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lavoro pubblicato giovedì 24 settembre 2015
ultima lettura sabato 7 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Mass Effect #2 (Fan Fiction)

di Batckas. Letto 451 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Discorso tenuto dalla madre di Shepard (spaziale) tenuto cinque mesi dopo la fine della guerra in cui il comandante ha deciso di controllare i Razziatori. Sono due varianti dove cambia unicamente il personaggio amato da Shepard (Tali/Liara)

La donna si portò un fazzoletto agli occhi per asciugarsi le lacrime. Sollevò lo sguardo e vide tutte quelle persone, quegli uomini e quelle donne riuniti lì, per suo figlio. Molti erano soldati dell’Alleanza, altri semplici civili. Le altre razze anche avevano preso posto: Asari, Krogan, Turian, Salarian, persino qualche Batarian, tutti riuniti nel nome di un solo uomo. La donna si avvicinò al microfono. La commozione era evidente. L’ammiraglio Hackett era al suo fianco e la incoraggiò a parlare mettendole una mano sulla spalla. Erano ormai passati cinque mesi ma la perdita non era stata colmata. L’intera galassia piangeva ancora il suo salvatore mentre i Razziatori aiutavano a ricostruire ciò che era andato distrutto. La donna si avvicinò al microfono, nel volto quella decisione che molti avevano potuto vedere anche nel figlio.
-Mi chiamo Hannah Shepard. Sono la madre del comandante John Shepard. Sono qui… perché la galassia ha bisogno di lasciare andare il ricordo di mio figlio, di farlo riposare in pace. Ho visto in giro squadre di ricerca che ancora vogliono trovare il suo corpo. Lasciatelo stare. Mio figlio ha sempre sognato, fin da bambino, di poter salvare le persone che amava. Ha raggiunto il suo sogno, ha adempiuto a ben oltre i compiti che il suo ruolo di soldato gli imponeva. Vi prego con tutto il cuore: lasciatelo riposare in pace. È stato solo negli ultimi momenti di vita e non sappiamo cosa abbia fatto. Abbiamo visto i Razziatori piegarsi alla nostra volontà, aiutarci a ricostruire, diventare nostri alleati. Io non so mio figlio cosa abbia innescato. L’unica cosa di cui sono certa è che non ci avrebbe voluto vedere tristi. Ci ha donato un futuro, la speranza di poter continuare con le nostre vite in una galassia pacifica. Si è sacrificato per il bene di tutti. Non rendiamo vano il suo sacrificio piegandoci alla disperazione e al pianto.-
Hannah Shepard fece una pausa. Nonostante le sue parole, era la prima che ancora soffriva per la perdita del figlio.
-Io sono orgogliosa di lui. Tutte le specie possono esserlo. Sono certa, però, che anche lui sia orgoglioso di noi perché qui, oggi, per lui, abbandoniamo le antiche rivalità tra razze. Siamo tutti uniti: umani, Asari, Krogan, Turian, Batarian, Quarian… tutte le specie della galassia sono unite per creare un mondo migliore. Mio figlio si è sacrificato per donare la possibilità ai vostri figli di vivere nella migliore galassia che le stelle abbiano mai avuto occasione di vedere. Mio figlio, il comandante Shepard, ci ha donato un futuro. Facciamo in modo che sia il futuro per cui ha sempre lottato, fatto di pace, giustizia, onore.-
Hannah cominciò a singhiozzare, un attimo dopo il volto fu bagnato dalle lacrime, si piegò sul microfono mentre la sua commozione si diffuse su tutti i presenti. L’ammiraglio Hackett le andò vicino per confortarla e la allontanò dalla vista del pubblico. La banda militare intonò il canto funebre per gli eroi di guerra mentre una gigantografia del comandante Shepard veniva fatta scivolare alle spalle del palco: lo ritraeva mentre faceva il saluto militare.
Hannah si ricompose asciugandosi le lacrime.
-Sto bene, ammiraglio, davvero. Ho solo bisogno di un po’ di tempo.- disse la donna ad Hackett.
-C’è qualcuno che vuole vederti.- rispose l’uomo.
Hannah seguì l’ammiraglio in una stanza.
-Questo è stato l’equipaggio di tuo figlio, Hannah. Sono loro che lo hanno aiutato nella guerra contro i Razziatori…-
Hannah provò a non piangere ma la vista dell’equipaggio della Normandy in lacrime non glielo permise. La donna, non sapendo quali parole dire, allargò le braccia. Si avvicinò una Quarian e la abbracciò. Hannah poteva sentire che piangeva da dietro la maschera che le copriva il volto.
-Io… io vi ringrazio per essere stati con mio figlio fino alla fine.- disse, poi, Hannah. –Sono sicura che eravate una famiglia per lui… io vi ringrazio con tutto il cuore per averlo accompagnato nella sua ultima missione, per avergli reso la morte meno solitaria. Fin da piccolo raccontava di come avrebbe viaggiato tra le stelle e conosciuto tutte le razze della galassia. Vedo qui tra voi Turian, Asari, Krogan, umani, Quarian e persino un Prothean… mio figlio ha sempre ritenuto tutto possibile e lo ha dimostrato alla galassia. Ma vi chiedo una cosa: tornate dalle vostre famiglie se avete ancora la possibilità di riabbracciarle. Stringete i vostri cari, per lui. Per John. Vivete le vostre vite con gioia, non disperatevi per coloro che abbiamo perso ma gioite per coloro che sono rimasti. John non avrebbe mai voluto vedermi piangere così, non avrebbe voluto che nessuno di voi versasse una lacrima per lui. Ha sempre lottato per il prossimo… per questo aveva deciso di arruolarsi seguendo le orme mie e di suo padre. Sono sicura che lassù, dove riposano gli eroi come lui, i miei due uomini stanno recuperando il tempo che non hanno potuto passare insieme.- Hannah sollevò gli occhi al cielo ripensando al marito e al figlio.
-Raccontate di Shepard ai vostri figli ma con il sorriso sulle labbra. Ricordate l’uomo che era e il sacrificio che ha fatto con gioia, diffondete un messaggio di speranza alle generazioni future.-
-Vivremo come ci ha insegnato.- disse un Turian lì presente, Hannah notò le cicatrici sul suo volto.
-Il comandante Shepard ha salvato tutti noi, prima che la Galassia… ci ha insegnato cosa fosse realmente importante.- la ragazza che aveva parlato aveva il corpo ricoperto da tatuaggi. –Non ci ha mai lasciato andare all’odio.-
-Ha guidato la galassia nel momento del bisogno… ora saranno i suoi ideali a farlo.- Hannah fece un cenno con il capo e si allontanò, non riuscendo più a sostenere lo sguardo di quelle persone. Hackett le si avvicinò.
-Tutto bene, Hannah?-
-Sai, Steven... l’altro giorno ho visto un Razziatore. Ho visto quell’enorme occhio blu che guardava verso di me. Non so se l’ho sognato o se è stato realmente così ma mi è sembrato che mi stesse fissando, quasi che mi avesse riconosciuto… ho sentito… una presenza. Forse l’ho solo immaginato ma in quell’occhio blu mi è sembrato di vedere John, il mio John…-
-Contrammiraglio Shepard, sono l’ammiraglio Tali Zorah Vas… Normandy.-
-Niente formalità, ammiraglio, mi chiami anche Hannah.-
La Quarian aveva lo sguardo basso, era stata lei che l’aveva abbracciata prima. Hannah le prese la mano, capendo fin da subito cosa aveva condiviso con Shepard. Tali cominciò a piangere.
-Lui ti ha amata… e ti amerà per sempre, ovunque sia. Ma proprio per questo ti vorrebbe vedere felice. Non negarti l’amore Tali Zorah, non è quello che avrebbe voluto. Ama anche per lui…-

Hannah Shepard vide la Normandy prendere il volo con tutto l’equipaggio. Un Razziatore era lì vicino e stava riparando un edificio distrutto. Hannah vide chiaramente che la macchina alzava il suo unico occhio verso la Normandy e la seguiva mentre si allontanava. Hannah si avvicinò alla finestra da cui poteva vedere il Razziatore, mise una mano sullo specchio. La macchina si voltò verso di lei, si avvicinò e la illuminò con il suo fascio di luce. Più Hannah piangeva e più l’intensità della luce diventava forte, facendola sentire al sicuro, protetta, amata. Il Razziatore, poi, prese il volo. Hannah ne ebbe la certezza: il suo John controllava i Razziatori. Suo figlio aveva sempre voluto proteggere la galassia e ora lo avrebbe fatto fino alla fine dei tempi.

VARIANTE LIARA

La donna si portò un fazzoletto agli occhi per asciugarsi le lacrime. Sollevò lo sguardo e vide tutte quelle persone, quegli uomini e quelle donne riuniti lì, per suo figlio. Molti erano soldati dell’Alleanza, altri semplici civili. Le altre razze anche avevano preso posto: Asari, Krogan, Turian, Salarian, persino qualche Batarian, tutti riuniti nel nome di un solo uomo. La donna si avvicinò al microfono. La commozione era evidente. L’ammiraglio Hackett era al suo fianco e la incoraggiò a parlare mettendole una mano sulla spalla. Erano ormai passati cinque mesi ma la perdita non era stata colmata. L’intera galassia piangeva ancora il suo salvatore mentre i Razziatori aiutavano a ricostruire ciò che era andato distrutto. La donna si avvicinò al microfono, nel volto quella decisione che molti avevano potuto vedere anche nel figlio.
-Mi chiamo Hannah Shepard. Sono la madre del comandante John Shepard. Sono qui… perché la galassia ha bisogno di lasciare andare il ricordo di mio figlio, di farlo riposare in pace. Ho visto in giro squadre di ricerca che ancora vogliono trovare il suo corpo. Lasciatelo stare. Mio figlio ha sempre sognato, fin da bambino, di poter salvare le persone che amava. Ha raggiunto il suo sogno, ha adempiuto a ben oltre i compiti che il suo ruolo di soldato gli imponeva. Vi prego con tutto il cuore: lasciatelo riposare in pace. È stato solo negli ultimi momenti di vita e non sappiamo cosa abbia fatto. Abbiamo visto i Razziatori piegarsi alla nostra volontà, aiutarci a ricostruire, diventare nostri alleati. Io non so mio figlio cosa abbia innescato. L’unica cosa di cui sono certa è che non ci avrebbe voluto vedere tristi. Ci ha donato un futuro, la speranza di poter continuare con le nostre vite in una galassia pacifica. Si è sacrificato per il bene di tutti. Non rendiamo vano il suo sacrificio piegandoci alla disperazione e al pianto.-
Hannah Shepard fece una pausa. Nonostante le sue parole, era la prima che ancora soffriva per la perdita del figlio.
-Io sono orgogliosa di lui. Tutte le specie possono esserlo. Sono certa, però, che anche lui sia orgoglioso di noi perché qui, oggi, per lui, abbandoniamo le antiche rivalità tra razze. Siamo tutti uniti: umani, Asari, Krogan, Turian, Batarian, Quarian… tutte le specie della galassia sono unite per creare un mondo migliore. Mio figlio si è sacrificato per donare la possibilità ai vostri figli di vivere nella migliore galassia che le stelle abbiano mai avuto occasione di vedere. Mio figlio, il comandante Shepard, ci ha donato un futuro. Facciamo in modo che sia il futuro per cui ha sempre lottato, fatto di pace, giustizia, onore.-
Hannah cominciò a singhiozzare, un attimo dopo il volto fu bagnato dalle lacrime, si piegò sul microfono mentre la sua commozione si diffuse su tutti i presenti. L’ammiraglio Hackett le andò vicino per confortarla e la allontanò dalla vista del pubblico. La banda militare intonò il canto funebre per gli eroi di guerra mentre una gigantografia del comandante Shepard veniva fatta scivolare alle spalle del palco: lo ritraeva mentre faceva il saluto militare.
Hannah si ricompose asciugandosi le lacrime.
-Sto bene, ammiraglio, davvero. Ho solo bisogno di un po’ di tempo.- disse la donna ad Hackett.
-C’è qualcuno che vuole vederti.- rispose l’uomo.
Hannah seguì l’ammiraglio in una stanza.
-Questo è stato l’equipaggio di tuo figlio, Hannah. Sono loro che lo hanno aiutato nella guerra contro i Razziatori…-
Hannah provò a non piangere ma la vista dell’equipaggio della Normandy in lacrime non glielo permise. La donna, non sapendo quali parole dire, allargò le braccia. Si avvicinò una Asari e la abbracciò. Hannah scorse le lacrime sul volto giovane della donna, gli occhi blu pregni del dolore che portava dentro.
-Io… io vi ringrazio per essere stati con mio figlio fino alla fine.- disse, poi, Hannah. –Sono sicura che eravate una famiglia per lui… io vi ringrazio con tutto il cuore per averlo accompagnato nella sua ultima missione, per avergli reso la morte meno solitaria. Fin da piccolo raccontava di come avrebbe viaggiato tra le stelle e conosciuto tutte le razze della galassia. Vedo qui tra voi Turian, Asari, Krogan, umani, Quarian e persino un Prothean… mio figlio ha sempre ritenuto tutto possibile e lo ha dimostrato alla galassia. Ma vi chiedo una cosa: tornate dalle vostre famiglie se avete ancora la possibilità di riabbracciarle. Stringete i vostri cari, per lui. Per John. Vivete le vostre vite con gioia, non disperatevi per coloro che abbiamo perso ma gioite per coloro che sono rimasti. John non avrebbe mai voluto vedermi piangere così, non avrebbe voluto che nessuno di voi versasse una lacrima per lui. Ha sempre lottato per il prossimo… per questo aveva deciso di arruolarsi seguendo le orme mie e di suo padre. Sono sicura che lassù, dove riposano gli eroi come lui, i miei due uomini stanno recuperando il tempo che non hanno potuto passare insieme.- Hannah sollevò gli occhi al cielo ripensando al marito e al figlio.
-Raccontate di Shepard ai vostri figli ma con il sorriso sulle labbra. Ricordate l’uomo che era e il sacrificio che ha fatto con gioia, diffondete un messaggio di speranza alle generazioni future.-
-Vivremo come ci ha insegnato.- disse un Turian lì presente, Hannah notò le cicatrici sul suo volto.
-Il comandante Shepard ha salvato tutti noi, prima che la Galassia… ci ha insegnato cosa fosse realmente importante.- la ragazza che aveva parlato aveva il corpo ricoperto da tatuaggi. –Non ci ha mai lasciato andare all’odio.-
-Ha guidato la galassia nel momento del bisogno… ora saranno i suoi ideali a farlo.- Hannah fece un cenno con il capo e si allontanò, non riuscendo più a sostenere lo sguardo di quelle persone. Hackett le si avvicinò.
-Tutto bene, Hannah?-
-Sai, Steven... l’altro giorno ho visto un Razziatore. Ho visto quell’enorme occhio blu che guardava verso di me. Non so se l’ho sognato o se è stato realmente così ma mi è sembrato che mi stesse fissando, quasi che mi avesse riconosciuto… ho sentito… una presenza. Forse l’ho solo immaginato ma in quell’occhio blu mi è sembrato di vedere John, il mio John…-
-Contrammiraglio Shepard, sono la dottoressa Liara T’Soni.-
-Niente formalità, dottoressa, mi chiami anche Hannah.-
La Asari aveva lo sguardo basso, era stata lei che l’aveva abbracciata prima. Hannah le prese la mano, capendo fin da subito cosa aveva condiviso con Shepard. Liara cominciò a piangere.
-Lui ti ha amata… e ti amerà per sempre, ovunque sia. Ma proprio per questo ti vorrebbe vedere felice. Non negarti l’amore Liara T’Soni, non è quello che avrebbe voluto. Ama anche per lui…-

Hannah Shepard vide la Normandy prendere il volo con tutto l’equipaggio. Un Razziatore era lì vicino e stava riparando un edificio distrutto. Hannah vide chiaramente che la macchina alzava il suo unico occhio verso la Normandy e la seguiva mentre si allontanava. Hannah si avvicinò alla finestra da cui poteva vedere il Razziatore, mise una mano sullo specchio. La macchina si voltò verso di lei, si avvicinò e la illuminò con il suo fascio di luce. Più Hannah piangeva e più l’intensità della luce diventava forte, facendola sentire al sicuro, protetta, amata. Il Razziatore, poi, prese il volo. Hannah ne ebbe la certezza: il suo John controllava i Razziatori. Suo figlio aveva sempre voluto proteggere la galassia e ora lo avrebbe fatto fino alla fine dei tempi.



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