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lavoro pubblicato domenica 25 ottobre 2015
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

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C'era una volta.

di ContessaBjorkSakamoto. Letto 638 volte. Dallo scaffale Fiabe

C'era una volta una bambina paffuta, dagli occhi grandi grandi come due castagni ed il naso piccolo piccolo come una minuscola mollichina di pane be...

C'era una volta una bambina paffuta, dagli occhi grandi grandi come due castagni ed il naso piccolo piccolo come una minuscola mollichina di pane ben arrotondata. Questa bambina era un po' timida, amava stare a casa con il suo papà e la sua mamma. Non voleva andare all'asilo, i bambini erano troppo movimentati per lei, e da quei grandi occhi desiderava solo vedersi cullare dalla sua calda famiglia, fatta da un bel papà ed una bellissima mamma. Un giorno una cicogna un po' stanca dal suo lungo viaggio bussò alla porta donando alla serena famigliola una bellissima e vivacissima bambina dagli occhi grandi come gemme, dal colore simile a certe foglie autunnali, e dai capelli dorati come magiche scie di stelle cadenti . La bambina dagli enormi occhi di castagna esultò felice, finalmente aveva una sorellina con la quale giocare. Giocavano loro, ridevano felici in quel focolare pieno d'amore. Litigavano anche, per le bambole rotte, per le macchinine finite sotto ai mobili, ma si amavano tanto da dividere ogni cosa, persino una morbida ed allora gustosa big babol. Le bambine tanto simili quanto diverse tra di loro crescevano, e la paffuta iniziò con grande rammarico e terrore il suo cammino verso la scuola. La piccola dai riccioli d'oro ogni mattino saltava insieme a lei su quella piccola macchina d'epoca, fatta di marzapane color del cielo notturno, per accompagnarla insieme al papà in quel luogo tanto temuto, non prima della dolcezza di un ovetto kinder e tanti baci con la promessa di rivedersi presto. La maestra era magra ed alta come certi papaveri appena svegliati dalla rugiada, aveva i lineamenti dolci ed i capelli color del grano arrostito dal sole. Una cosa non voleva però dalla bella e graziosa bambina dagli enormi occhi di castagna, che scrivesse con la mano sinistra! Un lungo impegno ci volle affinché imparasse ad educare quel corpo a funzionare al ''contrario''. Il tempo scorreva sempre sereno, e il ritorno a casa era sempre giocoso, tranne quando si parlava di matematica. Una mattina luminosa e fredda, mentre la bambina dagli enormi occhi di castagna ed il naso piccolo piccolo come una mollichina di pane ben arrotondata cercava con fatica di apprendere l'arte dei destri, il papà orgoglioso andò a prenderla a scuola in largo anticipo. Un'altra cicogna era giunta stanca da un lungo viaggio a donare a quella bella e graziosa famigliola un'altra piccola bambina, dagli occhi color del legno chiaro ed i capelli corti corti come l'erba pigra al mattino. Correvano sempre serene le giornate, tra giochi, sorrisi, rimproveri per le marachelle che talvolta queste sorelline commettevano ingenuamente. Il tempo correva e mentre la paffuta imparava ad andare in bici, la biondina imparava il triciclo, l'ultima arrivata muoveva i suoi primi passi carponi carponi verso il suo secondo traguardo da infante. Un giorno però qualcosa cambiò, il caldo, confortante, profumoso papà delle tre piccole bambine dovette partire per un lungo viaggio, in un luogo lontano lontano, dove le stelle brillavano silenziose da millenni, lontano da quel posto composto sino ad allora da zucchero filato, poesia e musica Jazz. Il papà di quelle tre meravigliose gemme era diventato un astronauta, e mamma spiegò loro tra i chicchi di cristallo grezzo fuoriuscire dagli occhi, che era stato chiamato per una missione interstellare importantissima e che l'unico modo che avrebbero avuto per comunicare con lui era quello di guardare il cielo e parlare con la stella più luminosa. La mamma ancora bellissima, dovette rimboccarsi le maniche affinché tutta la serenità costruita fino a quel momento non si disperdesse nel nulla. Fu tanto difficile. La bambina dagli enormi occhi di castagna comprese ben presto che la vita non aveva solo l'aroma di una dolce cioccolata calda, e dentro al suo cuore qualcosa si spezzò irrimediabilmente creando un vuoto che mai più riuscì a colmare. La sorellina dagli occhi grandi come le gemme, dal colore verde simile a certe foglie autunnali venne allontanata da loro, così come l'ultima arrivata, piccola dagli occhi color del legno chiaro. La mamma doveva partire per navigare gli oceani, chiedere ai pesci e alle onde del mare che riflettevano durante la notte la luce delle stelle i segreti che lasciava loro il papà astronauta. Così durante la lunga navigata faticosa, la mamma bellissima dai capelli color delle noci incontrò fantastici e talvolta pericolosissimi eroi, pirati, scogli, iceberg, balene, squali, delfini, tempeste, pur di apprendere l'antica arte del doppio genitore. E mentre le tre piccole crescevano, lei, frettolosa remava con il cuore di conchiglia e l'anima di perla incontro a loro, per riprendersele, tutte. Tutte quante in un furioso e caldo abbraccio, dolce profumo di mamma. Le belle bambine crebbero fino a diventare tre splendide donne, e la mamma, tra una fatica e l'altra insegnò loro la forza della vita, l'impegno per il prossimo, il rispetto per se stessi e gli altri. Tra i molteplici impedimenti, la grande mamma bellissima, roccia indistruttibile, cercò in tutti i modi di donare loro ogni sera un po' del suo mare appreso, insegnò loro a guardare lontano, rammentò spesso che la speranza talvolta è fuggevole , ma che questa non la si deve mai perdere. La paffuta, ormai grande, dagli enormi occhi di castagna e i lunghi capelli color della pece decise di seguire l'arte della marea, la graziosa dai capelli color dell'oro e gli occhi grandi come gemme decise di intraprendere il cammino dei prati, e la più piccola, la dolce pulce dagli occhi color del legno chiaro ed i capelli oramai brillanti come il platino, la libertà ingarbugliata tra i rami di altissimi meravigliosi alberi secolari, ricchi di abitanti alati dai colori sgargianti. Ogni tanto si incontrano per discutere di quelle stelle, ma sopratutto della più luminosa. Si incontrano in un luogo fatto di brezza, profumi, e caldi, caldissimi ricordi d'amore, e talvolta, quando sono distanti, troppo distanti tra di loro, le sorelle e la mamma, osservando in comunione quel cielo così brillante, intravedono con sorpresa una enorme scia luminosissima cadere quasi vicina, come a volerle accarezzarle dolcemente tutte. Tutte quante.

Fine.

Fine.



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