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lavoro pubblicato martedì 18 agosto 2015
ultima lettura domenica 15 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Billy Heart . Capitolo 3

di MrPink. Letto 559 volte. Dallo scaffale Pulp

Mago: Sapete chi era Vicky Delancy? In gangstar degli anni cinquanta. Il pericolo delle strade e il pistolero del Texas. Il Boss. Ecco. Si dice, e ripeto che si dice, che quando morì i poliziotti gli trovarono addosso i documenti di un certo Victor H

Ispettore Rodriguez: La famiglia? Certo che ce l'aveva. Ma nessuno si accorse di loro fino al processo. Avrei messo la mano sul fuoco sul fatto che fosse figlio unico, e invece...
Ma sapevo che aveva una madre. La signora Heart era ciò che si può definire "bellezza dell'infinito".

Gina Pompa: "Gli altri Heart". Così gli chiamavamo. La signora Heart era una donna dagli occhi grigio-verdi che nessuno di noi ha mai dimenticato. Immaginate cosa voleva dire per Billy Heart avere una madre così... così spettacolare.
Tutti facevano sogni erotici su di lei, ma nessuno ne parlava. All'epoca si era più fini.
All'epoca i ragazzi che parlavano a noi di Billy Heart ci sembravano spettacolari.

Mago: Sapete chi era Vicky Delancy? In gangstar degli anni cinquanta. Il pericolo delle strade e il pistolero del Texas. Il Boss. Ecco. Si dice, e ripeto che si dice, che quando morì i poliziotti gli trovarono addosso i documenti di un certo Victor Heart. Già. Nessun documento che portava il nome Victor Delancy. Quando Delancy morì si lasciò in vita una moglie bellissima e cinque figli.
Io glielo chiesi, a Billy, se quello che tutti chiamavano "La leggenda Delancy" fosse suo padre, ma lui scuoteva sempre le spalle dicendo che non era il figlio di nessun padre, ma che era amato da tante madri.

Ispetore Rodriguez: Certo che la voce della parentela con Delancy mi giunse all'orecchio, ma infondo chi ci credeva? Era un ragazzino a cui ricamarono sulle sue spalle un sacco di storielle campate per aria solo per farlo apparire "più figo" di quello che in realtà è.
Ve lo dico io chi è Billy Heart: Lui è il responsabile della morte di duecentosessantatrè persone, tra cui cinquantadue bambini che ancora non avevano compiuto i dieci anni, circa una sessantina di famiglie, lasciando soli a casa minimo duecento figli, o duecento mariti, o duecento genitori. Lui è il bombarolo di Urbana, Illinois, contea di Champaign.

Gina Pompa: La nonna di Billy era bestiale. Nel senso che somigliava seriamente a una bestia. La vedevamo sempre lì sul portico, con il suo fucile in mano e il cappello di paglia. Non era come le nostre nonne, con i gioielli di giorno e i loro completino estivi color pastello. Lei stava lì e guardava tutti in malo modo. Avevi paura a passare davanti casa degli Heart, perché quella vecchia pazza ti dava l'impressione di volerti sparare da un momento all'altro.
Quella vecchia bestia aveva partorito lo zio di Billy, Lev. Lev era il fratello del padre di Billy, e potete immaginare, che per noi era facile entrare in comune e vedere i certificati di nascita di ognuno. Gli Heart erano originari di qui, anche se Billy Heart, fortunatamente, non era di qui.
Arminga Heart diede alla luce due figli: Victor, morto casualmente lo stesso giorno di Vicky Delancy, e Levrasky, morto di vecchiaia nel 1996.

Mago: Ero palesemente innamorato anche dello zio di Billy. Non solo io, ovviamente. Io e le altre ragazze del circolo, quelle con cui poi ci siamo sposati e quelle da cui poi abbiamo divorziato.
Lev Heart aveva quel fascino da uomo d'affari che possedevano tutti i nostri padri.
Forse per questo era la perversione di ogni giocatore di baseball. Lui era i nostri padri.
Noi amavamo i nostri padri, e noi volevamo andare a letto con Lev Heart.

Ispettore Rodriguez: Lev Heart era il più normale della famiglia. La signora Heart, quella vecchia, era totalmente pazza. Non si muoveva dalla sua sedia a dondolo e non lasciava mai il suo fucile a canne mozze.
Guardava tutti male.
Una volta però scomparve per tre giorni.

Mago: Ciò che fece la nonna di Billy in quei tre giorni nessuno lo seppe mai. Una donna brutta che non odorava di buono come le nostre nonne. Odorava di spazzatura lasciata al sole, non so se mi spiego.
Furono Lev e Billy che andarono a cercarla, mentre la madre di Billy sembrava non preoccuparsi minimamente. Gli altri tre, i fratelli di Billy dico, di quelli nessuno si preoccupava.

Gina Pompa: Io e Ether, quella lì del club scolastico a cui ero obbligata a partecipare, eravamo lì quando la macchina degli Heart sfrecciò davanti al maniero degli Heart e ne uscirono.
Prima Lev, poi il nostro Billy e insieme fecero scendere quella vecchia di merda con quel cazzo di fucile in mano, tutta sorridente.

Ether Lovely: Era ancora più inquietante di quando ti guardava male dalla sua sedia a dondolo. Ricordo perfettamente cosa disse.
Disse: «Gli ho uccisi! Ho salvato l'umanità. Quei fottuti alieni non ci avranno mai! Il governo non avrebbe fatto niente, io ho salvato l'umanità.»
Ovviamente questo non me lo fecero scrivere sul girnalino della scuola. Fu proprio Billy a chiedermelo. Mi disse che sua nonna scherzava, che aveva un tumore al cervello e che aveva le allucinazioni per le pillole.
Però mi sono sempre chiesta dove finirono le pallottole. Quando lei scese dalla macchina tirò fuori dalle tasche dodici bussolotti vuoti e li sotterrò nel giardino davanti.

Gina Pompa: Gli Heart erano maledetti. Te lo dico io. Sicuramente Nonna Heart aveva sparato. E sicuramente quelli a cui aveva sparato non erano alieni, anche se lei era convinta che lo fossero.

Reverendo Paul: Che rapporto c'era fra lo zio e Billy? Non saprei, sinceramente. Lev Heart non era della mia parrocchia, era ateo. Era un uomo di legge. Ma una volta li sentì parlare, a lui e allo zio.
Fu la prima ed unica volta in cui io vidi Billy piangere.
Piangeva così a dirotto che aveva il viso rosso e il fiato corto. Erano nel vicolo dietro la chiesa ed io ero uscito per prendere una boccata d'aria dopo la messa delle dieci di sera.
C'era Billy che lo accusava di qualcosa e c'era Lev con le mani nelle tasche del suo completo da uomo d'affari.
C'era Lev che parlava con una calma estenuante e Billy che a un certo punto scoppiò in lacrime di fronte al viso più impassibile che abbia mai visto.
Billy e Lev si picchiarono quella sera. Billy gli tirò un pugno in pieno viso e Lev non fu da meno.
Si sbatterono al muro fino a che Billy non perse il fiato per l'adrenalina e il pianto. Fino a che Billy non cadde a terra in ginocchio con il viso fra le mani, piangendo in un modo così assordante che dovetti entrare per non mettermi a piangere a mia volta.

Mago: C'ero anche io in chiesa quella sera. Mi stavo fumando la sigaretta e sentì la voce di Billy nel vicolo. C'era anche quel porco del reverendo nascosto in un angolo. Sono sicuro che si stesse facendo una sega ascoltando la voce di Billy che sputava insulti contro suo zio.
Non capì di che cosa stavano parlando, ma captai la parola chiave.
Captai il nome "Shot". Prima che si picchiassero e che Billy cominciasse seriamente a piangere.
Lev si allontanò lasciandolo lì a terra e così mi avvicinai. Mi voltai verso il Reverendo ma lui già non c'era più.
Gli chiesi cosa fosse successo e vidi il sangue uscirgli dal naso e dal labbro spaccato. Chiariamo che Lev se ne andò con la mano premuta sulla stomaco.
Appena sentì la mia voce si voltò e... dio... il suo sguardo. Era fragile.
Ti veniva voglia di accudirlo come si fa con i cuccioli di cane maltrattati.
Ma invece si alzò di scatto senza farsi toccare, e poi... vomitò. Sì. Avete capito bene. Si piegò in due e vomitò in mezzo alle gambe.

Gina Pompa: Cronologicamente parlando, il pomeriggio in cui lo trovammo seduto sulle scale con le lacrime agli occhi era il pomeriggio dopo la sera in cui lui e suo zio si picchiarono, e fu il pomeriggio prima in cui a scuola fondò lo Iodio.

Vattelapesca: Io ero con lui quella mattina. Ero con lui quando appese il suo manifesto. Quella mattina Shot ci raggiunse come sempre, ed aveva il sorriso come sempre.
Shot era un artista, sapete. Billy adorava i suoi disegni. Era una delle poche cose che gli piacevano.
Fu infatti Shot a progettare il manifesto. Ethan Levi, un giorno mi disse di avere dei sospetti su qualcosa, e se oggi fosse qui a parlare con voi, sono sicuro che parlerebbe di quella mattina con una particolare enfasi.
Ethan, quello stesso pomeriggio, mi fece notare un paio di cose. Tipo lo sguardo di Billy quando Shot si avvicinò a lui.
In effetti, se ci penso oggi, direi che era uno sguardo strano. Uno sguardo quasi malato.
All'epoca non ci diedi peso, voglio dire, cazzo, stavo cominciando a entrare nella ristrettissima cerchia di coloro che potevano parlare con Billy Heart senza sentirsi a disagio.

Mago: Io e Ethan eravamo allo stesso corso di scienze naturali. Fu lì che mi parlò. Voglio dire, era una cosa assai strana. Io ero uno dei ragazzi del circolo, lui era fuori il nostro mondo.
Ma mi parlò. Mi chiese che cosa avessi sentito la sera in cui Lev e Billy si picchiarono, mi chiese se ero lì quando Nonna Heart disse di aver ucciso gli alieni.
Io, ovviamente, dissi di no. Non volevo che qualcuno mi vedesse parlare con un criminale come Ethan Levi. Volevo cacciarlo all'istante. Eppure, se ci penso oggi, direi che Ethan stesse cercando di capire un qualcosa che era così evidente da sembrare quasi naturale.
Gli Heart erano maledetti da un qualcuno in dietro con gli anni.

Ex-Direttrice St. German: Avrei dovuto fare qualcosa quel giorno. Io lo vidi appendere il suo manifesto accanto a quelli degli altri studenti, ma non dissi niente.
Pensavo che forse lo Iodio servisse a far capire al mondo che Billy Heart era più del fascino del Teddy Boy che si portava dietro.

Mago: La volete una chicca? Eh, la volete? Quella mattina, la mattina in cui l'American Airlines of Illinois esplose, c'era in programma una partenza speciale. Indovinate chi doveva partire quell'esatta mattina e a quell'esatta ora? Lev Heart aveva il suo biglietti in tasca e si era allontanato dall'aereoporto perché il caffè del bar non gli piaceva. E beh... voi sapete chi di noi ragazzi della classe '55 è morto in quell'esplosione, no?


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