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lavoro pubblicato giovedì 22 ottobre 2015
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

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La dolce vacanza dell'imperatrice triste

di apuano. Letto 733 volte. Dallo scaffale Storia

L’anno (1899) e il secolo volgevano al termine quando nel golfo arrivò un’imperatrice triste. Era la principessa Vittoria Adelaide Maria, Vicky per i familiari – figlia primogenita della regina Vittoria d’Inghilterra e de...

L’anno (1899) e il secolo volgevano al termine quando nel golfo arrivò un’imperatrice triste. Era la principessa Vittoria Adelaide Maria, Vicky per i familiari – figlia primogenita della regina Vittoria d’Inghilterra e del principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha – vedova dell’imperatore di Germania Federico III, scomparso nel 1888. In omaggio dell’amato coniuge Vittoria Adelaide Maria si faceva chiamare imperatrice Federico.

Le cronache raccontano che la sovrana giunse in treno a Sarzana alle 9,30 di domenica 3 dicembre 1899. Mezz’ora dopo la sua vettura e quelle del suo seguito, con il medico personale professor Renvers, il granciambellano conte Seckeldeaf e l’ex console germanico Brown, varcavano i cancelli di Villa Pearse che fin dal giorno precedente era stata consegnata al maggiordomo della casa imperiale tedesca perché controllasse che tutto fosse di gradimento dell’Ospite.

L’arrivo di una così importante personalità aveva suscitato grande agitazione a Lerici e a San Terenzo, per l’occasione imbandierate a festa. L’evento era stato annunciato alla popolazione il 30 novembre da un manifesto del sindaco Dario Angelo De Benedetti (1835-1900) nel quale fra l’altro si leggeva: «Cittadini, mentre l’imperatrice Federico della Germania scende in questi lidi per godere della purezza del nostro cielo, pensiamo che spetta a noi il caro compito di far sì che l’Augusta Donna, ritornata in patria, possa compiacersi di ricordare che in Italia esiste un lembo di terra, ove se la natura ha profuso gli incanti delle sue bellezze, la civiltà ha ingentilito l’animo di chi vi alberga; il che sarà vanto nostro».

Già sabato 2, di buon mattino, davanti a Lerici aveva calato le ancore la nave prussiana Loreley giunta da Genova sì da tenersi a disposizione dell’imperatrice, e gli abitanti erano accorsi sul molo per ammirarla: era uno splendido tre alberi bianco con un altissimo fumaiolo.

Vittoria Adelaide Maria fece subito un’ottima impressione alla gente del posto mostrando di gradire, con amabili sorrisi e nobili cenni del capo, le festose accoglienze della popolazione. Dopo avere ricevuto in villa e trattenuto a pranzo il comandante della Loreley von Levcho, nel primo pomeriggio l’imperatrice raggiunse in carrozza il pontile fatto appositamente costruire dagli amministratori comunali e con una barca a remi si fece condurre sulla nave dove rimase fino a sera.

Così si svolse la prima giornata lericina dell’imperatrice triste, un personaggio che veniva descritto come una signora quasi sessantenne, dai modi molto gentili e affabili, di media statura, con i capelli grigi e che indossava sempre abiti scuri.

Non era la prima volta che Vittoria sbarcava sulle sponde del mar Ligure. Nel 1888 si trovava insieme con il consorte Federico Guglielmo, erede al trono di Germania, e alle tre figlie a Sanremo, dove il principe cercava sollievo nella mitezza del clima per le atroci sofferenze che gli procurava un tumore alla gola. E proprio a Sanremo li raggiunse la notizia della morte di Guglielmo I, imperatore di Germania. Fritz (così era chiamato familiarmente il principe Federico Guglielmo), divenne pertanto il nuovo imperatore di Germania con il nome di Federico III quando, ormai malato e sofferente, non riusciva nemmeno più a parlare. Muoveva solo le labbra, a fatica, quando a Sampierdarena, sul treno che lo portava da Sanremo, incontrò re Umberto I, che era giunto da Roma per incontrarlo. I suoi movimenti labiali erano tradotti amorevolmente dalla moglie, che 99 giorni dopo volle prendere il suo nome: alla morte di Federico III, cui succedette il figlio Guglielmo II, la vedova Vittoria Adelaide Maria, dedita al culto del marito scomparso, assunse infatti il nome di imperatrice Federico e dopo aver lasciato la corte di Berlino si ritirò a vivere nel castello di Friedrichshorf presso Gronberg. Durante il soggiorno santerenzino l’augusta ospite volle più volte ritornare a bordo della nave Loreley per poter ammirare dal mare tutte le bellezze della nostra costa, effettuando anche escursioni in tutto il golfo. Una forte sciatalgia e i dolori cronici ereditati da una caduta da cavallo le impedivano tuttavia di effettuare ampie escursioni nelle vicinanze come avrebbe desiderato, per cui la sua vacanza a Marigola, che si protrasse fino alla primavera inoltrata del 1900, si svolse quasi interamente nella villa e nello splendido giardino. In una lettera datata 25 febbraio 1900 scriveva: «Spero di poter vedere alcuni punti degli affascinanti dintorni, dove le strade non siano troppo brutte e non si debba camminare a lungo con la macchina. Prenderei volentieri alcuni schizzi perché qui nella costa ci sono luoghi incantevoli. Rocce, colline boscose, che sono molto più selvagge che nelle altre parti della Riviera. I paesi sono del tutto intatti e molto pittoreschi».

Un momento di autentica gioia lo visse allorché pur trovandosi a Lerici poté rimettere piede sul suolo inglese. Fu quando in primavera giunse nel golfo la corazzata britannica Caesar che muoveva al comando dell’ammiraglio sir Edward H.Gamble. L’imperatrice espresse il desiderio di visitarla e Gamble inviò una lancia a prenderla. «Finalmente – scrisse Vittoria Adelaide Maria – ho potuto trovarmi a bordo di una nave inglese, e ne fui felice. Naturalmente anche se non ho potuto vedere tutto ho potuto almeno riposare nella cabina dell’ammiraglio».

Salutata dal sindaco De Benedetti e acclamata dalla folla, l’imperatrice lasciò Marigola in auto alle 14 di giovedì 19 maggio 1900. Arrivò alla stazione di Spezia dov’erano ad attenderla il sindaco Giulio Beverini, l’ammiraglio Costantino Morin con la consorte, il sottoprefetto Pietro De Maria e numerose altre autorità. Salutando Beverini l’imperatrice si disse dispiaciuta per il fatto che le sue condizioni di salute non le avessero permesso di visitare Spezia come avrebbe voluto, ma promise che tornando un giorno nel golfo non avrebbe mancato di farlo.

Non sarebbe più tornata. Vinta a sua volta da un tumore, l’imperatrice triste morì invece l’anno seguente, il 5 agosto 1901.

A mo’ di curiosità possiamo ricordare che trent’anni prima, per la precisione l’8 maggio del ’68, la città aveva ospitato Federico, allora principe ereditario di Prussia, particolare che Vittoria Adelaide Maria doveva conoscere essendo a quel tempo con lui coniugata già da dieci anni. Arrivato alla stazione (in anticipo sul previsto) era stato poi condotto in arsenale e fatto salire sulla nave Baleno che lo aveva portato in giro per il golfo, ossequiato dalle autorità e dalla popolazione.

Inoltre nel 1893 gli spezzini avevano tributato una trionfale accoglienza al di lei figlio, l’imperatore Guglielmo II, giunto nel golfo assieme alla moglie Augusta Vittoria, in compagnia dei sovrani d’Italia. Questi due particolari ci inducono a pensare che l’imperatrice Federico potesse avere deciso di venire a riposarsi a San Terenzo grazie all’entusiastica descrizione del golfo che le avevano fatto il marito e il figlio.

(Testo tratto da “Ottocento” di Gino Ragnetti, Accademia lunigianese di scienze Giovanni Capellini, La Spezia)



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