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lavoro pubblicato domenica 13 settembre 2015
ultima lettura martedì 15 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Quella nuova.

di gbp. Letto 390 volte. Dallo scaffale Amore

Un giorno qualunque era entrata e si era seduta dalla parte opposta dell'aula, vicino alla finestra, in silenzio. Il gruppetto delle stronze la squadr...

Un giorno qualunque era entrata e si era seduta dalla parte opposta dell'aula, vicino alla finestra, in silenzio. Il gruppetto delle stronze la squadrava. Qualcuno si chiedeva chi fosse, i meglio informati subito si gettavano in congetture sul PERCHE' fosse lì, cosa fosse andato storto nell'altra scuola.

Olivia, quella nuova.

Pensò subito che fosse un nome stupido, gli ricordava la fidanzata di Braccio-di-Ferro, perennemente angariata da Bruto. Ma presto si convinse che non si sarebbe potuta chiamare in altro modo e che nessun'altra avrebbe portato così bene quel nome come faceva lei.

Fissava quei capelli color rame che scendevano fin sotto le spalle in eleganti onde, le mani da pianista mentre prendeva appunti. La guardava ridere alle battute del professore di storia dell'arte. E si dimenticava di tutto. Sognava luminose mattine d'inverno, lei che passeggiava con il suo cane (aveva un cane?) sotto gli alberi addormentati di Via Garibaldi. E lui era lì, si avvicinava per salutarla e lei sorrideva imbarazzata. Sognava La Libreria, e lei che sbucava da dietro uno scaffale reggendo "Guerra e Pace", mentre lui polverizzava il suo Nemico-Numero-Uno in un dibattito su Tolkien con una retorica inattaccabile. Applausi, ed il suo volto sorpreso e ammirato, oltre le teste degli amici che lo abbracciavano festanti. Per non parlare delle evoluzioni sul ghiaccio che riusciva a realizzare mentre lei lo guardava, o di quella volta che la salvò da una piovra gigante, o quando si presentò a casa sua in sella ad un drago bianco per chiedere a suo padre, Sua Infinita Olività Imperatore Olivio I di Oliviolandia, la mano della Principessa Olivia, in un tripudio di canti e danze.

Si incantava anche durante i compiti in classe, guadagnandosi due gomitate nelle costole -unico sistema per riportarlo sulla Terra- dal Suo-Compagno-di-Banco. Sorrideva e riprendeva a scrivere.

L'anno camminava lento, uno alla volta i mesi tramontavano. In primavera Olivia sembrò fiorire con gli alberi del giardino. E lui ancora lì che la fissava, mentre il Suo-Compagno-di-Banco gli propinava un consiglio dietro l'altro su come fare a conquistarla. Lui annuiva inebetito, continuava a guardarla e sognava, sognava.

Sognava.

Dalle profondità del coma in cui era caduto il giorno che l'autobus della scuola era finito fuori strada, speronato da un camion guidato da dei rapinatori in fuga.

Dal giorno in cui Olivia e il prof di storia dell'arte erano morti.



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