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lavoro pubblicato sabato 5 settembre 2015
ultima lettura martedì 22 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Elena

di AndrewS. Letto 620 volte. Dallo scaffale Generico

Si erano conosciuti in internet. Subito si resero conto che le loro voglie coincidevano, ad un certo punto delle loro anime. Lui voleva provare piacere e dominare, lei voleva provare piacere ed essere dominata. Dopo la breve schermaglia di rito le...

Si erano conosciuti in internet.

Subito si resero conto che le loro voglie coincidevano, ad un certo punto delle loro anime. Lui voleva provare piacere e dominare, lei voleva provare piacere ed essere dominata. Dopo la breve schermaglia di rito lei lo portò a casa sua e se lo chiavò con disperata forza, con libidinosa solitudine. Lui la lasciò fare: essendo un uomo intelligente ed esperto non vedeva “perché no?”. La donna era una somma di problemi esistenziali che partivano dalla sua infanzia, dai suoi genitori, sempre falsi, dalla sorella intelligente più di lei, che invece era solo troia più di lei, e da chissà che altro (che c’è sempre, quel “che altro” con una donna). Era una donna attraente. Bionda, col seno grosso, occhi stupendi, che ti guardavano da una distanza enorme, fatta di vita, di figli, di uomini che l’avevano tradita, di voglia. Era una miscela straordinaria. Lui se ne accorse subito. Era bello e uomo, aveva scopato abbastanza donne da non ricordarsele nemmeno più. Intelligente tanto da diventare cattivo, predatorio, a lei andò subito al sangue. Lei sentiva che con lui avrebbe goduto molto, in un modo o in un altro. Soffrire non la spaventava, perché ci era abituata, era veterana. Voleva solo essere presa, bene. Il padre dei suoi figli se ne era andato con una ragazza slava giovane e furba, ma prima l’aveva distrutta. Aveva messo le cose, al solito, per far in modo di dare la colpa a lei, di tutto. Soprattutto della sua mancanza di fascino, di sessualità. Lei, da donna che non voleva che lui sapesse chi lei fosse veramente, dei maschi che aveva avuto addosso, che l’avevano presa in ogni modo e luogo, e che quindi poi l’avevano abbandonata, come sempre capita a quelle come lei, aveva subito tutto. Non si era resa conto che il suo senso di colpa, soprattutto per l’aborto che aveva fatto, e che i suoi genitori avevano scoperto, tradita dalla madre della sua migliore amica, che non era ne amica ne migliore, ma solo un’altra femmina come lei, e che per questo alleviava le sue pene confessando i peccati altrui a una madre che ne aveva di suoi, sicuramente. Non aveva ancora capito che le puttane sono le donne più buone e gentili semplicemente perché fanno di mestiere quello che le altre donne fanno per “amore”, o per contratto matrimoniale. Avrebbe dovuto rivolgersi a una puttana se voleva aiuto per il suo aborto, e non ad una sua amica…

Lui capì subito che il suo potenziale erotico era enorme. La donna era disperata, sola, spaventata, tradita, ma ancora conservava il fuoco della voglia che la Natura le aveva donato: una combinazione entusiasmante per qualsiasi predatore sessuale. Non gli ci volle molto per farle fare quello che voleva lui, che semplicemente era tutto ciò che gli passava per la testa, coadiuvato da filmati scaricati in internet di ogni tipo. La spinse ai confini della sua depravazione, facendole fare cose che lei non sapeva neanche che si potessero fare. Usò il dolore, la fisica, la fame, la medicina, per fare di lei ciò che voleva. Poi, inevitabilmente, lui capì che bisognava andare ancora più in là, spingersi ancora più avanti nel controllo della mente di lei, e che questo, il controllo mentale, sarebbe stato il suo capolavoro, la sua caccia alla preda più difficile e appagante. Doveva riuscire a schiavizzarla.

Ma non come un padrone si impone ad una donna che ha comprato in un mercato: lei doveva darsi. Doveva essere financo lei a proporre, modi e luoghi, persone e cose, con cui il suo essere succube desse i risultati che lui voleva. Ovvio fu rivolgersi verso i genitori e dalla sorella di lei, dai quali probabilmente era nato il tutto, oltre che lei fisicamente, ovvio.



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