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lavoro pubblicato mercoledì 28 ottobre 2015
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

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PIAGGIO: NON SOLO VESPA!

di ilariabagg91. Letto 490 volte. Dallo scaffale Viaggi

Per le generazioni precedenti alla mia, essere pontederesi voleva dire essere piaggisti perché quasi tutti a Pontedera lavoravano alla Piaggi...

Per le generazioni precedenti alla mia, essere pontederesi voleva dire essere piaggisti perché quasi tutti a Pontedera lavoravano alla Piaggio.

I piaggisti erano quasi un simbolo e si riconoscevano per la tuta azzurra,per il distintivo, per la loro operosità e soprattutto per l'immancabile bicicletta che parcheggiavano di fronte allo stabilimento .

All'ora della sirena che scandiva la vita della cittadina era uno spettacolo vedere questo grande gruppo salire in sella della propria bicicletta per andare velocemente verso casa. Un bel gruppo prendeva la direzione del Viale della Piaggio perché molti di loro abitavano al “Villaggio Piaggio”.

Anche io abito al Villaggio ma ora non ha più le caratteristiche di

una volta cioè di essere il quartiere dei dipendenti Piaggio; ormai

da anni le case sono state vendute e anch'io non conosco le abitudini di un tempo ma le ho sentite più volte raccontare dalla mamma che essendo stata figlia di un vero Piaggista ha vissuto le esperienze dei “figli della Piaggio”. Mi ha raccontato tante volte che

i bambini, specie d'estate, spiavano orgogliosi l'arrivo dei loro genitori nel grande gruppo dei Piaggisti in bicicletta e quando le sbarre del vecchio “Passaggio a livello”ormai andato in pensione erano chiuse, non potevano perdere tempo ad aspettare ma si abbassavano con le biciclette e dopo una furtiva occhiata a destra

e a sinistra passavano a corsa. Dalle mani di questi lavoratori sono usciti tanti gioiellini che hanno migliorato la circolazione, tanti tipi di vespe,ma anche altri mezzi come i motofurgoni Ape, i Fuoribordo Moscone e perfino auto di piccole cilindrata. Anche l'Ape, come è già successo nel 2006 per la sua sorella maggiore Vespa, alcuni mesi fa ha festeggiato il compleanno di 60 anni;infatti nacque proprio nel 1948 in un momento in cui in Italia, finita da poco la guerra,c'erano pochi mezzi di trasporto,ma solo pochi potevano permettersi l'acquisto di un mezzo a 4 ruote. Così alla Piaggio venne l'idea di costruire un veicolo commerciale su 3 ruote: una specie di Vespa attaccata ad un rimorchio che si affermò subito come mezzo di trasporto, adatto soprattutto nelle zone di campagna e a proposito di questo ho sentito più volte in casa raccontare un aneddoto lasciato come “patrimonio orale “ dal nonno: infatti pare che alla catena Ape durante le prime produzioni si ridesse di un telegramma provenuto alla Piaggio da parte di un agricoltore della provincia di Avellino che sollecitava l'arrivo del suo nuovo mezzo con le testuali parole:”Avendo venduto lo ciuco sollecito consegna Ape prenotato

lo scorso mese presso il concessionario di.........”. Al di là dell'ilarità che può suscitare, questo ci dimostra come l'Ape aveva sostituito il barroccio trainato dall' asino che i contadini usavano per andare al mercato a vendere i prodotti dei propri campi.

Questo singolare mezzo di trasporto rurale fu presto trasformato in un veicolo per il trasporto umano a breve raggio; con l'aggiunta infatti di una speciale carrozzeria in cui era contenuta una sorta di divano con una copertura semicircolare a soffietto nacque l'Ape Calessino, adatto soprattutto per muoversi e trasportare i turisti negli antichi borghi delle località balneari della penisola, spesso serviti da stradine strette e ripide; i miei nonni lo provarono personalmente quando, negli anni '50, si recarono in viaggio di nozze nel Golfo di Napoli e fecero un' escursione anche a Ischia e Capri.

Recentemente, durante una mia visita al Museo Piaggio, ho potuto ammirare questo simpatico mezzo (e giuro che ci sarei salita volentieri....!) ma ho anche saputo delle interessanti notizie sulla storia dell' Ape da parte di un gentile dipendente che mi ha raccontato che in passato molti esemplari di Ape sono stati esportati in Pakistan, in India e in Indonesia dove venivano completati con carrozzeria calessino, costruite sul posto, diventando dei Risciò o Tuk - Tuk (dal rumore del motore) per il trasporto di persone.

Ho visto anche foto di Ape Nettezza Urbana, che venivano

impiegati nei paesini di montagna dove i normali autocarri per la raccolta del immondizia spesso non riuscivano a raggiungere i casolari isolati perché le loro dimensioni non permettevano di

entrare nei viottoli stretti.

Infine,sono venuta a conoscenza di notizie veramente curiose:pare che nel 1998 due esploratori italiani detti “Ape nauti”,con due Ape a miscela,abbiano portato a termine la traversata di tutto il continente euroasiatico, da Lisbona a Pechino e oggi addirittura si fanno gare con le Api: esistono scuderie,con sede soprattutto nel Nord,dedicate interamente alle manifestazioni con Pecari!

Io penso che valga davvero la pena di visitare questo interessante Museo per capire quanto è vasta la produzione della Viaggio e

anche se una vecchia pubblicità recitava: “ Chi dice Vespa dice

Viaggio” io direi invece: “ Chi dice Viaggio....non dice solo Vespa!”




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