ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 30 settembre 2015
ultima lettura martedì 12 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Job Fighters

di FrancescoGiordano. Letto 561 volte. Dallo scaffale Fantascienza

«Salve, come posso esserle utile?» chiese una giovane donna seduta dietro ad un bancone bianco e perfettamente lindo e pulito.«Salve a lei, sono venuto a consegnarle il mio curriculum.» rispose un ragazzo alto e muscoloso, sembr...

«Salve, come posso esserle utile?» chiese una giovane donna seduta dietro ad un bancone bianco e perfettamente lindo e pulito.

«Salve a lei, sono venuto a consegnarle il mio curriculum.» rispose un ragazzo alto e muscoloso, sembrava una montagna vivente, tanto che era robusto. Dopo aver ribadito queste parole, con la mano destra posò un foglio di carta sul bancone.

La donna lo afferrò quasi istantaneamente e gli diede un'occhiata, rimanendo in silenzio per qualche secondo «Hmm... Vedo che ha fatto diverse esperienze in passato... Come mai ha cambiato tante volte datore di lavoro, se posso chiedere?» concluse, osservando il suo interlocutore negli occhi.

«Ad essere onesto i primi lavori li ho cambiati per un solo motivo, venivo contattato da altre compagnie che mi offrivano contratti più vantaggiosi. Purtroppo con l'ultimo datore invece sono stato più sfortunato.» rispose il ragazzo.

«Può essere più specifico sull'ultima prestazione lavorativa?» incalzò la donna.

«In sintesi è andato tutto bene fino a quando il direttore non ha avuto dei problemi con la giustizia. A quel punto abbiamo perso tutti il nostro lavoro e adesso sono di nuovo alla ricerca di un'occupazione.» spiegò il ragazzo, senza mostrare rabbia o indignazione, sentimenti che l'avevano consumato quando scoprì che aveva perso tutto.

«Mi dispiace... Purtroppo sono in molti ad utilizzare sotterfugi non legali per rimanere a galla, le posso assicurare però che la nostra azienda non ha mai fatto nulla del genere! Non ne ha bisogno, visto che è una delle poche a cavarsela piuttosto bene.» tenne a sottolineare la donna, ribadendo le ultime parole con una certa vanità.

«Si, lo so bene, per questo sono venuto qui, in modo tale da evitare di rimanere di nuovo in mezzo ad una strada.» replicò il ragazzo.

«Devo darle una brutta notizia però...» tornò a parlare la donna «Siamo già al completo, sa cosa significa ciò, vero?» concluse, mostrando un'espressione rammaricata.

"Iniziamo bene" fu la prima cosa che il ragazzo pensò, ma si era preparato anche per questa evenienza. Sapeva che quell'azienda era una delle poche che non era sull'orlo del fallimento, quindi la notizia non lo stupì più di tanto.

«Si lo so e sono pronto anche adesso se vuole.» rispose, senza aggiungere altro.

«Anche se ammiro la sua determinazione devo informarla che adesso non possiamo fare nulla. Torni alle 23 va bene? Così entrambi avrete il tempo di prepararvi.» la donna gli indicò la porta e poi aggiunse «Può andare se vuole, ci vediamo dopo!»

il ragazzo seguì le indicazioni della sua interlocutrice senza fiatare, l'unica cosa che disse prima di andare fu «Arrivederci.», per poi uscire dalla stanza.

Gli era sfuggito di mente, ma visto il benessere e la grandezza di quella azienda, era normale che l'evento che il ragazzo doveva affrontare venisse ripreso in diretta. I colloqui che aveva sostenuto in passato erano registrati, ma si trattava comunque di negozi o aziende piccole, nessuna arrivava al livello della "Spender Company".

Visto che doveva aspettare diverse ore prima di tornare, Alex entrò in macchina e decise di rincasare. Viveva da diverso tempo con la sua ragazza in un locale molto piccolo, perché non potevano permettersi di meglio, almeno non ancora. Lei faceva la cassiera, un lavoro molto comune per una donna, ma visti i tempi probabilmente avrebbe fatto quel lavoro per tutta la vita. Per questo motivo il ragazzo contava molto di ottenere una nuova occupazione, visti i suoi precedenti era anche sicuro che ce l'avrebbe fatta.

Appena mise piede in casa, si ricordò che c'era anche altro che lo spingeva sempre a dare il meglio, la voglia di non vivere per sempre in quel buco. Il giovane amava molto la sua Marta, entrambi provavano un grande affetto l'uno per l'altra. I loro sentimenti erano così forti anche perché entrambi avevano perso i propri genitori da diverso tempo, fortificando ancora di più il loro legame e la speranza di un futuro migliore da parte di Alex.

Era proprio per lei che faceva quello che faceva, anche se era pericoloso al momento non poteva guadagnare in altro modo, quindi non gli restava che rischiare. Ormai anche per diventare un venditore porta a porta o promoter bisognava avere diverse conoscenze che lui non aveva.

Ma la vita che conduceva non gli dispiaceva, con il passare del tempo la sua occupazione aveva acquisito sempre più popolarità, portando anche a salari più alti. Certo, avrebbe preferito fare altro, ma la situazione non glielo permetteva.

Ora che era rientrato in casa ebbe il tempo per farsi una doccia, mangiare e rilassarsi. Visto che la sua ragazza aveva altri impegni oltre a quelli lavorativi, non fu in grado di vederla prima di partire e tornare alla Spender.

«Oh, salve signor Alandras. Prego, mi segua!» disse la donna dietro al bancone non appena vide entrare il ragazzo.

Alex venne condotto in una stanza simile ad uno spogliatoio, rimase a bocca aperta nel vedere quanto fosse grande. Non aveva idea che aziende del genere trattassero così i loro dipendenti, anche se non avevano un vero contratto.

«Bene, se vuole può prepararsi qui. A breve quell'entrata» la donna indicò una porta di colore nero «si aprirà ed il colloquio avrà inizio. Se risulterà più convincente dell'ultimo arrivato prenderemo lei al suo posto. Leggendo il suo curriculum ho visto che lei è già abituato a tutto questo, ma glielo chiedo comunque, conosce tutte le regole?» concluse.

«Si, non ho bisogno di spiegazioni, grazie.» rispose il ragazzo, continuandosi a guardare intorno, notando uno strano scomparto.

La donna notò la sua espressione e aggiunse «Se vuole può portare qualcosa prima di entrare, non è obbligatorio, ma è probabile che il candidato contro il quale dovrà confrontarsi se ne approfitterà.»

«No grazie, non ho bisogno di nulla.» non voleva fare l'eroe, ma Alex era sicuro nelle sue capacità e del fatto che ne sarebbe comunque uscito vincitore.

«Capisco... Allora non mi resta che farle un in bocca al lupo, signor Alandras.» ribadì la donna, prima di uscire dalla stanza.

Il ragazzo era rimasto da solo, mentre aspettava diede un'altra occhiata in giro, notando molti cassetti vuoti e panche di legno. Era davvero uno spogliatoio ben fornito, il tutto aumento la sua voglia di primeggiare ed ottenere questo nuovo contratto.
Nel giro di pochi minuti Alex sentì un click, era il segnale, la porta si era aperta e poteva finalmente confrontarsi con il suo rivale.

Superato l'uscio si ritrovò davanti non solo l'ultimo arrivato, ma anche una folla gremita ed urlante. Il frastuono era tale che il ragazzo aveva difficoltà addirittura a sentire i suoi pensieri. C'era anche un terzo individuo tra i due, vestito di tutto punto. Era l'Arbitro, colui che avrebbe dato il via all'incontro tra i due.

Quella era la vita di Alex, il suo mestiere aveva molti nomi, come "Nuovi Gladiatori", ma quello più utilizzato era "Job Fighters", perché i due contendenti lottavano letteralmente per un'occupazione.

La crisi divenne così cupa che tutti coloro che cercavano un lavoro iniziarono ad acconsentire a qualsiasi cosa, pur di avere qualche soldo per campare. Inizialmente venivano trattati da schiavi dai vari dipendenti e pagati pochi spiccioli. Poi si passò ad utilizzarli per creare giochi sadici o umilianti, il tutto per migliorare il carattere dei lavoratori che diventavano spettatori di un reality show perverso.

Infine si passò al combattimento tra varie persone, così nacquero questi combattenti. Agli inizi si trattava solo di uno svago, ma poi i direttori capirono che potevano creare qualcosa di più, come ad esempio mostrare il proprio prestigio tramite i vari lottatori. In questo modo anche gli sponsor entrarono nel modo dei Job Fighters, aumentando sensibilmente i guadagni.

C'erano diversi tipi di incontri, quello di Alex era per entrare in un team di lottatori. Se la squadra era piena, l'ultimo arrivato doveva combattere con il nuovo arrivato per difendere la sua posizione. Il vincitore avrebbe ottenuto un "contratto" o tenuto quello che aveva già, anche se era più un accordo, visto che lavoravano in nero e non c'erano carte da firmare.

La maggior parte delle volte però, dovevano lottare contro i "Gladiatori" di altre aziende o negozi, le scommesse erano sempre presenti in queste categorie di scontri. Questa attività ufficialmente era illegale, ma ufficiosamente era permessa, anche per dare lavoro ai tanti giovani che ne erano sprovvisti. Ma la popolarità dei Job Fighters crebbe al punto tale che diverse reti televisive mandavano in onda i diversi incontri, anche se solo a notte fonda per evitare problemi con la legge.

Solo le aziende più redditizie potevano permettersi una cosa del genere, come appunto la Spender. Alex si guardò intorno e notò le diverse telecamere, nonostante fosse la sua prima volta in diretta non era nervoso, anche perché non aveva il tempo per preoccuparsi di queste cose. Il suo nemico era pronto a lottare e, come aveva presagito la donna, impugnava un'arma, per la precisione un bastone di ferro.

Il ragazzo non era intimidito nemmeno da questo fatto, era calmo e concentrato come sempre, non era la prima volta che lottava contro un nemico armato.

I due combattenti si posizionarono al centro del ring, che era circolare, dando il via alla presentazione dell'Arbitro «Signore e signori, vi do il benvenuto alla Spender Company dove si terrà l'incontro di oggi. I due contendenti si sfideranno per entrare nella nostra azienda, chi sarà il più forte? Chi di loro è pronto a dare tutto se stesso per ottenere un contratto? Lo scopriremo a breve! Lasciatemi presentare i due coraggiosi lottatori!» dopo aver concluso il suo discorso, l'uomo di mezza età si avvicino al ragazzo.

«Alla destra del ring abbiamo Alex Alandras, anche se è la prima volta che appare in televisione, il suo curriculum ci dice che è un esperto Gladiatore, diventando anche il Numero Uno di diverse aziende e negozi.» questa era la presentazione. Diventare "Numero Uno" significava in sintesi diventare il miglior lottatore di una determinata compagnia, un altro termine utilizzato era Campione.

L'Arbitro si spostò poi verso il contendente «Alla sinistra invece abbiamo Berry Tompson, l'ultimo acquisto della Spender Company. Anche lui ha una pregressa esperienza nel combattimento ed ha già dimostrato le sue capacità, ma sarà in grado di tenere testa al suo contendente?» una volta lanciato questo quesito, a cui nessuno dei presenti dava molto peso, si posizionò nuovamente al centro del ring ed aggiunse «Bene, signore e signori, il tempo delle chiacchiere è terminato! Che la lotta abbia inizio!» una volta aver concluso, l'Arbitro uscì dal ring tramite una terza porta, lasciando i due Gladiatori da soli.

Berry non perse tempo e si fiondò subito verso Alex, cercando di colpirlo con il suo bastone di ferro. Anche Tompson era muscoloso e robusto, era una caratteristica comune di tutti i combattenti, di solito puntavano più sulla potenza che sull'agilità, erano infatti pochi i lottatori snelli perché più fragili.

Il ragazzo riuscì comunque ad evitare i colpi del suo avversario senza problemi, non appena vide un'opportunità, gli diede un pugno sul mento per intontirlo e lasciarlo scoperto. Berry barcollava e Alex se ne approfittò tirandogli un calcio sul viso, facendolo cadere a terra e lanciando via il bastone di ferro.

L'unica cosa che i Gladiatori potevano portare con loro era un'arma a loro scelta, nient'altro, né armature né trucchi strani come scarpe con rinforzi di metallo. Era una delle poche regole presenti, insieme a quella di non uccidere l'avversario. Inoltre i lottatori "ufficiali", cioè quelli che combattevano per una determinata azienda, dovevano obbligatoriamente indossare la maglia della propria compagnia.

Alex si avvicinò al corpo del suo avversario e gli diede tre calci sullo stomaco, facendolo urlare per il dolore, cosa che fomentò la folla che stava assistendo allo spettacolo. Il ragazzo era stato diverse volte un Numero Uno, quindi era abituato a quell'ambiente e a tutte le tecniche da utilizzare per sopravvivere. Non era diventato così forte per caso o perché era un talento naturale, semplicemente si era impegnato ed era riuscito ad ottenere ottimi risultati.

Berry cercò di rialzarsi, ma l'unica cosa che riuscì a fare era gattonare verso il bastone di ferro. Era così lento che Alex lo fermò dandogli un altro calcio sul volto, mettendolo nuovamente al tappeto. Il ragazzo iniziò a girare attorno al corpo del suo povero avversario, tormentandolo con altri calci.

L'unico modo per vincere un incontro era quello di far arrendere il proprio nemico. Non bastava semplicemente dire "mi arrendo", ma bisognava anche uscire dal ring dalla stessa porta dove si era entrati. Non era quindi solo una sfida di forza, ma anche di determinazione, perché fino a quando uno dei due non fosse uscito, la lotta non si sarebbe fermata.

Infliggere dolore era più importante di ogni altra cosa ed Alex lo sapeva molto bene. Per questo motivo, dopo alcuni calci, decise di chiudere lo scontro cercando di spezzare la gamba di Berry. Questa mossa non andava contro il regolamento, mentre tagliare arti con le armi era invece proibito.

Anche se inizialmente l'avversario cercò di resistere, vedendo che il ragazzo stava facendo sul serio, decise di arrendersi, raggiungendo la sua porta gattonando. Alex aveva vinto e la folla urlò per lo spettacolo offerto, non di certo per il suo trionfo, a loro non importava.

Anche il ragazzo tornò nello spogliatoio, ad aspettarlo c'era la donna che poco prima l'aveva accompagnato in quella stanza.

«Salve, signor Alandras, complimenti per la vittoria. Vista la sua esperienza non ho bisogno di dirle che da domani potrà lavorare con noi, l'aspetto.» non appena concluse il suo discorso, la donna fece un piccolo cenno del capo e andò via.

Alex non ebbe il tempo di dire nulla, ma era comunque molto felice di aver trovato finalmente un nuovo lavoro. Anche se non aveva un contratto sapeva che la Spender Company pagava bene, certo, doveva stare comunque attento ad altri nuovi aspiranti lottatori, ma grazie alla sua esperienza era sicuro che sarebbe rimasto a lungo in quella azienda. Anzi, già immaginava di diventare nuovamente il Numero Uno, ed essere il Campione di una compagnia del genere significava avere uno stipendio di tutto rispetto.

Il ragazzo abbandonò la Spender con un grosso sorriso sul volto, pronto ad impegnarsi per diventare il migliore della sua squadra. Non lo faceva solo per lui, ma anche per la sua amata Marta, per il loro futuro.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: