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lavoro pubblicato sabato 24 ottobre 2015
ultima lettura giovedì 4 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Una lacrima d'angelo

di Gian. Letto 398 volte. Dallo scaffale Sogni

– Brilla! Cos’è?– Una lacrima d’angelo.– E perché la conservi?– Per distillarla. Mi serve il suo sal...

– Brilla! Cos’è?
– Una lacrima d’angelo.
– E perché la conservi?
– Per distillarla. Mi serve il suo sale. E’ un rimedio importante per gererare la vita, per conferire dolce forza silenziosa e per regalare quell’emozione che molti non riconoscono, o hanno dimenticato.
– Gli angeli sono solo anima, mica possono piangere?
– Gli angeli mangiano fagioli, ridono e provano sentimenti. Non hanno ali e vivono quì con noi.
– Muoiono? E se possono morire, dove vanno?
– Possono morire, anche se in realtà continuano a nascere. Sono una spirale. Ogni loro morte è una vita, sempre più grande e più luminosa.
– E tu che ne sai? Non mi dirai che sei uno di loro..
– Lo so. Racconto tutto ciò che vibra, scrivo tutto ciò che sento, vedo tutto ciò che percepisco. Non posso essere un angelo, io se muoio scompaio.
– E come fai a saperlo? Ne hai incontrati? Come fai ad avere quella lacrima?
– L’ho ricevuta in sogno. Nel dormiveglia, forse, o ero sveglio. Forse ero fatto. Non importa. Un angelo mi ha fatto un regalo. Per distillarla. Te l’ho detto. Non si crea nè si distrugge. Niente può togliere ad altro, tutto si somma, tutto si unisce, tutto si trasforma. Quest’angelo era un soffio di brezza salmastra, un’ombra costante, leggera e pesante.
Ho ascoltato il suo canto, mi ha raccontato un favola che non saprei ripeterti. Parlava di emozioni che non potremmo capire. Un canto stonato, stridente. Poteve sembrare una nevicata a giugno con trenta gradi all’ombra. Ero sotto quell’albero di mimosa. Tu dov’eri?
– Guardavo l’orizzonte, il sole tuffarsi nel mare. Incendiarsi e spegnersi in quell’azzurro. Ero alla solita finestra, nel solito paese, nella solita e solida casa. Ti aspettavo, ma credevo non saresti arrivato.
– E invece, eccomi quì. Con un grande rimedio, il più grande di tutti.
– La lacrima?
– No, i tuoi baci.


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