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lavoro pubblicato lunedì 31 agosto 2015
ultima lettura mercoledì 16 ottobre 2019

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BE FREE- CAPITOLO FINALE.

di tatina300. Letto 406 volte. Dallo scaffale Sogni

 CAPITOLO 6-FINALE: I miei capelli non erano mai stati castani, non erano mai stati biondi, non avevo mai avuto una ricrescita..erano sempre gli stessi, ecco perchè non crescevano. I miei capelli non appartenevano a me, non apparteneva...

CAPITOLO 6-FINALE: I miei capelli non erano mai stati castani, non erano mai stati biondi, non avevo mai avuto una ricrescita..erano sempre gli stessi, ecco perchè non crescevano. I miei capelli non appartenevano a me, non appartenevano alla Terra..i miei capelli appartenevano al blu dei fondali dell'oceano. Era il mio mondo, la mia terra e io l'avevo abbandonata per salvare una vita, di una persona che neanche mi apparteneva davvero. Quell'incidente in auto, non cerano i miei genitori, almeno non i miei veri, ma cerano i suoi..quelli di Emily, quelli di una bambina che dopo un trauma del genere sarebbe rimasta sola e senza voce, non avrebbe più parlato..se non con medici e strizzacervelli, ecco ora ricordo. Riaffioro i ricordi come se raccogliessi petali di una rosa caduta, e ad uno a uno ricompongo quel fiore ormai andato. Ora ricordavo, e non potevo più dimenticare, non so se vivere nell'oblio come 10 minuti fa era meglio o peggio, ma so che Joseph mi ha fatto fare il lavaggio del cervello solo per sostituirmi dalla sua vera amata, ormai morta, ma si sa..i morti non risuscitano e io non avrei mai potuto prendere il suo posto.
Puoi ingannare la tua mente, ma non il tuo cuore..almeno non per sempre. Ma cosa aveva fatto Sall alla fine per salvarmi? era rimasto li a guardare, si, era stato catturato, è vero..ma poi? quando l'hanno liberato perchè continuava a spiarmi ma non a salvarmi?, molto spesso penso sempre di più che gli uomini sono solo dei vigliacchi, hanno paura, e sul più bello perdono fiducia in se stessi. Non è cosi che dovrebbe andare, se si ama una persona si fa di tutto per riprendersela e invece lui..lui aveva scelto di vivere nell'ignoto, lontano dall'amore, si era accontentato di vedermi apparentemente felice con un altro piuttosto che rischiarsela. Io no, non sono cosi, se una cosa è mia me la combatto fin la fine, al costo di perderci la vita, ma non lascio il mio cuore in mano ad un altro, soprattutto se l'altro me l'ha portata via in malo modo.
Non so se dentro di me l'amore che provavo per entrambi esista ancora, se amo ancora Sall come lo amavo prima di lasciarlo, o come quando ci siamo visti l'ultima volta, non so se ci sia gran differenza, l'amore è una cosa strana lo si sa..ma in qualsiasi modo lo amassi forse era quello il mio destino, amarlo e basta. Perchè in qualsiasi modo venga cambiato il destino io mi ritrovo sempre al punto d'inizio. Ma Joseph?, se lo spinto a fare una cosa del genere cosi cattiva da rubare la ragazza a un altro e ingannare il cuore di un altra persona per amarne un altra persa mesi prima..questo è amore? o lo si deve accusare di egoismo per aver ferito due persone innocenti? in ogni caso lui con me è sempre stato sincero, non mi ha mai fatto mancare nulla, mi sono sempre sentita a casa con lui finchè sentivo che quella era davvero casa mia. Si è stato amore tra di noi, e ripeto è stato, perchè ora se mi chiedessero di amarlo non saprei cosa rispondere. E' stato cattivo col l'universo intero è vero però magari ciò che mi ha dato lui, non mi aveva dato Sall, purtroppo non ricordo molto della nostra relazione, ma ormai cosa importa? sono qui! devo risolvere solo la situazione, cercare di riparare il puzzle rotto e basta. Ma quale sarà la mia scelta in ogni caso? abbandonare Emily? non sarà mia sorella è vero, ma con lei ci ho vissuto troppo a lungo e anche se mi cancellassero la memoria non credo che qui ritroverei lo stesso amore e premura che ti può dare una persona ferita nel cuore come lei. Dopo l'incidente ci siamo promesse che qualsiasi cosa andasse storto, non ci saremmo mai divise, sorelle di sangue, sorelle per sempre, ..Già ma non abbiamo lo stesso sangue...lei non mi appartiene davvero, io ero solo il suo angelo custode, anche se si è presa più cura lei di me che io di lei, e questo non potrò mai metterlo da parte. La verità è questa, qualsiasi cosa accada io non voglio rinunciare alla mia vita anche se è di merda, ma si sa che ogni adolescente che si rispetti ne ha una, se non posso averla sulla Terra l'avrò a Waterworld, e non c'è eccezione per questo perchè in qualsiasi universo che si rispetti ci sarà sempre un adolescente depressa e piena di problemi come me.
Un fischio del treno mi fece capire che eravamo finalmente arrivati, presi la mia arma e scesi. Il treno scomparve alle mie spalle. Davanti i miei occhi il nulla, solo sabbia, deserto, alghe e niente altro, non c'era traccia di edifici ne di umani. Ero scesa in mezzo al nulla, ovunque mi girassi non c'era nulla, anche i binari del treno erano stati cancellati dalla sabbia che si era posata su di essi. Presa dal panico iniziai a urlare nella speranza che qualcuno mi sentisse, ma nulla ero sola in un mucchio di sabbia bagnata. Mentre camminavo osservavo le mie orme che invece di lasciarmele alle spalle, si materializzavano davanti i miei piedi, quasi sembrava che mi indicassero la via, non era possibile, ma io sono pazza ormai e tutto è possibile!. Seguivo quei passi che si spostavano davanti i miei occhi e seguivo la via che mi mostravano dinanzi i miei piedi, era strano. Percorsi incredula un centinaio di metri prima che le orme sparissero e mi ritrovassi davanti a una leva. Partiva dal terreno ed era alta circa un metro, massiccia e di ferro arrugginita nelle giunture. Non potevo pensare che Sall mi aveva messo in questo casino, pensavo che se davvero mi amava a quest ora si sarebbe fatto i fatti suoi, e invece? benedetta la mia curiosità sono qui, in mezzo al nulla, dove posso morire dal momento all'altro per mancanza di ossigeno per lo più. Ero arrabbiata con me stessa, volevo che tutta questa storia ormai finisse, avevo scoperto la verità e ora che la sapevo volevo solo tornare a casa, scaraventarmi sul mio divano e abbracciare mia sorella. Sall doveva capire che le proprie scelte vanno rispettate, perchè ci sarà un motivo se ho preso questa decisione, ora non lo ricordo ma presto mi verrà in mente. Ora non mi lasciava altra scelta di tirare la leva e aspettare che succedesse qualcosa, e cosi feci. Una botola sotto di me si aprì e un montacarichi salì su sul suolo, era anch'esso di metallo, e sembrava puzzare di muffa umida, non avevo altra scelta che salirci, e vedere dove mi avrebbe portato sotto quella sabbia bagnata. Certo il livello zero non poteva che essere sotto terra, ora la mia agitazione stava calando, anche se non sapevo ancora cosa aspettarmi dopo quella lunga discesa. Più scendevo e più le pareti sembravano stringersi, poi una volta toccata terra, delle torce abbagliarono i miei occhi, due uomini armati e Brenda mi stavano scrutando mentre quella luce mi accecava e cercavo di coprirmi con le mani.
- è la ragazza, lasciatela andare. Accennò Brenda incredula di vedermi li.
Non sapendo come reagire, dalle mie labbra uscì solo un piccolo ciao.
- c'è ne hai messo di tempo per raggiungerci eh, ti stiamo tenendo d'occhio da un pò, ma i livelli si stanno cancellando e non potevamo osservarti allungo.
- di cosa parli Brenda?
Brenda mi scortò insieme alle sue due guardie oltre quella sala, essa era monitorata da altri uomini seduti davanti grandi schermi. Sembrava che controllassero qualcosa. Mi ritrovai dopo pochi minuti seduta su una scrivania davanti a Brenda, mentre mi serviva del caffè freddo. Non sembrava avere una bella cera, e pure era una di quelle donne che non era mai scomposta, magari questo non era un bel momento per lei ma non lo dava a vedere.
- Bene allora cara, senza che tu mi interrompa parlerò prima io, poi potrai farmi tutte le domande che vuoi, intesi?
Sorseggiando il caffè risposi di si con il capo, senza guardarla.
-Ormai siamo alla frutta, e tutto questo non può essere più un segreto per te. Hai bisogno di sapere la verità perchè solo tu puoi far ritornare tutto come era prima.
Come avrai già visto nel video che ti abbiamo mandato sul treno, tu non sei terrestre, ma hai sempre vissuto qui, con i tuoi genitori, che purtroppo sono morti nei tuoi primi anni di vita, cosi, il tuo tutore decise di affidarti al centro di ricognizione del universo, dove sicuramente non avresti riscontrato nessun trauma ma avresti avuto un futuro agiato come voleva il tuo destino. Qui hai conosciuto Sall, che da anni è uno dei migliori cercatori, che si occupa come me di tenere tutto in ordine in questo assurdo universo. Be fin qui la storia continua con amore amore e amore..almeno per te, fin al giorno in cui..Brenda fece una pausa e bevve un altro sorso di caffè.
-Fin al giorno in cui non arriva Joseph dalla terra vero?
- sta calma e fammi finire bambina!. Joseph devi sapere che non è un umano come tu creda. Ovvero lo è ma come dire..lui è speciale. Noi li chiamiamo i Wone. Sono persone che sono rimaste sole, sono gli orfani dell'universo, non hanno un destino vero, se non la morte. Joseph ha perso tutti i suoi cloni per ogni mondo parallelo, e come tu forse saprai, ognuno di noi ne ha ben 11. Tu anche ne hai 11..anzi avevi..ora ne hai 10. Ma a questo ci arriviamo tra un pò.
come dicevo, i Wone sono persone che avendo perso tutto possono decidere di scegliere dove vivere il resto dei loro giorni, perchè il loro destino non nuoce a nessun altro pianeta o universo, perchè non avendo altre conoscenze, non cambiano il futuro a nessuno. Insomma è certo che non si ha l'effetto farfalla.
Quindi Joseph anni fa, venendo qui al centro di ricognizione per scegliere dove vivere, decise che avrebbe voluto vivere qui, con me, sembrava amarmi, e sembrava che niente altro gli importasse. Ma poi sei arrivata tu e hai rovinato tutto!.
Le ultime parole di Brenda sembrarono dette con un velo di rabbia e rancore, cosi forte che si fece scappare qualche lacrima.Dopo questa storia, già immagino che ora lei vuole vendicarsi per avergli rubato il fidanzato. Brenda si rimise in piedi e asciugandosi le lacrime e chiedendomi scusa continuò il suo discorso.
-Ora arriviamo a ciò che c'è nel filmato che hai visto sul treno finalmente. Come già detto una delle tue cloni è morta, creando una falla nel futuro, poichè questo incidente non era stato calcolato nei nostri elaborati del destino, e quindi dovevamo trovare un modo per ricucire questo buco che si era creato, cosi abbiamo deciso di mandarci te, e di prendere il suo posto, come se nulla fosse, in modo che non si sarebbe creato il caos, e la tua cara sorella non fosse impazzita. Tu accettasti la nostra offerta,in cambio di una vita migliore di questa, e quando fosti li, ti creammo nuovi ricordi, nuove emozioni, e tutta una storia alle spalle che in realtà non era la tua, ma della ragazza morta. Solo che poi Joseph doveva tenerti d'occhio, dovevamo aver qualcuno che si occupasse di te, che ci avvertisse se qualcosa fosse andato storto, e cosi lui...beh è facile a sto punto, si dimenticò della sua amata Brenda. Disse in fine in modo prosaico.
Brenda fece un inchino e torno a sedersi, prima di continuare a parlare, sicuramente doveva ancora dirmi altro, e io ero intenta a fargli altre mille domande.
-Ho capito, quindi la mia missione stava riuscendo finchè Sall pazzo d'amore non è tornato a cercarmi?
- Sall, purtroppo è un cercatore, e in tutto questo tempo, ha fatto solo il suo dovere. Mentre tu eri li a fare la bella vita dell'adolescente innamorata, qui il mondo andava in frantumi. Abbiamo riscontrato che la tua mancanza qui era fatale e quindi dovevamo riaverti, dovevamo far in modo che tu ritornassi, cosi per mesi ho mandato Sall a cercarti, perchè ormai erano mesi che non avevamo più tue notizie perchè Joseph non faceva più rapporto. Qui ai livelli si stava distruggendo tutto, non so perchè ma quando sei qui, la nostra gente vive, quindi vuol dire che tu servi al nostro destino e puoi cambiarlo. Ma se decidi di restare li ci distruggerai, per questo ti chiedo aiuto.
-non potete scappare tutti?
- non capisci il caos che si creerebbe? devi ritornare qui. Devi aiutarci.
Brenda continuò il suo discorso egoistico ancora per un pò, voleva che abbandonassi di nuovo tutto per ritornare qui, ma io ormai mi sentivo terrestre, e come già detto non basterà un altro siero per farmi tornare qui. Ci voleva una soluzione, dovevo liberarmi da questo peso e da questa responsabilità.
- ma quindi Sall non era vero che mi amava?
-chiedilo a lui..è qui hahaha. Avanti.
La porta si aprì e comparve lui con un panino tra le mani, pronto per esser azzannato, sembrava diverso dalle ultime volte che lo avevo visto, era distaccato, e da come era vestito ora sembrava un soldato, non l'avevo mai visto cosi, e non mi sarei mai aspettata di vederlo in quel modo.
-Ciao dolcezza come stai?. Mi rivolse la parola in modo indifferente, come se tra noi non fosse mai accaduto nulla. Questa era la cruda realtà ormai, Sall aveva solo fatto il suo lavoro per riportarmi qui, ma non mi aveva mai amato.
Senza rispondergli gli saltai addosso azzannandolo sulla spalla, se forse ero diventata pazza, quello era il momento buono per confermarlo, ma la mia rabbia nei suoi confronti era salita alle stelle. Corsero subito a staccarmi dalle sue carni, mi imbavagliarono e con delle fascette alle mani, mi portarono via, verso quella che forse era la mia cella. Perchè tenermi rinchiusa li, come un cane forse era la soluzione migliore per loro, alla fine tutti vogliamo salvarci la pelle.
Ero nel mio letto, beata tra i miei sogni, ero appena sveglia, ancora con gli occhi chiusi potevo sentire il profumo della domenica mattina, quel giorno in cui il riposo è d'obbligo e se c'è lui al mio fianco è ancora più rilassante. Venne a darmi un bacio sulla fronte, sentii bisbigliare un buongiorno, lento e dolce, come le sue corde vocali. La sua voce mi faceva innamorare ancora di più di lui. Sall si mise a sedere sul mio letto, aspettando che aprirsi gli occhi e lo baciassi. Nell'aria si sentiva già il profumo caldo di cornetti appena sfornati al mattino, lui era sempre premuroso con me, e sapeva che amavo le cose dolci. E come ogni domenica la colazione a letto era una delle mie coccole preferite. Lo amavo e avrei voluto passare tutta la mia vita con lui, ma spesso si fanno delle scelte che non sempre ci portano a cose belle. Ero una persona amabile e altruista, ma non sempre potevo gioire della mia vita, il mondo era stato cattivo con me e non potevo permettere che lo fosse anche con altri. Dovevo salvare quella bambina prima che fosse troppo tardi, alla fine anche se di un altro mondo, essa mi apparteneva. Era mia sorella.
Una porta alle mie spalle si aprì improvvisamente, sussultai di colpo, stavo dormendo. Era stato tutto un sogno e la realtà faceva molto più schifo. Anche se credo che più che un sogno era un ricordo. Ero in una cella di quattro metri per quattro e mi sentivo in gabbia, era umida e sporca, io ero distesa su una brandina, avevo le mani legate da delle fascette, potevo solo muovere i piedi ma non potevo andare da nessuna parte, tanto anche se avessi voluto non credo che avrei trovato qualche passaggio segreto in quest'orrendo posto. Mi avevano portato qui dopo che avevo azzannato Sall, come un cane rabbioso mi avevano dato un sedativo e ora eccomi qui in una cella per persone insane. Da quella porta era sbucato Sall che su un vassoio di metallo mi stava portando del cibo, da quell'altezza potevo notare una scodellina di brodo e dello stufato di manzo. Ma il cibo era l'ultimo pensiero in questo momento, nonostante sentissi il mio corpo debole e disidratato. Sall sedette accanto a me nello stesso modo in cui aveva fatto nel sogno. Certo l'odore non era lo stesso ma lui sembrava sicuro e non spaventato dall'ultima volta che ci eravamo visti. Lo guardavo fisso senza batterciglio poi notai che aveva una fasciatura sulla spalla, il morso gli aveva fatto davvero male.
-Hai dormito per due giorni miss.vampira. Disse Sall con un ghigno che alludeva a un sorriso.
Mi rimisi tirai su con la schiena, tossii, e poi annunciai un mi dispiace. Cosi iniziarono gli inconvenevoli, mentre mi liberava le mani finchè non si avvicinò al mio orecchio mi disse che dovevamo parlare.
-tutto ciò che sai non è la verità. Devo parlarti, spiegarti, ma non qui. Ti ho scritto un biglietto lo troverai sotto al piatto, ora devo andare ma verrò presto a prenderti.
-Sall non capisci tu! io non ti amo!
- perchè mi dici cosi? guarda che non è vero ciò che ti ha detto Brenda, lei vuole solo ingannarti, vuole portarti via da me per vendicarsi, leggi il biglietto. Sall uscì agitato dalla cella, sbattendo la porta alle sue spalle.
Raccolsi il biglietto di Sall. " Marcy non ho tempo per spiegarti tutto, so che sei confusa e che forse non crederai alle mie parole, ma tu quando hai preso quella decisione io ho sofferto molto e sono stato io a mandare in tilt il sistema, in modo che qui la vita andasse a rotoli, si sono un egoista lo so, ho fatto morire alcune persone, ma io senza di te stavo morendo, non vivevo più e lavorare per Brenda mi riusciva sempre più difficile cosi che lei finalmente capì e mi mandò fuori a cercarti. Scusami sono un assassino pazzo d'amore, perdonami. I veri cattivi vivono sempre dentro di noi. Ho invertito le cordinate del destino in questo universo, non so come io abbia fatto davvero, ma ho fatto di questo livello un vero cimitero, aiutami i miei incubi e il senso di colpa mi stanno divorando. Aiutami, te ne prego. Insieme possiamo rinvertire i codici ma dobbiamo distrarre Brenda o mi ucciderà."
I miei occhi si erano riempiti di lacrime che scivolavano anche sulle mie labbra dandomi un sapore ancora più salato e amaro a questa cruda realtà, il mio vero ragazzo era un assassino. Ora che ci penso forse era questa la cosa a cui mi ero spinta a lasciare questo posto, era già successo, Sall come me era un poco di buono, senza genitori, ecco perchè lavorava al centro di ricognizione con me, eravamo tutti orfani. Ecco perchè ci mandano li, perchè in ogni missione non importa se la morte ci allevi. Ma Sall ci aveva condannati già a un futuro frustante pieno di morti, dove io dovevo rimanere..per non causare altri guai, io ero la chiave di tutto. Ma ero stufa, io non sono l'eroe di questa storia, non questa volta, io sono passiva, me ne fotto e voglio solo andare via di qui. Gli eroi veri sono quelli armati, quelli con idee chiare, io sono solo un adolescente depressa che vuole tornare a casa.
La dose di cibo che mi somministravano ogni giorno credo abbia avuto qualche droga o calmante al suo interno, la mia testa appariva sempre più stordita e confusa, non sapevo cosa volere, non sapevo cosa dovessi fare..ma soprattutto non avevo più la forza di combattere, quasi mi stavo abbandonando a me stessa, non mi andava più di vedere nessuno tanto meno di scappare da quel posto, ormai la mia vita era distrutta come il mio cuore. Sall non si era più fatto vivo, a volte lo sentivo passare davanti la mia cella, riconoscevo i suoi passi al di là della porta, ma forse anche questo era un altro scherzo della mia mente contorta. Una parte di me sperava ancora nel suo amore, che forse le sue parole erano vere questo non lo so, ma ero qui e non gli importavo più di tanto. Passava, si mostrava, si faceva ascoltare, ti dava quella speranza forse di scappare insieme, ma non lo faceva, mi lasciava li a marcire come se tutto questo fosse una tortura, una punizione per averlo tradito con Joseph a cui al prezzo dell'amore c'era un duro prezzo da pagare. Ma io sono forte mi ripetevo quando sentivo i suoi passi, sono forte e non posso indebolirmi per lui, non per il suo amore, non per un amore di tempi ormai passati. Ho ancora un arma qui a mia disposizione, mi chiedevo perchè non me l'avessero tolta, volevano rendermi innoqua e poi mi lasciano con un arma. Non lo capisco. Le mie mani non erano più legate, un secondino mi aveva liberata per farmi mangiare, da allora mi osservavano sicuramente, e avevano capito che anche con un arma poggiata sul tavolino difronte al mio letto, non sarei andata da nessuna parte. Ma ora che ci penso, forse era questo che volevano..azione! volevano vedere il mio esser combattiva come in un reality show, perchè ora che ci penso, io sono la fiamma che tiene i carboni ardenti qui. Senza di me, sono facciati..ed è quello che voglio!. Hanno rovinato la mia vita..ora tocca a me rovinare la loro.
Sentii dei rumori provenire dall'esterno, forse stava venendo qualcuno a somministrarmi un altra dose, quella che forse sarebbe stata fatale questa volta. Ma non per me, nonostante la mia mente appariva confusa in questo istante, ora avevo solo voglia di impugnare il mio arpione e di scappare via, e nessuno avrebbe intralciato il mio cammino, anche se si trattava di uccidere. Mi promisi che quando sarei uscita di qui, sarei ritornata al faro, e l'avrei distrutto pensai ma credo che dovrò accontentarmi solo di stargli lontana. Sarei ritornata da Emily e Joseph, magari lui avrebbe dimenticato tutta questa storia e avremmo potuto ricostruirne un altra insieme, sempre se lui non è allo scuro di tutta questa storia, ma ho i miei dubbi. In ogni caso sarei stata come una Wone, ribelle e nessuno mi avrebbe più portato via dalla mia famiglia.
Mi nascosi dietro la porta, aspettavo che fosse stata aperta per agire, pochi secondi ancora e...la lama del mio arpione fu conficcato nel suo sterno, almeno quindici centimetri l'avevano oltrepassato, non ci credevo l'avevo fatto, ma il tempo era poco e questa era una delle poche occasioni che avevo per scappare di qui. Era disteso a terra, accasciato su un lato dolorante, il sangue gli scorreva lungo tutto il corpo e sembrava non avesse più aria in corpo, stava morendo, ma io senza guardarlo in volto, gli salii su una mano e varcai la porta di uscita. Un lungo corridoio tetro e con poca luce si estendeva per una cinquantina di metri sia a destra che a sinistra, in fondo una porta di metallo bucherellata come se avesse una rete di sicurezza intorno, vidi che c'erano due guardie, capii subito che senza un arma non sarei andata molto lontano. Ritornai indietro nella mia cella prima che attirassi troppo l'attenzione, il mio arpione era ancora conficcato nelle carni del giovine, mi inginocchiai per estrarlo, poi notai che il corpo che ancora respirava a terra era di...non mi uscivano le parole di bocca, tanto meno dalla mia mente, no! era finita..cosa avevo fatto..non era possibile..era Joseph.
Il suo sangue caldo colava sul pavimento impolverato e i suoi respiri erano sempre più accelerati e frequenti come il battito del suo cuore.Respirava ancora ma sapevo che non c'è l'avrebbe fatta. Ma potevo ancora fare qualcosa forse, gli bloccai la fuoriuscita di sangue sulla ferita con la mia felpa. Lui mi osservava con occhi stanchi di chi non vuole più combattere, di chi vuole solo andar via e riposarsi nelle braccia di un Dio dei sogni, quelli belli che ti fanno emozionare dove ti fanno pentire di esserti svegliato. Perché la carezza della morte a volte é più dolce della vita stessa, e ti ci abbandoni lasciandoti cullare dal dondolio Della tua anima che va via dal tuo corpo. Vado a cercare aiuto gli dissi con le guance già rigate dalle lacrime. Mi implorò di non andar via, diceva che solo io potevo tenerlo ancora in vita, con il mio amore, cosi capii che era finita stava delirando. Non potevo fare più nulla per lui, l'avevo perso per sempre e la colpa era solo mia. Era venuto qui a salvarmi e io invece in attimo l'avevo privato Della sua ultima vita. Lui un Wone, ora neanche più quello. Sentii la sua mano accarezzarmi il braccio nudo, quello in cui io come lui avevo il tatuaggio. E questo ci rendeva unici e speciali forse quella era una delle poche cose che ci univa davvero, vorrei avere più ricordi insieme perché ora sento davvero di amarlo. Improvvisamente il buio calò nella stanza e nei corridoi in un lampo le luci si spensero una ad una, potevo sentire il suono Della corrente che veniva a mancare man mano che il buio si avvicinava a noi. Mi ritrovai ad abbracciare Joseph in una stanza bianca la cui pareti sembravano infinite. Mi sentii smarrita per un attimo, dove eravamo finiti? Possibile che dopo quel buio siamo morti entrambi e ora ci troviamo in paradiso?
- no marcy siamo in un limbo sconosciuto, lo provocato io toccando il tuo tatuaggio.volevo che facessi la scelta giusta..
-quale scelta? Io sono solo un assassina.
-no su, non lo sapevi, e poi io vivrò sempre dentro di te. Sono un Wone non dimenticarlo..posso scegliere..e puoi farlo anche tu. Disse Joseph accennando a un sorriso pieno di tristezza.
La mia scelta..si certo stava cercando di dirmi di vendicarmi.
Feci due passi indietro, presi la mia testa tra le mani, i miei occhi rotearono prima a destra poi a sinistra, in fine dissi: Per te, voglio diventare un Wone.
-marcy tu già lo sei, quel tatuaggio non é uno scherzo. Volevano tenerti in pugno ma ora non hai più nulla da temere, io non ci sarò nel tuo cammino però va via e scegli tu dove vivere. Joseph fece una pausa poi aggiunse: Non badare ai codici, per quello ci ho pensato io, quando ho saputo che Sall era un assassino sono corso qui a salvarti. Brenda ti ha mandato sulla terra perché non voleva che diventassi un Wone. Voleva salvarti ma io ho pensato bene che forse dovevo prendermi cura di te fin questo giorno, ora va..e ricordati che ti ho amato. Ah un ultima cosa..si libera..solo la tua mente può liberarti da tutto ricorda! Be free..piccola marcy.
Joseph mi poggiò le sue labbra sulle mie ma poi mi diede una spinta all'indietro e io caddi in un buio profondo mentre il pavimento e le pareti si sgretolavano intorno a me.
Era ancora tra le mie braccia quando ritornai in me, ma lui ormai era morto, non c'era più, mi aveva rivelato la mia vera identità e io l'ho ripagato con la morte, questo per me sarà imperdonabile ma ora devo andare..non c'è più tempo per stare con lui, ormai è solo un corpo senza vita, devo solo andar via.
Non ero agitata, avevo solo gli occhi rossi dalle lacrime, ma volevo andar via, impugnai il mio arpione e feci una strage di sangue lungo tutto il corridoio, alcune guardie mi vennero vicino, volevano prendermi, uccidermi ma io fui più veloce di loro a togliergli la vita. Non c'era bisogno di uccidermi io qui ero già morta. Il mio cuore ormai era di pietra, in penetrabile, nessuno più a parte Joseph ne avrebbe fatto parte. Ora sono una Wone e non ho bisogno più di nessuno, andrò via, viaggerò per l'universo e troverò il mio posto, deve esserci.
Dopo pochi corridoi mi ritrovai di nuovo nella camera principale dove avevo visto Brenda, ed infatti era ancora li pronta ad aspettarmi insieme a Sall, ma io non avevo paura ormai ero armata, avevo saccheggiato le armi lungo il corridoio e anche se non sapevo ancora sparare non mi sarei tirata indietro a farlo se ce ne sarebbe stato bisogno.
Avrei avuto l'universo nelle mie mani e non me ne ero ancora resa conto, contavo i miei battiti cardiaci, il sangue scorreva lento nelle mie vene, ora ero li, pronta a premere quel maledetto grilletto, e poi via su per la libertà, addio mondo, addio faro, addio cuore ingrato. Sall parlo di te, già, per me sei stato come un riflesso nell'acqua salata. Finchè mi facevi specchiare nei tuoi occhi, io vivevo e ti amavo, quando hai deciso di lasciarti trasportare..be li sono caduta in acqua, annegata, senza fiato, distrutta. Per troppo tempo non ho vissuto per te, per troppo tempo ho pensato a noi, ma tu..tu..non mi hai mai pensata come mi avevi fatto immaginare. Forse resto un ricordo è vero. Ma quando lo rivivi cosa provi? nostalgia? rancore? io per un tempo indefinito forse mi sono cibata solo di quello. Ma ora è ora di affrontare tutto, non credo più alle tue parole, non cerco il tuo amore ne la tua compassione, voglio solo dimenticare di tutta questa storia. Di come noi, ci siamo trovati quel pomeriggio al vecchio faro, e di come mi sussurravi che avresti voluto dormire con me, per coccolarmi, per amarmi. Era finzione? perchè costringere un mondo intero a cambiare mentre lo potevi fare tu?. Mi sono illusa per troppo tempo che le cose sarebbero cambiate, che una volta che ti avessi trovato, sarebbe andato tutto a posto. Forse avrei lasciato Joseph per te, per amare solo te, e invece è andato tutto a rotoli, Joseph vive dentro di me..e tu? solo in stupide foto! solo quelle sono la scia che resta di te dentro di me, delle stupide foto. Niente altro. Devo essere forte, troppe lacrime erano state versate per una persona che forse non mi aveva mai amata neanche quando diceva di farlo. Ora dovrei versarne altre, per esser stata delusa da te, ma me ne fotto, da oggi in poi non ci saranno più lacrime per te Sall.
Premetti il grilletto il colpo mi fece schizzare all'indietro, scaraventandomi sul pavimento, poi un urlo femminile, avevo colpito Brenda sulla spalla destra dove a pochi passi c'era Sall impietrito, era incredulo, forse non si sarebbe mai aspettato reazione del genere da parte mia. Non ero più la Marcy che aveva conosciuto. Cercai di rimettermi in piedi ma anche io ero ridotta male, ero caduta sulla mia ferretta causandomi un forte dolore alla schiena, credo sia un taglio o un graffio, intanto sentivo il sangue scorrermi dietro la schiena, ma non ci badai più di tanto. La mia sete di giustizia era più forte del dolore. Vidi Sall scrollarsi le spalle e avvicinarsi di fretta a Brenda, si era accovacciata a terra, teneva ferma la spalla con l'altra mano cercando di fermare il sangue. Sall guardò Brenda come si guarda un cane bastonato, sembrava più dispiaciuto per lei che per me, forse tra di loro c'era qualcosa e io non l'avevo mai saputo. Sall si strappò un lembo di stoffa dalla maglietta e ci fece una benda per Brenda, gli fasciò la ferita dimenticandosi quasi di me che li guardavo con aria di sfida. Rimettendomi in piedi alzai di nuovo il grilletto e puntai la pistola verso Sall.
- Dimmi dov'è l'uscita bastardo. Dissi inarcando le spalle e rovesciando la pistola in senso di sfida.
- Marcy per favore smettila, stai andando nel ridicolo. Rispose Sall mettendo le mani avanti per difendersi. Nel frattempo Brenda non smetteva di perdere sangue, esso sgorgava veloce come non mai dal suo braccio mentre da sotto la benda inzuppata di sangue la voraggine che gli aveva creato il proiettile si allargava sempre di più. Soffriva in silenzio ma era evidente che da qui a poco avrebbe avuto bisogno di un medico se non voleva morire dissanguata.
- La tua amichetta ha bisogno di aiuto portala da un medico e fammi uscire di qui. Vidi con la coda dell'occhio che alcune guardie si erano messe negli angoli della stanza armati in modo che si assicurassero che io non avessi via di uscita.
-Marcy per favore, lasciami aiutare Brenda, ma tu non puoi andar via, noi abbiamo bisogno di te..io ho bisogno di te!. Disse Sall quasi pallido perchè aveva sentito il suono della sicura che andava via.
- Nessuno ha bisogno di me, sei un bugiardo so che Joseph ha messo i codici al loro posto. E tu..tu non mi porterai più via da nessuno, non mi meriti. Ora se non mi lasci andar via faccio una pazia!. Urlai.
Sall acquistò sicurezza e con un ghigno cercò di avvicinarsi a me, voleva togliermi la pistola, ma io nonostante tremassi ero in mobile e non mollavo. - Marcy cosa pensi di fare una volta li fuori? sei ancora una ragazzina non sei pronta per esser una Wone. Invece qui ti assicuro che non saresti condannata a nessuna pena e potremmo costruire un nuovo futuro per questo posto..ti sto offrendo il mio cuore Marcy.
- Se ho perso tutti e sono una Wone allora vuol dire che questo è il mio momento e non sarai tu a impedirmelo. Anzi se non mi lasciate andare via giuro che la faccio finita qui. Cosa scegli Sall una ragazza morta per colpa tua o una ragazza viva senza di te? non hai molto da decidere. Mi puntai la pistola alla tempia, sapevo che non mi avrebbe mai fatto premere quel grilleto, ma in ogni caso avrei preferito la morte alla privazione della mia libertà. Sono una Wone ed è quello il mio destino, non si può fare altrimenti. Voglio visitare ogni mondo, conoscere tutte quelle che abitavano li, voglio vedere che vita avevano prima che la morte le portasse via, ma forse la morte è mia amica perchè senza di essa io non sarei una Wone. Quindi è proprio vero, la morte ti libera da tutto, la morte è libertà e io voglio esser libera.
- Marcy ti prego non scherzare, posa quell'arma. Sussurò Sall.
- Non avvicinarti o lo faccio!. Premetti la tempia ancor più forte sulla canna poi continuai: lasciatemi andare..! voglio essere una rondine e volar via per esser libera.
Sall mi guardava incredulo, iniziò a singhiozzare, io feci lo stesso, mi guardavo intorno senza mai perdere la concentrazione ma stavo cedendo, tutti mi fissavano ma nessuno mi puntava più un arma addosso. Sapevano che ero pronta a morire. Improvvisamente una parte del soffitto crollò, le pareti intorno si stavano sgretolando come nella visione con Joseph, ma questa volta era tutto vero, intorno a noi tutto stava antando in frantumi, poi una luce bianca abbagliò i nostri occhi. Era un faro. Sall saltandomi addosso mi strappò la pistola dalle mani, partì un colpo nell'aria, non so cosa colpì ma si senti un rumore metallico, non era lo sparo, bensì un portellone largo circa due metri si stava aprendo sopra le nostre teste, una voce metallica ma femminile mi fece segno di entrare, l'avevo riconosciuta era lei, mia sorella, Emily..era venuta a salvarmi ma come avesse fatto non me lo sarei mai spiegato, ancora mille domande affioravano la mia mente. Ma ora era il momento di andare. Mi girai dando le spalle a Sall, ma prima di voltarmi gli pronunciai un addio molto lento e deciso in modo che gli rimanesse ben impresso nella mente. Come se da quel momento in poi davanti a noi si fosse formata una barriera che ci divideva. Per me lui non esisteva più. Voltandomi affondai le mie scarpe su quei gradini di metallo, sembrava quasi un sogno, una navicella volante in fondo all'oceano guidata da mia sorella, chi se lo aspettava. Ecco l'ultimo gradino e le porte si aprirono, dall'esterno già potevo vedere mia sorella in tenuta militare pogiata allo schienale di una poltrona di comando. Con un casco di sicurezza e un paio di cuffie mi guarda squadrandomi dalla testa ai piedi mentre io ero ancora sull'uscio del portellone.
-Dai entra sorellina che ora ci divertiamo.Aveva detto. Ma dalla pistola che mi aveva sottratto Sall un altro colpo usci da lì, colpendo la mia ferita alla schiena, facendo si che si lacerasse ancor di più, da essa un fremito mi fece vibrare tutto il corpo poi qualcosa si accese dentro di me, i miei occhi, non vedevo più come prima, improvvisamente la mia vista sembrava esser migliorata ma solo per pochi secondi prima che cadessi sul quel pavimento di ferro e bulloni.


2 ANNI DOPO:
Non era cambiato nulla, da qui su si poteva ammirare tutto il panorama, vedevo per fino il vecchio faro in fondo alla strada. Il rumore di un treno arrivare verso sinistra e il vento che ancora una volta mi soffiava nei capelli, forse l'unica cosa che era cambiata ero io, non ero più la ragazzina ingenua e debole di prima.Ora viaggiavo armata, non andavo mai in strada senza un pistola o un arpione, il pericolo poteva essere sempre alle mie spalle e dovevo difendermi, Emily mi aveva spiegato che alcune persone andavano a caccia di Wone per appropriarsi delle loro vite, credevano che potessero acquisire i nostri poteri, ma era impossibile.Essere un Wone non dipendeva da noi, non si può fare una scelta per esserlo, non è colpa nostra se gli altri ci hanno abbandonato scegliendo la morte. Dopo quella sera, io e mia sorella siamo scappate via, lei anche è una Wone, e anche se proveniamo da due universi paralleli abbiamo deciso di allearci contro questo mondo crudele. Per tutto questo tempo mi aveva osservata, scrutata forse per troppo a lungo, finchè non ha deciso di salvarmi. Come lei prima di quella sera non sapevo che un Wone potesse acquisire una forza maggiore, ora sono forte, scaltra e non ho paura di nulla, questo perchè si dice che chi è solo al mondo deve avere una grande forza di volontà per sopravvivere ancora e io la sto acquisendo man mano. Ora si vive di avventure, le emozioni che poteva provare prima una diciottenne ormai le ho abbandonate, so di non essere come tutte le altre, e sopravvivo per questo. Due anni sono passati e l'amore non mi manca, l'unico tassello che non troverò mai sono le braccia calde che mi stringevano di Joseph, la sua morte non me la perdonerò mai. A volte lo sogno, ritorniamo in quel limbo dalle mura bianche, mi da consigli e poi finiamo per fare l'amore, un lungo susseguirsi di baci e carezze, ma poi si trasformano in un incubo, tutto diventa tempesta, fulmini e saette si scagliano in quella stanza fin a inondarci d'acqua piovana fin al collo, non possiamo respirare, io faccio fatica a stare a galla, lui si lascia andare e muore annegato..mi sveglio di colpo e penso a lui Sall. Ha il potere di entrare nei miei sogni, di gestirli di uccidermi anche li..non so dove sia la felicità di quel ragazzo, cosa faccia o se ha gia un altra ma l'unica cosa certa è che non mi da tregua. Grazie alla navicella ereditata da Joseph possiamo viaggiare spesso senza aspettare la prossima tempesta. Io e Emily abbiamo imposto una regola, dopo un anno che cercavamo un posto migliore abbiamo deciso di vivere un pò ovunque, sia per sfuggire a Sall nel caso gli fosse saltato in mente di darmi la caccia, sia perchè in qualsiasi posto io sia stata non ho mai trovato il mondo perfetto, ovunque andassi e ci stessi per troppo tempo andava sempre qualcosa storto, quindi ogni tre mesi partiamo per un nuovo luogo, per ora non abbiamo ancora raggiunto tutti i mondi, ma lo faremo presto.
[cit.tatina300]
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