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lavoro pubblicato martedì 8 settembre 2015
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Panacea: Capitolo 5

di FrancescoGiordano. Letto 439 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Marx non riusciva a dormire serenamente negli ultimi tempi, la maggior parte della colpa era dovuta al lavoro. Stava inseguendo qualcosa che gli sfuggiva sempre tra le mani, il non risolvere quei casi lo faceva sentire inutile. Aveva sempre mostrato un...

Marx non riusciva a dormire serenamente negli ultimi tempi, la maggior parte della colpa era dovuta al lavoro. Stava inseguendo qualcosa che gli sfuggiva sempre tra le mani, il non risolvere quei casi lo faceva sentire inutile. Aveva sempre mostrato un'intelligenza ed un intuito fuori dal comune, capacità che gli avevano assicurato un posto nella S.S.I. . Per questo motivo le recenti investigazioni lo innervosivano non poco, se era così bravo, come mai non riusciva a scovare il colpevole? Questa domanda se l'era fatta non poche volte di recente.

Nemmeno con tutta la tecnologia che aveva a disposizione la situazione era cambiata, sembrava quasi che il suo avversario potesse leggerlo nel pensiero, rendendo inutili tutti i suoi sforzi. Inoltre i casi che vedevano come protagonista "La Volpe" erano aumentati, l'unico lato positivo di questa storia era che adesso la S.S.I. aveva la conferma quasi certa che dietro questo individuo c'era un'organizzazione. Era impossibile che un individuo solo potesse compiere tante missioni e con così poche ore di differenza l'una dall'altra.

Era sicuramente una persona molto intelligente ed attenta, ma doveva essere anche un umano come tutti gli altri, almeno che non usasse qualche nuova droga che la S.S.I. ancora non conosceva, cosa poco probabile.

Il mistero su questa probabile organizzazione occulta però era ancora vivo e vegeto, i loro obiettivi erano sempre diversi, da cosa erano guidati? Accettavano ogni incarico solo per fare soldi? Quest'ultimo punto non lo convinceva. C'erano tanti altri modi, sempre illegali ma molto meno pericolosi, per ottenere un'ingente somma di denaro in poco tempo. L'intera S.S.I. brancolava nel buio, tutti erano un po' sottotono per questa situazione.

«Un altro vicolo cieco...» Marx disse queste parole stringendo i pugni, un modo per sfogare la sua ira. Poteva quasi sentire le risate che si stava facendo "La Volpe" ad immaginarsi quella scena.

«Già... E sembra che l'abbiano fatto solo per sviarci.» questa volta la sua spalla non era Lara, ma Giulian, un uomo della sua stessa età. La differenza fisica era però molto ampia, Marx era più alto ed in carne, mentre il secondo era più basso ma più muscoloso.

I due stavano indagando su un nuovo caso, anche questa volta le varie analisi non avevano portato a nulla. La cosa più strana era però il "reato", avevano dato alle fiamme tutti i piani di un palazzo poco lontano dal centro quando non c'era dentro nessuno. Non poteva trattarsi di un avvertimento, in tal caso avrebbero colpito solo un'abitazione e non tutta la struttura. Idem se volevano prendersela con il proprietario del condominio, sicuramente avrebbero utilizzato altri metodi più intimidatori.

I due uomini avevano ispezionato da capo a piede ogni minimo angolo di tutti gli appartamenti, anche se a causa dell'incendio era rimasto ben poco. Il fuoco era uno dei pochi punti in comune con i vari casi che avevano come protagonista l'organizzazione segreta, che l'S.S.I. aveva denominato per ora la "Fiamma Oscura". Si trattava però di una magra consolazione, con questo metodo riuscivano ad eliminare efficacemente le loro tracce, quindi tranne un nome ad effetto, non avevano molto altro tra le mani.

«Credi che prima o poi finirà questa storia?» Giulian fece quella che sembrava una semplice domanda al suo collega.

«Non ne ho idea... Ultimamente ci sono stati più casi, questo potrebbe suggerire che se hanno uno scopo, lo stanno per raggiungere e vogliono muoversi. Ma è anche vero che sia solo un caso, ma se la prima ipotesi è corretta, dobbiamo fare presto, perché non sappiamo cosa ci aspetta, se porteranno a termine quello che hanno in mente...» rispose Marx, continuando a guardarsi in giro.

«Allora spero vivamente che si tratti solo di un caso, perché mi sa tanto che anche questo caso rimarrà irrisolto.» l'uomo fece spallucce, si era già arreso prima di iniziare. Come altri membri della sua organizzazione, ultimamente era diventato più pessimista del solito, cosa che aveva avuto ripercussioni anche sul suo rendimento lavorativo.

«Se non vuoi darmi una mano sei libero di andare.» il suo interlocutore non era riuscito a trattenersi, non sopportava questo suo comportamento disfattista. Senza nemmeno il minimo impegno, il suo collega diventava solo un peso.

Nonostante la schiettezza, Giulian non sembrava minimamente infastidito «Va bene, allora ci vediamo dopo.» disse, senza perdere la calma e la pacatezza che aveva avuto dall'inizio dell'investigazione. Dopo aver proferito queste parole, decise di andare via e lasciare solo Marx, che era invece ancora intento a completare il suo lavoro.

Ormai era diventata una cosa personale, non poteva permettere che dei farabutti mettessero in difficoltà la S.S.I., ma più di ogni altra cosa non sopportava di essere superato da questo nemico invisibile. Adesso doveva però accantonare questi sentimenti di odio e rancore, erano elementi che l'avrebbero solo intralciato durante l'analisi del caso.

Non avendo altre idee, decise di visitare una seconda volta l'intero condominio da cima a fondo, senza escludere nessun luogo. Questa volta ad aiutarlo aveva un altro strumento prodigioso, si trattava del MiniMax, un aggeggio che era in grado di controllare ogni più piccolo elemento presente in un luogo per poi ingrandirlo ed analizzarlo. Era l'ultimo ritrovato tecnologico della divisione di Ricerca e Sviluppo della sua organizzazione, ma visti i suoi risultati, era stato in grado di ottenere un permesso per utilizzarlo.

La forma di questo "analizzatore portatile" non era tanto diversa da una pistola, cambiavano solo alcune cose, la parte anteriore era quadrata, mentre su quella posteriore era presente uno schermo dove poter osservare i risultati. Anche Giulian sapeva di questo strumento, ma la sua negatività era tale che pensava che anche con questo aiuto non avrebbero trovato nulla. Era arrivato il momento per Marx di smentirlo, sperando che la lezione potesse servire a migliorare il morale del suo collega e degli altri membri dell'S.S.I. .

L'uomo si diede subito da fare, partendo dai sotterranei, dove erano presenti alcune stanze utilizzate per conservare oggetti di vario tipo. Come in precedenza, anche adesso non aveva trovato nulla, risultato che si era ripetuto anche nelle altre stanze. Ormai anche lui stava perdendo la speranza, forse il suo collega aveva ragione, non sarebbe cambiato nulla.

Ma proprio mentre era intento ad analizzare una delle abitazioni del quarto piano, un bip emesso dal MiniMax lo fece tornare con i piedi per terra. Finalmente aveva trovato qualcosa, osservando lo schermo si rese conto che si trattava di un capello di colore nero. In pochi secondi lo strumento fece un'analisi, svelando che apparteneva ad un tale chiamato Tony Jasper. Adesso aveva una traccia, non conosceva questo tizio, ma presto la sua ignoranza sarebbe stata colmata.

Pieno di felicità, decise di tornare alla base per fare delle ricerche su quest'uomo. Senza nemmeno preoccuparsi di avvisare Giulian, si fermò direttamente nel suo ufficio per utilizzare il computer presente sulla sua scrivania. In questo modo poteva accedere ai server della S.S.I. e leggere l'intero profilo di questo Tony.

Cosa che fece in pochi minuti, stando a quello che stava leggendo, questo individuo era il capo di un'azienda agricola biologica chiamata "Biofood". Non aveva precedenti penali e la sua abitazione distava parecchi chilometri dal condominio che era stato dato alle fiamme. Quale poteva essere il collegamento con questo caso quindi? Non gli restava una cosa da fare, andare a chiedere direttamente all'interessato.

«Cosa posso fare per lei, agente?» Tony fece accomodare Marx e Giulian nel suo ufficio. Sembrava calmo e tranquillo, ma presto il suo carattere sarebbe potuto cambiare.

I due lavoravano per la S.S.I., essendo un'organizzazione segreta, non potevano rivelare la loro vera identità. Ma non era un problema, quando dovevano interrogare qualcuno o avere rapporti con persone che non facevano parte di alcuni organi precisi, mostravano il loro distintivo dell'F.B.I. .

«Salve signor Jasper, le chiediamo scusa se l'abbiamo disturbata, ma dobbiamo farle qualche domanda.» il primo ad aprire bocca fu Marx, che non poteva ancora credere di aver trovato una prova. Stava parlando con il capo della "Fiamma Oscura"? Di qualcuno che lavorava per questa organizzazione? Oppure il caso in questione non aveva collegamenti con questa società? C'era solo un modo per scoprirlo.

«Mi dica pure, sono qui proprio per questo. Non volevo farvi attendere ed aggravare la mia posizione!» disse l'uomo, sorridendo.

«Nemmeno noi vogliamo farle perdere tempo, quindi arriviamo subito al dunque.» mentre Marx parlava, il suo collega nel frattempo aveva appoggiato sulla scrivania una busta di plastica ben chiusa. Al suo interno era presente il capello del capo della Biofood.

L'occhio di Tony cadde proprio su quell'oggetto, ma non poteva sapere di cosa si trattasse, per lui poteva anche essere un pelo di qualche animale.

«Al telefono le abbiamo parlato dell'incendio che ha colpito un condominio non lontano dal centro. Bene, dando un'occhiata in giro abbiamo trovato questo.» si intromise Giulian, indicando la prova «L'abbiamo analizzata ed è uscito fuori che questo è un suo capello.»

L'uomo assunse un'espressione stupita, sembrava sinceramente stranito che una cosa del genere fosse possibile «Non capisco, è impossibile! Mi avete detto dove si trovava il condominio, ma come vi avevo già dichiarato al telefono, non ho mai avuto contatti con nessuno del palazzo!» disse, spiegando la sua versione dei fatti.

«Allora mi può spiegare come mai abbiamo trovato questo? Se lei non è stato lì, allora ci sarà stato qualcuno che conosce e che è entrato in contatto fisico con lei. Non ci sono altre ipotesi.» disse Marx.

«E se qualcuno aveva l'intenzione di incastrarmi?» aggiunse Tony.

«Impossibile.» tornò a parlare Giulian «Ci ha detto che in questi giorni non ha avuto praticamente contatti con nessuno.»

Il direttore rimase per qualche minuto a pensare, nessun gesto tradiva le sue parole, era rimasto tranquillo e calmo nonostante i due agenti lo avessero appena accusato di aver mentito, anche se non in modo diretto. Marx e Giulian non si aspettavano una reazione del genere, adesso erano loro ad essere spaesati.

«Davvero non so come sia possibile... Forse il test su questo capello è sbagliato?» fu l'unica cosa che venne in mente a Jasper.

«Impossibile, abbiamo ripetuto il test più volte proprio per evitare che ci fossero errori. Il risultato non è mai cambiato e la percentuale è sempre al 100%, quindi non ci sono errori.» spiegò Marx.

«Allora forse è stato il vento a trasportarlo lì, non vi sembra credibile?» il direttore diede vita ad una stramba teoria e se ne rendeva conto anche da solo, visto che rideva.

«No, tutte le finestre erano chiuse prima dell'incendio. Anche dopo sono rimaste così, ed il condominio è rimasto sorvegliato da allora. Praticamente niente e nessuno poteva entrare in quel luogo.» nonostante si trattasse di uno scherzo, Giulian diede una spiegazione seria al suo interlocutore.

«Allora davvero non so come aiutarvi.» Jasper era rimasto a corto di idee.

I due agenti si guardarono in volto l'un l'altro, avevano capito che parlare non sarebbe servito a nulla, era meglio togliere il disturbo.

«Capisco, allora per ora non possiamo che andarcene. Ma mi raccomando, rimanga a disposizione e non lasci la città, in caso contrario ci toccherà arrestarla, tutto chiaro?» disse Marx, alzandosi dalla sedia, cosa che stava facendo anche il suo collega.

«Certamente, avevo un impegno di lavoro all'estero ma rimanderò, non voglio di certo passare per il cattivo della situazione!» disse il capo della Biofood, che aveva ancora voglia di scherzare.

Dopo gli ultimi saluti ed aver ripreso la prova dalla scrivania, Marx e Giulian non poterono fare altro che tornare alla base della S.S.I., un po' delusi da come era andata la chiacchierata. Ma non avevano ancora finito, perché durante la discussione con Tony uno dei due agenti, Giulian, aveva in tasca un altro strumento, il "Lettore di Onde".

Era il successore della macchina della verità, il suo scopo era lo stesso, capire se un'individuo stesse mentendo oppure no, ma era molto più piccolo, in questo modo si poteva nascondere facilmente. Il funzionamento era intuitivo, bastava registrare la conversazione ed osservare il colore delle onde che erano presenti sullo schermo. La forma del dispositivo ricordava una calcolatrice, se durante la chiacchierata un'onda diventava rossa, significa che si stava mentendo.

«Bene, vediamo un po' cosa ne esce fuori.» disse Marx, prima di preme il pulsante per riascoltare il tutto.

Ma il risultato non diede l'effetto sperato, il colore rimase blu per tutto il tempo, a quanto pare non stava mentendo. Ma com'era possibile? I due agenti rimasero allibiti da quella scena.

«A questo punto non possiamo far altro che pedinarlo...» disse Marx, scuotendo il capo a destra e a sinistra.

«Non ti preoccupare, ci ho già pensato io.» rispose il suo collega «Mentre eravamo nell'ufficio di Tony ho pensato ad organizzare il tutto, ci sono microspie nella sua auto, nella sua casa e in tutta la sua azienda. Inoltre ho inviato alcuni agenti sotto copertura a lavorare alla Biofood per ottenere informazioni, insieme ad altri che lo seguiranno ovunque andrà.» aggiunse, spiegando dettagliatamente lo schieramento in campo.

«Hai fatto un ottimo lavoro!» l'uomo era colpito da quello che Giulian aveva fatto, a quanto pare trovare quella prova era servito davvero a risollevare il suo spirito di collaborazione.

«Ci mancherebbe, ma abbiamo ancora altro da fare. E' meglio controllare i profili dei lavoratori della Biofood, non si sa mai che possa uscirne fuori qualcosa di utile.» aggiunse l'interlocutore, mettendosi all'opera.

Anche Marx non era da meno, finalmente aveva trovato qualcosa su cui lavorare, ma ancora non sapeva dove quella traccia l'avrebbe portato.



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