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lavoro pubblicato venerdì 9 ottobre 2015
ultima lettura lunedì 9 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Fluency writing #3

di Burano. Letto 628 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ultimamente scrivo poco. Ho scritto una poesia, ieri. Molto bella tra l’altro, ma a parte quella, nell’ultimo mese, ho scritto veramente p...

Ultimamente scrivo poco. Ho scritto una poesia, ieri. Molto bella tra l’altro, ma a parte quella, nell’ultimo mese, ho scritto veramente poco. Forse è perché mi sento più sereno di prima. Ho detto addio a una persona con cui ho condiviso più di un terzo della mia vita. Per questo sono sereno, molti dei miei problemi, dei miei tormenti, li ho risolti. E senza psicoanalista, ci tengo a precisarlo. È bastato uscire poco di casa, e riflettere, oltre che un bel “vaffanculo”. Basta poco. Basta veramente poco. Aggiungiamoci il fatto che dormo 3 o 4 ore a notte, e viene da sé che i problemi che un individuo risolve in un mese o due di ripensamenti, io li risolvo in una settima. Ma anche meno. Già, sono più sereno. E mi sto rendendo conto che ciò mi mette a disagio. Sto male. Sto quasi peggio di prima, in un certo senso. Ho bisogno di tormentarmi. Ho bisogno di uccidermi, di tanto in tanto. Vivere male per scrivere bene. Di fatti scrivo sempre meglio, questo lo riconosco. Ormai ho un'ottantina di poesie, fatte e finite. Molte le avete lette, molte altre resteranno inedite, fino a quando riuscirò a organizzarle in una raccolta. La copertina c’è. O meglio, l’idea della copertina c’è, e so anche da chi farla realizzare. Il titolo è incerto. Forse “Lirico suicida”, forse no. C’è tempo per decidere. Forse no. La poesia che chiuderà la raccolta è bellissima, e non perché è mia. Anzi, mi dispiace quasi che l’abbia scritta io, perché mi sento costretto ad odiarla, per qualche strana ragione. Odio ciò che scrivo. Scrivo cose brutte. Magari le scrivo bene, ma scrivo cose brutte. Dietro ogni frase c’è un mondo. E dietro quel mondo ci sono io. Io, che non riesco più a scrivere, come vi dicevo. Stasera sono uscito. Solito bar. Solita gente, solite facce, soliti discorsi, soliti discorsi, soliti discorsi.

Ho bevuto una birra, finita la prima ne ho presa una seconda. E scolata la seconda ne ho presa una terza, e così fino alla quinta, più o meno. Poi due vodka lemon, belli pesanti. E un borghetti, per finire. E nel mezzo tre canne. O meglio due, ma l’ultima valeva doppia, fidatevi. Parlavo con T. di film. In particolare del finale di “Birdman”. Poi una cosa tira l’altra e siamo finiti a parlare di Bob Dylan, lui, e di De André, io. Prima di passare ad argomenti di più elevato spessore tipo l’infortunio di Insigne e le conseguenze che ciò avrebbe portato nel nostro fantacalcio. Nel frattempo c’è stata una rissa. Un ragazzo ha dato un pugno a una ragazza, si diceva, e qualcuno si è messo in mezzo per difendere la ragazza. Lo stesso qualcuno che in un istante si è ritrovato a fronteggiare una dozzina di ragazzine impazzite che gli dicevano che doveva farsi gli affari suoi, gesticolando in modo ridicolo, tra l’altro. Ognuno diceva la sua a riguardo. Io sono restato in silenzio, mentre preparavo un filtro, e mentre osservavo la scena.

-“Che ne pensi?”, mi dice una ragazza.

-“Vuoi davvero saperlo?” , le dico io.

-“Certo” risponde.

- “Che se non stessi facendo quello che sto facendo, vi ammazzerei tutti... hai una sigaretta?”

-“Tieni”. Probabilmente era spaventata quanto me.

Lecco la cartina mentre le guardo gli occhi. Lei ricambia. Mi fissa, e continua a fissarmi mentre strappo la “bandiera”, sempre guardandola negli occhi.

-“Fumi?”, le chiedo. Dice no con la testa. Mentre con il resto del corpo mi raccontava tutto di sé.

-“Chiamami il barista allora, quello alto...”. Intanto mi alzo e mi appoggio ad una macchina, do uno sguardo al cellulare, e con la coda dell’occhio controllo il culo della ragazza. L’accendo. Dal vetro il barista mi fa cenno che è troppo impegnato e non può uscire. Nessun problema, penso io. Continuo a fumare esaminando la situazione, che si fa sempre più ridicola. Ogni tiro mi elevava a un gradino sopra quella povera gente. Povera d’animo, povera di spirito. I miei ragionamenti vengono interrotti dalla ragazza di prima. Si avvicina a me dicendo qualcosa, che non capisco. -“Sta’ bona!” le dico buttando il mozzicone di canna sul marciapiede, mentre mi giro per andarmene. Saluto F., una delle bariste. Bellissimo viso, ma un culo troppo grosso che rovina tutto.

F. mi guarda come se mi capisse. Questo fatto a volte mi tranquillizza, a volte mi agita. Nessuno sa cosa ho in testa. Solo una persona, lo sa. E le ho detto addio da pochi giorni. Fanculo, odio tutti. Col cazzo che sono sereno.

Ora sono a casa, scaldo quest’ultimo pezzetto di fumo, e mangio una bella mela. Forse due. Forse non è vero che non riesco più a scrivere. Forse scriverò una poesia.



Commenti

pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
michelino, ha scritto: Molto bello Burano, mi sembra scritto con la carne, con tutto il corpo.
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Grande, e grazie. È scritto di getto, quindi non avevo intenti particolari. Ma sapere che traspare quello che tu dici mi fa davvero piacere.
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Moony, ha scritto: Mi sento talmente negata a scrivere i Fluency Writing quando leggo quelli degli altri. Probabilmente il mio problema è che non mi lascio mai andare completamente. Ma amen, non sono qui per parlare di me. Dunque, se non si è capito, ammiro come tu sia riuscito a scrivere esattamente ciò che avevi dentro e che avevi bisogno di esternare. Posso scorgere due lati di te tramite ciò che hai scritto. Ho percepito la tua frustrazione, il tuo dolore, forse ma anche la tua voglia di andare avanti. E anche quella corda di pensieri che ti riporta al tuo dolore. O magari mi sbaglio io e vedo cose che non ci sono. Sono d'accordo con te. Riesco a dare il mio meglio quando sono carica di negatività. E' mai possibile?
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
liax, ha scritto: "Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle. Si tratta di arrivare all'ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa. Scusi il gioco di parole. IO è un altro. " di a.Rimbaud
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Penso tu ci abbia visto bene Moony, non sbagli. E probabilmente c'è anche molto altro da vedere. Non solo riesco a dare il meglio quando sono carico di negatività, è che sto proprio meglio! Se tutto va bene e non ho nulla che mi tormenta non mi sento a mio agio, sento che qualcosa sta per succedere. Per fortuna riesco a trovare molto facilmente pensieri che mi turbino, per cui gestisco abbastanza bene la cosa.
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Conosco bene "Io è un altro" di Rimbaud, liax. E proprio leggendo le stesse parole che hai citato nel tuo commento, tempo fa ho scritto una poesia (ancora senza titolo), che ora mi sento in dovere di pubblicare. Il titolo come dicevo non c'è ancora, quindi se vorrai darmi un'idea (tu come chiunque altro), mi farà solo piacere. Per ora la pubblicherò con il nome di "senza titolo", per far vedere tutta la mia fantasia! Buona lettura a chi perderà un po' del suo tempo a darle un'occhiata :)
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Moony, ha scritto: Come ti capisco, caro il mio Burano. Sono una persona che pensa parecchio e quindi ho sempre qualche pensiero che mi turba. A volte, però, è davvero bello staccare il cervello e non avere niente cui pensare. Si vede che c'è molto altro. E mi perderò a cercarti ancora nei tuoi scritti!
pubblicato il venerdì 9 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Avresti dovuto perderti prima nei miei scritti Moony, tempo fa li ho cancellati tutti dal sito! Se vuoi contattarmi per email sarò felice di farti leggere altro, se ne hai il coraggio ;) Nel frattempo, pubblico la famosa "senza titolo". http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=102267
pubblicato il sabato 10 ottobre 2015
Moony, ha scritto: E perché non dovrei averne? Aspettati una mia e-mail [Sempre che il sito collabori]. Son curiosa!
pubblicato il sabato 10 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Va bene! Se non mi arriva nulla ti scrivo la mia email sotto un tuo lavoro (non mi fido tanto del sito, ormai).
pubblicato il sabato 10 ottobre 2015
Moony, ha scritto: Io ti ho già scritto ma ho l'impressione [chissà come mai!] che non ti sia arrivato nulla.
pubblicato il sabato 10 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Allora provvedo subito su uno dei tuoi lavori :)
pubblicato il sabato 10 ottobre 2015
pepper, ha scritto: Buffo. Io scrivo quando sto male ma non così male. Nel senso, se non scrivo è perché proprio sto male. Male nel senso che nemmeno ho voglia di comunicare, me ne sto chiusa, sigillata, blindata. Scrivere è una sorta di psicanalisi e le sedute silenziose sono le più cariche di sofferenza. Comunque bel lavoro, Burano. Dà la misura di quanto, a volte, ci si senta dentro un teatro dell'assurdo.
pubblicato il domenica 11 ottobre 2015
Burano, ha scritto: Grazie pepper :)

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