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lavoro pubblicato venerdì 25 settembre 2015
ultima lettura domenica 26 gennaio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Panacea: Capitolo 8

di FrancescoGiordano. Letto 470 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Il piano di Alex e dei suoi colleghi aveva funzionato alla perfezione, ancora una volta erano stati in grado di farla agli agenti dell'S.S.I., sbarazzandosi una volta per tutte di Tony. Anche se non era la prima volta che ammazzava un uomo, l'immagine ...

Il piano di Alex e dei suoi colleghi aveva funzionato alla perfezione, ancora una volta erano stati in grado di farla agli agenti dell'S.S.I., sbarazzandosi una volta per tutte di Tony. Anche se non era la prima volta che ammazzava un uomo, l'immagine del terrore dipinto sul volto della vittima era ancora fresca nella sua mente. Vedersi puntare una pistola addosso non era mai piacevole, il direttore della Biofood l'aveva scoperto poco prima di salutare questo mondo.

Avevano abbandonato l'azienda da almeno un ora e si trovavano adesso in una macchina, il loro nuovo obiettivo era un luogo stabilito in precedenza dalla loro organizzazione. Quella era l'ultima tappa da raggiungere prima di poter definire completa la missione, senza inseguitori potevano proseguire in totale tranquillità.

Una volta arrivati a destinazione, i tre uscirono dalla vettura e si avvicinarono verso un magazzino che, ad una prima occhiata, sembrava abbandonato. Magicamente la saracinesca di uno dei depositi si aprì, dal suo interno apparve una donna alta, dai lunghi capelli rossi, che si avvicinò lentamente ai tre uomini.

«Allora, com'è andata?» chiese non appena raggiunse il gruppo.

«Tutto bene, ecco le prove.» rispose Alex, consegnando un dispositivo simile ad un tablet. Al suo iterno era registrata l'esecuzione dell'intero piano, dalle esplosioni per confondere gli agenti dell'S.S.I., fino al momento esatto in cui l'uomo aveva sparato a Tony.

Quella era una prassi, almeno per quanto riguardava tutti gli incarichi diretti dell'Ombra Bianca, in questo modo potevano non solo valutare le abilità dei loro mercenari, ma anche capire come si erano svolti i fatti. Quest'ultima possibilità era molto utile in caso si rivelasse necessario modificare la scena del crimine per sviare le indagini, oppure se muovere qualche filo per chiuderle in anticipo. Avevano occhi ed orecchie ovunque, per questo motivo riuscivano sempre a farla franca, erano dei professionisti e non lasciavano nulla al caso.

La donna, senza perdere troppo tempo, diede subito uno sguardo. Non sarebbe spettato a lei dare una valutazione e memorizzare il tutto, ma doveva essere sicura che avessero completato la missione. In caso contrario li avrebbe immediatamente fatti fuori, lasciare in vita qualcuno che aveva fallito il proprio lavoro poteva essere rischioso, perché quasi sempre si lasciavano dietro una scia di prove che li avrebbe potuti far scoprire.

Ma Alex ed i suoi colleghi non dovettero preoccuparsi, loro avevano completato l'incarico e, dopo qualche minuto, la donna disse «Ottimo, adesso potete andare, avete fatto un buon lavoro.» posando il tablet in una borsa e tornando velocemente nel deposito da dove era uscita solo qualche tempo prima.

I tre erano abituati a situazioni del genere, quando si trattava di lavorare i mercenari dell'Ombra Bianca erano sempre veloci e precisi. Nemmeno loro avevano tempo da perdere, nonostante fossero ormai lontani dalla Biofood, dovevano eliminare un'ultima prova, la macchina che avevano utilizzato per arrivare lì.

Usarono un luogo isolato, ben nascosto e molto lontano dalla zona dove avevano compiuto l'omicidio, era il metodo che utilizzavano ogni volta che dovevano compiere una missione che richiedeva l'usilio di una vettura. Il problema era che tale posto era distante anche dalle loro abitazioni, ciò li costringeva a tornare a casa tramite i mezzi pubblici od un Taxi. Di solito però, preferivano tornare a piedi, in modo tale da non farsi vedere da altri individui. Certo, la camminata durava parecchio, ma era una precauzione in più che era sempre meglio sfruttare.

Non era nemmeno un grosso problema, Allen e Forrest vivevano da soli, quindi non dovevano dare spiegazioni a nessuno, solo Alex aveva famiglia, ma aveva già avvisato la moglie, quindi non correva rischi. Il gruppo, dopo una lunga passeggiata della durata di un ora, era finalmente tornato a casa.

Il giorno successivo la notizia della morte di Tony Jasper era su tutti i giornali e televisioni, si parlava di una vera e propria esecuzione, che aveva portato la polizia ad ipotizzare una sorta di regolamento di conti relativo a qualche prestito non pagato. Teoria che non andava a braccetto con i guadagni dell'azienda, che era sempre in attivo di diversi milioni.

Nel frattempo, la società elesse un nuovo direttore per quella zona, in poco tempo tutti si dimenticarono del volto di Tony, come succedeva sempre con ogni delitto del genere. Inizialmente era l'argomento numero uno, ma nel giro di poco, nessuno se ne ricordava quasi più, fino a che qualcosa non faceva tornare la notizia alla ribalta, come l'aver scovato il colpevole o presunto tale.

Ma Alex, come sempre, era sicuro che nulla di tutto ciò sarebbe mai successo, era stato perfetto come sempre, non aveva lasciato nessuna prova, quindi nessuno avrebbe mai più sentito parlare dell'ex direttore dell'azienda.

Qualche giorno dopo, l'uomo venne chiamato nuovamente dalla direttrice della Green World, a quanto pare aveva un nuovo incarico per lui. Era un bene, visto che non aveva nessun lavoro dopo quello fatto per l'Ombra Bianca. La sera stessa i due si incontrarono nell'ufficio della donna, era arrivato il momento di parlare della missione.

«Salve, signor Lucas, sono felice di rivederla, questa volta abbiamo davvero bisogno del suo aiuto.» disse Clara, questo il nome della direttrice, non appena la discussione ebbe inizio.

«Mi sembra di capire dalle sue parole che il prossimo incarico non sarà una passeggiata...» commentò l'uomo, preparandosi al peggio.

«Non ha tutti i torti, questa volta le devo chiedere di compiere questa missione da solo. Anche se forse sarà più difficile per lei, siamo arrivati alla conclusione che un'azione solitaria potrebbe incrementare le possibilità di successo.» spiegò la donna.

«Non si preoccupi, questo è il mio lavoro, sono abituato anche ad incarichi difficili. Mi dica però, di cosa si tratta?»

«Questa volta dovrà recarsi al porto della città e infiltrarsi in una nave che trasporta petrolio. Il suo obiettivo è quello di scatenare in qualche modo un incidente che faccia cadere questo "Oro Nero" in mare, per poi distruggere anche la nave.» dopo una breve pausa aggiunse «Ma delle persone non ci interessa, solo la nave ed il petrolio sono gli obiettivi primari, se lo ricordi.»

Quell'ultima frase fece quasi sorridere Alex, capendo che per la donna la vita umana non doveva essere poi così importante. Ma poteva anche trattarsi di una maschera, oppure era una di quelle persone che seguiva la filosofia del "il fine giustifica i mezzi".

«Capisco... Si, credo di potercela fare, ho tutti i mezzi per necessari, quindi non dovrebbe essere difficile.» rispose l'uomo, dopo aver ascoltato tutto.

«Ne è sicuro? Conosco bene le sue capacità, per questo non vorrei metterla in pericolo, la nostra compagnia ha un gran bisogno di lei.»

Il mercenario non poteva credere alle sue orecchie, quelle parole potevano solo indicare una cosa, in futuro avrebbe potuto mettere le mani su tutte le missioni della Green World. Se ci tenevano tanto a lui, era probabile che anche i "veri" capi si erano ormai convinti delle sue capacità, in questo modo l'avrebbero chiamato più spesso per affidargli la maggior parte degli incarichi.

«Sono felice che vi preoccupiate per me, ma come ho detto prima, ho tutti gli strumenti necessari, poi non è la prima volta che mi sporco le mani con missioni pericolose, sono un professionista.» disse Alex.

«Bene, allora è deciso. La nave arriverà al porto precisamente giovedì, il nome dell'imbarcazione è Iceberg, ed è l'unica che approderà quel giorno, quindi non ce ne saranno altre, almeno trovarla sarà facile, per il resto, non posso che augurarle buona fortuna.»

Dopo gli ultimi saluti, l'uomo tornò a casa per prepararsi a dovere per la nuova missione. Questa volta non poteva contare su Allen e Forrest, ma non era un problema, ce l'avrebbe fatta anche da solo.

Tre giorni dopo, Alex si trovava al porto, come sempre l'ora era tarda per evitare di avere troppe persone intorno da evitare. Doveva già pensare a quelle presenti sulla nave, se ce ne fossero state altre a terra, la situazione si sarebbe ulteriormente complicata. Ma non c'era nessuno, quindi avvicinarsi e salire sulla nave non fu troppo difficile.

Il suo piano era semplice, trovare la stanza dove erano presenti i barili di petrolio, aprire un varco a lato della stessa e gettare il liquido in mare. In questo modo la colpa sarebbe ricaduta sulla struttura della nave o a qualche controllo fatto male, eliminando ogni sospetto di un intervento umano. Ipotesi che non sarebbe saltata in mente a nessuno, chi potrebbe distruggere le pareti di ferro di un'imbarcazione? Ma Alex era preparato anche per quello.

Una volta salito, doveva stare molto attento ai marinai che facevano da guardia, ma la sua abilità gli permise di eludere tutti senza sforzi. Questa volta non aveva a disposizione una mappa, quindi non sapeva precisamente dove recarsi per trovare il petriolo. Non era un problema, aveva portato un dispositivo per guardare attraverso i muri, in questo modo fu in grado di individuarne la posizione in poco tempo.

Più difficile era entrare, perché a guardia della stanza c'erano due uomini molto alti e muscolosi, erano sicuramente minacciosi, ma questo non avrebbe fermato l'uomo. Il petrolio era custodito nel piano più inferiore della nave, l'unica via di fuga erano le scale, ma poteva nascondersi in alcune zone.

Osservando la situazione, decise di utilizzare il trucchetto più vecchio del mondo, scagliare delle pietre per far allontanare i due marinai. Ne portava sempre un paio in un sacchetto, anche se poteva sembrare una stupidaggine, gli tornavano utili molto spesso, non solo in questa occasione.

Mise in atto il piano e, come predetto, i due uomini, insospettiti dal suono, corsero via, lasciando la porta incustodita. Entrare non era un problema, poteva scassinarla ad occhi chiusi, tanto che ormai era abile. Infatti in pochi secondi si ritrovò all'interno della stanza, davanti a lui c'erano molti barili di petrolio, ad occhio e croce erano più di cento.

Per evitare che i due marinai all'esterno potessero udire qualcosa, l'uomo appoggiò sulla porta un altro dispositivo. Le dimensioni non erano così diverse da un astuccio, ma il suo scopo era quello di, in un certo senso, "assorbire" i rumori ed evitare che fuoriuscissero dalla stanza.

A quel punto decise di darsi subito da fare, prese dalla tasca quello che sembrava un normale accendino, ma in realtà era uno strumento che sparava un raggio laser in grado di tagliare il metallo come se fosse burro. Utilizzava una tecnologia così all'avanguardia che non lasciava nemmeno segni di bruciature o altro, in questo modo la colpa non poteva ricadere su un atto doloso. In pochi secondi il varco era stato aperto, adesso toccava ai barili, che vennero aperti uno ad uno e poi gettati in mare.

Per l'ultima parte del suo piano era costretto ad uscire dalla nave, ma era consapevole del fatto che i marinai fossero ormai tornati. A quel punto era costretto ad affrontarli, quindi dopo aver aperto la porta, li colpì al volto con un pugno che li stese a terra. Scappare a quel punto fu una passeggiata, anche questa volta era riuscito ad evitare tutti i marinai e rimise piede sulla terraferma in pochi minuti.

Adesso doveva semplicemente appiccare un bel fuoco, aveva gettato parte del petrolio anche nella stanza dove era conservato, in questo modo la nave avrebbe fatto un bel botto. Prese quindi un fiammifero, lo accese, per poi gettarlo verso il liquido nero. Le fiamme apparvero dal nulla e seguirono la scia che Alex aveva tracciato pochi minuti fa, gettando tutti nel panico.

L'uomo corse via mentre udiva le urla disperate delle persone a bordo dell'imbarcazione, insieme all'allarme che era scattato per allertare tutti. Non sapeva se qualcuno sarebbe sopravvissuto a quell'inferno di fuoco e nemmeno gliene importava, quello che sapeva era che aveva compiuto la sua missione. Adesso non doveva fare altro che tornare alla Green World per riscuotere la sua paga e tornare a casa per riposare.

Ma le cose non andarono esattamente come aveva previsto, perché dopo qualche minuto di corsa, si trovò davanti qualcuno che non si sarebbe mai aspettato di vedere.

«Sei davvero qui, allora.» disse una voce.

Quella era la prima volta che Alex venne colto alla sprovvista, anche se non lo dava a vedere, non sapeva come comportarsi. Non era preoccupato di vivere o morire, ma del fatto che adesso qualcuno aveva visto il suo volto. Quell'incontro avrebbe potuto mettere la parola fine alla sua carriera, ma cosa gli avrebbe riservato il destino?



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