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lavoro pubblicato sabato 22 agosto 2015
ultima lettura venerdì 18 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

è ancora PREAMBOLO

di zero1in2condotta. Letto 563 volte. Dallo scaffale Pensieri

è ancora PREAMBOLO   Avevo qualcosa da dire, più che cantare, invece sono accorse cose andate, credute finite, forse, finché respiro saranno sempre vive. Ora, basta così, il concerto è finito.   &l.....

è ancora PREAMBOLO

Avevo qualcosa da dire, più che cantare,

invece sono accorse cose andate, credute finite,

forse, finché respiro saranno sempre vive.

Ora, basta così, il concerto è finito.

«Questo prosa è dedicata a coloro che vogliono insultarsi e,

per un punto d’onore, l’autrice lo dedica ad un “ragazzo”

che configura come uno gnomo dispettoso, il quale,

soffiando nebbia tutt’intorno,

d’improvviso spegne le luci e mura i battenti, ma,

senza mutarlo lo vorrebbe il più “caro” fra gli amici che ha.»

- - - -

Caro F.C., grazie per aver strimpellato qualcosa.

Sì, mi sto amando, perché sia quiete tra me e la “sensazione”,

che si liberi il suo volo migratorio, che torni il bosco all’orizzonte,

quello stesso bosco dove sono entrata.

Non so davvero se il «Concerto d’Autunno» è un incidente di percorso,

se soltanto la fantasia l’ha potuto concepire.

É vero che a dispetto del tempo ho colto incosciente una

sensazione” sfrontata,

ed è accaduto che non l’ho imprigionata,

ma lasciata emergere, sfiorare, violare un astratto.

Non ho guardato il ragazzo che sei, ma l’uomo, quello che comunque è tardi per fermarsi, che non è un fuoco da spegnere,

è da consumare fino all’ultima scintilla,

fra me e me, come sempre.

Quale male posso fare, mi son detta incontrandoti,

uno gnomo non ha anima, è nato vecchio e inumano,

ci cerchiamo e ci perdiamo così da mille vite,

semmai ha uno spirito, e nel tuo che appare intangibile e sfuggente, incapace di libertà, di svolazzare,

di barattare con la fantasia, posso alitare soltanto un’illusione.

Un gioco ballerino che neppure da sola potrei animare.

Ho creduto di resistere, ero in vantaggio,

il tuo malessere è ancora imberbe,

ma ho dovuto soccorrermi, ho avvertito le mie ali spezzarsi:

ehi, Peter Pan - qualcuno m’ha scosso in piena notte –

stai planando bassa, il concerto sta perdendo armonia.

Ma, chi sta suonando?

Uno stonato che non sa prendere a volo un trillo incantato.

Tu... sei soltanto bugiardo? Magari..., saresti un mondo fatato,

un tocco bastardo che un uomo o una donna vorrebbe assaporare,

Poi, ho avvertito severo il silenzio, percepito un sudario avvolgermi.

e ho iniziato a macellare la sensazione ibrida, stringere i denti

per non urlare, finché emulata sia consumabile, fra me e me.

Non sarebbe splendido stringerti, tu sei...

Ma che vada affanculo la psicologia.

Io sono un’esorcista, so scacciare i demoni del rammarico,

quelli del rimorso, della pietà, del pentimento,

divoro e trasformo tutto in poesia,

una baldracca che talvolta mi smercia.

So spegnere una candela e annullarne l’odore,

perché svanisca ogni sentore.

Sono un cultore dell’orgasmo virtuale, so acquietarmi senza lambire,

trasformare un acquitrino e far zampillare luce.

Addio, adesso si dissolva pure Peter Pan.

° ° ° °



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