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lavoro pubblicato venerdì 23 ottobre 2015
ultima lettura giovedì 23 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Anyway

di Oltre. Letto 401 volte. Dallo scaffale Generico

Pensavo a quanto fosse bello non sapere. Ricordi, no? Quando non sapevamo. Quando il mondo non ci sembrava poi così misogeno, e una posizione più o meno serena era la nostra aspirazione più grande. Quando l'ansia non ci toglieva il...

Pensavo a quanto fosse bello non sapere. Ricordi, no? Quando non sapevamo. Quando il mondo non ci sembrava poi così misogeno, e una posizione più o meno serena era la nostra aspirazione più grande. Quando l'ansia non ci toglieva il respiro, e il mondo era colorato di rosa. Quando le sigarette ci causavano il capogiro e un bicchiere di vino non era fondamentale per ridere. Quando ancora non avevamo cicatrici da nascondere, cicatrici sulla pelle, intendo, quelle vere, chelle che ti fai perché non vuoi morire dentro ma senti che sta succedendo, quelle che paradossalmente ti fai per sopravvivere. Ti ho mai raccontato di quando io e le altre eravamo in viaggio? Beh, in ogni caso, eravamo sul treno ed eravamo belle e sorridenti come non mai. Il sole risplendeva e loro ancora non sapevano, io purtroppo si. Così un uomo accanto a noi ad un certo punto mi guarda e mi dice 'sei bella, ma perché quelle cicatrici?'. Mi sono immediatamente congelata. Punto 1 che cazzo c'entra che sono bella, mi sono chiesta. Punto 2 mi ha messa a nudo con 4 parole di fronte a 20 persone. Lì ho scoperto che poi alla fine non ero nemmeno così forte, se uno sconosciuto fuoriluogo che non riesce a mettere nella stessa frase due constatazioni che combacino l'uno con l'altra , riesce a rendermi così vulnerabile. Poi pensavo a Gue Pequeno e da quante ragazzine ho sentito dire 'quanto me lo farei'. Non capisco che cosa le affascina di più, se il fatto che le donne a suo parere sono tutte troie e inaffidabili o la sua sincerità. La prima, probabilmente. Probabilmente sanno. Non sto andando sul vittimismo, sia chiaro. Nemmeno sul pessimismo, o magari un pochino sì. Anyway. Parlavamo appunto di quanto fosse bello tempo fa. Non scherzo quando dico che invidio le persone stupide, come quell'uomo sul treno. Una perenne condizione di non sapere. Sarebbe bello da morire. Ma noi sappiamo, o perlomeno io so che tu sai, perché altrimenti non avresti gli occhi così tristi. Una vita sprecata a faticare per arrivare primi per poi? invidiare chi sta in basso, nell'ignoranza.



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