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lavoro pubblicato martedì 1 settembre 2015
ultima lettura martedì 10 settembre 2019

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Croazia – luglio 2015

di loretta81. Letto 651 volte. Dallo scaffale Viaggi

Salve. Ciao a tutti. Come state? E’ dai tempi di Lubecca che non ci sentiamo.Pensavo di andare a Lisbona, sapete, per queste vacanze. Avevo degli itinerari, uno schema, dei pensieri profondi su Pessoa, la saudade ecc , per darvi un reso.....

Salve. Ciao a tutti. Come state? E’ dai tempi di Lubecca che non ci sentiamo.

Pensavo di andare a Lisbona, sapete, per queste vacanze. Avevo degli itinerari, uno schema, dei pensieri profondi su Pessoa, la saudade ecc , per darvi un resoconto colto e impegnato al mio rientro (“Hai già pronta la tesina, mamma?” Mi chiede Paolo. Adesso a scuola vanno avanti a tesine). E poi mi sono detta: “Un altro aereo? Un’altra città? No, non ce la posso fare”. E più passava il tempo e più mi era chiaro che quello che volevo,in realtà, era stare in ammollo in acqua, togliermi di dosso le delusioni profonde di un anno difficile, e bruciare al sole la mia pelle chiara. Insomma, mi dispiace per Pessoa, ma io volevo andare al mare.

E così, prenotato un appartamento con booking.com, partiamo per la Croazia, nostra meta preferita per il mare, vicino a Pola. Da soli, senza Paolo al seguito. Il ragazzo non viene con noi perché si annoia, capite. Del resto, come dargli torto? Noi due, che siamo entrambi del segno del Cancro, non so se mi spiego, possiamo essere a volte non noiosi, noiosissimi.

Non c’è problema. Lo sostituisco io Paolo, i primi due giorni, con le mie scenate da adolescente isterica. Quando viaggio divento capricciosa; sono spesso tollerante nelle cose della vita, ma in viaggio non transigo: voglio tutto bello e sublime, subito. E se così non è, e spesso non lo è, tengo il muso e arrivo a pronunciare anche la fatidica frase “me ne torno a Bologna.”

Certo, non sono tornata a Bologna. Anche se qualche motivo per recriminare c’era. La prima sera ci fermiamo a Rovigno, e qui tutto bene. La cittadina è ancora più bella di come la ricordavo, al tramonto, piena di gente che passeggia lungo il porto. Gli spaghetti ai frutti di mare non sono granché ma ci saranno altre occasioni per mangiare bene. Il giorno dopo raggiungiamo la nostra meta. L’appartamento è così così, in bagno un arredamento minimale e neanche uno stendino per i panni. Ce ne andiamo al mare. E perché il mare non è bellissimo? E ci sono addirittura le alghe, bastava Pinarella, allora. E perché i turisti hanno parcheggiato le macchine proprio a ridosso della riva? Sono venuta fin qua per ammirare le loro Toyota?

Il paese poi… Questo non è un paese, è solo un sequenza di strade piene di appartamenti in affitto. E dov’è la piazza con il campanile veneto, e dov’è il bar dove bere cappuccini e perdere tempo?

Questo luogo senz’anima è il paese di Stignano, antico insediamento romano con dei resti che non vedremo mai perché non sono indicati da nessuna parte. Avrei qualche appunto da fare all’ufficio del turismo, ma sono troppo impegnata a scegliere la crema giusta per la mia abbronzatura. Il resto romano lo vediamo il giorno dopo, quando ci appare in tutto il suo splendore. L’anfiteatro di Pola, con le pietre millenarie che si stagliano nel cielo azzurro, dà significato e orgoglio a tutta la città. Pola è il suo anfiteatro. Dove ci fermiamo a lungo, meditando sulla grandezza degli antichi (e anche, purtroppo, sull’infinita mediocrità del presente). Rinfrancati da questa immersione culturale ci dirigiamo verso Medulin, piuttosto famosa, credo, per un mega campeggio, una città campeggio, oserei dire.

A noi i campeggi non interessano, troppo pigri e troppo poco spartani per starcene dieci giorni in una tenda, ma usufruiamo comunque della spiaggia e mangiamo calamari alla griglia al ristorante, dove poi ci offrono la grappa, che bevo nonostante l’allarmato “che cosa stai facendo?” della mia pancia.

Torniamo diverse volte a Pola, che ha altri notevoli resti romani, tra cui il tempio di Augusto e l’arco di trionfo dei Sergi. Sperimento un certo brivido intellettuale a vedere noi abitanti del terzo millennio camminare avanti e indietro sotto l’arco antico. La città non offre però altri grandi fremiti, oltre alla piacevolezza di bighellonare per le strade e le piazze. Pola non ha l’evanescenza, la leggerezza veneziana di Zara, dove siamo stati due anni fa. Zara, con la magnifica passeggiata sul lungomare e l’organo marino, che piacere, che incanto, se ci penso…. Quasi quasi mi prende le mal du pays, come direbbe Murakami. Sicuramente non sentirò invece, in futuro, nessuna nostalgia per la cucina di Pola, dove gli spaghetti ai frutti di mare sono ancora più insulsi di quelli mangiati a Rovigno. A volte veramente perseverare è diabolico. Però, io dico, cosa ci vuole, è così difficile? Non si potrebbe imparare a farli meglio, almeno per orgoglio, per sfida verso le migliaia di turisti italiani in vacanza?

Non hai ancora finito di lamentarti? direte voi. Avete ragione, ma ci stavo arrivando, sapete. Perché l’ho incontrato il sublime, con cui acquietare la mia anima esigente. Il mare perfetto non è a Medulin, ma nella penisola vicina, Premantura, e precisamente a Punta Kamenjak, la punta estrema dell’Istria. Se venite da queste parti, non perdetevi Punta Kamenjak. Il paesaggio è sotto tutela e si entra a pagamento, niente insediamenti o campeggi, solo strade sterrate e la natura aspra. Per me la grande bellezza è questa, pietraie bianche che scendono lungo il mare verde-azzurro della Croazia, caldo intenso che ti costringe a stare sempre in acqua o sdraiata sotto un pino, con un concerto assordante di cicale che stordisce e non riesci più a pensare. A cosa, poi? Meglio mimetizzarsi, fondersi con un sasso o un arbusto, e azzerare ricordi ed emozioni. Questa dimensione paradisiaca la ritroviamo anche nel mare sotto casa nostra, a Puntizela; bastava superare la spiaggia, andare oltre, seguire il sentiero, ed ecco altri scogli e pietraie, dove fondersi e confondersi per l’intera giornata.

A Fasana troviamo invece la cittadina perfetta, perchè non tutti i luoghi sono come Stignano. In questo "piccolo mondo magico", come l'ha definita Pasolini, antico villaggio di pescatori circondato da frutteti e uliveti, soddisfo il mio lato mondano, fatto di bancarelle e souvenir a poco prezzo, ciondolamenti per le piazze e passeggiate sul lungomare. Da Fasana prendiamo il traghetto per la classica escursione all'isola di Brioni, ex residenza del maresciallo Tito, diventata poi parco nazionale, che visitiamo in trenino e con i racconti dettagliati di una guida volenterosa. Torniamo a casa la sera e sappiamo molte più cose sul caro compagno Tito, ad esempio che suonava il pianoforte e amava gli animali.Voi lo sapevate? Io no. Tutti i grandi della terra che andavano in visita portavano in dono degli animali.Ci sono ancora le vacche sacre di Nehru e gli elefanti di Indira. L'unico interesse dimostrato da Paolo per il nostro viaggio, interesse che dura addirittura una decina di minuti e su cui ci farà anche delle domande,sarà per gli elefanti indiani di Indira.

Bene, vi ho raccontato l'essenziale. Sono serena e soddisfatta della mia abbronzatura, che ho curato meticolosamente.

Il pomeriggio prima della partenza finisco di leggere il noir della Rowling Il baco da seta, della serie estiva di Repubblica, nel cortile improvvisato e scalcinato di questo appartamento da cui, secondo booking.com, avremmo dovuto avere la vista mare. Invece ho solo la vista dei miei vicini, che si muovono, cucinano, si sparpagliano; dal silenzio con cui fanno le cose deduco che non sono italiani.

Sopra la mia testa una cicala si esibisce nel solito repertorio, ma questa volta non mi impedisce il pensiero, forse perchè ogni tanto si zittisce. Come mai? Dove andrà? A ricaricare le pile?

Essendo una coppia nostalgica e sentimentale, decidiamo, nel viaggio di ritorno, di fermarci a mangiare a Parenzo, dove siamo stati molte volte, crocevia dei nostri ricordi. Ma l'indomani raggiungere Parenzo si rivela un'impresa impossibile; finiamo in un girone dantesco di macchine, con vigilessa sull'orlo di una crisi di nervi, e non riusciamo neanche a sbirciare da lontano la silhouette delicata.

Così, lungo la strada, davanti ad una pizza alle verdure (non ai frutti di mare) ha termine la nostra vacanza.




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