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lavoro pubblicato lunedì 31 agosto 2015
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

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Panacea: Capitolo 4

di FrancescoGiordano. Letto 508 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La nuova missione di Alex era iniziata, anche questa volta si era avvalso dell'aiuto dei suoi due colleghi, Allen e Forrest. Una cosa era però cambiata dal compito precedente, non si muovevano insieme, ma separati. Strategia necessaria per riusc...

La nuova missione di Alex era iniziata, anche questa volta si era avvalso dell'aiuto dei suoi due colleghi, Allen e Forrest. Una cosa era però cambiata dal compito precedente, non si muovevano insieme, ma separati. Strategia necessaria per riuscire meglio nel loro scopo, che non aveva come protagonista un individuo da uccidere. Potevano dormire sonni tranquilli, anche se erano dei professionisti, gli omicidi rimanevano sempre una preoccupazione. C'erano prove da eliminare o da modificare, anche il più piccolo dettaglio poteva farli scoprire.

Quello che dovevano fare era abbastanza semplice e non avrebbe nemmeno allertato la polizia o altri enti investigativi. I tre uomini si trovavano infatti in un vasto campo di grano, era notte ed avevano scelto dei vestiti scuri per mimetizzarsi meglio. Ai piedi però non avevano delle ciabatte, ma delle comunissime scarpe, anche questa volta i loro passi non avrebbero fornito molte informazioni agli eventuali curiosi.

Nemmeno il grano, che si muoveva a destra ed a sinistra spinto da un leggero venticello, aveva a che fare con l'obiettivo del gruppo. Erano infatti interessati agli animali da allevamento. Trattandosi di una grande azienda, dovevano visitare più punti per riuscire nella loro impresa, motivo che li aveva spinti a dividersi. Camminare per il campo serviva invece per non attirare troppo l'attenzione, anche se seguendo questo stratagemma erano costretti a scavalcare un recinto.

Il suddetto circondava tutto l'edificio, solo l'entrata era libera da questi fili di metallo appuntiti, perché c'erano le guardie. Alex ed i suoi colleghi non erano degli sprovveduti, si erano equipaggiati a dovere, indossando dei guanti e delle scarpe rinforzate. In questo modo riuscirono ad entrare senza troppi problemi, passando inosservati. Nemmeno la sicurezza era un ostacolo, come di consueto prima di iniziare la missione i tre avevano studiato tutto alla perfezione.

Sapevano quando e dove entrare senza incontrare nessuna guardia o farsi beccare dalle telecamere, erano dei fantasmi.

Il gruppo si era diviso in questo modo, Alex si sarebbe occupato del lato destro dell'azienda, Allen di quello sinistro, mentre Forrest della parte posteriore. Dovevano visitare diversi luoghi, ma la parte anteriore non gli interessava, quindi avevano qualcosa in meno a cui pensare.

Una volta entrati nell'azienda iniziarono a correre per raggiungere i vari punti di interesse, schivarono impiegati, operai, guardie e telecamere alla perfezione. Avevano anche memorizzato la planimetria del luogo, quindi conoscevano già la strada, una cosa normale, almeno quando si parlava di professionisti.

I tre raggiunsero le stanze dove era conservato il mangime per il bestiame, erano quelle le zone importanti per portare a termine la missione. Questa volta non dovevano ammazzare nessuno, ma era molto probabile che le loro azioni avrebbero portato alla morte diverse persone. Ma la coscienza dei tre era già sporca, per questo non si erano tirati indietro nemmeno dopo aver ascoltato la direttrice di Green World.

«Quello che dovete fare è molto semplice.» disse la donna, poggiando sulla sua scrivania nove boccette che contenevano al loro interno uno strano liquido.

«Che cosa sono?» fu la prima cosa che chiese Alex, prendendo in mano ed osservando scrupolosamente l'oggetto.

«Se devo essere sincera non ho le conoscenze adatte per spiegarti perfettamente cosa sia quella roba. Posso dirvi però che infetterà il bestiame e, di conseguenza, la carne che verrà prodotta con questi animali.» spiegò la direttrice.

«Capisco. Quindi dobbiamo fare in modo che ciò avvenga, giusto?» aggiunse l'uomo.

«Perspicace come sempre, signor Lucas! Non deve far altro che inserire il liquido nel mangime ed il resto verrà da se. Le stanze che conservano il mangime sono nove, lo stesso numero di boccette.» la donna estrasse dal cassetto una mappa, che era quella di una famosa azienda. Sul foglio erano presenti diversi punti «Ecco le zone che dovete colpire.» disse in seguito, posando il dito indice sui vari cerchietti.

«Bene, ma ho una domanda. Queste boccette mi sembrano troppo piccole, è sicura che basteranno?» chiese Alex, più per sicurezza che per curiosità.

«Si, l'unica altra cosa che so è che una volta rotta la boccetta, la reazione che il liquido crea a contatto con l'aria infetterà tutto il mangime presente nella stanza. Prima che me lo chieda no, non è nulla di pericoloso per l'uomo, quindi non si deve preoccupare.» rispose la direttrice, aggiungendo in seguito «Tutto chiaro?»

Quella era stata l'ultima chiacchierata che aveva fatto con la donna, non pose altre domande. Non gli interessava sapere il motivo di quella azione, lui eseguiva e basta, ovviamente solo se veniva pagato adeguatamente. Non era però stupido, poteva capire da solo come mai i capi della Green World volevano infettare la carne. Era arrivato alla conclusione che con questo piano avrebbero preso due piccioni con una fava.

L'azienda che dovevano colpire produceva grano OGM, che utilizzava, tra le altre cose, anche come mangime per i suoi animali da allevamento. Infettarlo avrebbe riacceso di nuovo la paura verso gli organismi geneticamente modificati, sicuramente la struttura sarebbe stata chiusa e, probabilmente, la Green World avrebbe preso la palla al volo per promuovere la sua campagna per vietare il consumo di carne.

Se il copione si sarebbe realizzato alla perfezione, avrebbero potuto bandire gli OGM ed il consumo di carne in un colpo solo. Per i primi la strada era facile, perché la maggior parte del mondo aveva già paura di questa tecnologia, mentre per la seconda parte si sarebbero dovuti impegnare di più. Ma queste erano cose a cui avrebbe pensato in seguito la Green World, lui aveva altro da fare al momento.

Una volta entrato nella prima stanza dove erano conservati i mangimi, non fece altro che gettare una boccetta a terra. Il vetro rimasto si sciolse come un gelato, probabilmente era stato possibile grazie a qualche nuova tecnologia che Alex non conosceva. Meglio per lui, in questo modo non doveva preocucparsi di lasciare prove. Rimase lì dentro una decina di minuti, sapeva che se fosse uscito prima una guardia l'avrebbe notato.

Anche gli altri fecero la stessa cosa, avevano tre boccette a testa, il numero esatto per portare a termine la missione. Impiegarono circa due ore per completare il loro compito, tutto era andato come avevano previsto, potevano ritenersi soddisfatti. Si riunirono al punto di partenza, una zolla di terra lontana qualche chilometro dall'azienda.

«Avete fatto tutto a dovere?» chiese Alex non appena rivide i suoi due soci.

«Certamente.» rispose Allen.

«Si.» disse Forrest.

L'uomo fece un cenno del capo, prima di salire nell'autovettura che avevano parcheggiato in precedenza. Questo veicolo sarebbe stato successivamente distrutto, cosa che fanno ad ogni missione per evitare di lasciare prove. Poteva sembrare un'esagerazione, ma i tre sapevano che la tecnologia avanzava, quindi era meglio essere prevenuti.

Così, il gruppo riuscì nella nuova impresa, come sempre senza essere stati scoperti da nessuno. Qualche giorno dopo Alex tornò nell'ufficio della direttrice per completare gli ultimi preparativi, soprattutto per quanto riguardava il resto del pagamento.

«Non mi ha deluso nemmeno questa volta, signor Lucas, complimenti! Comunque ho inviato il resto della somma sul suo conto.» fu la prima cosa che la donna disse non appena finirono con i soliti preamboli.

«Sono felice di esserle stato di aiuto. Se ha bisogno di altro, sa che può contare su di me.» disse l'uomo, in modo tale da sapere in anticipo se poteva già contare su un nuovo lavoro oppure no.

«Mi dispiace, ma ora come ora non abbiamo bisogno del suo aiuto, anche se in futuro la cosa potrebbe cambiare. Però presto si potrebbe far sentire qualche altra organizzazione...» spiegò la direttrice.

«Di chi si tratta?» chiese subito Alex, senza perdere tempo.

«E' un nostro partner, si occupa essenzialmente di animali, soprattutto di prendersi cura di quelli abbandonati. Si chiama Animal Heaven, se le può interessare il nome.» rispose la donna.

«Capisco... E che lavoro dovrei fare per loro? Aiutarli a raccogliere qualche animale abbandonato?» Alex fece un'altra domanda, questa volta accompagnando della sana ironia.

La battuta fece ridere l'interlocutrice, che disse «Ne dubito fortemente, il suo potenzialre è sprecato per un compito del genere.» dopo una breve pausa, aggiunse «Purtroppo però non ho idea di quello che le chiederanno.»

«Come, ha detto che siete partner, pensavo potesse avere qualche informazione in più...» l'uomo era abbastanza deluso, sperava di scoprire in anticipo qualcosa sul suo probabile incarico.

«Ha ragione, ma quando si tratta di queste cose, tendiamo ad essere i più riservati possibili. Nemmeno loro conoscono le operazioni che le affidiamo, non è per sfiducia, anzi, ma queste sono cose che meno persone sanno, meglio è.» dopo aver spiegato la situazione, la direttrice aggiunse «Sono sicuro che capirà questo eccesso di precauzione, visto il suo lavoro.»

Dopo aver fatto un cenno con il capo, Alex aggiunse «Si, ha ragione, capisco alla perfezione. Se non fossi cauto non sarei diventato quello che sono oggi.»

«Bene, adesso può andare, la ringrazio ancora per il suo aiuto, signor Lucas. Non appena ci saranno nuove missioni, sarà il primo che contatterò, ci può contare.» la donna si alzò dalla sedia e porse la mano verso l'uomo.

Alex non ci pensò due volte e la strinse, dicendo «Grazie mille, aspetto una sua chiamata allora.» ed uscendo poi dall'ufficio.

Era felice di come fosse finita la cosa, quella stretta di mano era la ciliegina sulla torta, perché sapeva che con quel gesto era sicuro di aver trovato qualcuno che in futuro l'avrebbe richiamato. Ma era ancora più contento di sapere che una nuova compagnia era interessato a lui. In questo modo avrebbe avuto l'occasione di poter allargare la sua fama, acquisendo ancora più denaro. Peccato che ancora non sapeva quando l'avrebbero contattato.



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