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lavoro pubblicato lunedì 5 ottobre 2015
ultima lettura domenica 23 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Scelte Decisive

di FrancescoGiordano. Letto 523 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In un ipotetico futuro, una catastrofica epidemia mette in serio pericolo la sopravvivenza della razza umana.

«Sei sicuro che sia in questo posto?»

La domanda dell'uomo sorgeva spontanea, davanti a lui era presente una casa di due piani che definire tale era un grosso complimento. La maggior parte del legno di cui era composta l'abitazione era ormai marcito, ma lo scempio non si fermava solo a quello. In alcuni punti c'erano dei buchi di diversa grandezza, era un miracolo che riuscisse ancora a stare in piedi.

«Certo che si, i nostri uomini l'hanno seguita fino a qui, non possono essersi sbagliati. Almeno che non abbiano avuto la sfortuna di trovare un sosia della dottoressa, ma ne dubito.» rispose ironicamente il collega, che nel frattempo stava dando uno sguardo ad alcune fotografie che ritraevano la persona che stavano cercando.

Non c'erano dubbi, le immagini confermavano che quella era la casa. La cosa aveva colpito tutti di sorpresa, non si sarebbero mai aspettati che una figura importante come la dottoressa Alessandra potesse davvero vivere in quelle condizioni. Molti avevano teorizzato che se lo faceva, doveva esserci un buon motivo. Disponeva di denaro ed era famosa, poteva trovare un'abitazione più confortevole in poco tempo, diversamente dalla maggior parte degli umani.

«Bene, non ci resta che andare, allora.» disse l'uomo che aveva esternato dubbi sulla veridicità delle informazioni dell'agenzia. Il suo collega, dopo aver posato le foto in una borsa a tracolla, decise di seguirlo.

Intorno alla casa c'erano diversi alberi ed una grande distesa di terra piena di diverse piante e fiori. Quella scena aveva colpito davvero molto i due uomini, che stavano iniziando a pensare che l'incontro con la dottoressa avrebbe risolto tutti i problemi che la terra stava affrontando negli ultimi tempi.

Non appena arrivarono davanti alla porta dell'abitazione, il secondo uomo bussò. I minuti passarono, ma nessuno rispose, quindi cercò di aprirla per scoprire se era aperta oppure no. Visto lo stato della casa, anche se fosse stata chiusa sicuramente con un po' di forza avrebbero potuto sfondarla. Non era di certo un gesto carino, ma la loro missione era troppo importante per formalizzarsi su certe cose.

Ma la forza bruta non era necessaria, perché la porta era aperta. Non appena misero piede all'interno, la prima cosa che videro era una donna seduta su un divano. In mano aveva un libro che era intenta a leggere, mentre tra i denti teneva stretta una pipa, di quelle che ormai erano molto rare a trovarsi.

La cosa più strana di tutto era un'altra, nonostante i due uomini fossero entrati, la padrona di casa non gli diede attenzione. Rimase con il capo chino a leggere quasi come se si trovasse in un mondo a parte.

Dopo essersi guardati in volto, Luke, l'uomo con le foto, decise di aprire bocca «Ehmm... Salve, dottoressa Spike...» salutandola per attirare la sua attenzione.

A quanto pare la mossa stava funzionando, perché la donna posò il suo sguardo verso l'individuo che aveva appena parlato.

Dopo essersi tolta la pipa dalla bocca, che adesso teneva con la mano destra, disse «Era da tempo che non sentivo qualcuno bussare alla porta, di solito entrano senza chiedere il permesso.» dopo una breve pausa aggiunse «Ma è ancora più raro che qualcuno mi chiami dottoressa... A questo punto immagino che voi non siate due comuni banditi o furfantelli da strapazzo. La domanda più giusta da fare quindi è, chi siete?»

Questa volta fu l'altro individuo a parlare, Paul «Ha indovinato dottoressa. Siamo Paul Jackson e Luke Watter, siamo qui per parlarle a nome dell'agenzia Difesa dei Sei Continenti e...» che non riuscì però a completare la sua sentenza.

«Difesa dei Sei Continenti? Non ho mai sentito questo nome...» si intromise nuovamente la dottoressa, che aveva posato la pipa tra i denti. Il suo volto era offuscato dal fumo che fuoriusciva da essa, quasi come se non volesse farsi vedere bene in viso, una sorta di difesa contro due sconosciuti.

«Vede, è un ente nato qualche mese dopo l'inizio dell'Epidemia delle Piante per cercare di risolvere la situazione e far sopravvivere la razza umana.» questa volta a parlare fu Luke.

«Ah, allora si vede che stanno facendo molto bene il loro lavoro, visto che l'epidemia non è ancora terminata e che malattie e caos sono ancora presenti!» commentò ironicamente la donna, che tornò a leggere il suo libro come se avesse perso ogni interesse nei due uomini.

«Ha ragione, per questo siamo venuti da lei a chiederle aiuto. E' la nostra ultima possibilità... Abbiamo già parlato anche con altri scienziati, alcuni hanno accettato, altri no, mentre alcuni erano già morti...» il tono grave di Luke lasciava intendere che la situazione era davvero disperata.

Sentendo quelle parole, la donna diede vita ad una sonora risata, che colse alla sprovvista entrambi gli uomini, che si guardarono negli occhi con un'espressione sorpresa. I due pensarono che forse la dottoressa non aveva sentito bene la domanda.

«Fatemi capire, volete chiedere aiuto a me?» Alessandra pronunciò la parola "me" come se volesse sottolinearla.

«Certo, vede, lei è la maggior esperta di organismi geneticamente modificati, con il suo aiuto potremmo...» Paul cercò di spiegare la situazione, ma anche questa volta venne interrotto.

«Avete del coraggio solo a pensare cose del genere, voi e la vostra organizzazione. Per caso vi siete dimenticati che dieci anni fa gli OGM sono stati aboliti dalla faccia della terra? E con loro anche ogni tipo di ricerca su questo campo?» disse la dottoressa, puntando il perno della pipa verso i due individui.

«Si ma pensavamo che lei in qualche modo avesse ancora qualche studio o strumento... Fuori di qui ci sono molte piante e fiori che sembrano sane! Come gli alberi del resto!» incalzò Paul.

Dopo un'altra risatina, la padrona di casa disse «Mi dispiace ma siete arrivati a delle conclusioni affrettate. Tutto quello che vedete qui in giro l'ho piantato io, ma con semi del tutto normali. Nel giro di qualche giorno moriranno come tutti i fiori, piante ed alberi del mondo. Mi dispiace aver alimentato false speranze signori.» spiegando il tutto e tornando a fumare la sua pipa.

«Ma... Allora come mai vive in un luogo così sgangherato? Sicuramente perché ci sarà qualche laboratorio o studio no?» aggiunse Luke, il suo amico era rimasto colpito dalla verità.

Alessandra rise per la terza volta «Scusate ma toglietemi una curiosità, siete dei dottori o degli scienziati anche voi oppure no? Sentendo le vostre parole credo proprio di no. Vi dimenticate che dieci anni fa anche tutti gli strumenti sono stati distrutti, con loro anche tutti gli studi e tutto quello che un giorno avrebbe potuto portare alla rinascita degli OGM. Se ricordo bene sono stati uccisi anche un paio di individui che potevano creare strumenti per studiare questi organismi, ma non so se si tratta di voci oppure no.» queste storielle nacquero subito dopo il divieto, ma quello che però la donna non sapeva era che fosse tutto vero. Per evitare che gli scienziati continuassero a portare avanti la ricerca sugli OGM in segreto, presero la decisione più dura, uccidere tutti coloro che potevano creare le attrezzature necessarie, oltre a distruggere quelle già presenti.

Dopo una pausa, aggiunse «Dovreste cercare loro, non me, io sono una studiosa, non ho le capacità per creare un laboratorio intero, il vostro ragionamento è sbagliato alla radice purtroppo. E se volete tanto saperlo, vivo qui semplicemente perché era la mia vecchia casa dove ho vissuto con la mio marito e la mia bambina.» concluse, rivelando più di quello che voleva dire.

Il silenzio cadde nella stanza. Come molti altri, anche lei aveva perso i suoi cari, sicuramente a causa della malattia causata dall'epidemia. I due uomini chinarono il capo, capendo che la loro ultima speranza era ormai sparita del tutto.

Ma Luke non voleva ancora arrendersi «Ma sono sicuro che con il suo aiuto riusciremo comunque a trovare una soluzione...» ma dal tono di voce non ne era così sicuro.

Questa volta la donna non sorrise, anzi, il suo sguardo sembrava quello di una bestia inferocita «Sentite, forse non vie è chiara una cosa, anche se non sono credente, non sono un Dio sceso sulla terra per risolvere il problemi del mondo, purtroppo per la razza umana. I politici per cui lavorate, in passato hanno preso una decisione molto importante che adesso si sta rivoltando contro di loro. Io ho già cercato di fare il possibile, cambiai lavoro e cercai un modo per rendere più precisi gli incroci genetici tra animali e piante, ci sono anche riuscita, ma...» questa volta fu lei ad essere interrotta.

«Ma purtroppo contro l'Epidemia delle Piante non serve...» disse Paul, che a quanto pare conosceva qualcosa sui vecchi studi della dottoressa.

«Esatto.» disse Alessandra «Da quello che ho letto per eliminare questa epidemia c'è solo un modo, inserire un gene che le piante, fiori ed alberi in natura non hanno. Quindi non importa quanti incroci facciate, sarà sempre inutile. Per la cura della malattia invece? Ci sono speranze?»

«Purtroppo no, ci troviamo davanti ad una situazione davvero complicata. Ci stanno lavorando i migliori dottori, ma ancora non riescono a capire come poter almeno alleviare i sintomi dei malati...» spiegò Luke.

«Capisco... E' davvero un peccato, ma anche con una cura non risolverebbero niente, visto che l'epidemia colpisce anche i prodotti ortofrutticoli, è così che è nata, dopotutto. Possiamo curarci, ma abbiamo anche bisogno di mangiare...» disse con fare pensieroso la dottoressa.

«Si, non si è salvata nemmeno la carne, visto che gli animali sono stati allevati con mangimi infetti... Ma anche se fosse, qualsiasi essere vivente che rimane a contatto per troppo tempo con qualcosa di infetto, rischia di ammalarsi...» precisò Paul.

«Vero, quindi l'unica cosa che vi resta da fare è salvare i non infetti ed andare in un altro pianeta... Peccato che anche l'esplorazione spaziale e tutto quello che ne era collegato venne eliminato dieci anni fa. Sono stati proprie dei geni, hanno tolto di mezzo le uniche due cose che potevano salvarci.» Alessandra rise di nuovo, ma questa volta si trattava di un riso amaro.

«Non ha nessun consiglio da darci?» Luke non sapeva cosa altro dire, non voleva però aver fatto tutta quella strada per nulla.

«Cosa vuoi che ti dica? Non vi resta che creare una macchina del tempo per tornare indietro di dieci anni e dire a tutti di non fare scelte sbagliate. Soprattutto di non far decidere la sorte degli OGM da persone che non ne sanno nulla a riguardo e di non dare ascolto a immaginette stupide sul viaggio nello spazio e sul fatto di trovare acqua su un altro pianeta mentre sul nostro l'acqua non c'è per tutti. La propaganda di dieci anni fa ha avuto effetti solo adesso, sinceramente nemmeno io mi sarei mai aspettata che la situazione degenerasse fino a questo punto...» rispose ironicamente la padrona di casa, che non poteva fare davvero nulla per cambiare le sorti della razza umana.

«Quindi questa è la fine?» disse Paul, non era una domanda diretta ad Alessandra, ma più un pensiero detto ad alta voce.

«Credo proprio di si... Ormai nemmeno i ladri possono più sopravvivere, visto che è quasi tutto infetto. I giorni della forza bruta sono finiti, ma presto termineranno anche i giorni degli umani su questo pianeta. Ma non vi preoccupate, almeno avete fatto ricerche sulla robotica perché i droni erano divertenti e le persone si sono appassionate. Se dovesse davvero tornare indietro nel tempo mi sa che vi conviene rendere più divertente tutta la scienza, così nessuno avrà più paura di illuminati o complotti, o almeno lo spero.» dopo una breve pausa, la dottoressa aggiunse «Comunque vi consiglio di andarvene, non posso esservi utile e sono stata infettata anche io, se non volete morire prima del tempo, è meglio che vi allontaniate.»

I due uomini rimasero a bocca aperta, più per la paura che per il colpo di scena. Erano stati a contatto con la donna per parecchio tempo, potevano già essere infetti.

«Perché non ha detto nulla prima che iniziasse la discussione?» disse con tono adirato Luke.

«Per vari motivi, non me l'avete chiesto, non ci ho pensato e abbiamo toccato l'argomento solo adesso. Comunque non vi preoccupate, non sono ancora ammalato, ho fatto alcune analisi, quello lo so ancora fare, ed è uscito fuori che tra tre giorni cadrò vittima della malattia. Quindi potete dormire sonni tranquilli.» spiegò la padrona di casa, che era tornata a leggere.

A quel punto Paul non poteva che porre alla donna un'ultima domanda «Se sapeva che era pericoloso, perché ha voluto coltivare tutte quelle piante ed alberi?»

Il volto di Alessandra divenne preda della tristezza mentre pronunciava le seguenti parole «Perché è un gesto che mi ricorda della mia famiglia. Non solo mio marito e la mia bambina, ma anche di mio padre, mia madre e mio fratello...»

Dopo aver sentito ciò, Paul e Luke non poterono far altro che lasciare da sola la dottoressa. Senza dire una parola, abbandonarono quella casa, tornando alla base della Difesa dei Sei Continenti per dare la brutta notizia.

Senza l'aiuto dottoressa il futuro della razza uamana divenne ancora più buio di quanto non fosse già.



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