Marisha entra lentamente, con una pistola tra le mani tremanti.

“ Come vuoi “ Mis alza le spalle e mostra sul monitor le immagini di diverse piazze in cui si vedono rivolte soppresse dai caschi rossi e nello spazio la guerra contro i carmis. Rivedo le immagini di quando anche io ero tra queste linee.

“ Guarda lì. Non ce niente che io non possa controllare. Tu avresti potuto fare qualcosa di utile nella tua triste vita, ma a quanto pare preferisci morire come tutti quelli che sono venuti prima di te “ L’arma si carica pronta a sparare. Marisha non emette un fiato, forse sta cercando il coraggio di sparare o forse pensa che infondo se io morisse le causerei meno rogne. Le tremano le mani e le ginocchia, credo non stia nemmeno respirando. Se lo ammazza avrà tutto il mio rispetto. Io non avrei la forza di farlo.

“ Prima di ucciderti però. Toglimi una curiosità. Come avete scoperto del dispositivo ? –“

Resto in silenzio.

“ Padre. Metti giù l’arma “ Le dice. Lui si volta prima stupito e poi le chiede che ha intenzione di fare.

“ Stai sbagliando padre. Non lascerò che infanghi il nome di Herren e continui questa follia. Avevi degli ideali una volta, hai del tutto perso il controllo “ Lui le si avvicina.

“ Spara “ Le grido, ma è troppo chiedergli di uccidere suo padre. Lui fa per prendergli la pistola. Ne approfitto per mandare un S.O.S alla navetta.

“ Figlia ingrata “ Sputa dandogli uno schiaffo che la fa finire a terra. Gli salgo sulle spalle disarmandolo nella colluttazione. Striscio per prendere la pistola ma mi afferra e mi arriva un forte pugno sulla faccia. Gli do un calcio e ci troviamo a buttarci a terra per avere il sopravvento uno sull’altro. Prendo la pistola, gliela punto sulla fronte. Lui si impenna all’indietro.

“ Lasciami e alzati in piedi “ Lui obbedisce.

“ Disattiva il congegno “

“ Dovrai uccidermi “

“ Pensi davvero che non lo farei ? “ Quasi rido.

Non perdendo la sua solita fierezza si avvicina alla macchina e disattiva il congegno.

“ Anche lo scudo, toglilo “

“ Ci stai condannando tutti. I carmis vi distruggeranno alla prima occasione “

“ Fallo “ Lui mi guarda negli occhi e vedo che gli balena in mente un senso di consapevolezza. Improvvisamente tutti i tasselli sono al posto giusto. Nella sua mente esplode una sola parola: carmis.

“ Tu sei.. “ Dice, ma Marish alo interrompe.

“ No. Ha ragione. Non puoi farli entrare. Prima dobbiamo sapere se ci possiamo fidare “

“ Fai silenzio, tu. Toglilo “ Ribadisco. Mis inizia ad entrare nei programmi, la sicura scatta e Marisha mi punta la pistola nel petto.

“ Non puoi “ Dice. Lo schermo mostra la scritta DISATTIVA.

“ Non fare la stupida. Mette giù la pistola e fai la brava “ Parte un colpo verso la macchina che si fulmina e con lei vengono distrutte le possibilità di disattivare lo scudo.

“ Sei una stupida “ Nel trambusto Mis cerca di scappare e lo rincorro per i corridoi. Saliamo fino ai piani più alti dove ci sono le navette. Lo placco quando cerca di salire su una di loro. Gli do uno, due, dieci pungi per ogni morto, ma non sono abbastanza. Da dietro mi afferrano, Cops mi tiene lontana mentre Kelt evita che Mis scappi ma si libera e corre al velivolo.

Kelt lo rincorre e lui prende una pistola dalla navetta e gliela punta in piena fronte. Alza le mani al cielo. Con il manico lo colpisce in faccia e lui perde i sensi.

“ Bene. Ora me la paghi “ Comincia a sparare, tutti e due ci nascondiamo dietro altre navette, ballando tra i proiettili che rimbalzano letali come missili.

“ Quanto pensi ci metterò a trovarvi e uccidervi entrambi ? Dai topolini venite fuori “

Dice mentre passa da una navetta all’altra cercando di sorprenderci.

“ Nascondino. Te la ricordi ? Ricordi anche come si giocava ai campi Etienne ? “ Dice. Bastardo.

Si sentono dei passi salire sul tetto. Non possono essere dei caschi rossi perché Mis si spalma sul muro per cogliere alla sprovvista il mal capitato. Lui sale gli ultimi scalini uscendo sul tetto. Mis lo coglie alla sprovvista. Frey.

“ Ora vediamo. Avete cinque secondi per usciere, altrimenti gli faccio saltare la testa. Uno, due, tre .. “ La sua voce echeggia e sudo freddo, non sapendo cosa fare. Se esco allo scoperto ci ucciderà tutti sul posto. Cops esce fuori, con le mani alzate. Vedo delle ombre dalle scale. Sono tre caschi rossi. Di bene in meglio.

“ ..quattro … io sto aspettando. Non lo farai morire. Lo sappiamo fin troppo bene entrambi… Cinque “

“ Ok “ Esco allo scoperto con le mani al cielo. Due caschi rossi tengono Cops, Mis tiene la pistola sulla nuca di Frey inginocchiato a terra. Il terzo soldato mi si avvicina tenendomi a tiro.

“ Bene. Ora potete morire tutti insieme “

“ Sei ingenuo Mis, sottovaluti i soldato di Trelleborg “ Chiudo gli occhi, lascio cadere una bomba luminosa che scoppia in un bagliore accecante. Frey disarmi Mis e spara ai caschi rossi, io ne approfitto per piantare una lama nel petto al casco rosso. Gli prendo l’arma e afferro Mis. Lo picchio più forte che posso con la pistola carica.

“ Non farlo “ Mi dice Frey “ Se lo uccidi non sarai meno colpevole di lui “

“ Scherzi, è una bastardo. Tu non hai visto quello che ho visto io, la morte è la migliore delle pene per lui “

“ Si hai ragione. E marcirà in prigione per tutto quello che ha fatto. Alla prigione si Swo farà da sacco da boxe ai prigionieri. Lascialo “

Nonostante mi abbia convinto è più forte di me.

Ammazzalo, è una schifoso bastardo. Ricorda i bambini, ricorda tutto quello che succedeva in quei campi e lui sapeva.

“ Si, sapevo tutto. Sapevo anche dei giochi in cui tu eri il giocattolo nuovo. Era la puttana di tutto il campo “ Gli schianto l’impugnatura su una tempia, poi sulla mascella, sento l’osso del naso che si spacca e gronda sangue.

Lo picchio con movimenti sconnessi dati dalla pura furia. Frey mi prende tirandomi su, mi dimeno tanto forte che ricado su Mis riprendendo a picchiarlo con tutte le mie forse.

“ Sei un bastardo schifoso. Ti odio “Frey mi afferra ancora per gli avambracci allontanandomi. E’ un attimo. Mis prende la pistola e me la ritrovo puntata al petto. Spara.

Sento il cuore che mi ottura le orecchie.

Cado per terra e sento le gambe pesanti. Poi il corpo cedere del tutto.

Frey mi scuote dicendomi di rispondere, ma sento solo il battito del cuore che quasi mi esce dal petto. Mi guardo il petto ma non esce una singola goccia di sangue. Non una singola goccia di sangue.

Kelt prende Mis. Poi è tutta una corsa frenetica per arrivare alla nave.

Tremo in preda a convulsioni devastanti. Sento Marisha che parla di un parassita che ha reagito con qualcosa che ho in corpo. I polmoni bruciano, le ossa e i muscoli sono frantumati dalla lava. Inarco la schiena all'inverosimile lanciando un grido che mi squarcia il petto. Mi stendono su una barella di acciaio gelido. Nisolan mi analizza da capo a piedi dicendo di tenermi sveglia.

“ .. qualcosa che ha preso … droga … Nucleo blu “ Non riesco a capire tutte le parole, sento solo dolore.

Frey mi tiene stretta. Per fortuna perdo i sensi. Ma lui mi riporta indietro a suon di schiaffi.

Uno e poi un altro, il terzo non lo sento perché ormai mi sento solo trascinare giù nell’oblio. Vengo sbalzata indietro un’altra volta. La luce spara negli occhi e mi piego in due dal dolore che mi attanaglia ogni vertebra.

Nisolan e Reyet continuano a toccarmi, cercando il problema. Il dolore è insopportabile e con loro addosso non riesco nemmeno a pensare.

“ Basta “ Dico con la poca voce che riesco a tirar fuori allontanandoli, ma sento come se nelle vene mi scorresse acido e i muscoli stessero bruciando e spezzandosi ad ogni spasmo.

“ Tranquilla, devi lasciare che facciano qualcosa. Adesso ti fanno passare tutto, ma devi stare ferma “ Mi dice Frey. I mostro mi tirano le gambe.

“ Fa male, Frey.. Non sto bene, fa male “ Piango.

“ Cosa, cosa fa male ? “

Un altro crampo distrugge lo stomaco, mentre la testa mi scoppia e le ossa tremano. Sto impazzendo.

“ Tutto “ Lui mi stringe ancora più forte permettendomi di arpionarmi alla sua maglietta.

Ho sempre immaginato che sarei stata io a fargli provare le pene dell’inferno, invece, anche se marcirà in prigione, ha vinto lui.

Stringendo fino a far diventare le nocche bianche. La pelle diventa violacea, nelle vene il sangue si addensa e rallenta il suo circolo.

“ Andrà tutto bene, te lo prometto. Adesso Nisolan- “ Lo interrompo vomitando sangue che gli macchia le mani gocciolando sul pavimento.

“ Maledizione, Nisolan fa qualcosa “ Gli grida. Vedo Nik che va addosso alla scrivania facendo cadere dei beker. Due malati non si posso curare. Reyet mi tasta e all'ennesimo crampo dice, inciampando tra una parola e l’altra, che starò bene. Mi danno uno straccio da mordere. Frey mi stringe forte la testa e le spalle, Nikolai mi tiene ferme le gambe; l’ago penetra verticalmente per la spina dorsale, incastrandosi tra una vertebra e l’altra. Piango, soffocando l’aria. Fa male anche solo pensare, respirare. Resto immobile per paura che l’ago si spezzi. Chiudo gli occhi.

“ Basta, basta è finita “ Mi sento sussurrare all’orecchio. Credo qualcuno mi abbia dato un bacio sulla fronte. Ma non riesco ad aprire gli occhi. Smetto di respirare all’ennesimo giramento di testa. Sento sotto il corpo la terra tremare e sgretolarsi. Poco alla volta il dolore comincia ad affievolirsi, mi coprono con una coperta termica, scaldando il corpo congelato e mi addormento impregnata dall’odore di disinfettante e sangue.



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