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lavoro pubblicato domenica 13 settembre 2015
ultima lettura venerdì 18 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Panacea: Capitolo 6

di FrancescoGiordano. Letto 547 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Alex aveva finalmente ricevuto il nuovo lavoro per conto della Animals Heaven, questa volta però doveva svolgere da solo l'incarico. Questi erano stati gli ordini di Jack, il portavoce della compagnia per cui doveva svolgere la missione. La cos...

Alex aveva finalmente ricevuto il nuovo lavoro per conto della Animals Heaven, questa volta però doveva svolgere da solo l'incarico. Questi erano stati gli ordini di Jack, il portavoce della compagnia per cui doveva svolgere la missione. La cosa non gli cambiava la vita, infatti non pose nessuna domanda, ma dopo aver scoperto quello che doveva fare, gli divenne chiaro il motivo di quella scelta, anche se rimase colpito.

Sapeva che la compagnia si occupava del benessere degli animali, quindi una mossa del genere non se la sarebbe mai aspettata. Solo in un secondo momento, ragionando, era stato in grado di intuire l'intento che voleva raggiungere la compagnia.

Questa volta infatti il lavoro era fin troppo semplice, doveva entrare in un condominio, visitare tutte le abitazioni dove i proprietari possedevano un animale da compagnia, ed iniettare a tale creatura una sostanza che la Animals Heaven gli aveva gentilmente fornito. Le siringhe erano contate, doveva entrare in cinque appartamenti, che aveva precedentemente segnato su una mappa.

Con i suoi colleghi avrebbe sicuramente portato a termine prima l'incarico, ma era meglio lavorare divisi, infatti Allen e Forrest si stavano occupando di altri condomini. Era una cosa del tutto normale, compagnie del genere avevano piani che si espandevano per tutta la nazione, non potevano di certo contare su di un solo mercenario. Anche associazioni segrete e illegali come quella per cui lavorava l'uomo non avevano abbastanza persone per poter avere il monopolio su una missione, quindi bisognava chiedere aiuto anche ad altri.

Alex era arrivato davanti al condominio in perfetto orario, era notte inoltrata per evitare che qualcuno fosse ancora sveglio. Tutte le luci erano spente, questo gli permetteva di poter entrare senza essere visto. Anche il suono non era un problema, come sempre aveva ai piedi delle scarpe con suole che non emettevano nessun rumore. Indossava anche dei guanti ed un cappuccio, i primi per non lasciare tracce, il secondo per evitare che potesse lasciare peli di capelli in giro, una delle tante precauzioni che era abituato ad usare.

Essere attenti era la regola numero uno dell'associazione per cui lavorava, tutti coloro che ne facevano parte dovevano compiere un allenamento molto duro. Solo coloro che lo superavano potevano entrare e diventare dei mercenari, gli altri venivano uccisi, perché nessuno doveva conoscere l'identità di tale organizzazione. Ma non era un mistero, a tutti i novellini veniva detto chiaro e tondo che sarebbero stati fatti fuori in caso avessero fallito l'esame.

Quando Alex decise di far parte del gruppo era ancora povero e senza nessuno che volesse prendersi cura di lui. In un certo senso era stato fortunato, la sua povertà gli aveva fatto conoscere qualcuno che lavorava già per l'organizzazione. Rubare e scappare erano cose che conosceva già da quando era bambino, per questo era così bravo. Con il passare degli anni le sue abilità non poterono che migliorare, attirando così l'attenzione di un membro del gruppo conosciuto con il nome di "Ombra Bianca".

Anche il modo in cui si conobbero era particolare, Alex decise di rapinarlo dopo aver visto il modo in cui era vestito. Si capiva lontano un miglio che era un uomo ricco e distinto, non poteva resistere a quel richiamo, se la fortuna gli avrebbe sorriso, si sarebbe fatto un bel po' di soldi. Utilizzando la sua agilità, non fece altro che avvicinarsi all'uomo, sfilandogli velocemente il portafoglio dalla tasca, per poi allontanarsi senza dare troppo nell'occhio.

Dopo aver camminato per una decina di minuti, prese in mano il bottino per controllare quanti soldi ci fossero all'interno. La visione di tutti quei bigliettoni lo stupirono a tal punto che stava quasi per piangere dalla felicità. Non aveva mai portato a segno un colpo così redditizio, avrebbe sicuramente mangiato per almeno un mese, con tutto quel danaro. Non sapeva però che quel bel momento sarebbe presto finito.

«Vedo che ci sai fare, giovanotto!» disse una voce alle sue spalle.

Dopo essersi voltato, l'ancora giovane Alex riconobbe subito quella figura, era l'uomo che aveva derubato qualche minuto prima. Preso alla sprovvista fece quello che era abituato a fare, scappare via. Le cose non andarono come aveva previsto però, l'individuo lo bloccò afferrandogli il braccio destro prima che potesse muoversi.

«Su su, non fare così, volevo solo parlarti!» l'espressione sorridente dell'uomo confermava che non aveva intenzioni sinistre «Ora ti lascio, ma prima mi devi promettere che non scapperai via... Ah, e che mi ridarai ciò che mi appartiene, ovviamente!» aggiunse, quasi come se si fosse dimenticato del suo portafoglio.

A quel punto Alex non ebbe altra scelta che acconsentire, diede al suo interlocutore ciò che gli spettava e, come aveva promesso, lo lasciò libero.

«Ti ringrazio! Sai, non è tanto per i soldi, ma ho quasi tutti i documenti qui dentro e mi annoierebbe dover rifare tutto!» disse l'uomo, mettendo in tasca il portafoglio «Ma parliamo di cose importanti, me l'avevi quasi fatta sai? Se fossi stato meno attento non mi sarei accorto di nulla! Da quanto tempo vivi in questo modo?» chiese in seguito.

«Da quando sono piccolo, i miei genitori sono morti in un incidente e nessun parente si è voluto prendere cura di me.» rispose il ragazzo, che teneva lo sguardo abbassato.

«Questo è tutto? Non dirmi che hai vissuto per tutto questo tempo in mezzo alla strada! Non esistono strutture che ospitano bambini e cose del genere?» incalzò l'uomo.

«Si, ho vissuto in un orfanotrofio, ma a 18 anni mi hanno sbattuto fuori, per la felicità di tutti, presumo.» disse Alex.

«Cosa ti fa intuire che tutti fossero contenti della tua dipartita?»

«Perché ero un problema per tutti, facevo a botte, rubavo e non ero mai tranquillo. Sono finito parecchie volte in riformatorio per il mio comportamento.» il ragazzo non riusciva a spiegarsi come mai gli stava dicendo tutto questo. Non lo conosceva nemmeno, perché si interessava tanto a lui?

«Capisco... Una testa calda insomma...» l'uomo si chiuse per qualche minuto nei suoi pensieri, lo suggeriva il fatto che si stava grattando il mento con il pollice e l'indice della mano destra. Dopo qualche istante aggiunse «Senti, che ne dici di venire a vivere con me?»

Alex rimase a bocca aperta, non si conoscevano neppure, gli aveva rubato il portafoglio, ma nonostante tutto gli aveva fatto una strana proposta. Non era uno stupido, a quel punto gli venne qualche dubbio sull'identità dell'uomo che si trovava di fronte «Non è che per caso sei una sorta di pedofilo? Ci siamo parlati per una ventina di minuti e vuoi farmi vivere a casa tua?»

Sentendo quelle parole l'uomo scoppiò a ridere, cosa che colse alla sprovvista Alex, che indietreggiò leggermente. Dopo essersi ripreso, disse «Questa si che è bella! Se fossi un pedofilo credo che sceglierei una preda un po' più giovane, non credi? Quanti anni hai adesso, una ventina?»

«Ventidue, per essere esatti...» il ragazzo rispose quasi senza rendersene conto.

«Non voglio darti del vecchio, sia chiaro, ma ovviamente non voglio che tu venga con me per interessi sessuali. Tutt'altro, il mio interesse è puntato sulla tua abilità, non su altro. Comunque la mia proposta rimane, non so dove abiti, ma ti assicuro che la mia casa non ti dispiacerà.» disse l'uomo, che stava ancora ridendo.

Effettivamente Alex abitava in una casa che chiamarla tale era un complimento, era più uno sgabuzzino. C'erano solo due stanze, nella prima c'era un letto e la cucina, mentre nella seconda il bagno e la doccia, quest'ultima funzionava anche male. Se il suo interlocutore non mentiva poteva vivere in un'abitazione di lusso, visto con quanti soldi andava in giro. Poi anche se avesse cattive intenzioni, era sempre più giovane di lui, se non era riuscito a scappare la prima volta, ci sarebbe riuscito la seconda, male che sarebbe andata, avrebbe ricorso alla forza fisica.

«Va bene, accetto, ma voglio sapere prima come ti chiami.» disse il giovane.

«Oh, che sciocco, hai ragione, non mi sono presentato! Mi chiamo Jonathan Heater! Tu invece?»

«Io sono Alex Luster.»

Da quel giorno l'uomo divenne il mentore di Alex, prima di parlargli dell'Ombra Bianca gli fece fare un po' di allenamento, non solo per migliorare le sue abilità, ma anche per ampliare le sue conoscenze in vari campi. Anche lo studio era necessario per superare l'esame, che non aveva come protagonista solo il fisico, ma anche la mente.

Jonathan non aveva una moglie e nemmeno un figlio, con il tempo si conobbero ed il ragazzo scoprì che avevano un passato comune, entrambi vennero abbandonati da bambini. L'uomo però non era una peste come Alex, visti i tempi in cui era vissuto rubare era una necessità per chi come lui non aveva nessuno. Crescendo era stato in grado di trovare un lavoro onesto, per poi aprire una piccola attività in proprio.

Solo molti anni dopo, quando aveva ormai circa quarantacinque anni, decise di entrare nell'organizzazione dell'Ombra Bianca. Alex gli chiedeva sempre come mai aveva preso quella decisione, ma lui rispondeva che un giorno avrebbe capito. E così fu, dopo aver superato l'esame capì tutto, quel giorno cambiarono molte cose, perché il ragazzo era ormai diventato un uomo ed aveva anche una casa tutta sua.

Jonathan era ancora vivo, anche se vista l'età non lavorava più come mercenario, era troppo vecchio per riuscirci. Spesso lo andava a trovare, per non svelare la vera identità dell'uomo a sua moglie, gli aveva detto che era il suo padre adottivo. In un certo senso era vero, perché in passato avevano firmato delle carte per diventare padre e figlio, ma era una semplice copertura.

Nel giro di un'oretta Alex portò a termine il compito che gli era stato affidato dalla Animals Heaven, a quel punto non doveva far altro che riscuotere l'ultima parte del pagamento che gli spettava. Tutto andò liscio come l'olio, dopo una breve chiacchierata il suo interlocutore trasferì sul conto dell'uomo la somma pattuita e poté tornare a casa a riposarsi.

Per ora non aveva altri lavori da seguire, il portavoce della Animals Heaven non gli aveva detto nulla, quindi probabilmente né la sua associazione né la Green World avevano bisogno di lui per il momento. Non era preoccupato, tanto ci avrebbe pensato l'Ombra Bianca a dargli qualche nuovo incarico.

I giorni passarono, Alex ebbe altro tempo da poter dedicare a sua moglie ed ai suoi figli. Amava il suo lavoro anche per questo, non rischiava di trascurare le persone a cui teneva di più. Qualche volta andava anche a parlare con Jonathan, discutevano anche di altre cose, non solo dell'Omrba Bianca.

Anche se spesso le loro chiacchierate avevano come protagonista le ripercussioni che alcune missioni compiute dall'organizzazione avevano sullo scenario mondiale. Un esempio era quello dell'ultimo compito che Alex aveva fatto per la Green World, contaminare il mangime ed il bestiame. L'azienda che l'uomo aveva colpito era solo una delle tante, perché la Green World aveva assunto altri mercenari per infettare la carne di tutta la nazione, creando un vero e proprio caso.

Questa società aveva anche creato uno specchietto per le allodole, modificando video e documenti per fare in modo che la colpa ricadesse sugli OGM. Stando alla versione ufficiale, alcuni scienziati avevano chiesto alle aziende della nazione di provare un nuovo tipo di grano OGM più resistente del solito. Se avessero accettato li avrebbero pagati non poco, una sorta di incentivo per avere dei dati su questo nuovo esperimento. Ma il grano trasformato in mangime aveva infettato tutta la carne, che ormai era sparita dai negozi.

C'erano stati diversi morti e nonostante il pericolo fosse ormai passato, nessuno si fidava più degli OGM e della carne. Questi tipi di prodotti si potevano ormai trovare a prezzi stracciati, perché nessuno li acquistava più. Per i primi invece i politici stavano pensando di creare una legge per vietarli del tutto, in modo tale da evitare che cose del genere potessero capitare di nuovo.

E a cosa avrebbe portato la missione che Alex aveva appena compiuto? L'uomo lo sapeva già, il liquido contenuto nella siringa avrebbe fatto impazzire i cani che, molto probabilmente, avrebbero attaccato il loro padrone. Eventi che si sarebbero ripetuti in tutta la nazione, dimostrando che gli animali che non vivono in libertà prima o poi impazziscono ed aggrediscono gli umani. Probabilmente la Animals Heaven si sarebbe battuta per creare una legge che avrebbe proibito la possibilità di avere animali da compagnia.

Non sapeva come mai un'associazione del genere desiderasse tutto ciò, ma mentre era intento a pensare, il suo telefono lo riportò con i piedi per terra. Era una chiamata da un suo collega dell'Ombra Bianca.

«Che succede?» chiese Alex.

«Abbiamo un problema, la S.S.I. sta tenendo sotto controllo un tizio per cui abbiamo lavorato.» rispose la voce, che era quella di una donna.

«Quindi? Non capisco quale sia il problema, non basta evitare qualsiasi tipo di contatto con questo tipo?»

«Non è così semplice, abbiamo paura che possa commettere qualche errore, prima o poi. La S.S.I. dispone di alcune tecnologie che ancora non conosciamo, non possiamo rischiare che ci scoprino.»

«Cosa volete che faccia?»

«E' molto semplice, liberati di Tony Jasper ed elimina qualsiasi prova che possa collegarlo a noi. Tu sei il mercenario più vicino, per questo abbiamo deciso che sarai tu ad occuparti di tutto, puoi chiedere aiuto anche ad Allen e Forrest se vuoi. Ma mi raccomando, sii prudente, stiamo parlando della S.S.I., sicuramente avranno già messo microspie nella sua casa, abitazione ed auto, lo staranno pedinando e chissà cos'altro. E' tutto chiaro?»

«Certo, me ne occuperò io, non ti preoccupare.»

«Bene, allora a presto.» dopo aver detto queste parole, la chiamata si interruppe.

A quanto pare Alex aveva un nuovo incarico, ma questa volta non doveva farlo per soldi, ma per aiutare la sua organizzazione.



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